NOTIZIE FLASH

EXPO 2015, ARRIVA A MILANO “LA CENA SOSPESA”

17/07/2015

“E’ un’iniziativa concreta che ti ricorda che mentre tu ceni al ristorante c’è chi fatica a mettere insieme un pasto giornaliero: un gesto di solidarietà, direi “simpatico”, perché ispirato alla condivisione, ma anche discreto perché non mette a disagio nessuno”. Lo ha detto  monsignor Erminio De Scalzi vicario episcopale per gli Eventi e gli Incarichi speciali, presentando a Palazzo Marino “La Cena Sospesa”, l’iniziativa di solidarietà per Milano legata al cibo promossa dalla Diocesi di Milano, con il patrocinio del Comune, e realizzata da Caritas Ambrosiana.


Quando e come si svolge
Dai primi di agosto fino a fine novembre ed oltre nei 28 ristoranti che aderiscono al network “Cena sospesa”, i clienti avranno la possibilità di fare un’offerta che servirà a pagare un pasto a una persona in difficoltà. Il ristoratore che aderisce all’iniziativa esporrà sui tavoli del locale un porta-conto su cui è illustrato il progetto. Il cliente, all’atto del pagamento della cena, potrà fare una donazione depositando all’interno di una teca sigillata con il marchio dell’iniziativa la busta in cui avrà messo l’offerta. Un volontario di Caritas Ambrosiana passerà periodicamente presso il ristorante per ritirare le offerte.


Le donazioni raccolte da Caritas Ambrosiana saranno convertite in Ticket Restaurant® del valore di 10 euro ciascuno che Caritas Ambrosiana stessa distribuirà alle persone in difficoltà. I beneficiari potranno spendere i Ticket Restaurant® nei 4mila esercizi presenti a Milano che accettano i titoli Edenred, partner dell’iniziativa (3.200 tra ristoranti, pizzerie, bar tavole calde e fredde, 800 punti supermercati). Gli accordi presi tra Caritas Ambrosiana e i “partner tecnici” Edenred e Banca Sella consentono di destinare ai beneficiari l’intero importo dell’offerta, senza costi di intermediazione o commissioni. L’offerta potrà essere fatta anche on line, scaricando l’applicazione Hype Wallet e inquadrando il QR code stampato sul porta-conto.


Come vengono distribuite le offerte
Le offerte convertite in “cene sospese” saranno distribuite dai 171 Centri di ascolto Caritas presenti nella città di Milano alle famiglie quale strumento che contribuisce, tra gli altri, al superamento di una fase di difficoltà. Per stabilire il numero dei ticket e la frequenza di erogazione, il Centro di ascolto valuterà la situazione socio-economica, il numero di minori a carico, lo stato di disoccupazione dei componenti attivi della famiglia e quali azioni sono in corso per la ricerca del lavoro, l’attivazione della rete dei servizi territoriali.
Il progetto sarà realizzato da Caritas Ambrosiana grazie a partnership e sostegno che, a vario titolo, vedono coinvolti FIPE, Confcommercio, EPAM, Ente Bilaterale Pubblici Esercizi, Edenred, “Expo in Città”. Si avvale, inoltre, del contributo tecnico di Banca Sella.
 

Tra i testimonial dell’iniziativa c’è anche lo chef “stellato” Carlo Cracco. “La Cena Sospesa” ha anche un sito http://cenasospesa.caritasambrosiana.it/

Nokia: per i licenziamenti interviene la Curia di Milano

13/06/2012

«Un incontro interessante sotto tanti punti di vista». Così Christian Gambarelli, segretario della Fim Cisl di Milano, ha commentato a caldo l’esito del colloquio avuto ieri in Arcivescovado con il responsabile della Pastorale del lavoro della Diocesi Ambrosiana, don Walter Magnoni. Oggetto: la vertenza Nokia Siemens Network, che in queste settimane, da quando l’azienda ha annunciato di voler licenziare 580 lavoratori (sui 1.100 dipendenti italiani), sta turbando i sonni di altrettante famiglie. La situazione è critica. Le maestranze nei scorsi giorni hanno scioperato; incontrato il prefetto Gian Valerio Lombardi; manifestato davanti al palazzo del Consolato tedesco. La convocazione in Curia è arrivata dopo una lettera inviata dai segretari di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil all’arcivescovo milanese, cardinale Angelo Scola.

«Siamo soddisfatti – ha osservato Gambarelli – la Curia ha mostrato attenzione per la nostra vicenda e si è impegnata ad attivarsi anche concretamente per cercare una via d’uscita. Don Magnoni chiederà un incontro al management italiano e manderà una lettera all’amministratore global di Nokia Siemens Network. Noi ci aspettiamo che questo tipo di sollecitazioni possa smuovere qualche cosa. Ci possono essere sviluppi positivi, il mercato dell’azienda è interessante e i vertici potrebbero modificare i propri piani».

La gran parte degli esuberi annunciati è concentrata nel milanese (circa il 90% secondo i sindacati) e toccherà trasversalmente tre aree: amministrazione, ricerca, assistenza tecnica. La multinazionale, nata da un’alleanza tra la finlandese Nokia e la tedesca Siemens, ha un grosso stabilimento a Cassina de' Pecchi, non lontano dai confini del capoluogo lombardo.

In questa fase di crisi, l’ufficio della Pastorale del lavoro è molto attivo.

«Per quanto è nelle nostre possibilità – ha spiegato don Magnoni –,  cerchiamo di stare accanto al mondo del lavoro. Nelle diverse situazioni, come quella di Nokia Siemens Network, ascoltiamo i lavoratori e proviamo anche a mediare con le aziende per vedere se si possono trovare della soluzioni positive. In questo tipo di attività è, ovviamente, importante la collaborazione con il sindacato».

La Chiesa Ambrosiana, oltre a giocare un ruolo “strategico” (di pressione-mediazione), è fortemente impegnata anche sul piano pratico. Tra le varie iniziative, quella più nota è senz’altro il Fondo Famiglia Lavoro (per il sostegno economico ai nuclei in difficoltà) istituito nel 2008 dal cardinale Dionigi Tettamanzi e rilanciato nella fase due (microcredito e formazione) dal suo successore, l’arcivescovo Scola. Tornando alla Nokia Siemens Network, la mobilitazione non si ferma: domani è in programma una nuova manifestazione davanti alle sedi milanesi di Vodafone e Wind.

FIERE - Al Salone del Franchising un negozio virtuale

29/10/2013

Alla 28° edizione del Salone Franchising Milano (FieraMilanoCity, 8-11 novembre 2013, www.salonefranchisingmilano.com) sarà presente per il secondo anno Innovation Retail Lab, l’iniziativa di RDS&Company e Disignum dedicata alle nuove tecnologie disponibili sul mercato. Novità di quest’anno è il Negozio 2.0, un innovativo percorso interattivo che guida il visitatore a sperimentare con mano le potenzialità digitali, realizzato grazie al Gruppo di Lavoro Innovazione nel Retail di Assintel, l’Associazione Nazionale delle imprese ICT di Confcommercio, con il patrocinio di Unione Confcommercio Milano, Lodi, Monza Brianza.

 

Nell’area, attraverso un percorso guidato, le aziende presentano soluzioni avanzate per i diversi momenti di acquisto. Il visitatore può seguire il tipico percorso che il cliente normalmente segue all’interno di un punto vendita: dalla scelta del bene, alla prova, al pagamento e al rapporto pre e post acquisto con il personale. Il tutto supportato, semplificato e tracciato attraverso l'aiuto di moderni strumenti come i tablet, i touch-screen e i pagamenti elettronici.

 

Previsto, poi, un momento dedicato alle tecnologie nel palinsesto del Sfm. Lunedì 11 novembre (ore 10.30-12.30), è in programma un workshop dal titolo Innovation Retail Lab: le nuove tecnologie per il mondo del franchising, realizzato in collaborazione con Assintel e moderato da Enrico Sacchi, caposervizio della rivista GDOWeek. Il workshop, cui partecipa anche Assofranchising, ha l’obiettivo di presentare il Gruppo di Lavoro Innovazione nel Retail e avviare un momento di confronto con il pubblico sul tema dell’innovazione. I maggiori esponenti del mercato del Franchising esprimeranno le proprie necessità di soluzioni basate su tecnologie innovative.

 

Il Gruppo di Lavoro Innovazione nel Retail è un centro di ricerche costituito nel 2012 all'interno di Assintel - Confcommercio con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’innovazione tecnologica nel mondo del Retail e si rivolge a tutti gli operatori di grandi e piccole dimensioni, ponendosi come punto di riferimento per individuare, promuovere e supportare i nuovi trend del mercato. 

E’ il punto d’incontro di tutte le aziende che propongono prodotti e soluzioni innovative a supporto del Retail e si pone a servizio degli esercenti per dare loro i giusti impulsi ad adottare tempestivamente le nuove tecnologie, valutando anche l’impatto di queste sugli stili di consumo. A oggi il Gruppo di Lavoro è composto da alcune tra le più innovative e attive società del settore: Disignum, Econocom, Ingenico Italia, Guttadauro, HSC, KGroup, Mobile People.

Innovation Retail Lab è una delle tappe fondamentali nel percorso del Gruppo di Lavoro che, tra le attività, prevede anche l'organizzazione di workshop, di progetti pilota e di consulenza sulle modalità di sfruttamento delle nuove tecnologie a beneficio del business dei retailer.

 

CONSUMI - I milanesi spendono un miliardo all'anno in ristoranti e bar

07/11/2013

Milanesi, buone forchette: tra pasti e consumazioni fuori casa le famiglie milanesi spendono circa un miliardo di euro all’anno. E sono 15.911 le imprese attive nella ristorazione a Milano, in crescita del 3,5% in un anno con un peso del 5,1% sul totale italiano di settore. Crescono soprattutto i catering che, tra 2012 e 2013, passano da 69 a 91 imprese attive, +31,9%, e i ristoranti e attività di ristorazione mobile, +4,4%. Molti i giovani che si dedicano al business della cucina: a Milano oltre un’attività su sette. Forte la presenza di donne, circa il 28%, e stranieri il 24%. La cucina classica milanese resta comunque tutelata, circa un’impresa individuale su tre nel settore della ristorazione ha infatti un titolare milanese che spesso offre i piatti della cucina tipica. Una cucina che rimane anche al centro della tradizione familiare: risotto e cotoletta sono infatti i piatti più cucinati rispettivamente dal 46,2% e dal 25,6% delle famiglie milanesi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese al secondo trimestre 2013 e 2012, da un’indagine condotta dalla Camera di commercio di Milano attraverso Digicamere con metodo CATI a dicembre 2012 e da una stima sui dati della Indagine sui consumi delle famiglie milanesi della Camera di commercio di Milano.

Imprese della ristorazione in Lombardia. Sono 48.622 in crescita dell’1,8% in un anno e pesano il 15,4% sul totale italiano di settore. Tra 2012 e 2013 crescono soprattutto i catering che passano da 140 imprese attive a 187, +33,6%. E se a Milano si concentra quasi un’impresa della ristorazione su tre (15.911 imprese, 32,7%), salgono sul podio anche Brescia (7.385 imprese, 15,2%) e Bergamo (5.283, 10,9%) mentre rispetto al 2012 crescono soprattutto Lodi e Milano (+3,8% e +3,5%).

Imprese della ristorazione in Italia. Sono circa 315mila in crescita dell’1,7% in un anno. Crescono i ristoranti veri e propri che tra ristorazione fissa e mobile passano da 160.611 imprese attive a 162.806, +1,4%  ma soprattutto le attività specializzate in catering per eventi, +21,3%, da 676 a 820 imprese. E se tra le province per numero di imprese spiccano Roma (24.710), Milano (15.911), Napoli (14.163) e Torino (12.391), in un anno crescono di più Palermo (+6,5%), Trapani (+5,2%) e Rieti (+4,7%).

Il marchio DeCA della Camera di commercio di Milano a tutela della ristorazione ambrosiana d.o.c. La Denominazione di Cucina Ambrosiana è riconosciuta ai locali che si impegnano a utilizzare prodotti di qualità, tipici e stagionali (preferibilmente ottenuti con tecniche di lavorazione tradizionali), a garantire le denominazioni e gli originali metodi di preparazione dei piatti, a fornire ai clienti informazioni sulle principali caratteristiche delle ricette preparate e a trasmettere ai consumatori la storia e la cultura gastronomica milanese. I locali devono proporre tutto l’anno nella propria lista delle vivande almeno cinque piatti della tradizione ambrosiana. Il marchio DeCA, da esporre in vetrina o nel locale, è un’iniziativa della Camera di commercio di Milano, in collaborazione con Epam (l’Associazione dei Pubblici Esercizi di Confcommercio Milano) e Accademia Italiana della Cucina. 84 i ristoranti di Milano e provincia a cui è stato riconosciuto il marchio.
 
“Il marchio di qualità DeCA – ha dichiarato Alfredo Zini, consigliere della Camera di commercio di Milano – nasce per valorizzare il patrimonio gastronomico del nostro territorio attraverso una certificazione che ne distingua la qualità e la tradizione. La riconoscibilità di qualità e tipicità che il marchio offre può diventare, inoltre, un importante strumento di promozione nazionale ed internazionale delle eccellenze della nostra cucina in vista del vicino appuntamento di Expo 2015”.

La Camera di commercio di Milano a Golosaria 2013. La storicità della joint venture con Golosaria si è articolata dal 2006 con la Camera di commercio di Milano in alcuni dei temi chiave di Golosaria, su tutti il rapporto tra agricoltura e attività commerciali. Durante la manifestazione in programma dal 16 al 18 novembre, presso il Superstudio Più di via Tortona, sarà dedicato un approfondimento sui locali in funzione del momento cardine di socialità quale è l'aperitivo, che verrà proposto sabato 16 alle ore 19,00 sul palco di Golosaria in chiave “intelligente”.

La nuova vita dei locali cittadini, che si reinventano come multitasking e diversificano la propria offerta sarà al centro di un talk show a Golosaria previsto per lunedì 18 alle ore 11,00, che indagherà le trasformazioni dei nuovi locali a tutto tondo.

Il Fuorisalone di Golosaria avrà come protagonisti i ristoranti DeCa, presenti sulla GuidaCriticaGolosa, che daranno un'interpretazione universale del piatto Expo, con una ricetta che, pur partendo dalla tradizione e da prodotti locali, possa incontrare le culture del mondo, rispettandone i precetti alimentari e i conseguenti divieti; partendo da Golosaria e dal suo battage, questo progetto vuole continuare creando un ponte con Expo 2015.

 

ECONOMIA - Il benessere non è solo Pil

31/10/2013

Qual è lo stato di salute de mercato del lavoro? Qual è il termometro per misurare con efficacia il benessere della società? Cosa ci dicono le statistiche in merito agli sprechi della sanità? Ne hanno discusso questa mattina alcuni tra i maggiori esperti di statistica nel corso del convegno Statistica e società, strumenti per l'analisi dei fenomeni sociali (Programma e relatori) organizzato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con Istat. «Se si confrontano i due indicatori che più comunemente si usano per valutare lo stato di salute (o di malattia) dei mercati del lavoro dei paesi europei _ ha spiegato Emilio Reyneri, sociologo del lavoro dell’Università di Milano-Bicocca _  risulta evidente un paradosso per quanto riguarda l’Italia. Il tasso di disoccupazione del nostro Paese sino al 2011 era inferiore di circa un punto percentuale alla media dell’Unione europea. Per contro, il tasso di occupazione da molti anni compete con Spagna, Grecia e Ungheria per essere il più basso dell’Unione europea». Ma perché questo dato è apparentemente dissonante? «Questo paradosso si spiega con la definizione di disoccupazione adottata da Eurostat, che limita il perimetro dei disoccupati a coloro che dichiarano di aver fatto un’azione di ricerca di lavoro nel corso dell’ultimo mese. Risultano cosi esclusi coloro che vorrebbero lavorare, ma non hanno fatto una recente azione di ricerca. In Italia i senza lavoro che percepiscono un’indennità sono relativamente pochi e anche costoro non debbono recarsi ogni mese presso un Centro per l’impiego per percepire l’indennità, risultando così inattivi se non fanno altre (e più costose) azioni di ricerca. Per contro, la grande maggioranza dei senza lavoro in Spagna percepisce un’indennità e per riceverla deve recarsi ogni mese presso un centro per l’impiego, risultando così automaticamente in cerca attiva di lavoro». Nel corso del convegno gli esperti si sono anche chiesti se il Pil possa bastare per calcolare il benessere di una società. «Le prospettive e i progressi di una società vanno valutati considerando i bisogni dei cittadini _ ha detto Linda Laura Sabbadini dell’Istat _ la loro qualità della vita, il grado di equità e sostenibilità che regole e funzionamento del sistema originano. Non può essere sufficiente il PIL per valutare lo stato di benessere di una società. Noi, insieme ai cittadini, abbiamo costruito un set di indicatori da affiancare al Pil per poter dare alla politica delle linee guida». Sono stati così stabiliti dodici domini che rappresentano le dimensioni da misurare: salute, istruzione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, e 134 indicatori, con una media di poco più di dieci indicatori per dominio. Qual è la fotografia di questa indagine? «Il cittadino non ha fiducia negli altri e nelle istituzioni _ ha evidenziato Linda Laura Sabbadini _ Solo il 20 per cento si fida degli altri, un valore molto basso rispetto al 60 per cento dichiarato dai Paesi nordici; quanto alle istituzioni, sono molto bassi i voti dati dai cittadini ai partiti e al Parlamento, rispettivamente 2,3 e 3,6, ma anche il voto a governi locali e magistratura rimane sotto la sufficienza (4 e 4,5). Un’eccezione sono i Vigili del fuoco, che prendono più di 8». Il convegno è servito anche a sottolineare il ruolo centrale che la statistica ha per programmare le scelte legate alla politica sanitaria. 

«Leggendo i dati statistici relativi alle malattie croniche _ ha spiegato Giovanni Corrao docente di statistica medica dell’Università di Milano-Bicocca _ emerge che molti pazienti iniziano una terapia che poi non portano avanti. Questo apparentemente potrebbe sembrare un risparmio per il Sistema sanitario nazionale, ma analizzando i dati emerge che non è così. I pazienti che iniziano e poi interrompono una terapia per patologie cardiovascolari,  ad esempio, sono quelli poi maggiormente soggetti a ictus e infarti. E una persona colpita da ictus costa al sistema sanitario nazionale molto di più di quanto costerebbe una singola terapia». Buoni segnali in questo senso arrivano dalla Lombardia: «Negli ultimi dieci anni c’è stata una maggiore attenzione all’aderenza della terapia, e questo ha comportato un maggior numero di ricette mediche ma un minor costo per la sanità pubblica». Con dati, statistiche, numeri, potranno misurarsi anche gli studenti dei corsi di laurea e laurea magistrale del Dipartimento di Sociologia che stamattina hanno partecipato numerosi all’iniziativa. Come ha annunciato Carla Facchini, direttore del dipartimento, a breve sarà lanciato un concorso per il miglior poster che, utilizzando dati di vario tipo, rappresenti sinteticamente una particolare tematica. Il concorso è curato dalle docenti Patrizia Farina, Emanuela Sala e Sonia Stefanizzi, info sul sito sociologia.unimib.it.

Innovazione. Tra start up e Pmi, oltre 1100 nuove imprese in Lombardia

31/03/2016

  Dal birrificio artigianale alla società che ha sviluppato app dedicate alle esigenze delle moderne donne multitasking, dalla realtà aumentata applicata ai beni culturali alla piattaforma per la vendita online dei prodotti agricoli a km zero. E poi la tecnologia nel campo dell’assistenza alle malattie neurodegenerative e respiratorie, la testata online dedicata ai temi della finanza e del crowdfunding, la piattaforma per lo scambio dell’usato griffato e il progetto di supporto logistico ad una campagna olimpica trasformatosi col tempo in ricerca e promozione della sostenibilità ambientale. Sono alcune delle 1.139 imprese, tra start up e PMI, che operano nel campo dell’innovazione tecnologica in Lombardia e pesano il 22% sul totale italiano di 5.163.
Milano è la provincia più innovativa con 764 imprese, pari al 67% regionale e al 15% italiano. La seguono a livello regionale Brescia (98 imprese innovative, 8,6% lombardo), Bergamo (84, 7,4%), Monza e Brianza (38) e Pavia (32) e in Italia Roma (8,5%), Torino (5%), Napoli e Bologna. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al 25 gennaio 2016. Workshop su finanziamenti europei per lo sviluppo di idee e prodotti innovativi in Camera di commercio. Come finanziare un’idea innovativa utilizzando i finanziamenti europei disponibili è il tema del workshop organizzato da Innovhub SSI, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, e Inspiralia con destinatarie le Piccole e Medie Imprese lombarde che si tenuto in questi giorni. Per le imprese partecipanti anche la possibilità di incontrare gli esperti di Inspiralia per fare un primo screening della propria idea innovativa. Trasporti, ICT, Nanotecnologie e Aerospazio, Agrofood, Ambiente, Energia e Salute, Benessere e Biotecnologie, i temi affrontati. L’Italia è il secondo Paese per i progetti finanziati a novembre 2015. Sono stati 37 su 236 domande presentate. Dopo la Spagna e davanti al Regno Unito, l’Italia è al secondo posto in Europa, 185 domande sono state finanziate su 2057 proposte. I dati riguardano novembre 2015. Dal 2014, da quando è partito il programma, sono state 1284 le domande finanziate in Europa con questo strument

SESTO SAN GIOVANNI - Alstom: un altro rinvio. Sindacato: inaccettabile

06/04/2016

Cresce la preoccupazione tra i lavoratori della ex Alstom Power (ora General Electric) di Sesto San Giovanni. A rendere ancora più incerto il loro futuro, dopo l’annuncio dell’azienda di voler chiudere lo stabilimento sestese, con la conseguente dichiarazione di 236 esuberi, c’è il continuo rinvio del tavolo di confronto tra le parti, previsto presso il ministero dello Sviluppo economico.  “Il Mise  - spiega Giuseppe Mansolillo, della Fim Cisl Milano Metropoli – ci ha comunicato che l’incontro inizialmente fissato a Roma per il 22 marzo e poi spostato a domani, giovedì 7 aprile, è stato ulteriormente rinviato al 13 aprile. Il tutto senza alcuna motivazione. Questo spostamento ci preoccupa perché è più che mai urgente sedersi attorno ad un tavolo e fare chiarezza sul futuro e sugli impegni da assumere. Il piano presentato da General Electric è inaccettabile. Noi riteniamo che ci siano le condizioni per mantenere in vita e rilanciare l’attività produttiva del sito sestese”.

L’incontro al ministero è stato fortemente sollecitato dai sindacati e dalle istituzioni locali, anche con l’intento di capire che ruolo intende giocare il governo in questa partita.

Il taglio di 236 lavoratori dello stabilimento di Sesto San Giovanni fa parte di un piano di riorganizzazione deciso dalla multinazionale americana, che prevede circa 6.500 esuberi in Europa. Per protestare contro questa iniziativa i sindacati europei terranno una grande manifestazione venerdì 8 aprile, a Parigi. 

(AGIELLE) - MILANO: BOOK CITY, CAMERA DI COMMERCIO, I GRANDI DELLA LETTERATURA SULLA FACCIATA

22/11/2013

(AGIELLE) - MILANO - BookCity Milano 2013: la letteratura va in mostra sulla facciata di palazzo Turati, sede della Camera di commercio di Milano, e arriva la nuova rivista dedicata a imprese e città. Per tutta la durata di BookCity Milano 2013, 12 pannelli rivestiranno le grandi finestre di palazzo Turati, sede della Camera di commercio di Milano, in via Meravigli. Sui pannelli foto di 12 tra i principali autori moderni e contemporanei della letteratura mondiale, ritratti da grandi nomi della fotografia. Tra gli autori, le cui fotografie sono esposte, i premi Nobel per la letteratura George Bernard Shaw (1925), Mo Yan (2012) e Alice Munro (2013), l’autore di Lolita Vladimir Nabokov, Elsa Morante, Alberto Moravia e Jack Kerouac. Nell’ambito degli appuntamenti di BookCity Milano 2013 è stata presentata oggi in Camera di commercio la nuova pubblicazione “Imprese & Città”, una rivista quadrimestrale dedicata  ai  temi  delle  imprese e delle  trasformazioni urbane  ai  tempi  della  globalizzazione. Milano e  la  Lombardia,  luoghi di riflessione e osservazione di partenza, vengono  messe  a  confronto con contesti nazionali e internazionali. Sei le sezioni tematiche della rivista: “I nuovi confini dell’impresa” sulle nuove strategia d’impresa, “Le città si possono ammalare?” che segue lo sviluppo sociologico e antropologico delle principali realtà urbane italiane, “Nuovi processi di governo” sul tema dello sviluppo economico e dell’integrazione sociale, “Milano produttiva” che analizza le principali dinamiche in corso nell’economia milanese, “Le trasformazioni urbane del XXI secolo” sulle trasformazioni in atto in città alla ricerca di un’identità collettiva, “Lettere”, corrispondenze da alcune città del mondo. Autori in mostra: Vladimir Nabokov ritratto da Philippe Halsman: “Penso come un genio, scrivo come uno scrittore brillante e parlo come un bambino”, Alberto Moravia ritratto da Federico Garolla: “La storia dell’umanità non è che un lungo sbadiglio di noia”. Jack Kerouac ritratto da Elliott Erwitt: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita”. George Bernard Shaw ritratto da Yousuf Karsh: “In fondo che cos’è la vita se non una serie di ispirate sciocchezze? La difficoltà consiste nel trovare il modo di commetterle”. John Fante, foto courtesy Victoria Cohen Fante: “Due persone in una stanza: una è una donna, l’altra Arturo Bandini, che non è né carne, né pesce, né niente”. Daniel Pennac ritratto da Paolo Pellegrin: “Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò”. Elsa Morante ritratta da Federico Garolla: “Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me, sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura”. Mo Yan ritratto da Gunter Glucklich: “Seguo due criteri. La sfida di creare un linguaggio, o un punto di vista, innovativo. E poi di fare un libro profondamente diverso dai precedenti”. John Dos Passos ritratto da Philippe Halsman: “La gente non sceglie la propria carriera ne viene sopraffatta”. Alice Munro ritratta da Peter Sibbald: “Una sola goccia d’odio nell’anima si può diffondere come una goccia d’inchiostro nel latte. L’immagine mi colpì e avrei voluto fare la prova, ma sapevo di non dover sprecare il latte”. Julian Barnes ritratto da Jillian Edelstein: “Esiste al mondo una cosa più ragionevole di una lancetta dei secondi? Ma a insegnarci la malleabilità del tempo basta un piccolissimo dolore, il minimo piacere”. Paul Aster ritratto da Bruce Davidson: “Un uomo silenzioso alienato dal resto del mondo che siede giorno dopo giorno alla sua scrivania con nessun altro obiettivo che esplorare l’interno della propria mente”. Tra i contenuti del primo numero: nella sezione dedicata alle imprese, intervista a Micheal Spence, premio Nobel per l’economia del 2011, sulla crisi delle economie sviluppate, il ritorno dei metadialoghi di impresa tra Socrate e Sàpilo, storie d’impresa raccontate attraverso interviste a imprenditori e dipendenti; nella sezione dedicata alle città, interventi sull’economia milanese e sulle politiche urbane europee a confronto, focus sulle città di Parma e Siena, lettere dall’Australia, dalla città curda di Diyarbakir in Anatolia e dal Canton Ticino. - (agiellenews.it)

Legnano. Euroimpresa in liquidazione, il no dei sindacati

23/03/2016

“Euroimpresa è stata un’importante esperienza per il territorio dell’Alto Milanese, sia come ‘incubatore d’idee’, sia come strumento a sostegno delle politiche per il lavoro. Il voto contrario delle Organizzazioni Sindacali alla messa in liquidazione, pertanto, deve essere visto come una sottolineatura, a nostro avviso necessaria, rispetto al nuovo percorso che si apre, il cui sviluppo non appare ancora ben definito, anche per quanto riguarda le garanzie del personale oggi in capo ad Euroimpresa”.

Giuseppe Oliva,  Segretario della Cisl Milano Metropoli,  Maurizio Stampini Segretario CGIL Ticino Olona e Stefano Dell’Acqua Segretario UIL Legnano, commentano così la decisione di votare contro la decisione con cui l’Assemblea dei Soci, riunitasi, venerdì scorso, ha dato il via libera alla messa in liquidazione di Euroimpresa.

“Un’ esperienza –rimarcano i dirigenti sindacali – avviata con entusiasmo negli anni Novanta, anche grazie ad una forte partecipazione di tutto il territorio, inteso sia come amministrazioni locali, sia come parti sociali e imprenditoriali che hanno colto questa come un’occasione di effettivo sviluppo. Purtroppo – aggiungono le Organizzazioni Sindacali – questo spirito con il corso degli anni è un po’ venuto meno, anche se è giusto sottolineare il prezioso lavoro di stimolo e di raccordo all’interno della Città Metropolitana  che sta portando avanti tuttora il Sindaco di Legnano Alberto Centinaio”.

Detto questo per CIGL, CISL e UIL del Comprensorio Ticino Olona diventa oggi più che mai strategico definire con esattezza le prossime tappe di questo cammino.

“Ciò che ci preoccupa non è stato la messa in liquidazione di Euroimpresa, quanto, il fatto che la cessione del ramo d’azienda ad Eurolavoro sia subordinata ad intese non ancora raggiunte con Città Metropolitana. 

A questo proposito, inoltre, dopo un periodo di rodaggio, più che fisiologico, con il subentro della Città Metropolitana al posto della ‘vecchia’ Provincia di Milano, pare opportuno che la prima definisca al meglio la sua ‘mission’ anche riguardo alla valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali”.

“Sotto questo punto di vista – aggiungono i Sindacalisti – l’esaltazione della vocazione manifatturiera dell’Alto Milanese, attraverso uno strumento come ora dovrà essere EuroLavoro  dovrà essere colta in tutta la sua portata”.

“In questa prospettiva – concludono  i referenti delle tre Organizzazioni Sindacali del territorio – dovrà essere sfruttata al meglio la decisione di costituire una Consulta dell’economia e del lavoro dell’Alto Milanese. Questo soggetto, partecipato da enti pubblici e Associazioni di categoria dovrà svolgere al meglio la propria funzione strategica di ruolo d’indirizzo. Noi come Sindacato svolgeremo, pertanto, un ruolo di pungolo perché la Consulta possa svolgere quella funzione di raccordo indispensabile con le ‘forze vive’ dell’Alto Milanese, pena il fallimento sul nascere di questa nuova esperienza

LAVORO - Domani sindacati all'Eicma per 'promuovere' l'Aprilia

05/11/2013

_ Una delegazione dei lavoratori degli stabilimenti veneziani dell'Aprilia, coi responsabili sindacali Fim e Fiom, sarà presente alla 71a Esposizione Internazionale del Motociclo (Eicma) di Milano. L’esposizione è il più grande evento mondiale dedicato alle 2 ruote con più di mille espositori provenienti da 35 diversi Paesi tra cui Cina, Taiwan, Usa e Gran Bretagna che partecipano con proprie delegazioni. “Abbiamo deciso _ spiegano i rappresentanti sindacali del marchio, che fa parte del Gruppo Piaggio _ di presenziare all’apertura dell’Eicma, e precisamente nella giornata del 6 novembre che è riservata alla stampa e agli operatori, per ricordare a tutti coloro che si occupano di moto che Aprilia c’è e produce sempre 2 ruote di qualità e prestigio, dagli scooter a quelle da competizione. Vogliamo dare risalto al nostro marchio perché la proprietà ha dimostrato di avere tutt’altre intenzioni. Questa scelta ci fa capire ancora di più che Aprilia siamo anche noi, i 720 lavoratori di Noale e Scorzè, e vogliamo ancora vincere”. I lavoratori distribuiranno un depliant in 5 lingue, oltre all’italiano: inglese, tedesco, cinese e

giapponese, denunciando i “pochi e sbagliati investimenti fatti dal management Piaggio in questi anni” e chiedendo “ a chi conosce e apprezza l'Aprilia di aiutarci a vincere questa nuova, difficile corsa nel futuro”. Sindacati e dipendenti Aprilia rispondono così alle dichiarazioni dell’Ad, Roberto Colaninno, che in un recente incontro a Pontedera ha preannunciato una riorganizzazione degli stabilimenti su volumi produttivi di molto inferiori a quelli attuali, già fortemente ridotti dalla crisi. Un progetto che, se andasse in porto, avrebbe conseguenze devastanti sulla occupazione.

(AGIELLE) - PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO NEL TERZO TRIMESTRE 2013

07/11/2013

(AGIELLE) MILANO - Il terzo trimestre si presenta come fase di stabilizzazione dei livelli produttivi raggiunti nel trimestre scorso. A una variazione congiunturale quasi nulla (-0,2%), si associa una variazione tendenziale positiva (+0,6%). Sono positivi gli andamenti del fatturato e del portafoglio ordini, sia congiunturali che tendenziali. Ancora in contrazione i livelli occupazionali, ma con un calo del ricorso alla Cig. Le aspettative degli imprenditori industriali presentano un miglioramento generalizzato. Se per la produzione, domanda interna e occupazione si tratta di un progressivo avvicinamento al punto di passaggio all’area positiva, per la domanda estera si osserva un rafforzamento di aspettative già positive e in crescita da alcuni trimestri. I dati presentati derivano dall’indagine relativa al terzo trimestre 2013 che ha riguardato un campione di quasi 3.000 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (1.660 imprese) e artigiane (1.337 imprese). Il terzo trimestre 2013 registra un dato congiunturale della produzione industriale praticamente stazionario, anche se con segno negativo (-0,2% dato destagionalizzato[1]), contro il +1,1% dello scorso trimestre, e una variazione tendenziale positiva (+0,6%) contro il dato quasi nullo dello scorso trimestre (+0,1%). Per le aziende artigiane manifatturiere il dato congiunturale conferma il segno positivo dello scorso trimestre (+0,3%), anche se si riduce l’intensità, mentre la variazione tendenziale rimane negativa (-0,9%). L’indice della produzione industriale si assesta poco sotto quota 95 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100). Per le aziende artigiane l’indice della produzione si assesta intorno a quota 69 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100), tentando un timido allontanamento dal minimo storico toccato a inizio anno. Da un punto di vista settoriale, incrementi tendenziali positivi si registrano per la maggior parte dei settori oggetto d’indagine. La contrazione dei livelli produttivi colpisce infatti pochi settori industriali, caratterizzando ancora fortemente solo le imprese più strettamente legate all’edilizia (minerali non metalliferi -6,6%). In negativo si trovano ancora anche le industrie varie -2,4%), dipendenti in parte dai consumi delle famiglie, la chimica (-1,2%) e la siderurgia (-0,5%). Incrementano i livelli produttivi con maggiore intensità il settore delle pelli-calzature (+4,1%), abbigliamento e mezzi di trasporto (+2.3%). Decisamente meno diffuso il segno positivo tra i settori artigiani, dove permane una maggiore uniformità negativa dell’andamento della produzione. Come nell’industria anche per le aziende artigiane il settore delle pelli-calzature registra l’incremento maggiore (+2,4%), affiancato dalla meccanica con un +0,8%. I restanti settori registrano una contrazione dei livelli produttivi, di maggior intensità per manifatturiere varie (-11,5%), siderurgia (-4,2%), alimentari (-3,8%) e minerali non metalliferi (-3,0%), e meno intensa per legno mobilio (-0,7%) e tessile (-0,9%). Anche considerando la destinazione economica dei beni nell’industria è palese il ridimensionamento delle contrazioni, sia per numerosità che per intensità (solo i beni intermedi segnano un -0,1%). Nell’artigianato si osserva uno schema opposto, con i beni intermedi positivi (+1,1%) e beni di investimento (-2,9%) e di consumo (-0,7%) in contrazione.

I dati sulla produzione non rispettano la classica divaricazione in base alla classe dimensionale d’impresa, con tutte e tre le classi di segno positivo e intensità molto simili (dal +0,4% delle grandi al +0,8% delle medie). Questo non vale per le imprese artigiane dove, a fronte di una caduta del 2,8% delle micro imprese e del 2,0% per la classe dimensionale 6-9 addetti, quelle di maggiore dimensione registrano un incremento dell’1,7%. Cresce la quota di aziende industriali che registra incrementi dei livelli produttivi (46% contro il 43% dello scorso trimestre). Diminuisce conseguentemente il numero delle aziende con variazioni negative (dal 46% dello scorso trimestre al 41%), che quindi a partire da questo trimestre si ritrovano in minoranza. Si registra anche un incremento della quota di aziende stazionarie, ora pari al 13%. Anche nell’artigianato, rispetto allo scorso trimestre, si assiste ad un incremento delle aziende che dichiaravano variazioni positive (dal 37% al 40%) compensato dalla riduzione della quota di aziende che dichiara variazioni negative (dal 47% al 43%). Cresce di un punto anche la quota di aziende senza variazioni dal 17% al 18%. Il fatturato a prezzi correnti in questo trimestre presenta un andamento più positivo rispetto alla produzione. A fianco di un incremento del 2,7% rispetto al terzo trimestre 2012, si registra un incremento congiunturale destagionalizzato del +1,3%. Anche il fatturato delle aziende artigiane presenta risultati migliori rispetto alla produzione ma, in questo caso, più vicini alla stabilità che a un recupero effettivo (+0,3% la variazione congiunturale destagionalizzata e +0,2% il dato tendenziale). La variazione tendenziale degli ordinativi acquisiti nel trimestre dalle imprese industriali si posiziona nel quadrante positivo indipendentemente dal mercato di destinazione, che influisce ora solo per l’intensità della variazione (+0,9% l’interno e +5,3% l’estero). Lo stesso fenomeno si osserva per il dato congiunturale: +0,4% l’interno e +1,5% l’estero. In netta crescita il portafoglio ordini con più di 60 giornate di produzione assicurata, punto di massimo assoluto degli ultimi 5 anni.

Le imprese artigiane mantengono invece andamenti opposti per le due tipologie di mercato, con una contrazione tendenziale degli ordini interni (-2,8%), e un incremento di quelli esteri (+5,1%). Il buon andamento delle esportazioni delle aziende artigiane non ha però un effetto significativo sui risultati complessivi, in quanto la quota del fatturato estero sul totale rimane molto contenuta (7,7%), pur registrando un incremento rispetto ai trimestri precedenti. Rimane stabile il portafoglio ordini, con poco meno di 36 giornate di produzione assicurata.  

L’occupazione per l’industria ripropone un saldo negativo che però tende ad annullarsi (-0,1%), dopo il peggioramento dello scorso trimestre. La contrazione del saldo negativo è interamente imputabile alla riduzione del tasso di uscita, mentre il tasso d’ingresso rimane stabile. Segnali di distensione anche dai dati sulla CIG, con una riduzione sia della quota di aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione (22%), sia della quota sul monte ore (2,7%). Per l’artigianato, una maggior riduzione degli ingressi rispetto alle uscite porta ad un incremento del saldo negativo, che torna al -0,4% dopo essersi quasi annullato nello scorso trimestre. Segnali più confortanti dal versante CIG, per la quale la quota di aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione scende al 13,7% e quella sul monte ore al 2,2%. Altre variabili dell’andamento congiunturale: il tasso d’utilizzo degli impianti si stabilizza a quota 71,6% per l’industria, mostrando un’alta variabilità a livello settoriale con i minerali non metalliferi ancora sotto il 60%; tessile, pelli-calzature e gomma-plastica sotto il 70% e, all’opposto, mezzi di trasporto al 78,9% e alimentari al 75,1%.

Per le aziende artigiane si registra un leggero recupero dell’utilizzo degli impianti che sale al 65,1%, rimanendo comunque su livelli minimi storici. Fra i settori dell’artigianato sono ancora i minerali non metalliferi a soffrire maggiormente (56,8%), mentre il miglior risultato è riferito alle pelli-calzature (73,2%). Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 79% delle imprese industriali, fra le restanti le valutazioni di scarsità superano quelle di esuberanza con un saldo negativo dello 0,8%. E’ del 34% la quota di aziende che non tiene scorte tra le imprese di piccole dimensioni, contro il 16% delle medie e il 13% delle grandi. Le aziende artigiane manifestano segnali di scarsità marcati (-19% il saldo), con il 61% che giudica le scorte adeguate. La quota di aziende artigiane che dichiara di non tenere scorte è molto più elevata rispetto all’industria (53%) e più omogenea tra le diverse classi dimensionali (57% le micro, 55% le aziende da 6 a 9 addetti e 43% le aziende con 10 addetti e più).   Le scorte di materie prime sono adeguate per il 75% delle imprese industriali, con un saldo negativo tra i giudizi di scarsità ed esuberanza (-2,2%). Per le materie prime la quota di aziende che non tiene scorte è del 10%.

Gli artigiani segnalano scorte adeguate nel 53% dei casi, con una prevalenza, anche in questo caso, dei giudizi di scarsità (-11% il saldo). La quota di artigiani che dichiara di non tenere scorte è del 24%. Rimangono ancora ai minimi le spinte inflazionistiche sui prezzi medi delle materie prime per le imprese industriali (+0,8% la variazione congiunturale), mentre le imprese artigiane segnalano incrementi più consistenti (+2,0%). I prezzi dei prodotti finiti risultano pressoché invariati per entrambe le tipologie di imprese oggetto d’indagine, con una variazione congiunturale quasi nulla per l’industria e leggermente positiva per gli artigiani (+0,4%). Le aspettative degli imprenditori industriali per l’ultimo quarto del 2013 presentano un miglioramento generalizzato. Se per la produzione, domanda interna e occupazione si tratta di un progressivo avvicinamento al punto di passaggio all’area positiva, per la domanda estera si osserva un rafforzamento di aspettative già positive e in crescita da alcuni trimestri. Occorre considerare oltre al saldo anche la quota di imprenditori che si attendono stabilità dei livelli che, per l’industria, è di circa il 50% per produzione, domanda interna ed estera e superiore all’80% per l’occupazione.

Nel caso dell’artigianato solo le aspettative per la domanda estera sono in territorio positivo, ma mostrano un leggero peggioramento. Produzione, occupazione e domanda interna si situano ancora in piena area negativa, ma sembrano essersi lasciati alle spalle il punto di minimo relativo registrato a inizio anno. Circa il 49% degli artigiani intervistati prevede stabilità dei livelli per produzione e domanda interna, oltre il 66% per la domanda estera e l’82% per l’occupazione. Il quadro che emerge dai dati del terzo trimestre si configura come una stabilizzazione dei livelli produttivi, che interrompe momentaneamente il positivo cambiamento di direzione evidenziato nello scorso trimestre. A questo assestamento si associa un consolidamento della posizione raggiunta, rafforzato dalla maggior diffusione del segno positivo tra le diverse variabili oggetto d’indagine e i vari livelli di aggregazione (dimensionale, territoriale e settoriale). L’interpretazione del quadro complessivo come stabilizzazione e consolidamento, nonostante la piccola variazione congiunturale negativa della produzione, deriva anche dalla valutazione delle difficoltà di lettura associate ai dati destagionalizzati del trimestre estivo. Abbiamo più volte rimarcato come sia difficoltoso distinguere la marcata componente stagionale caratteristica dei mesi estivi, da ciò che invece è il vero risultato. Ci si può quindi legittimamente chiedere quanto della battuta d’arresto fatta registrare nel terzo trimestre del 2013 dalla variazione congiunturale della produzione manifatturiera lombarda sia attribuibile ad un calo effettivo e quanto, invece, sia dovuto ad effetti stagionali. La peculiarità del terzo trimestre farebbe propendere più per la seconda ipotesi, ma solo i dati dei prossimi trimestri potranno fornire utili indicazioni in merito. Stante queste considerazioni, perché si possa intravedere un processo di ripresa, peraltro annunciata dalle stesse previsioni degli operatori, occorre che una serie di circostanze si materializzino. Una di queste è che il ciclo delle scorte venga superato per lasciar spazio alle altre componenti della domanda aggregata. Se quella estera è già ripartita, quella interna sembra dare i primi segni di risveglio. Tuttavia, su entrambe pesano incognite di natura diversa. Infatti, per quanto concerne le esportazioni occorre sperare che la ripresa dei mercati internazionali non venga vanificata dagli scossoni finanziari che si riflettono sul cambio euro-dollaro. Per un’area come quella dell’euro tutta orientata sulla coppia austerità-export, questo sarebbe un duro colpo. Invece, per quanto concerne la domanda interna, ma questo vale in modo particolare per il caso italiano, si deve scongiurare che un contesto di instabilità politica possa influenzare negativamente la ripresa degli investimenti, sia nazionali che esteri.

 

(agiellenews.it)

Regione. Reddito di autonomia: per la Cisl luci e ombre

18/04/2016

Regione Lombardia nella seduta di giunta di oggi ha approvato il nuovo pacchetto Reddito di autonomia del 2016. Un pacchetto di interventi comprensivo delle misure rivolte alla famiglia che, secondo la Cisl Lombardia, presenta luci e ombre.

“Le misure per il  2016  recepiscono  alcune delle osservazioni che abbiamo presentato, innovando quelle già esistenti e tengono conto degli esiti emersi nel confronto presso l'assessorato – sottolinea Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia con delega al Welfare e sanità-. Prevedono infatti un riconoscimento economico in caso di nascita fin dal primo figlio, ampliando la platea dei potenziali beneficiari   uniformando l'Isee a 20 mila euro e favorendo l'accesso a servizi per infanzia dei Comuni”. “Anche su nostra sollecitazione – aggiunge - è stata recuperata la clamorosa esclusione delle famiglie adottive dalla misura per la natalità”.

Quanto al requisito dei 5 anni di residenza, pur rilevando una  prima correzione del vincolo per l'accesso alle misure previsto dal provvedimento dell'ottobre scorso, la Cisl Lombardia ritiene che la rimodulazione del requisito per uno solo dei due genitori  renda  ancora  limitante e discriminante l'accesso alle misure di tutela. “La revisione è tanto più necessaria in riferimento alle minorenni e alle donne sole in gravidanza – spiega Paola Gilardoni - per le quali sarebbe opportuno rivedere il requisito per l'accesso alle misure a sostegno della natalità ed ai servizi integrativi dell'infanzia. In tal caso il vincolo di 5 anni risulta ulteriormente penalizzante”.

La Cisl Lombardia, a fronte dello stanziamento di circa 74 milioni di euro nel 2016 per bonus famiglia, nidi, voucher anziani e disabili, rileva un incremento di risorse rispetto alle deliberazioni  di ottobre scorso e lo considera “un primo e positivo passo per  poter strutturare un sistema di tutele rivolto alle famiglie nelle fasi di fragilità”. Riconfermate, invece, le perplessità circa l'eliminazione del super ticket a cittadini con reddito  familiare fiscale annuale non superiore a 18.000€. “E' un limite troppo basso – afferma Gilardoni -  che esclude  lavoratori, lavoratrici  e pensionati”.

 

PUBBLICO IMPIEGO - Contratto, domani sciopero e manifestazione a Milano

06/04/2016

Domani, giovedì 7 aprile, scioperano lavoratrici e lavoratori dei settori pubblici e privati delle funzioni pubbliche della Lombardia. Nella mattinata si svolgerà anche la manifestazione unitaria regionale a Milano, con il  concentramento alle 10 in Piazza Duca D’Aosta. Il corteo si concluderà sotto Palazzo Lombardia, lato Melchiorre Gioia. Al comizio finale parteciperanno i quattro segretari generali nazionali di categoria: Rossana Dettori per la Fp Cgil, Giovanni Faverin per la Cisl Fp, Giovanni Torluccio per la Uil Fpl e Nicola Turco per la Uil Pa. Nonostante 6 anni di blocco il Governo continua a ritenere la contrattazione nei settori pubblici un’attività residuale sulla quale non vale la pena investire risorse. La legge di stabilità per il 2016 non ha stanziato risorse sufficienti a dimostrare la reale volontà di avviare la stagione dei rinnovi contrattuali di oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. La stessa sentenza della Corte Costituzionale di luglio 2015, che giudicava illegittimo il perdurare del blocco dei contratti da parte del Governo, è stata disattesa. Questo atteggiamento del Governo non è più tollerabile! I sindacati di categoria di CGIL CISL UIL hanno da tempo presentato le richieste per rinnovare i contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro  e  rilanciare  la  contrattazione  nelle  amministrazioni pubbliche, a maggior ragione in presenza di ulteriori e nuove modifiche degli assetti istituzionali per effetto della legge Madia. Con tutte le ricadute che hanno sul nostro territorio. Da qui l’importanza della contrattazione anche a livello regionale, per il presidio dei processi di mobilità, di riorganizzazioni e di ristrutturazioni aziendali, per monitorare e prevenire le situazioni di crisi aziendale per difendere i livelli occupazionali. In Lombardia tante sono le vertenze da affrontare e su cui la Regione di Roberto Maroni deve avviare il confronto.

 

 

(AGIELLE) -EXPO.QUIRINALE, INAUGURATA LA MOSTRA DI PADIGLIONE ITALIA

07/11/2013

(AGIELLE) ROMA -  Il cammino del Padiglione Italia comincia dal Quirinale. Oggi è stata inaugurata la mostra “Padiglione Italia. Dal Progetto a Expo Milano 2015”, che resterà aperta al pubblico nella Sala della Guardia d’onore fino al 15 gennaio 2014. Alla presentazione dell’esposizione sono intervenuti: Louis Godart, consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio artistico, Diana Bracco, presidente Expo 2015  e commissario generale di Sezione per il Padiglione Italia e Michele Molè, di Nemesi &Partners, progettista del Padiglione Italia. “E’ un grande onore poter esporre al Quirinale il progetto esecutivo del Padiglione Italia, a pochi giorni dall’avvio della gara che abbiamo indetto per scegliere chi avrà il compito di costruirlo”, ha affermato Diana Bracco. “Si tratta di un’iniziativa di grande trasparenza e valore simbolico e, che sono certa contribuirà a coinvolgere sempre più gli italiani nell’Expo, rinsaldando il senso della nostra comunità nazionale.

Durante il semestre dell’Esposizione Universale _ ha aggiunto la presidente _ “l’Italia sarà davvero al centro dell’attenzione del mondo e questo ci permetterà di rilanciare la nostra immagine, restituendo fiducia e orgoglio nell’Italia ai cittadini, a cominciare dai più giovani, come ci ha più volte esortato a fare il Capo dello Stato. Dobbiamo rendere l’Expo una missione-Paese che valorizzi, come è scritto nell’articolo 9 della nostra Carta costituzionale, l’immenso patrimonio artistico, paesaggistico ed enogastronomico italiano. In particolare il Padiglione Italia _ ha concluso Diana Bracco _sarà anche un vivaio di idee e talenti capace di coniugare passato e futuro, tradizione e innovazione”. Al centro della Mostra, ricca di filmati, rendering e disegni architettonici, c’è il plastico in scala 1:50 del nostro Padiglione all’Esposizione Universale del 2015. In quanto “Casa” del Paese ospitante,  Palazzo Italia sarà il cuore del sito espositivo e rimarrà come uno dei più importanti lasciti materiali dell'Expo al territorio.  L’intero Padiglione sarà un luogo icona in grado di rappresentare il meglio delle eccellenze delle Regioni e delle “mille” città italiane e rappresenterà per 184 giorni la “porta d’ingresso” del Paese per gli oltre sette milioni di turisti stranieri attesi. Il progetto architettonico del Padiglione è il risultato di un concorso internazionale di progettazione aggiudicato dall'Expo 2015 spa,  nell’aprile 2013. Il raggruppamento vincitore, costituito da Nemesi &Partners S.r.l., Proger., e BMS Progetti, ha proposto un edificio che si presenta come una “foresta urbana”, in cui l’architettura assume, attraverso la propria pelle e articolazione volumetrica, le sembianze di una grande albero in cui il visitatore potrà immergersi e scoprire una suggestiva architettura-paesaggio.Il progetto interpreta il Tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta,

Energia per la Vita”, declinandolo secondo i caratteri peculiari dell’identità italiana, da sempre identificata con l’energia che scaturisce dallo stare insieme: l’energia della comunità è rappresentata dalla Piazza centrale coperta di Palazzo Italia, cuore simbolico e partenza del percorso espositivo. Palazzo Italia rappresenta a suo modo una “Architettura Naturale”, in cui poetica progettuale e sperimentalità tecnologica si fondono, dando vita a un organismo spettacolare ed energeticamente sostenibile. Il Palazzo è organizzato secondo quattro blocchi funzionali collegati tra loro, vere e proprie quinte urbane che definiscono il grande vuoto della piazza centrale, luogo di accoglienza e simbolo di comunità. In termini architettonici il Cardo è concepito in coerenza con il progetto del Palazzo Italia, definendo l’immagine dell’intero secondo asse del sito Expo e accompagnando il visitatore alla scoperta del Sistema Italia. Gli spazi, disposti in quattro lotti, ospiteranno diverse tipologie di funzioni: il Cardo Nord è dedicato alla rappresentazione dei Territori e delle Regioni italiane, mentre il Cardo Sud racconterà le filiere del made in Italy attraverso l’eccellenza delle imprese. In corrispondenza della testata nord-est del Cardo si trova l’area dedicata alla partecipazione dell’Unione Europea. L’Esposizione Universale si terrà a Milano dal 1 maggio al 15 ottobre 2015, a quasi cento anni di distanza dalla precedente Expo italiana realizzata nel 1906.L’evento porterà in Italia milioni di visitatori e decine di Capi di Stato e di Governo. I partecipanti ufficiali a oggi confermati sono 138 tra Paesi e organizzazioni internazionali, con l’aspettativa che il numero di conferme continui a crescere.

La mostra “Padiglione Italia. Dal Progetto a Expo Milano 2015”, resterà aperta al pubblico nella Sala della Guardia d’onore fino al 15 gennaio 2014. I visitatori possono accedere alla mostra con ingresso gratuito e senza bisogno di prenotazione, dalla Piazza del Quirinale, nei giorni feriali da martedì a sabato dalle 10 alle 13, e dalle 15.30 alle ore 18.30, mentre l'orario domenicale resta fissato dalle 8.30 alle ore 12, in concomitanza e con le disposizioni dell'apertura al pubblico delle sale di rappresentanza. (agiellenews.it)

OGGI IN EVIDENZA SUI GIORNALI 25 giugno 2012

25/06/2012

REPUBBLICA. FORMIGONI INDAGATO – Per  ora  l’avviso di garanzia annunciato dal Corriere della sera sabato scorso non è stato recapitato e il Governatore, che attacca i giornali, tira dritto per la sua strada e non ha intenzione di dimettersi.

milano.repubblica.it/cronaca/2012/06/24/news/formigoni_attacca_giornali_e_tv_nessun_avviso_citino_le_fonti-37878177/

CORRIERE. FORMIGONI INDAGATO. DACCO’,  IL GIALLO DEI 10 MILIONI IN CONTANTI – Proseguono le rivelazioni del Corriere della sera sulle indagini che vedrebbero coinvolto il presidente della RegionE

milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_giugno_25/dacco-giallo-dieci-milioni-contanti-formigoni-lucchina-indagato-201745633738.shtml

CORRIERE. CASO PENATI. COZZE PELOSE E VINO - Pagate dalla sua fondazione culturale «Fare Metropoli». Per il solo Penati, oltre 20 mila euro di spese dal 2009 al 2011

milano.corriere.it/milano/notizie/politica/12_giugno_24/Cozze-pelose-e-vino-Sulle-cene-di-Penati-indaga-la-Finanza-201737701598.shtml

AFFARI ITALIANI. LEGA. OGGI DECIDE IL FUTURO DI FORMIGONI. Oggi riunione del consiglio federale della  Lega per decidere l’atteggiamento del partito nei confronti della giunta regionale

affaritaliani.libero.it/milano/corruzione-formigoni-indagato-nel-mirino230612.html

AFFARI ITALIANI. REGIONE. I REDDITI DEI CONSIGLIERI – Il più ricco guadagna  oltre 440mila euro. La lista di tutte le dichiarazioni

affaritaliani.libero.it/milano/ecco-i-redditi-dei-consiglieri-210612.html

REPUBBLICA. CASA. 150 SGOMBERI IN VISTA – Lo chiamano “metodo Montello”,  lo stabile  occupato abusivamente da 40 anni  e sgombrato qualche giorno fa. Prossimamente toccherà a Niguarda, Giambellino, Salomone, Stadera

milano.repubblica.it/cronaca/2012/06/25/news/case_campagna_di_sgomberi_in_arrivo_150_blitz_anti-abusivi-37884575/

REPUBBLICA. SCALA. IL SUPER STIPENDIO DI LISSNER –  Un bonus di fine mandato di 300mila euro a favore del sovraintendente Lissner  spunta  dalle carte e rischia di mettere in crisi i conti della Scala.

milano.repubblica.it/cronaca/2012/06/25/news/case_campagna_di_sgomberi_in_arrivo_150_blitz_anti-abusivi-37884575/

REPUBBLICA. CURIA.   A UN  TECNICO LA CASSA DELLA DIOCESI – Ex manager bancario Ugo Pavanello, 55 anni, è il tecnico scelto a sorpresa dal cardinale Angelo Scola per gestire  le finanze della più grande diocesi del mondo

milano.repubblica.it/cronaca/2012/06/23/news/anche_scola_nomina_un_tecnico_sar_pavanello_a_gestire_la_cassa-37771574/

MERCATO DEL LAVORO. Cisl Lombardia su riforma

25/06/2012

Questa settimana il Parlamento approva definitivamente la riforma del mercato del lavoro. Mentre
alcuni ancora intendono strillare o strapparsi le vesti, la Cisl Lombardia pensa che questa riforma cominci a
porsi alcuni obiettivi condivisibili che vanno in futuro sostenuti con la contrattazione e con una
positiva e attenta applicazione.
Infatti non va dimenticato che:
− obiettivo positivo della riforma è la riduzione del dualismo creatosi negli anni nel mercato
del lavoro tra diversi lavoratori e la creazione di strumenti di tutela universali e la riduzione
degli abusi nell'utilizzo delle forme di flessibilità in entrata
− l'equilibrio trovato anche su pressione del sindacato ha evitato che le lobby stravolgessero
in Parlamento alcune norme significative
− al Senato si è potuto ottenere maggiori tutele per i contratti a progetto, regole stringenti
contro l'abuso dei voucher in agricoltura, l'ampliamento degli ammortizzatori per le imprese
sotto i 15 dipendenti con la bilateralità
− si realizza la valorizzazione dell'apprendistato per i giovani e un aumento dei costi per
chi utilizza contratti a tempo determinato evitando la loro eccessiva ripetibilità
− in merito alla flessibilità in uscita (art. 18) è stato salvaguardato interamente il valore
protettivo di questa norma in caso di licenziamento illegittimo, intervenendo sulla riduzione
dei tempi dei processi, sulla valorizzazione delle procedure di conciliazione individuale
Ora la riforma non va messa nel cassetto ma va applicata e meglio corretta nella realtà:
− anzitutto potenziando quelle “politiche attive” che sono l'unico vero strumento per
cassaintegrati e disoccupati per riqualificarsi e ricollocarsi nel mercato del lavoro
− costruendo con la contrattazione soluzioni integrative alla cassa in deroga e alla nuova
disoccupazione (ASPI) che permettono di estendere le tutele a quella maggioranza dei
lavoratori che oggi sta nelle piccole imprese
Quello che ora invece chiediamo al Governo con urgenza è:
− di risolvere il tema “esodati”, creato da una riforma frettolosa e cieca delle pensioni,
modificando le decisioni già prese e tutelando tutti coloro che sono coinvolti anche per i
prossimi anni
− di potenziare e attuare le misure per la crescita che sono l'unica vera “medicina” ai problemi
del lavoro
− di evitare l'aumento dell'Iva in autunno che deprimerebbe ancora di più il potere d'acquisto
e i consumi e di intervenire su sprechi, inefficienze, costi della politica, tagli alla macchina
burocratica dello Stato
Non servono manifestazioni, presidi o scioperi per sfogarsi o per giustificarsi. Non servono azioni
solitarie. Non serve esorcizzare le riforme, soprattutto quelle che sono state corrette grazie alla
capacità di proposta del sindacato. E' il momento di occuparci di crescita e di equità.
 

LOMBARDIA - Tre laureati su quattro trovano lavoro in un anno

06/05/2016

 Crescono i laureati in Lombardia, +3,9% nel 2013 contro la media nazionale del +1,6% e pesano il 17% del totale italiano: quasi un laureato italiano su cinque termina gli studi nella nostra regione. Tre laureati su quattro (73,3%) trovano lavoro entro un anno dalla laurea. L’occupazione è stabile in un caso su cinque (18,6%), a termine per il 18,4% con stage e praticantato per l’11,9%, con creazione di impresa o freelance per l’11,8%, con collaborazioni per il 5,8%, all’estero per uno su quaranta (2,5%). Ingegneria ed economia gli indirizzi universitari che danno maggiori possibilità occupazionali (a un anno dalla laurea  sono occupati stabilmente il 41,2% degli ingegneri e il 28,1% dei laureati in economia) mentre fanno più fatica soprattutto i laureati  negli indirizzi psicologico e umanistico-formativo. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Specula, realizzato da Formaper, azienda speciale della Camera di commercio di Milano grazie al contributo di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di commercio di Milano in partnership con università lombarde.

Lunedì 9 maggio incontro in Camera di commercio. Il rapporto Specula, che analizza l'andamento occupazionale dei laureati lombardi ad un anno di distanza dalla laurea mostrando gli sbocchi occupazionali delle principali lauree, verrà presentato lunedì 9 maggio in Camera di commercio di Milano, palazzo Turati, via Meravigli 9/b, ore 14.30-17.30 alla presenza, tra gli altri, di Valentina Aprea - Assessore Istruzione Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Filippo Bongiovanni -   Direttore Generale Éupolis, Enzo Rodeschini, Direttore Unioncamere Lombardia.

POSTE - Lunedì 23, sciopero e manifestazione a Milano

18/05/2016

Sciopero generale regionale per l'intera giornata e manifestazione a Milano, lunedì 23 maggio dei lavoratori di Poste Italiane Lombardia. I sindacati di categoria Slp Cisl, Slc Cgil, Confasl, Failp Cisal, Uglcom della Lombardia hanno indetto la mobilitazione di tutto il personale di Poste Italiane di qualsiasi settore contro la cessione di ulteriori quote azionarie sul mercato. Sindacati e lavoratori scenderanno in piazza:

➜ perché si restituisca dignità al lavoro ed ai lavoratori di Poste Italiane

➜ per le gravi inadempienze dell’azienda sulla riorganizzazione del recapito e della logistica

➜ per la grave carenza negli organici che non garantisce la qualità dei servizi al pubblico

➜ per avere ambienti di lavoro che rispettino le norme di sicurezza e tutela della salute

➜ contro il ricorso sistematico e spropositato alle sanzioni disciplinari e ai licenziamenti

➜ contro le pressioni improprie nel settore commerciale

“In questo scenario desolante, lontano dalle narrazioni fantasiose dell’amministratore delegato – spiega Pino Marinaccio, responsabile Poste Cisl Lombardia - la cessione sul mercato di ulteriori quote di Poste Italiane mette a rischio l’unicità aziendale ed i livelli occupazionali, visto che Poste Italiane sarà obbligata a favorire gli interessi degli azionisti a scapito del servizio pubblico ai cittadini”.

 

Concentramento alle ore 9 in via S. Giovanni sul Muro 1 e corteo verso Piazza Affari dove alle 10 si terrà il comizio conclusivo. Interverranno i segretari regionali Giuseppe Surace (Ugl), Salvatore Trazzera (Failp),  Mimmo Alonge (Sailp), Pierluigi Daccò (Slc Cgil), Giuseppe Marinaccio (Cisl Poste).  

 

POSTE - Continua l'agitazione. Dal 10 giugno all'8 luglio niente straordinari

31/05/2016

Nuova tornata di scioperi in Poste Lombardia. Forti del successo della mobilitazione generale regionale del 23 maggio scorso,  i sindacati di categoria Slp Cisl, Slc Cgil, Confasl, Failp Cisal, Uglcom della Lombardia hanno proclamato l'astensione dal lavoro straordinario dal 10 giugno all' 8 luglio per il settore finanziario e postale, con esclusione del giorno 16 (scadenza del pagamento Imu). Prosegue dunque la vertenza contro le modalità di gestione, da parte di Poste Italiani, della riorganizzazione delle attività e per ribadire il secco “No” alla cessione alla a Cassa Depositi e Prestiti del 35% delle azioni e alla volontà espressa di cedere ai privati il rimanente 30%.

“Siamo pronti a un nuovo sciopero generale, anche nazionale. Nonostante le evidenti e numerose criticità che la riorganizzazione del recapito sta riscontrando su tutto il territorio nazionale, l’azienda sta procedendo senza tenerne alcun conto, non rispetta gli impegni contenuti negli accordi mentre gli investimenti e gli obbiettivi previsti dal Piano Industriale non sono realizzati”, afferma Giuseppe Marinaccio, responsabile Cisl Poste Lombardia. “Anche la volontà di potenziare il recapito dei pacchi, uno dei pochi settori di sviluppo, non decolla per i ritardi nel progetto di integrazione logistica - aggiunge -. Al contempo le problematiche relative al fabbisogno occupazionale in Mercato privati, ed in particolare negli uffici postali, non vengono affrontati né in sede nazionale né in sede regionale, vengono semplicemente rimandati ad una futuribile post riorganizzazione, così come i nuovi servizi digitalizzati”.

Quanto all'ulteriore privatizzazione di Poste Italiane, secondo il responsabile dei postali Cisl lombardi, l'operazione rischia di essere fatta con troppa fretta, senza un adeguato dibattito fra le forze politiche, e soprattutto senza il coinvolgimento delle parti sociali, “tutte contrarie a questa operazione per gli alti rischi che l’intera manovra comporta”.

“Con un’azienda completamente collocata nel libero mercato, nessuno si pone la domanda di come verranno utilizzati le centinaia di miliardi dei piccoli risparmiatori e pensionati italiani - afferma Marinaccio -. Così come nessuno si domanda chi controllerà, e con quali garanzie, l’enorme massa di comunicazioni e dati che ora Poste controlla, proponendosi anche come gestore della digitalizzazione per il sistema Paese”. “A questo va aggiunto un particolare interesse delle prime linee del management aziendale che potrebbero dividersi un bonus di circa 5 milioni di euro - conclude - , in base agli usi e costumi consolidati per operazioni finanziarie di questo tipo: regolari da un punto di vista formale, ma certamente poco etici ed altrettanto poco giustificabili per la sottrazione di ingenti somme dagli investimenti che dovrebbero invece essere utilizzati per attività interne”.

 

(AGIELLE) -MENO INVESTIMENTI STRANIERI MA LOMBARDIA RIMANE ATTRATTIVA

19/11/2013

(AGIELLE) -  MILANO – L’Osservatorio degli investimenti esteri in Italia di Camera di Commercio di Milano, gestito dalla struttura Invest in Lombardy, ha rilevato che nel contesto economico attuale è in atto un significativo calo degli investimenti cross border a livello mondiale, che diminuiscono sia come numero di progetti (-18% 2012 rispetto al 2011) che come numero di posti di lavoro creati e volumi di capitali coinvolti.

E’ una contrazione che riguarda soprattutto i nuovi progetti di investimento nei Paesi sviluppati, con l’Europa in prima linea, e l’Italia purtroppo non fa eccezione: nel 2012 il nostro Paese ha attratto solo 117 progetti greenfield, con un calo del 21% rispetto all’anno precedente. Nonostante il contesto economico incerto e una significativa riduzione del numero di progetti, Milano e la Lombardia mantengono le performance migliori del Paese: la Lombardia è rimasta tra le dieci regioni dell'Europa occidentale più attrattive per gli investimenti e Milano si colloca all'8° posto tra le città dell'Europa occidentale per numero di progetti di investimento in entrata durante la decade 2003-2012, prima di Amsterdam, Berlino, Vienna, Stoccolma, Bruxelles, Düsseldorf, Copenhagen, Zurigo e Amburgo. Tra i settori che trainano la Lombardia come destinazione privilegiata per gli investimenti ci sono: Vendite e marketing (con una quota pari al 34%); Retail (20%) e Business Services (20%); Tessile (19%) e Ict Service (19%).
Un investitore estero che intende approcciare con successo il mercato italiano, necessita di conoscerne dinamiche e normative e di possedere tutti gli strumenti che occorrono per muoversi adeguatamente in un contesto nuovo. Per facilitare questo processo, NIBI - Nuovo Istituto di Business Internazionale della Camera di commercio di Milano e Invest in Lombardy avvieranno nel 2014 un Corso executive dedicato a manager di multinazionali estere, a funzionari di Enti e Istituzioni estere in Italia, a professionisti e operatori italiani che lavorano con multinazionali estere.
Di questi argomenti si è parlato in una Tavola rotonda  promossa da Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), Camera di commercio di Milano e Promos  dal titolo “Investimenti in Italia: la pubblica amministrazione dialoga con le imprese”. L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di creare un tavolo di confronto sul tema dell’attrattività del territorio e degli investimenti diretti esteri in Italia, che ha coinvolto sia rappresentanti dell’amministrazione centrale e locale - Ministero degli Affari Esteri, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia e Comune di Milano - che esperti e rappresentanti di enti bilaterali quali, multinazionali e istituti bancari, con la finalità di stimolare il dialogo tra pubblica amministrazione, imprese e professionisti.mNel corso dei lavori l’attenzione è stata rivolta, in particolare, alle modalità e agli strumenti utili per individuare nuovi strumenti e azioni per intercettare ed aumentare il flusso di IDE in Italia, agli elementi di difficoltà per le imprese estere che investono in Italia e alle possibili soluzioni ed azioni che la PA può mettere in atto per facilitare gli investimenti.
“Gli investimenti esteri sono fondamentali per lo sviluppo del sistema paese - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard – Segretario Generale della Camera di commercio di Milano e Direttore dell’Azienda Speciale Promos per l’Internazionalizzazione - perché contribuiscono allo sviluppo del territorio, a generare nuovi posti di lavoro, a portare nuove risorse finanziarie e a facilitare i rapporti commerciali delle nostre imprese, aprendo loro più facilmente anche le porte dei mercati internazionali. Ad oggi in Italia vi sono oltre 8mila imprese a partecipazione estera, con un fatturato generato pari a circa 445 miliardi di euro all’anno e che danno lavoro a più di 900mila dipendenti – ha proseguito Chevallard - Sono dati significativi, ma è necessario che pubblico e privato facciano sistema e massimizzino i propri sforzi per far crescere ulteriormente questi numeri”.  (agiellenews.it)

(AGIELLE) - MEGLIOMILANO: QUALITA’ DELLA VITA PRECARIA, BENE LA SITUAZIONE AMBIENTALE

19/11/2013

(AGIELLE) - MILANO - Presentato oggi il  XXIII Osservatorio sulla Qualità della Vita di MeglioMilano, associazione no  profit fondata da Confcommercio, Camera di Commercio e Automobile Club di Milano. Miglior dato della serie storica quello della Macro area Ambientale, +5.6 rispetto all’anno precedente, che traina l’Indicatore Generale della Qualità della Vita e ne previene la flessione. Dimezzati i giorni di sforamento di biossido di azoto, inquinante derivante dalla combustione (39 anziché 81), e in forte riduzione quelli relativi al PM10 (25 in meno), mai così basso anche il benzene, 1.80 microgrammi per metro cubo, che in passato ha sfiorato quota 8; negativo invece il dato relativo ai pozzi delle acque milanesi, oltre due su dieci chiusi perché inquinati. Ogni milanese ha differenziato nel 2012 circa 120 kg di rifiuti, aggiudicando a Milano il miglior dato dal 2004; circa diecimila auto in meno immatricolate a Milano (716mila, erano quasi 800mila venti anni fa), mentre sono state 3.6 milioni in meno quelle all’ingresso delle barriere cittadine, probabili segnali di crisi o conseguenze di una nuova visione di mobilità in città, con impatto positivo sulla qualità dell’aria. Migliora il trasporto pubblico che ha registrato circa 1.7 milioni di passeggeri ogni giorno sulla rete urbana, 7.5 in più rispetto al 2011. Aumentano i residenti in città, 1.366.409, e anche quelli della costituenda Città Metropolitana, a quota 3.075.083. La popolazione di over 80 aumenta del 2.43%, quella attiva (25-64 anni) dell’1.84% e i giovani (0-17 anni) del 2.4%. I residenti stranieri sono 261.412, gli over 65 quasi 320mila.  Segno negativo per il Lavoro, forse meno di quanto ci si potesse attendere: non aumentano, anzi diminuiscono i fallimenti, 850 anziché 917 e si riducono del 6.8% le ore di cassa integrazione totali, sia per gli operai che pergli impiegati (queste ultime del 9.7%); crescono le imprese con titolare straniero, 21.355 (erano 19.869 l’anno precedente); valore negativo per i contratti di collaborazione che invece subiscono una contrazione del 3%. Forte peggioramento della disoccupazione giovanile, +10% in un anno, cui si aggiunge il +2.1% di quella maschile e il +1.7% di quella femminile. Il settore Terziario soffre per una riduzione degli eventi fieristici, 56 nel 2012 (l’anno migliore è stato il 2006 con 88) che hanno portato 3.800 operatori in meno in un anno, 23.055 in totale. Sono aumentati invece i visitatori che pernottano a Milano, 4.723.573 (240mila in più del 2011), nonostante il calo dei passeggeri di Malpensa e la scarsa crescita di quelli di Linate, che hanno fatto segnare rispettivamente 9.3 e 4.6 milioni, (-3.6 e +1.5). Affittare a Milano nel 2012 è costato mediamente 70 € in meno al mq, acquistare circa 200€ in meno, variazione più sentita in Centro che nelle altre zone, ciononostante l’attività del mercato immobiliare permane in uno stato di impasse, l’indice IMI è 1.85, per la prima volta in 23 anni sotto il 2. Specchio della crisi è la progressiva contrazione del reddito medio annuo familiare, 50.874 €, più basso di così solo nel 1989 e di quello pro capite che segna il valore peggiore della serie storica, 23.112 €. Diminuisce il numero di procedimenti civili, penali e del Giudice di Pace ma ne aumenta la durata media, che raggiunge i 14 mesi; sono aumentate le truffe e le rapine (rispettivamente 4.712 e 3.390, circa 1.000 e 300 in più del 2011), una ventina al giorno. Peggiora la densità in tutti i gradi di istruzione, dai 25 bambini delle scuole materne fino ai 23 ragazzi delle scuole superiori; si diplomano otto studenti ogni mille residenti. Si sono laureati 39.380 studenti universitari, mentre raggiungono quota 47.867 le matricole che scelgono Milano per il proprio corso di studi. Sono stati 131.751 i residenti ricoverati (diecimila in meno rispetto al 2011) e sono diminuiti anche i ricoveri totali (333.574 anziché 342.225), segnali di politiche di razionalizzazione della sanità lombarda; aumentati i decessi per tumore (4.762) ma mai così pochi i decessi nel primo anno di vita, 24, valore migliore della serie storica, erano 81 nel 1989. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - RICERCA GI GROUP: IL MIDDLE MANAGER IN ITALIA E NEL MONDO

20/11/2013

(AGIELLE) - MILANO - La categoria del Middle Manager ricopre oggi, all’interno delle organizzazioni europee e internazionali, un ruolo chiave rappresentando, in azienda, la figura che fa da collante tra le risorse operative e il top management. Ma quali sono le sue caratteristiche peculiari? Quale il livello di fiducia nei confronti del mercato del lavoro? E ancora, cosa porta un Middle Manager alla ricerca di un nuovo lavoro?

A rispondere a queste domande è una ricerca di Wyser, la società di middle search and selection di Gi Group – prima multinazionale italiana del lavoro – che, in collaborazione con OD&M Consulting, ha elaborato i dati dell’indagine “Exploring Middle Manager World” che raccoglie il punto di vista di 1.450 Middle Manager di Italia, Brasile, Bulgaria, Cina, India e Serbia.

 

 

 

Nel nostro Paese, i Middle Manager sembrano puntare sulle capacità comunicative e relazionali, mantenendo inalterate, nonostante il mutare dei tempi, le proprie scelte rispetto alla ricerca di un nuovo lavoro, godendo della posizione acquisita, rassegnandosi a restare Middle Manager “a vita”; sono “molto scoraggiati” rispetto al mondo del lavoro e prospettano grandi difficoltà in caso di perdita del loro posto.
Diverso lo scenario nell’Europa dell’Est: in Serbia e Bulgaria, questa categoria di lavoratori affianca, alle capacità comunicative e relazionali, quelle di gestione e motivazione delle risorse, guardando a un potenziale sviluppo futuro del proprio ruolo; come in Italia, tuttavia, non appaiono fiduciosi rispetto al mondo professionale, prevedendo difficoltà nel caso di perdita del lavoro. Il mondo dei Middle Manager più “dinamico” è quello dei 3 Paesi indagati che appartengono ai BRICS, ovvero Brasile, Cina e India in cui i Middle Manager, pur essendo in grado di seguire la visione strategica del top management, si preparano a diventare a loro volta Top Manager, sviluppando capacità di leadership ed etica, dichiarandosi fiduciosi rispetto alle loro prospettive occupazionali.


Dai dati raccolti emergono tre “mondi” distinti per i Middle Manager: quello “STATICO” cui appartiene l’Italia, quello “VERSO IL CAMBIAMENTO” tipico delle economie in crescita, quali Serbia e Bulgaria e infine, quello “DIMANICO/RELAZIONALE”, rappresentato da Brasile, Cina e India.

 

 

 

Di seguito le principali evidenze emerse dalla rilevazione sulla base della comparazione tra i Paesi indagati:

• il Middle Manager si considera primariamente un: Comunicatore in India (20,0%) e Italia (14,7%); Responsabile in Brasile (21,3%) e Serbia (20,0%), Gestore della diversità in Bulgaria (15,3%), Esecutore della visione strategica del Top Management in Cina (21,0%);

• analizzando le preferenze del Middle Manager in fase di ingresso ne consegue che in tutti i Paesi indagati i siti web aziendali risultano essere uno dei canali di ricerca più utilizzati: India (80,0%), Bulgaria (77,7%), Cina (75,0%), Italia (73,0%), Brasile (69,3%), Serbia (69,0%);

• analizzando sempre le preferenze del Middle Manager in fase di ingresso ne consegue che le società di ricerca e selezione sono utilizzate come canale di ricerca da almeno la metà dei rispondenti in tutti i Paesi ad eccezione della Serbia: India (75,0%), Brasile (60,7%), Italia (55,3%), Bulgaria (51,3%), Cina (49,3%) vs Serbia (20,0%);

• nel momento in cui si deve scegliere un lavoro gli elementi che vengono messi al primo posto dai Middle Manager per importanza sono: la retribuzione fissa in Cina (22,3%), Italia (20,0%) e Serbia (16,0%) e l’ambiente di lavoro in India (31,0%), Brasile (25,3%) e Bulgaria (18,3%);

• il primo elemento valutato per rimanere in un’azienda è rappresentato dalla retribuzione fissa in Cina (18,7%) e Italia (18,3%) e l’ambiente di lavoro in India (34,7%), Brasile (27,3%), Bulgaria (26,0%) e Serbia (15,0%);

• in tutti i Paesi indagati l’area di benefit ritenuta più importante risulta essere quella dell’assistenza e previdenza: Cina (62,0%), Serbia (60,0%), Bulgaria (38,0%), Brasile (37,3%), Italia (31,0%) e India (29,3%);

• i Middle Manager serbi sono i più pessimisti in assoluto nella ricerca di un nuovo lavoro seguiti da quelli italiani; mentre quelli cinesi sono i più ottimisti (fase OUT);

• il tempo stimato per trovare un lavoro passa dai 15,9 mesi dell’Italia e i 13,7 mesi della Serbia ai 3,3 mesi della Cina, 5,6 del Brasile, 5,7 dell’India; a metà classifica la Bulgaria con 8,5 mesi stimati. - (agiellenews.it)

MODA - Vola l'export lombardo verso gli Usa

18/05/2016

La moda lombarda piace in USA: l’export di abbigliamento, tessili e accessori ha superato nel 2015 il miliardo di euro, +12,2% rispetto all’anno precedente. Gli Stati Uniti sono il secondo partner internazionale per il settore dopo la Francia e prima di Hong Kong e Germania. I maggiori esportatori di fashion sono Milano che con 600 milioni di euro rappresenta oltre la metà del totale lombardo (+11,5% in un anno), Como con 118 milioni circa (+5,4%) e Bergamo con 67 milioni (+26,7%). Seguono Varese e Brescia, entrambe in forte crescita, rispettivamente: +59% e +31,6%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat anni 2015 e del 2014.

La moda rappresenta un nono delle esportazioni lombarde in USA. Ma Como pesa per un terzo (33%) e Mantova e Milano un sesto. Rispetto alla media lombarda, Como è più specializzata in tessuti, Milano in capi di abbigliamento finiti e articoli da viaggio e pelletteria, Mantova in abbigliamento e maglieria, Pavia in calzature, Como e Lecco in altri prodotti tessili tra cui passamanerie, ricami, pizzi e merletti.

Fashion in USA: per le imprese lombarde al via un “percorso – export” con finanziamenti. Il percorso è rivolto alle aziende del settore moda ed in particolare: abbigliamento (marchi affermati ed emergenti), calzature e accessori moda. Il percorso si svilupperà a partire da giugno con un’attività di comunicazione ed esplorazione delle opportunità del mercato statunitense, culminerà nella partecipazione con stand alla Fiera di settore EDIT New York in programma dal 18 al 20 settembre 2016 e si concluderà con un’attività di follow-up per garantire il mantenimento dei contatti avviati. Per questa iniziativa le imprese milanesi potranno usufruire di agevolazioni partecipando dal 20 maggio al bando internazionalizzazione della Camera di commercio di Milano che mette a disposizione 700 mila euro di contributi

WEIR GABBIONETA - Sciopero contro 4 licenziamenti immotivati

31/05/2016

 La Weir Gabbioneta è una multinazionale scozzese che produce pompe per la raffinazione del  petrolio. Occupa 306 persone e sta completando il trasferimento degli stabilimenti di Sesto San Giovanni e Cinisello, in una nuova e unica sede a Nova Milanese, con un sostanzioso investimento in tecnologia e ricerca.

La Weir Gabbioneta ha deciso di licenziare per giustificato motivo oggettivo quattro lavoratori, con più di venti anni di esperienza, che nell'arco della carriera lavorativa sono cresciuti professionalmente, fino ad arrivare a ricoprire incarichi di responsabilità, contribuendo a fare crescere l’azienda nel mercato mondiale nelle soluzioni Oil&Gas.
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Per queste persone non c'è più posto, non servono più. La direzione ha deciso di licenziarli, senza neanche provare a trovare una soluzione alternativa. I lavoratori sono scesi oggi in sciopero contro questa scelta, che ritengono ingiusta e pericolosa, consapevoli che se passa questa linea, l’azienda, che si definisce “moderna e responsabile”, potrà colpire altri con le medesime modalità.

La protesta continuerà ad oltranza fino a quando non si troverà una soluzione alternativa ai licenziamenti.

“Questo comportamento è inaccettabile -  dichiara Giuseppe Mansolillo, della Fim Cisl di Milano -, i lavoratori non meritano quello che stanno subendo e possono essere facilmente ricollocati in altre mansioni, poiché hanno tutta l’esperienza necessaria. La scelta di licenziarli è avvenuta all’insaputa di tutti, nonostante qualche mese si sia firmato un accordo per ridurre i costi. Riteniamo questo atteggiamento, da parte di Weir, uno schiaffo alle buone relazioni sindacali. Abbiamo deciso uno sciopero permanente fino a quando l’azienda non ritirerà questi ingiusti e pretestuosi licenziamenti”.

SCUOLA - Sciopero venerdì 20. Gli appuntamenti in Lombardia

19/05/2016

.    Per domani, venerdì 20 maggio, è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals lo sciopero nazionale di tutto il personale della scuola (docenti, personale ATA, Dirigenti scolastici). Una mobilitazione che in Lombardia interessa ben 140.000 addetti, tra personale docente, non docente e Ata.

A sette anni dalla scadenza non è stato ancora rinnovato il contratto, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale abbia decretato l’illegittimità del comportamento del Governo nel blocco reiterato del CCNL e l’accordo tra Organizzazioni Sindacali e Aran, che ha ridotto i comparti del pubblico impiego dagli attuali 12 a 4.

Registriamo, invece, la vergognosa provocazione da parte del Governo che con la Legge di stabilità ha stanziato risorse per il rinnovo del CCNL pari a un aumento di 7 euro !

Stipendi fermi da sette anni, difficoltà aumentate sotto molti punti di vista per tutto il personale, una scuola trasformata e in gran confusione anche a seguito di svariati interventi normativi e riforme calate dall’alto che hanno stravolto, in particolare, il lavoro dei docenti.  Interventi che richiedono a tutto il personale sempre più funzioni e adempimenti non normati contrattualmente e a costo zero ed interventi legislativi invasivi delle materie contrattuali.

E’ urgente un rinnovo del CCNL che richieda un giusto riconoscimento salariale, rispettoso delle professionalità e delle responsabilità a carico dei lavoratori della scuola, una rivisitazione dell’organizzazione del lavoro rispondente ad una nuova e buona scuola improntata sulla collegialità e la cooperazione.

Uno sciopero per far tornare visibile chi da tempo è sottoposto a tagli e norme capestro e che necessita di risposte urgenti: il personale ATA (amministrativi, tecnici e ausiliari). Un settore, quello degli ATA, sottoposto al blocco delle immissioni in ruolo, al divieto di sostituire assenze, a carichi di lavoro sempre più pesanti dovuti all’ennesimo taglio degli organici. Inoltre, sono ormai centinaia le scuole che risultano senza la figura del Direttore dei servizi generali e amministrativi con gravi ripercussioni di carattere amministrativo, contabile e di gestione del personale.

Uno sciopero per le problematiche dei Dirigenti Scolastici: Reggenze su più scuole, riduzione dei fondi contrattuali, competenze assegnate dalla cosiddetta “buona scuola” che si scontrano con la scuola della condivisione, della collegialità e cooperazione.

Uno sciopero per i precari abilitati e con anni di servizio che non hanno avuto la stabilizzazione nonostante la sentenza della Corte di Giustizia europea.

Uno sciopero per correggere le storture che l'applicazione della legge L. 107 (la “buona scuola”) ha creato nelle scuole ed anche per riportare il Governo ad un atteggiamento di confronto con le parti sociali e i lavoratori della scuola su temi essenziali, confronto senza il quale non solo la scuola non migliora ma rischia di peggiorare notevolmente.

 

INIZIATIVE PROVINCIALI SCIOPERO 20 MAGGIO 2016

 

SONDRIO: CONFERENZA STAMPA

 

LECCO: ASSEMBLEE NELLE SCUOLE – CONFERENZA STAMPA - CONVERGENZA SU MANIFESTAZIONE  DI  MILANO

 

COMO: ASSEMBLEE NELLE SCUOLE, CONFERENZA STAMPA,  ASSEMBLEA UNITARIA  20 MAGGIO DALLE 10 ALLE 12  PRESSO IC  COMO CENTRO CITTA’- COMO

 

VARESE: ASSEMBLEE NELLE SCUOLE, CONFERENZA STAMPA - PRESIDIO DAVANTI ALL’ A. T. ( EX  PROVVEDITORATO)  ORE  DALLE 9,30 ALLE 12,30 IL  20 MAGGIO

 

MONZA: ASSEMBLEE NELLE SCUOLE – CONVERGENZA SU MANIFESTAZIONE  DI  MILANO

 

BERGAMO: ASSEMBLEE UNITARIE  RSU – CONFERENZA STAMPA- PRESIDIO DAVANTI PREFETTURA DALLE ORE 9 ALLE 12.

 

BRESCIA: CONFERENZA STAMPA 17 MAGGIO  DAVANTI AT  - CORTEO IN CENTRO PARTENZA ORE 9 DA PIAZZA VITTORIA  20 MAGGIO CON CONSEGNA LETTERA AL PREFETTO

 

MILANO: PRESIDIO  20 MAGGIO  PIAZZA DELLA SCALA DALLE  ORE 9 ALLE  13

 

PAVIA: ASSEMBLEE UNITARIE  16 MAGGIO-  CONFERENZA STAMPA

 

MANTOVA: ASSEMBLEE TERRITORIALI  17 -18 MAGGIO  - CONFERENZA STAMPA. PRESIDIO IN PREFETTURA IL 20

 

LODI: CONFERENZA STAMPA 20  MAGGIO

 

CREMONA: PRESIDIO DAVANTI PREFETTURA  DALLE 9 ALLE 11 –CONSEGNA DOCUMENTO AL PREFETTO

EXPO – Turismo milanese in attesa di 84mila posti

01/10/2013

Grazie all’Expo, per il settore turismo milanese ci si aspetta una crescita del 10% nel fatturato e come “eredità” verso il 2020 per il Paese la creazione di 84mila unità di lavoro aggiuntive.  La Camera di commercio ha realizzato un’indagine sulle imprese milanesi del turismo, che danno voto positivo al sistema turistico milanese, quasi 7. I punti di forza per il turismo sono: i monumenti (29,9%), i collegamenti (22,3%), lo shopping (21,1%) e l’offerta culturale (18,2%). Tra i luoghi di attrazione, le imprese del turismo indicano al primo posto il Duomo (39,0%), poi  Castello Sforzesco (26,6%), Cenacolo di Leonardo Santa Maria delle Grazie (12,4%), Galleria Vittorio Emanuele (11,3%) e Teatro alla Scala (5,5%).

Per cogliere appieno l’effetto Expo, le proposte delle imprese: potenziare i mezzi pubblici che collegano Milano a zone vicine (laghi, città d’arte, mare) (43%), i servizi informativi tradizionali (punti informativi, mappe) (17%), gli orari di apertura della città e dei monumenti (16%). E tra le esigenze segnalate per la manifestazione ci sono le toilette pubbliche (14%). 

Il turista “tipo” a Milano cambia, più stranieri e più cultura: sempre più importante per i buoni affari del settore il turismo legato alla cultura (musei, concerti, ecc.) che quest’anno come importanza per gli operatori  raggiunge il turismo d’affari (10,9%), seguito dal turismo legato allo shopping (6,6%). Per circa una impresa milanese del settore turistico su dieci la presenza degli stranieri pesa sul fatturato oltre il 50%.

 

Per l’importante appuntamento nasce anche Explora, la società che promuoverà il turismo. Gestirà il sistema integrato del turismo, è partecipata da Camera di commercio di Milano e Unioncamere Lombardia con il 60 per cento e da Regione Lombardia e Expo 2015 S.P.A rispettivamente con il venti per cento, gestirà il sistema integrato del turismo. La missione di Explora è raccogliere l’offerta disponibile sul territorio, a  partire da quello milanese e lombardo, per promuoverlo presso i grandi tour operator mondiali, fino a coinvolgere tutto il Paese, anche per mete meno conosciute. Un sistema integrato di riferimento per facilitare la nostra offerta turistica promuovendola all’estero, proponendo cultura, arte, enogastronomia, bellezze naturali per puntare ad avere soggiorni più lunghi e articolati. Explora sarà una delle più importanti eredità di Expo 2015.

 

«Il successo di Expo sarà determinato soprattutto dai nuovi flussi turistici che il sistema Milano-Italia saprà attrarre e valorizzare – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -.  Per ottenere questo risultato è necessario un sistema integrato del turismo che è alla base della creazione di Explora, che proporrà una nuova modalità di visitare il nostro territorio. Questo “pacchetto turismo per Milano e la Lombardia”, che allargheremo all’Italia, può rappresentare un importante indotto economico e culturale e sarà una delle principali eredità dell’Esposizione Universale».

CISL - MAURIZIO CAPPELLO NUOVO SEGRETARIO LOMBARDO DEI POSTALI

13/09/2016

Maurizio Cappello è il nuovo segretario generale della Slp Cisl Lombardia, la categoria che segue i lavoratori di Poste Italiane. Lo ha eletto all’unanimità il consiglio generale del sindacato che in Lombardia conta oltre 10mila iscritti.  Eletta anche la nuova segreteria regionale, composta oltre che da Cappello da Maurizio Dassù e Tenuccia Schepisi.  


Priorità della nuova squadra è la vertenza in corso con Poste Italiane, che da tre mesi ormai vede sindacato e lavoratori impegnati in un'intensa mobilitazione, con blocco delle prestazioni straordinarie aggiuntive. “Lo stato di agitazione è sempre aperto, poiché dall'azienda non arriva alcuna riposta concreta alle nostre richieste – afferma il neo-segretario generale delle Poste Cisl Lombardia -. La Lombardia è partita per prima con la grande manifestazione regionale del 23 maggio scorso, ma la mobilitazione si sta allargando a tutta Italia e non escludo si arriverà alla proclamazione dello sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori delle Poste”. “I servizi e il recapito sono al collasso, come pure la sportelleria del settore privato - aggiunge - . Non bastasse, la nuova riorganizzazione del recapito e della logistica, sommata alla consegna a giorni alterni, sta creando disagi e problemi a lavoratori e utenti”. In questo scenario, la totale privatizzazione dell'azienda per i postali della Cisl è da combattere senza esitazione. “E' inaccettabile che quella che ormai è l'unica azienda pubblica produttiva – afferma Cappello – vada in mano a speculatori interessati solo di fare cassa, così come cerca di fare cassa il governo, preoccupato solo di ricavare il più possibile dalla cessione”.

CISL-CATTOLICA - TERZA EDIZIONE DI "PROFESSIONE WELFARE"

19/09/2016

.  ALTIS – L’Alta Scuola Impresa e Societàdell’Università Cattolica del Sacro Cuore promuove la terza edizione del corso di Alta Formazione “Professione Welfare”, organizzato in partnership con Adapt e Cisl Lombardia.

Le competenze dei docenti, l’esperienza acquisita anche nella passate edizioni e i partner di prestigio fanno di “Professione Welfare” il corso leader in Italia sui temi del Welfare. Tecniche di docenza innovative, testimonianze in aula ed esercitazioni pratiche, consentiranno ai partecipanti di conoscere e comprendere il contesto di riferimento, approfondire le dinamiche del settore e progettare innovativi piani di Welfare.

“Il Welfare aziendale sta assumendo un ruolo di crescente importanza all’interno delle organizzazioni profit e non profit, pubbliche e private, come strumento per l’intercettazione dei bisogni sociali emergenti. La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto importanti novità che stanno incentivando lo sviluppo di piani di welfare aziendali anche nelle PMI", ha commentato Giovanni Marseguerra, direttore scientifico del corso. “Professione Welfare è dunque una grande opportunità perpromuovere il valore sociale dell'impresa e per far crescere l'attenzione al benessere dei lavoratori e delle loro famiglie" ha concluso Marseguerra.

“La legge di Stabilità ha rivoluzionato la normativa fiscale previgente per moltiplicare il numero di piani di welfare e potrebbe finire con un nuovo cambio di rotta in materia di “welfarizzazione” del premio di produttività – dichiara Emmanuele Massagli, presidente di Adapt –. Sono cambiate norme, definizioni, esperienze, prospettive: è allora molto opportuno un corso di formazione dedicato a questo argomento, che è in tutto il mondo occidentale uno dei temi “di frontiera” del diritto del lavoro e della gestione del personale”.

“In questo momento complesso e di grandi trasformazioni, riteniamo sia fondamentale investire sulle competenze – sottolinea Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia -. La crisi economica e le politiche diausterity che in questi anni ne sono conseguite, stante i vincoli di spesa pubblica, hanno fatto emergere i limiti dei nostri sistemi di protezione, di inclusività e di adeguatezza, anche rispetto a nuovi rischi e bisogni per i quali mancano adeguate coperture. In questo contesto si sono create le condizioni per un rilancio, attraverso la contrattazione, delle esperienze di welfare integrativo destinate ai lavoratori e alle lavoratrici nelle aziende e nelle imprese. Esperienze che richiedono protagonisti sempre più preparati e competenti, affinché si moltiplichino i percorsi di inclusione sociale”.

“Professione Welfare”, che prenderà il via il 25 ottobre 2016, si rivolge a manager delle risorse umane di organizzazioni profit, non profit e della pubblica amministrazione, a funzionari di associazioni di categoria o sindacali e a tutte quelle figure professionali con interesse nell’area delle risorse umane, dell’employee welfare, del diversity management, del work-life balance.

 

Per usufruire dello sconto del 20% è necessario iscriversi entro il 23 settembre. Le iscrizioni invece chiuderanno il 21 ottobre (scadenza finale).

 

LOMBARDIA - nel 2015 venduti 20 milioni di Voucher (+214 sul 2014)

26/09/2016

Calano le ore di cassa integrazione autorizzate in Lombardia nel 2015, a conferma dei segnali di ripresa. Secondo il rapporto sull'attività dell'Inps regionale presentato questa mattina nel corso di un'iniziativa da Cgil, Cisl, Uil e Inps Lombardia, il totale delle ore di cassa integrazione autorizzate è sceso da 255.363 di fine 2014 a 154.712. Preoccupa però la Cisl regionale l'esplosione del ricorso ai voucher:  ben 20.938.984 ne sono stati venduti nel 2015 in Lombardia, +214% rispetto al 2014 (ne erano stati venduti 11.675.586). Un incremento che ha interessato tutte le provincie e tutti i settori economici.  “Il rapporto Inps ci dice che la crisi economica forse comincia a dare una tregua, ma anche che è necessario portare con forza l'attenzione sulla qualità del lavoro - sottolinea Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia -. I dati sull'utilizzo sempre più consistente dei voucher a 10 euro per pagare i lavoratori ci preoccupano molto, per le difficoltà di sostentamento contingenti, ma anche per le prospettive di povertà che introducono”. Secondo la Cisl Lombardia, affinché gli interventi contro il disagio siano efficaci, occorre vigilare sulle risorse e sulla loro allocazione, innovare gli strumenti che favoriscano l'accompagnamento di politiche di sostegno con politiche di riattivazione delle persone nella comunità. “Bisogna introdurre nuovi modelli di governance tra soggetti di policy pubblici – afferma Gilardoni – e soggetti organizzati  della società civile, che favoriscano la coprogettazione e un'innovata collaborazione, soprattutto in riferimento alle aree di nuovi bisogni”. In quest'ottica, secondo la Cisl Lombardia,  potrà essere utile l'implementazione del casellario dell'assistenza istituito presso l'Inps e il Sia, il Sostegno per l'inclusione attiva . “Due strumenti innovativi di contrasto alla povertà – conclude Gilardoni –. Il primo sarà utile per migliorare la conoscenza dei bisogni sociali e del sistema integrato di interventi sul territorio, il secondo per favorire in modo mirato il contrasto alle situazioni di fragilità”.  

APPUNTAMENTI - LUNEDI' 18 LUGLIO, ORE 14 ALLE 'STELLINE': INDUSTRIA, LE PROPOSTE DELLA CISL

15/07/2016

"Occupiamoci di industria: le proposte della CISL”: è questo lo slogan del convegno organizzato dal Dipartimento Industria della Cisl il 18 luglio a Milano (ore 14,00), presso la Sala Volta del Centro Congressi “Le Stelline”, in Corso Magenta, 61. Ricco il parterre dei partecipanti.Dopo l'introduzione del Segretario Generale della Cisl Lombarda, Osvaldo Domaneschi, sarà il Segretario Confederale della Cisl, Giuseppe Farina ad illustrare  le proposte della confederazione in materia di politiche industriali.
Subito dopo si svolgerà la tavola rotonda, moderata dal giornalista Dario Di Vico, cui parteciperanno il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, il Presidente Conferenza Regioni, Stefano Bonaccini, il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, il Presidente Comitato Affari Sindacali e del Lavoro ABI, Omar Eliano Lodesani. Chiuderà l'iniziativa alle 17.00, la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan.


"Per rilanciare le attività industriali non basta più la sola gestione delle crisi aziendali nè i bonus e gli incentivi generalizzati: è il momento di attivare concrete politiche industriali che sappiano affrontare tutti i nodi competitivi che oggi rischiano di rallentare o impedire il riposizionamento dell'industria italiana sui mercati internazionali", sottolinea il Segretario Confederale della Cisl, Giuseppe Farina presentando l'iniziativa. "Per la Cisl sono quattro le priorità su cui occorre concentrarsi: la crescita dimensionale delle imprese; un sistema bancario a sostegno degli investimenti; risorse sulla ricerca e sviluppo di nuove competenze; fare crescere la produttività delle imprese e dei territori. E' indispensabile su questi temi un impegno comune da parte di tutti i soggetti che hanno la responsabilità di assicurare un reale sviluppo industriale al paese".

Mantova - Picchiato a sangue delegato Fit-Cisl di una cooperativa

28/09/2016

. Fatto gravissimo avvenuto questa mattina a Castelbelforte presso Mantova, dove un delegato della Fit Cisl è stato picchiato a sangue (8 giorni di prognosi) nel magazzino dell’Azienda Sirap, presso cui lavora per la Cooperativa Magsolution. “La furia scatenante l’episodio di violenza – spiega Dino Perboni, segretario generale aggiunto Cisl Asse del Po - è stata determinato dal fatto che il delegato stava appendendo un volantino che proclamava lo sciopero regionale per il 30 settembre, dopo i fatti tremendi accaduti a Piacenza, dove un lavoratore operante per la GLS è morto”. “Per il 30 settembre – aggiunge Emmanule Monti, segretario responsabile del presidio Fit Cisl Mantova - stiamo valutando di fare un’iniziativa davanti all’azienda a sostegno del delegato e dei lavoratori presso la Cooperativa Magsolution”.

Dura condanna da parte della Cisl Lombardia. “Ancora un episodio di gravità inaudita – afferma Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia  -. Si usa la violenza per impedire l'attività sindacale e l'esercizio di un diritto. Simili fatti accadono sempre più spesso, soprattutto in realtà che si spacciano per cooperative”. “Chiediamo con urgenza – aggiunge – l'avvio di un tavolo con Regione Lombardia per fare fronte comune e rilanciare il protocollo sottoscritto nel marzo 2015 con le tre centrali cooperative affinché il mondo della cooperazione torni ad essere quello regolamentato  e non, come sta accadendo in alcuni settori (logistica e servizi), una realtà di soprusi, sfruttamento e anche violenza”.  

LOMBARDIA - BADANTI, CISL: MANCA UN PIANO E SOPRATTUTTO CI SONO POCHI SOLDI

04/10/2016

La giunta regionale ha deliberato ieri un provvedimento in attuazione della legge regionale sul lavoro di cura che prevede l'attivazione di sportelli e registi territoriali per le assistenti famigliari (se ne stimano oltre 177mila in Lombardia), e un piano di azioni per la promozione di percorsi formativi, per il contrasto al lavoro sommerso e irregolare, per il sostegno economico a favore delle persone assistite e delle loro famiglie. A 16 mesi dall'approvazione della legge regionale, però, secondo la Cisl Lombardia e la categoria dei Pensionati manca il complessivo Piano di azioni e sopratutto non vi sono ancora risorse per rispondere ai bisogni di assistenza a cura.   In Lombardia sono oltre 330mila gli ultra 65enni con limitazioni funzionali. Un bisogno di assistenza che va crescendo, considerando l'invecchiamento della popolazione e l'incidenza delle cronicità e delle patologie invalidanti.

Tutto ciò è stato posto all'attenzione dell'assessorato al Reddito di autonomia ed inclusione sociale nel corso dell'incontro di giovedì 29 settembre, senza trovare alcuna risposta.   La Cisl e Pensionati Cisl della Lombardia ritengono che per realizzare il piano di interventi necessario ad un'efficace attuazione della legge, l'assessorato debba rendersi disponibile ad un confronto di merito con le organizzazioni sindacali e gli enti locali, cui compete l'attivazione degli sportelli territoriali.  

Auspicano quindi che l'incontro fissato per giovedì 6 ottobre non si esaurisca con l'elencazione dei contenuti di una delibera che abbia già definito modalità e risorse per la gestione di questo importante provvedimento.  

BANCHE - Adiconsum: no a ingiustificati aumenti dei conti correnti

17/10/2016

A seguito dei maggiori oneri sopportati dalle banche per la partecipazione ai fondi di risoluzione previsti dalla direttiva europea 59/2014, alcuni istituti di credito  hanno deciso di incrementare a carico della clientela i costi di gestione dei rapporti di conto corrente. “E’ una decisione inopportuna ed inelegante - sostiene Carlo Piarulli, presidente di Adiconsum Lombardia - in quanto il giustificato motivo che può indurre una banca a modifiche unilaterali del contratto di conto corrente, incrementandone i costi, si identifica solo a fronte di imprevedibili mutamenti del quadro macro economico generale. L’applicazione di una direttiva del maggio 2014 è tutt’altro che fatto imprevedibile, urgente e tale da rendere inevitabile il provvedimento!”. “Se la logica dei meccanismi di gestione dei fallimenti delle banche – aggiunge - è evitare che i costi vengano scaricati sulla collettività, con il riaddebito dei contributi al Fondo da parte degli istituti di credito ai correntisti di fatto si torna a far partecipare tutti alla crisi!!”

Adiconsum Lombardia ricorda che il consumatore può recedere dal contratto entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di incremento unilaterale dei costi di gestione e cercare un’altra banca che offra condizioni di miglior favore. La portabilità del conto corrente e del deposito titoli è gratuita e le banche sono tenute ad attivare la richiesta entro 12 giorni pena una sanzione a carico della banca.

“I consumatori – conclude Piarulli-  oltre la possibilità di recesso, possono tutelarsi chiedendo alla banca la rinegoziazione delle condizioni, controllando scrupolosamente tutti i mesi l’estratto conto, confrontando periodicamente le condizioni con altri istituti, attivando anche l’alternativa del conto on line con costi decisamente meno onerosi e tenendo sul conto corrente meno denaro possibile ovvero la liquidità necessaria a far fronte alle spese mensili della famiglia”.

IMPRESE - Milano capitale delle start up

12/10/2016

Milano, capitale delle start up che fanno innovazione: con 842 imprese, il 13,2% del totale nazionale che è di 6.362, è il primo comune italiano per concentrazione di start up innovative, seguito dalla città di Roma con quasi 505 (7,9%) e Torino con 260 (4,1%). Alle start up innovative si aggiungono le 37 PMI innovative, quasi una su sette (13,8%) tra quelle registrate in Italia (268). Oltre l’80% delle start up e PMI innovative milanesi opera nei servizi, in particolare nella produzione di software (37% delle start up) e nell’informazione (14%), il 9% nell’industria, soprattutto fabbricazione di computer e macchinari. Quasi una start up innovativa milanese su otto (11,5%) è femminile, una su cinque (19,5%) in mano a giovani ed oltre una su undici (9,4%) è attiva in ambito energetico. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese a ottobre 2016.

Dalla Camera di commercio di Milano un servizio gratuito dedicato a imprese e aspiranti imprenditori che stanno per avviare una start up innovativa. Gli imprenditori, aspiranti e non, che pensano di avviare una start up innovativa possono usufruire del servizio di assistenza specialistica che la Camera di commercio di Milano mette loro a disposizione. Colloqui personalizzati e/o  di gruppo  (a seconda del livello di conoscenza della materia e di sviluppo del proprio progetto di business) con esperti selezionati dalla Camera di commercio su temi quali il possesso dei requisiti per la costituzione e le agevolazioni previste dalla norma. E’ possibile accedere  all’orientamento d’interesse prenotando un appuntamento on line dopo aver preso visione del panorama di Assistenze disponibili sul tema accedendo  al sito della Camera di commercio di Milano: http://www.mi.camcom.it/assistenza-startup-e-pmi-innovative.

Le start up e PMI innovative in Lombardia. Sono 1.382 le start up innovative in Lombardia cui si aggiungono 68 PMI innovative. Le start up pesano il 21,7% sul corrispondente totale italiano, le PMI il 25,4%. Milano è il primo territorio con 936 startup (67,7% regionale e 14,7% nazionale) e 43 PMI (63,2% e 16%), seguita da Brescia (123 start up e 6 PMI), Bergamo (101 e 5) e Monza e Brianza (39 e 5).

Cosa sono le startup innovative. Sono società di capitali costituite anche in forma cooperativa che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

I requisiti per essere start up innovativa: sede principale in Italia o in uno Stato UE o EEA (spazio economico europeo) con sede produttiva o filiale in Italia, costituite da non più di 60 mesi, ultimo bilancio non superiore a 5 milioni di euro, non distribuire utili, non nascere da fusione scissione o cessione di ramo di azienda. Inoltre devono avere almeno una di queste caratteristiche: spese in ricerca e sviluppo maggiori o uguali al 15 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione, almeno i 2/3  dei dipendenti o collaboratori con laurea magistrale oppure 1/3 di dottorati, dottorandi o laureati con almeno tre anni di attività di ricerca certificata o almeno un brevetto o privativa industriale.

I vantaggi di una start up innovativa:  agevolazioni fiscali per le pratiche del Registro delle Imprese, disciplina societaria flessibile, disciplina su misura per i rapporti di lavoro a tempo determinato, facilitazioni burocratiche (possibilità di costituzione della start up innovativa in forma di srl con procedura semplificata),  accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le PMI, equity crowdfunding, non assoggettamento alla procedura di fallimento ecc..Condizione fondamentale per beneficiare di tali vantaggi è che le startup siano iscritte nell'apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.

I vantaggi della procedura semplificata per la costituzione di una start up innovativa in forma di srl con modello tipizzato: è possibile utilizzare una procedura semplificata, che prevede per la stipula di atto costitutivo e statuto l'utilizzo di un modello standard tipizzato avvalendosi della piattaforma online disponibile su startup.registroimprese.it. In alternativa, atto costitutivo e statuto possono essere redatti con l’assistenza diretta della Camera di commercio. L'ufficio di Assistenza Qualificata Imprese (AQI), previo appuntamento, procede all’autentica dell’atto e alla sua trasmissione all'ufficio del Registro Imprese  per l'iscrizione in sezione ordinaria e sezione speciale delle startup innovative, consentendo l'immediata operatività della società stessa.

(AGIELLE) - MILANO: CRISI, RESCA (CONFIMPRESE), LONTANI I SEGNALI DELL RIPRESA

21/11/2013

(AGIELLE) - MILANO - Primi segnali di ripresa del clima di fiducia nel terzo trimestre 2013, anche se l’Italia rispetto agli altri Paesi europei presenta un ritmo di ripresa più lento (43 vs 92 della Germania e 87 del Regno Unito). Dal barometro Confimprese Lab-Nielsen emerge che ancora il 50% degli italiani non pensa che il Paese sarà fuori dalla crisi nei prossimi 12 mesi, mentre per il 47% le previsioni di lavoro per l’anno prossimo saranno pessime. Decisamente negativa anche la propensione all’acquisto: l’86% ritiene l’attuale momento non adatto per fare acquisti, il 29% non riesce a risparmiare, 4 italiani su 5 dichiarano di aver modificato i propri comportamenti di spesa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: il 63% per le spese per piatti da asporto, il 60% per l’abbigliamento, il 58% per il largo consumo e il 51% per l’intrattenimento fuori casa (51%). Tra i settori merceologici da segnalare il dato positivo delle vendite dei beni grocery influenzato dai buoni andamenti di pet (+4,3%), food confezionato (+3,0%) e fresco confezionato  (+1,3%). Si accentua, invece, la flessione del cura casa (-5,5%). Una ventata di ottimismo soffia, invece, sui centri commerciali. Le vendite al 30 ottobre, sia pure con il segno negativo, migliorano di 2 punti percentuali, passando così dal -3,86% del mese di settembre al -1,81% di ottobre. Complici anche le performance positive registrate dalla grande distribuzione (+0,6% per iper e super; +2,3% per i superstore) che creano maggiori flussi di consumatori, gli altri settori all’interno delle gallerie commerciali sono andati a traino. «Ci aspettiamo – afferma Mario Resca, presidente Confimprese – un trend in miglioramento in vista del periodo natalizio, che faccia ben sperare in una fine anno meno drammatica del 2012 chi si era chiusa al -2,69%. Gli associati segnalano un aumento del traffico nelle gallerie, specialmente la domenica diventata il secondo giorno della settimana per ricavi». Registrano un trend di miglioramento rispetto all’ottobre del 2012 i seguenti settori: accessori moda (+6%). In recupero gioiellerie (-1%), videogiochi che con il -4% vs il -15% registrato ad agosto si aspettano un rilancio con l’arrivo della nuova Playstation 4. Ancora in negativo, invece, l’accessoristica casa. Bene l’Area1 (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta) dopo oltre un anno di flessione costante: il trend delle vendite si attesta allo 0,5%. L’Area4 (Sud Italia + isole) continua invece la marcia negativa (-8,51%) in caduta anche rispetto al mese di settembre (-7,01%). -(agiellenews.it)

(AGIELLE) - BCC: IN DIECI ANNI 1 MILIONE E 150MILA SOCI, +224%

21/11/2013

(AGIELLE) - ROMA - In questi ultimi venti anni le banche cooperative italiane hanno conosciuto una lunga stagione di espansione. Le BCC hanno “interpretato” coerentemente quelle caratteristiche distintive per le quali il legislatore, venti anni fa, aveva previsto norme specifiche, come testimoniano i dati qui di seguito indicati: Dal 1993 ad oggi il numero dei soci è aumentato da 350 mila a 1 milione 150 mila (con una variazione del +224%). Il numero medio di soci per banca è passato da 523 a 2.880. I dipendenti (senza tener conto degli enti centrali e delle società strumentali) sono invece cresciuti del 73% a fronte di un calo del 15% nel resto dell’industria bancaria. La capacità di raccogliere risparmio ed erogare credito è l’elemento che ha contraddistinto l’evoluzione del Credito Cooperativo negli ultimi venti anni. Lo stock di impieghi è cresciuto di sette volte (meno di tre nel resto del sistema bancario). Anche la raccolta si è incrementata ogni anno ad un ritmo di circa due punti percentuali superiore a quello registrato dell’industria bancaria. Le quote di mercato. Negli ultimi venti anni la quota media sugli impieghi è raddoppiata (dal 3,4 per cento al 7,1 per cento) mentre quella sulla raccolta è passata dal 6 all’ 8 per cento. Nel periodo che va dal 1995 al 2012 la crescita del patrimonio (ora a 20 miliardi) è stata mediamente superiore per le BCC rispetto al resto del sistema bancario. Il coefficiente di vigilanza delle BCC si è mantenuto sempre su livelli molto superiori a quelli richiesti dalla normativa ed è quasi completamente costituito da capitale primario. Tra il 1998 (primo dato disponibile) e il 2012, le BCC hanno destinato a patrimonio indivisibile circa il 90% degli utili (rispetto al 32% delle altre banche), equivalente a oltre 11 miliardi di euro, ben superiori ai circa 8 miliardi rappresentati dalla quota del 70% obbligatoria per legge. Quindi le BCC hanno volontariamente accantonato a riserva oltre il 37 per cento in più di quanto era dettato dalla normativa. Al 30 giugno 2013 le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali erano presenti in tutto il territorio nazionale con 4.446 sportelli (+ 0,1%, pari al 13,8% degli sportelli bancari italiani). Hanno una presenza diretta in 2.706 Comuni ed in 101 delle attuali Province. I soci sono 1.151.156 (+ 3,2%; + 15% nel triennio 2009-2012). I dipendenti 37.000 (+ 2,8%). La raccolta diretta è di 157 miliardi (+3,4% a fronte di un +1,2% nel resto del sistema); la raccolta complessiva (da banche e clientela + obbligazioni) è pari a 188 miliardi (+ 5,5 %). La quota di mercato della raccolta delle BCC è dell’8%. Gli impieghi sono pari a 136,2 miliardi (- 1,3 a fronte del -3% del resto del sistema). Salgono a 149,2 miliardi se si comprendono anche gli impieghi delle banche di secondo livello). La quota di mercato degli impieghi delle BCC è del 7,1%. Degli impieghi, 89 miliardi sono erogati alle imprese. La quota di mercato delle BCC per questa tipologia di prestito è del 9,6%. Gli impieghi erogati dalle BCC italiane rappresentano il 22,7% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 18% alle imprese agricole; il 12,3% del totale dei crediti alle istituzioni del non profit; l’8,6% alle famiglie consumatrici, l’8,6% delle società non finanziarie. Il patrimonio (capitale e riserve) di sistema è di 20 miliardi (+1,8). Il Tier 1 ratio ed il coefficiente patrimoniale delle BCC sono pari, rispettivamente, al 14,1 ed al 15%. - (agiellenews.it)

NUOVO BANCO BPM - Ora sarà la realtà a confermare la bontà della fusione

18/10/2016

La prima fusione tra due realtà bancarie sotto il controllo della Banca Centrale Europea è stata, da una parte, indotta dalla decisione del Governo di riformare il mondo delle popolari obbligandole a trasformarsi in SPA, dall'altra osteggiata, almeno inizialmente, dalla BCE stessa che avrebbe probabilmente preferito altri matrimoni con altri Istituti.


In ogni caso un processo di fusione avrebbe interessato, nel breve, i due Istituti per permettere un loro dimensionamento più adeguato alle future sfide europee e globali.


Il tentativo di salvare il patrimonio identitario del mondo popolare è naufragato, ma è da registrare che la prima fusione tra popolari porta alla creazione del terzo polo bancario italiano.


La FIRST CISL della Lombardia, regione dove la presenza della nuova banca è superiore ad ogni altro competitor, reputa fondamentale che i primi passi della nuova realtà siano fatti insieme a tutti i soggetti che costituiscono la banca. Innanzitutto i lavoratori e le lavoratrici e tutti gli altri soggetti civili e del territorio.


Una altra realtà italiana pone la sua sede in regione, nel suo capoluogo, la FIRST CISL saprà essere un valido interlocutore nell'interesse di tutti i lavoratori e le lavoratrici, in sinergia con gli altri stakeholder con l'obiettivo di costruire una "grande realtà" del credito che dia speranza e prospettive sui territori e nell'intero paese.


La Segreteria Regionale First Cisl

 

BANCHE - First Cisl: ricerca su 13 grandi banche italiane conferma urgenza di nuovi modelli organizzativi 

22/11/2016

“Così non si va da nessuna parte. Il sistema bancario ha bisogno di una svolta, però ci sono banchieri che continuano a pensare che si possano salvare le apparenze licenziando i lavoratori” è questo il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, la prima organizzazione sindacale del settore finanziario, a fronte dei dati che emergono dall’analisi delle trimestrali di settembre dei tredici principali gruppi bancari italiani elaborata dall’Ufficio Studi del sindacato.

“Il ritornello dei banchieri – aggiunge Romani – è che il personale costa troppo, eppure le spese per i dipendenti sono già in calo nella metà delle banche e nei principali gruppi equivalgono a meno di un terzo delle sofferenze nette e al 5-6% della massa dei crediti dubbi netti. Anche se per assurdo licenziassimo tutti i dipendenti, butteremmo una goccia nell’oceano. Qui non si tratta di tagliare posti di lavoro, si tratta di riconvertirli verso attività a maggior valore aggiunto. Servono nuovi modelli organizzativi, nuovi mestieri, nuove articolazioni produttive, ma le banche dovrebbero avere una visione strategica, che per adesso non si intravede nemmeno”. “La verità – spiega Romani - è che abbiamo smarrito il senso stesso del fare banca. I numeri lo dimostrano in maniera impietosa. Il margine di interesse è in calo in dodici banche su tredici, eppure resta la principale fonte reddituale. Le commissioni nette, che sono la seconda voce dei ricavi, calano in dieci banche su tredici. I soli tre gruppi che hanno un margine di intermediazione in aumento lo devono alle negoziazioni finanziarie”. Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi di First Cisl, che ha analizzato l’andamento nei primi tre trimestri del 2016 dei 13 maggiori gruppi bancari italiani, con esclusione di quelli controllati da banche estere e degli istituti di credito acquisiti dal Fondo Atlante, l'evoluzione dei tassi ha inciso negativamente sugli interessi netti, che diminuiscono in tutte le banche, salvo che in Credem, dove crescono dell’1,5%. Le commissioni diminuiscono pressoché ovunque, tranne che in Monte Paschi, Ubi e Banca Sella. Solo Unicredit, Popolare Milano e Carige segnalano una crescita dei ricavi complessivi, a fronte dei proventi da intermediazione. Il costo del lavoro, depurato dagli incentivi all’esodo dei dipendenti e dall’attivazione del Fondo di Solidarietà, diminuisce in 6 banche su 13. Le spese amministrative sono invece in aumento quasi ovunque, tranne che in Intesa e Banco Desio (buona parte della crescita è per i maggiori contributi pagati al Fondo di Risoluzione ed al Fondo di Garanzia). La redditività è in contrazione nella maggior parte dei gruppi e ben 5 banche su 13 (Monte Paschi, Ubi, Banco Popolare, Carige e Creval) hanno chiuso in perdita i primi nove mesi. Dal punto di vista dei volumi, è in corso un’inversione di tendenza dei crediti, cresciuti del +0,8% a settembre 2016 rispetto a fine 2015.

Se le sofferenze lorde sono in aumento in tutti i gruppi, salvo Intesa e Creval, gli altri crediti dubbi lordi segnano invece un aumento solo in 5 banche (Intesa, Banco Popolare, Popolare Milano, Carige e Credem). Da ultimo, l’Ufficio Studi di First Cisl ha evidenziato che se si dovesse portare al 78% la copertura delle sofferenze e dei crediti deteriorati sul patrimonio netto (le sofferenze delle quattro banche oggetto della risoluzione nel novembre 2015 sono state valutate al 22% del loro valore nominale), le prime 5 banche necessiterebbero, assieme, di un ulteriore accantonamento di 25 miliardi di euro (29 per il totale delle 13 banche analizzate). “L'insieme di questi dati – conclude Giulio Romani - ci dice inequivocabilmente che il tema di un nuovo modo di fare banca e quello della gestione del credito deteriorato non sono eludibili, a meno di non voler assistere impotenti allo sfascio del sistema bancario nazionale”. 
 

(AGIELLE) - MONZA: RAPPORTO GIOVANI, CAMERA DI COMMERCIO, SOLO UNO SU TRE RESISTE FUORI CASA

22/11/2013

(AGIELLE) - MONZA - Due giovani lombardi su tre sono tornati a vivere nella famiglia di origine, dopo essere usciti da casa dei genitori per motivi di studio o lavoro. Un dato di poco inferiore alla media nazionale (69,7%). La famiglia rappresenta l'unica vera certezza per la generazione dei “millennials”, vale a dire chi è diventato maggiorenne nel nuovo millennio. A volte una certezza che diventa un vero e proprio ammortizzatore sociale: il 10,1% delle giovani lombarde che hanno provato a vivere da sole sono state costrette a tornare da mamma per difficoltà economiche (il dato si abbassa per i loro coetanei all’8,2%). Rispetto al resto degli italiani, i giovani lombardi lasciano la famiglia di origine più per sentirsi indipendenti (16,4% contro 12,9%), meno per motivi di studio (29,1% contro il 35,9%). Eppure per migliorare le opportunità lavorative sono disposti anche a trasferirsi all’estero: il 45,9% dei giovani lombardi (il dato nazionale si ferma al 42%). Anche una quota rilevante di chi ha già un lavoro si dichiara disposto a trasferirsi oltre confine. Il valore è più alto per chi ha un contratto a tempo determinato (il 42,4% in Lombardia e il 38,2% come media italiana), ma che rimane rilevante (circa 1 su 3) anche tra chi ha un lavoro più stabile. Rispetto alle generazioni precedenti, la carriera più che procurare prestigio sociale è intesa come miglioramento della possibilità di autorealizzazione e richiede impegno personale. Molto sentito è  l’aspetto del reddito. Tra i giovani lombardi che hanno un lavoro solo il 18,9% si dichiara pienamente soddisfatto, mentre il 16,6% lo è poco, il 2,7% per nulla (contro rispettivamente il 19,9% e il 3,8% del dato nazionale). Se si chiede ai giovani il grado di soddisfazione della propria situazione finanziaria, i giovani lombardi sono più soddisfatti rispetto al dato nazionale: il 54,6% è generalmente soddisfatto della propria condizione, contro il 49,2% dei coetanei di fuori regione. Sono alcuni dei dati emersi in occasione della presentazione del “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo, avviato sui giovani italiani fra i 18 e i 29 anni, promossa dalla Camera di commercio di Monza che si è tenuta oggi alla sede dell'ente camerale, alla presenza del presidente Carlo Edoardo Valli e Alessandro Rosina professore di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano, dove dirige il Laboratorio di Statistica applicata. “Soltanto offrendo una maggiore stabilità nel lavoro dei giovani è possibile renderli più liberi. Liberi di progettare il proprio futuro, liberi di mettere su famiglia, liberi di diventare cittadini maturi ovvero persone che si assumono responsabilità e che in questo modo contribuiscono da protagonisti alla vita della comunità _ ha dichiarato Valli _  Credo che le istituzioni debbano operarsi su questo fronte e magari offrire ai giovani anche delle piattaforme attrezzate ovvero dei luoghi dove possono lavorare insieme in un’ottica di collaborazione.” “Le nuove generazioni italiane trovano, insomma, più difficoltà, sia rispetto al passato sia relativamente ai coetanei degli altri Paesi, nel conquistare una propria autonomia dalla famiglia di origine e nel realizzare le condizioni per formarne una propria ” afferma Alessandro Rosina tra i coordinatori del Rapporto Giovani “Le difficoltà di stabilizzazione occupazionale e di adeguata remunerazione producono anche una grave perdita di fiducia da parte dei giovani, in primis verso la società che non offre loro spazio e non li valorizza, ma poi anche verso se stessi e le proprie capacità. Con l’esito di incentivare la strategia di uscita verso l’estero o a rivedere al ribasso le proprie aspettative, a dar di meno rispetto a quanto potrebbero lasciando in larga parte sepolti i loro talenti”. Le imprese under 35 In Italia le imprese giovanili rappresentano il 10,6% del totale delle imprese attive. La crisi ha colpito anche i giovani che fanno impresa: nell’ultimo anno le imprese under 35 sono diminuite del -4,6%. Stessa variazione per il dato lombardo (-4,7%) mentre a Monza e Brianza il dato si attesta a -5,7%, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive pari al 9,4%. Emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese. - (agiellenews.it)

POSTE - Venerdì sciopero generale e manifestazione a Milano (piazza Affari)

02/11/2016

I lavoratori delle Poste della Lombardia si preparano a scioperare e scendere in piazza venerdì 4 novembre. Le segreterie nazionali Slp Cisl, Slc Cgil, Failp Cisal, Confsal,.com e Ugl Com hanno proclamato lo sciopero generale per l'intera giornata. A Milano, in piazza Affari, si terrà una manifestazione regionale, dalle 10 alle 12.La decisione del Consiglio dei ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% e di conferire a Cassa Depositi e Prestiti il rimanente 35% del capitale, con l’uscita definitiva del ministero dell’Economia dall’azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico nell'azienda. Una decisione assunta a breve distanza dal primo collocamento azionario di circa il 35% effettuato ad ottobre 2015.

“Una privatizzazione che ha il solo fine di fare cassa e recuperare qualche miliardo di euro per lenire il debito pubblico - dichiara Maurizio Cappello, segretario generale Cisl Poste Lombardia - ma che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto da Poste Italiane”. “Già ora si assiste anche nella nostra regione – aggiunge - ai reiterati interventi di chiusura degli Uffici Postali (185 fra chiusi e razionalizzati) e al recapito della corrispondenza a giorni alterni, compromettendo la qualità e la garanzia del servizio universale”.

Cisl Poste Lombardia ritiene estremamente grave e antieconomica l’intera operazione di dismissione da parte dello Stato, in considerazione che dal 2002 ad oggi Poste Italiane ha sempre avuto bilanci positivi versando consistenti dividendi al ministero dell’Economia, quindi alla collettività. “La totale privatizzazione di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia prosegue il sindacalista – afferma Cappello - ma anche il futuro svolgimento del servizio universale, l’unitarietà dell’azienda e la sua tenuta occupazionale. Sono a rischio 20mila posti di lavoro sul territorio nazionale. Oltre 2.000 nella sola Lombardia”. Secondo il segretario generale di Cisl Poste Lombardia, “Privatizzare Poste Italiane, azienda che fa utili e offre servizi competitivi, potrebbe essere un'operazione per togliere dal mercato l’unico concorrente scomodo delle banche, che oggi troppo spesso sono nell’occhio del ciclone della finanza speculativa”. “Attraverso Poste Italiane - conclude - passa anche la democratizzazione del risparmio nel nostro Paese, per costi, trasparenza e rendimenti garantiti, con i suoi 500 miliardi di euro raccolti ogni anno dal risparmio postale negli oltre 13.000 Uffici Postali”.

REFERENDUM - Furlan: “Abbiamo bisogno di un modello istituzionale che renda il paese più moderno ed efficiente” 

10/11/2016

"Donald Trump è riuscito a parlare alla pancia vuota di tanta gente. E' un voto popolare, libero e democratico dei cittadini americani che bisogna rispettare. Ma se non si intercettano i bisogni dei cittadini c'e' il rischio di tanti altri Trump anche in altri paesi vicini al nostro". Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan che è intervenuta alla iniziativa dei “Sindaci per il Sì” al referendum istituzionale del 4 dicembre.

"Il grande tema è come le istituzioni e le forze politiche riescono a cogliere i bisogni e le esigenze delle persone. Questa è la grande sfida che oggi tutti abbiamo davanti. E' una esigenza ed un fenomeno politico e sociale che stiamo registrando anche in Europa", ha sottolineato la leader della Cisl. "Chi parla alla pancia alle persone, magari in maniera populistica, riesce a cogliere risultati sorprendenti sul piano politico. Per questo va aperta una riflessione seria su questo tema. Se le istituzioni europee vengono avvertite distanti dai problemi veri dei cittadini, l'Europa è destinata a morire al di là della Brexit. Ecco perché va ridiscusso lo statuto economico europeo e cambiato subito il fiscal compact. L'Europa deve cambiare marcia e noi sosteniamo gli sforzi che sta producendo il Governo italiano. Avere il coraggio di cambiare le istituzioni europee, ricercando il consenso adeguato, significa dare un futuro anche all’Italia”.

Furlan ha poi aggiunto che “il tema del referendum istituzionale va inserito in questo dibattito più ampio sul futuro del nostro paese. “Noi ci siamo domandati come sindacato in maniera consapevole se il “sì” o il “no” alla riforma istituzionale possa determinare un cambiamento per le persone che noi rappresentiamo e per tutto il paese”, ha rimarcato la leader della Cisl. “Bisogna capire se attraverso i punti salienti di questa riforma si possa dare una risposta anche ai problemi del lavoro, dei servizi di qualità che mancano, di una sanità efficiente in tutte le aree del paese, della scuola o dei costi troppo alti dell’energia. Queste sono le questioni che hanno attinenza con la riforma, ed il “si” o il “no” avrà delle conseguenze sulla vita delle persone. Noi pensiamo che abbiamo bisogno di un modello istituzionale che garantisca i diritti fondamentali dei cittadini e che renda il paese più moderno, per avere più qualità, più efficienza, più produttività in tutti settori. Ma per fare tutto questo occorre anche un grande patto sociale tra chi governa, a partire dai sindaci e chi rappresenta, come il sindacato, il mondo del lavoro. Il confronto ed il dialogo sociale devono diventare il modello con il quale si può risollevare il paese. Quando si fanno le cose insieme non si fanno cose sbagliate. Dobbiamo cambiare ora il fisco con lo stesso metodo di confronto che abbiamo usato per ripristinare la flessibilità in uscita sulle pensioni e migliorato le condizioni di milioni di pensionati. Per questo, occorre anche un luogo istituzionale di dialogo che sostituisca il Cnel, perchè quando manca il dialogo si dà fiato solo al populismo o si fanno scelte solitarie disastrose per i cittadini come è accaduto con la legge Fornero”.
 

TURISMO - Siglato rinnovo Ccnl dipendenti catene alberghiere e tour operators 

14/11/2016

Dopo diverse iniziative di mobilitazione e sciopero, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno siglato l’accordo di rinnovo con le associazioni imprenditoriali del comparto Federturismo e Aica Confindustria Alberghi. L’intesa, valida fino al 31 gennaio 2018, interviene sul trattamento economico stabilendo un aumento economico medio di 88 euro a regime suddiviso in tre tranches a partire dalla retribuzione del mese di novembre 2016 con 48 euro, ulteriori 28 euro ad agosto 2017 e 12 euro a gennaio 2018 per il personale alle dipendenze delle grandi catene alberghiere, dei pubblici esercizi, delle aziende turistiche all’aria aperta, delle strutture portuali, degli stabilimenti balneari e dei parchi; di 38 euro a novembre 2016, 40 euro a novembre 2017 e 10 euro a gennaio 2018 la cadenza delle tranches per il personale dipendente dei tour operators. Aggiornate anche le tabelle economiche del lavoro extra e di surroga. Il nuovo contratto nazionale mantiene e conserva inoltre le previsioni normative del precedente Ccnl sull’organizzazione del lavoro, sui permessi, sul trattamento economico della malattia e sugli automatismi contrattuali riferiti agli scatti di anzianità, contemplando il rafforzamento della contrattazione di secondo livello territoriale ed aziendale attraverso l’aggiornamento dell’elemento economico di garanzia fino a 186 euro, e il potenziamento della bilateralità di settore e del welfare contrattuale riferito all’assistenza sanitaria integrativa. Sul mercato del lavoro l’intesa stabilisce il tetto massimo del 20% sul ricorso al lavoro a tempo determinato e del 18% per il contratto di somministrazione a tempo determinato. Per le organizzazioni sindacali nazionali di categoria si tratta di un risultato importante che premia la tenacia e la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, dei delegati e delle federazioni sindacali territoriali.«Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono soddisfazione per un risultato negoziale non scontato, ottenuto con fatica e grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori, che saranno ora chiamati ad esprimersi nel merito della sintesi raggiunta nelle assemblee di consultazione che si terranno nelle prossime settimane nei luoghi di lavoro» si legge in un comunicato sindacale unitario diramato nei luoghi di lavoro. «Si tratta di un ulteriore importante passo verso la “normalizzazione” di un settore che ha vissuto una stagione difficile e inedita da un punto di vista della contrattazione nazionale» prosegue la nota congiunta. Le tre sigle auspicano infine «che questo rinnovo possa rappresentare un precedente - che si aggiunge al rinnovo siglato nel 2014 con le associazioni imprenditoriali Federalberghi e Faita Confcommercio - utile ad invertire una pericolosa tendenza in uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia, il turismo, che vede ancora interi comparti, a partire da quello dei pubblici esercizi, privi di un contratto collettivo nazionale di lavoro».

NASCE IL TAVOLO INTERMINISTERIALE SUL LAVORO FRONTALIERO - Cgil, Cisl, Uil:Giornata importante

24/10/2016

Si è insediato oggi, lunedì 24 ottobre, presso il Ministero degli Affari Esteri, su iniziativa del CGIE (Consiglio generale degli italiani all'estero) il tavolo interministeriale sulle tematiche del lavoro frontaliero.
Il tavolo, che vede la partecipazione di Cgil, Cisl, Uil e Acli, e dei Ministeri degli Affari Esteri, dell'Economia e Finanze, dello Sviluppo economico e del Lavoro, ha il compito di arrivare, dopo anni di insistenza da parte del sindacato, a un percorso che porti alla definizione dello " Statuto dei Lavoratori frontalieri".
Le Organizzazioni Sindacali intendono, con lo Statuto, affrontare temi quali fisco, tassazione, welfare e status giuridico di una figura, quella del frontaliero, che conta oltre 100.000 lavoratori in Italia e oltre un milione in UE.
Dichiarano i responsabili frontalieri di Cgil, Cisl, Uil: "Oggi è una giornata importante nella storia del lavoro frontaliero italiano, il Governo ha finalmente recepito la richiesta di affrontare i temi di questi lavoratori italiani, dando loro un quadro di garanzie e certezze. L'obiettivo è quello di arrivare in tempi rapidi all'approvazione di una legge specifica. Ci aspettiamo da parte del Parlamento, e in particolare dai parlamentari delle zone interessate al fenomeno del lavoro frontaliero, la necessaria collaborazione per arrivare a un risultato che consideriamo storico".
L'iniziativa assume un rilievo particolare dopo le vicende e le tensioni che hanno coinvolto i rapporti tra Italia e Svizzera con l'iniziativa popolare “Prima i nostri del Canton Ticino”.

EDITORIA - Quasi 4mila aziende e 24mila addetti nel milanese

24/10/2013
. Sono circa 3.800 mila le imprese attive a Milano nel 2013 nei settori legati alla stampa e all’editoria e pesano il 56,8% del totale lombardo e il 12,7% di quello italiano. Si dividono tra stampa e riproduzione di supporti registrati (1.881 imprese) e attività editoriali specializzate (1.884 imprese, il 18,3% nazionale, quasi una su cinque tra quelle attive in Italia nel settore). Un comparto che impiega quasi 24 mila addetti, di cui 15 mila nella editoria specializzata, e ha prodotto nei primi sei mesi dell’anno 118,6 milioni di esportazioni, circa il 19% di tutto l’export italiano del settore.


E leggere a Milano va di moda: le spese delle famiglie milanesi tra libri (esclusi i testi scolastici), giornali e riviste hanno sfiorato nel 2012 i 270 milioni di euro.

Emerge da elaborazioni della Camera Commercio di Milano su dati registro imprese e Istat 2013 e 2012 e dall’indagine 2013 sui consumi delle famiglie milanesi della Camera di commercio di Milano, in occasione della presentazione di BookCity Milano 2013.

 “La cultura – ha dichiarato Alberto Meomartini, vice Presidente della Camera di commercio di Milano – rappresenta un elemento importante per la qualità della vita di una città ma diventa anche un elemento di promozione del territorio a livello nazionale ed internazionale. BookCity è un evento fortemente innovativo che coinvolge attivamente editori, istituzioni, scrittori e lettori e ribadisce il ruolo di Milano come capitale dell’editoria”.

 

Sedi di Impresa attive al secondo trimestre 2013

Area geografica

C 18 Stampa e riproduzione di supporti registrati

J 58 Attività editoriali

Totale editoria

peso su Lomb

peso su Italia

Bergamo

330

109

439

6,6%

1,5%

Brescia

330

99

429

6,5%

1,4%

Como

289

65

354

5,3%

1,2%

Cremona

103

44

147

2,2%

0,5%

Lecco

101

34

135

2,0%

0,5%

Lodi

68

20

88

1,3%

0,3%

Mantova

95

48

143

2,2%

0,5%

Milano

1.881

1.884

3.765

56,8%

12,7%

Monza e Brianza

320

110

430

6,5%

1,5%

Pavia

159

94

253

3,8%

0,9%

Sondrio

32

16

48

0,7%

0,2%

Varese

323

78

401

6,0%

1,4%

Lombardia

4.031

2.601

6.632

100,0%

22,4%

Italia

19.315

10.316

29.631

 

100,0%

peso MI su Lomb

46,7%

72,4%

56,8%

 

 

peso Mi su Italia

9,7%

18,3%

12,7%

 

 

peso Lomb su Italia

20,9%

25,2%

22,4%

 

 

Fonte: elaborazione Camera Commercio di Milano su dati registro imprese al secondo trimestre 2013

CODICE APPALTI - Macale (Filca Cisl): “Non limitare il massimo ribasso è ingiusto” 

14/11/2016

"Conservare il criterio del massimo ribasso per l’affidamento di lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro è sbagliato e ingiusto. Abbiamo sempre sostenuto che si tratta di una lacuna del nuovo codice degli appalti che l’Anac avrebbe potuto sanare, e che invece ha confermato anche nelle linee guida, approvate recentemente. L’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, in programma giovedì, ed alla quale parteciperà Raffaele Cantone, sarà l’occasione per ribadire la nostra posizione su questo tema delicato e diffuso: gli appalti inferiori al milione di euro rappresentano infatti ben l’80% del totale”. Lo ha dichiarato Stefano Macale, segretario nazionale della Filca-Cisl. “Come abbiamo ripetuto alla senatrice Fabbri in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, il massimo ribasso si ripercuote sulla sicurezza e sul salario dei lavoratori, i primi a pagare le conseguenze del crollo degli importi in fase di aggiudicazione. Un’altra voce di risparmio per le imprese interessate è la qualità del materiale utilizzato per la realizzazione delle opere, come la cronaca purtroppo ci ricorda ogni giorno. È per tutti questi motivi che chiediamo un maggiore ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che si ottiene solo abbassando la soglia degli importi delle gare, indicata dall'articolo 95 del testo”, ha concluso Macale.

PUBBLICO IMPIEGO CISL - Franco Berardi nuovo segretario generale della Lombardia

29/11/2016

Franco Berardi è il nuovo segretario generale della Funzione Pubblica (Fp) Cisl Lombardia, la categoria che segue i servizi, sia pubblici che privati, rivolti ai cittadini. Lo ha eletto oggi all’unanimità il consiglio generale del sindacato che in Lombardia conta 37mila iscritti. Eletta, nel segno della continuità, anche la nuova segreteria regionale, composta oltre che da Berardi da: Antonio Cassinari, Laura Olivi, Mauro Ongaro.
 
Fanno riferimento alla federazione della funzione pubblica i dipendenti della sanità pubblica e privata, dei Comuni, della Regione, di tutti gli enti dello Stato, ministeri, enti pubblici non economici e tutte le strutture dedicate all'assistenza di minori, anziani e disabili: oltre 350mila lavoratori distribuì nel territorio lombardo.

“Molti lavoratori, molti fronti sindacali aperti – sottolinea il neosegretario generale, Franco Berardi -. La nostra priorità sarà ottenere il contratto di lavoro, a partire dalla sanita privata ferma al 2007, per tutto il pubblico impiego, che da 7 anni non vede rinnovo”. Come noto, il settore è interessato da profonde trasformazioni e riforme, sia nella pubblica amministrazione che nell'area sanitaria. “Il nostro obiettivo è tutelare sa i lavoratori che i cittadini – afferma Berardi - continuando a ribadire che la riorganizzazione deve partire dall'analisi dei costi standard e dei parametri di rapporto numero dipendenti pubblici/abitanti, dove noi della Lombardia abbiamo i migliori indicatori Italiani”. “Non possiamo accettare - conclude - che la qualità e la produttività dei nostri lavoratori non sia adeguatamente riconosciuta e ricompensata”.

Residente a Leno, in provincia di Brescia, Franco Berardi dopo anni d'impegno nel volontariato sociale (è stato anche presidente di un'associazione missionaria), nel 1998 ha iniziato l'esperienza di delegato aziendale nel settore sanitario. E' stato educatore professionale, prima nel lavoro con i disabili per 8 anni e successivamente nel servizio per le tossicodipendenze, per 17 anni. Nel 2008 è entrato a far parte del gruppo della Funzione pubblica di Brescia, per la quale ha seguito la sanità pubblica e privata, introducendo percorsi di formazione per i delegati del Terzo settore e della sanità privata. Nel 2012 è stato eletto segretario generale della Fp di Brescia e dal 2013 è diventato anche componente della segreteria regionale dove, dal 2015, ha ricoperto il ruolo di segretario generale aggiunto.
 

OFFERTE DI LAVORO - Cesil cerca commessa e addetta alle vendite

06/12/2016

I candidati interessati possono inviare il proprio cv all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

COMMESSA CON ESPERIENZA

Per conto negozio di abbigliamento donna di prossima apertura, con sede in Milano, zona Arco della Pace, seleziono una Commessa con almeno 2-3 anni di esperienza. E' necessario essere predisposti al contatto col pubblico, saper gestire in autonomia i pagamenti ed è gradita la buona padronanza della lingua inglese. E' richiesto il domicilio in Milano ed un'età non superiore ai 29 anni. Si offre contratto part time, da lunedì alla domenica, con giorno di riposo. Contratto a tempo determinato, scopo assunzione.

RIF. Commessa con esperienza

 
TIROCINANTE ADDETTA ALLE VENDITE

Per conto negozio di abbigliamento donna di prossima apertura, con sede in Milano, zona Arco della Pace, seleziono una giovane commessa. Si richiede il domicilio in Milano, una buona padronanza della lingua inglese ed un'età non superiore ai 29 anni. Si offre tirocinio con orario full time, da lunedì alla domenica, con giorno di riposo. E' previsto un rimborso spese.

RIF. Commessa tirocinante

RICERCA PERSONALE - Impiegato paghe

19/12/2016

I candidati interessati sono invitati ad inviare il proprio curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

IMPIEGATO/A PAGHE ESPERTO per Azienda in Varese
Per conto Azienda con sede in Varese centro, selezioniamo un impiegato addetto amministrazione del personale. E' necessaria esperienza e piena autonomia nel ruolo ed è gradito il domicilio in Varese e limitrofi. Si offre contratto di lavoro a tempo determinato, dal lunedì al venerdì, motivato da sostituzione personale.
RIF. Addetto paghe

NATALE - 1700 opportunità di lavoro per i milanese

02/12/2016

. Sono circa 1.700 le opportunità di lavoro nel periodo di Natale a Milano. Oltre un quinto di tutte le richieste di lavoratori stagionali da parte delle imprese milanesi riguarda infatti l’ultimo trimestre dell’anno. Sono soprattutto i servizi di alloggio e ristorazione, tra cuochi, camerieri e addetti all’accoglienza e il commercio, soprattutto commessi, a richiedere personale extra in questo periodo. I due settori coprono oltre il 60% di tutte le richieste pari a circa mille posti di lavoro. Vengono quindi i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (tra il 15 e il 20%). Circa un lavoro su dieci è poi nei servizi alla persona. In circa due casi su tre si cerca personale con esperienza precedente mentre per quasi la metà dei posti il lavoro è offerto a un giovane sotto i 29 anni di età.Emerge da una stima ed elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati Excelsior - sistema informativo permanente sull’occupazione e la formazione realizzato dalle Camere di Commercio, con il coordinamento di Unioncamere nazionale e il sostegno del Ministero del Lavoro e dell’Unione Europea - e relativi alle previsioni di assunzioni delle imprese di Milano e provincia per gli anni 2016 e 2015.I lavori di Natale in Lombardia. Sono circa 6 mila i lavori stagionali offerti dalle imprese in Lombardia negli ultimi tre mesi dell’anno per far fronte alle esigenze del periodo che prepara al Natale. Milano è prima con circa 1.700 stagionali stimati, seguita da Brescia con 1.300. Viene poi Sondrio con 900. Sondrio è anche il territorio che, insieme a Varese, impiega in proporzione più stagionali nel periodo delle feste (oltre il 39% di tutte le assunzioni di stagionali previste nell’anno). Bergamo è quarta con 800 opportunità di lavoro. Sono il commercio, l’alloggio e la ristorazione a richiedere il maggior numero di forza lavoro extra, circa 3 posti di lavoro su 4, con punte di quasi il 90% a Sondrio e Lecco. Quasi un posto un venti è nella logistica e nei trasporti.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Tutti senza tutele e 40.000 cococo a rischio disoccupazione

13/12/2016

I lavoratori con contratto di collaborazione che perderanno il lavoro nel 2017, non avranno più diritto alla disoccupazione. Sarà questo il primo effetto della legge di stabilità appena approvata dal Parlamento, se non si troverà al più presto un correttivo ad hoc per scongiurare che il prossimo anno decine di migliaia di collaboratori restino senza occupazione e senza reddito. La DIS-COLL, ovvero l’indennità di disoccupazione per i collaboratori prevista in via sperimentale per il 2015 e successivamente prorogata anche nel 2016, rientrava fra le misure di riordino degli ammortizzatori sociali  nell’ambito dei decreti attuativi del jobs act.

La mancata proroga della DIS-COLL determinerà effetti ancora più gravi, qualora a questa situazione dovesse sommarsi la mancata proroga dei contratti di collaborazione attivi fino al 31 dicembre 2016 presso le Pubbliche Amministrazioni, operando di fatto il divieto di stipula di tali contratti da parte della P.A. a decorrere dal 1° gennaio 2017 che non si è voluto modificare nella legge di bilancio, nonostante l'impegno alla prosecuzione di questi rapporti contenuto nella recente intesa fra organizzazioni sindacali e Governo sul rinnovo dei contratti nei settori pubblici.

FeLSA CISL, NIdiL CGIL e Uiltemp chiedono che queste problematiche legate al mondo del lavoro precario siano al più presto affrontate e risolte, nella consapevolezza dell’incertezza dell’attuale quadro politico-istituzionale uscito dalla consultazione referendaria: queste istanze potrebbero trovare risposta nel decreto di fine anno (il cosiddetto “milleproroghe”), che certamente è nella titolarità di un governo “in carica per il disbrigo degli affari correnti“. 40000 persone sono al momento in una situazione di inaccettabile incertezza, visto che il loro committente è la Pubblica Amministrazione, e non si può scherzare sulla pelle delle persone che assicurano i servizi di cui godono tutti i cittadini.
 

MAZAL – Una storia italiana: sciopero nazionale lunedì 28 novembre. Presidio alla Regione Lombardia.

23/11/2016

Dopo lo sciopero milanese dell’11 novembre, è in programma una seconda iniziativa di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Mazal Global Solutions Srl. E’ stato infatti dichiarato uno sciopero nazionale della società di riscossione dei tributi in amministrazione straordinaria.

Lavoratori, cittadini e Comuni sono i soggetti colpiti da questa drammatica crisi. Infatti, ai mancati pagamenti degli stipendi, ai licenziamenti in atto, si aggiungono i danni che i Comuni (creditori per circa 150 milioni di euro) e i cittadini (che hanno versato imposte mai arrivate a destinazione), hanno subito in questa assurda vicenda.

Ad oggi la situazione appare ancora incerta e senza prospettive chiare, con una gara di vendita della società di cui non si hanno ancora notizie certe, che diano una speranza vera  alle oltre 400 famiglie di lavoratori e lavoratrici coinvolte.

Per sollecitare un intervento pubblico reale, in una vicenda in cui la Pubblica amministrazione, a diversi livelli istituzionali (Comuni, Ministero delle Finanze, Ministero dello Sviluppo economico, Ministero del Lavoro), ha giocato un ruolo, FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL hanno indetto un presidio sotto il palazzo della Regione Lombardia.

PRESIDIO SOTTO IL PALAZZO DELLA REGIONE LOMBARDIA (PIRELLONE), IL GIORNO 28 NOVEMBRE DALLE ORE 9 ALLE ORE 14.

Per l’occasione, i sindacati, unitamente alle rappresentanze sindacali aziendali, hanno chiesto un incontro alla presidenza della Commissione Lavoro della Regione Lombardia
 

FERROVIE - Furlan: Soddisfatti per rinnovo contratto settore ferroviario 

16/12/2016

"Il nuovo contratto del settore ferroviario e il contratto aziendale delle Fs Italiane, siglato con aumenti medi di 102 euro e con "una tantum" di 600 euro, è un fatto importante che ci riempie di soddisfazione in un momento difficile della vita del paese, confermando la vitalita' del sindacato che sa fare bene il proprio mestiere per tutelare le retribuzioni e portare nuovi tutele e benefici ai lavoratori". E' quanto dichiara la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Complimenti alla Fit Cisl e agli altri sindacati per aver saputo trovare una intesa al termine di un confronto durato quasi 9 mesi, con Agens e Cncp per il rinnovo del contratto nazionale della Mobilità, area Attività Ferroviarie ed il contratto aziendale di Fs, scaduti entrambi il 31 dicembre 2014. E' un accordo innovativo, che oltre a tutelare le retribuzioni recepisce gli accordi interconfederali in tema di rappresentanza e rappresentatività, e introduce importanti novità in materia di partecipazione dei lavoratori sulle scelte aziendali, conciliazione tra lavoro e famiglia, previdenza complementare, unioni civili, permessi per le donne vittime di violenza, congedi parentali a ore ed altre garanzie e tutele come il potenziamento della mobilita' delle persone e delle merci, welfare aziendale,sanita' integrativa. E' insomma un accordo positivo ed in linea con l'impostazione della riforma complessiva delle relazioni industriali e del sistema contrattuale che stiamo costruendo in questi mesi con tutte le associazioni imprenditoriali per rendere il nostro paese piu' competitivo in un quadro di maggiore qualita' dei servizi e di partecipazione dei lavoratori ai processi produttivi".
 

POSTE - Servizio di recapito dimezzato. Ancora disagi per cittadini e imprese. Prosegue la protesta dei portalettere

02/12/2016

. Prosegue con un altro mese di sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive la vertenza dei sindacati dei lavoratori delle Poste sulla riorganizzazione del servizio recapito. "L'azienda deve cambiare rotta. E' sempre più grave la situazione di difficoltà e i disagi che subiscono cittadini ed imprese per il recapito della corrispondenza a giorni alterni, avviato da Poste in molti paesi e città della regione e che dovrebbe essere completato nel 2017", sottolinea Maurizio Cappello, segretario generale Cisl Poste Lombardia. Ieri i sindacati, nel corso di un'audizione in Regione Lombardia, hanno esposto la loro posizione su una riorganizzazione che sta penalizzando fortemente soprattutto le comunità più piccole e disagiate e che vede i lavoratori in vertenza dal mese di aprile (con due scioperi generali, uno lombardo e uno nazionale) per il mantenimento del servizio giornaliero a tutela della collettività e dei livelli occupazionali.

La Slp Cisl Poste Lombardia ha rimarcato che il progetto di riorganizzazione era stato responsabilmente sottoscritto con l’azienda che, però, poi è venuta meno agli impegni presi per adeguare e rendere a norma le strutture e dotare di strumenti e mezzi i portalettere. "Il mancato rispetto da parte di Poste dei punti qualificanti dell’accordo - spiega Cappello - ha creato tutti i presupposti per l’attuale condizione generalizzata di disorganizzazione, giacenze ed inevitabili ritardi nelle consegne".

"A causa dei continui disagi -aggiunge - persino la Corte di Giustizia europea si è espressa negativamente alla consegna della corrispondenza a giorni alterni che farebbe venir meno la garanzia del servizio pubblico ma, così come sta avvenendo per la completa privazione di Poste, sia Poste che il Governo vanno avanti imperterriti".

La stessa posizione è stata ribadita dalle altre organizzazioni sindacali e dall'Anci.

A fronte delle evidenti difficoltà descritte da tutte le parti, i rappresentanti di Regione Lombardia hanno convenuto sulla necessità di azioni più incisive per farsi portavoce delle istanze dei cittadini e dei lavoratori di Poste mediante l’istituzione di un tavolo di discussione con la presenza di Poste, sindacato e Anci per la soluzione dei gravi problemi presenti e persistenti. In attesa di sviluppi concreti, i sindacati Slp Cisl, Slp Cgil, Failp, Confsal e Ugl proseguono la vertenza con la proclamazione di un mese di sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive.

SUPER-TICKET - Misure inadeguate secondo la Cisl Lombardia

19/12/2016

Nessun accordo oggi pomeriggio tra Cgil, Cisl e Uil Lombardia e assessorato regionale al Welfare sulla compartecipazione alla spesa sanitaria e sociosanitaria, ovvero ticket e rette delle case di riposo. A conclusione del confronto, la Cisl Lombardia prende atto degli interventi assunti da Regione Lombardia: riduzione del super-ticket da 30 a 15 euro introduzione di un voucher una tantum di 1.000 euro per gli anziani in condizione di non autosufficienza molto grave. La Cisl Lombardia valuta positivamente l'intervento sulle rette, anche se limitato al 2017, quale prima misura di sostegno alle famiglie a cui deve seguire un incremento di risorse ed un corrispettivo sostegno al lavoro di cura a domicilio. “Le misure sui ticket sono  inadeguate rispetto alla necessità di ridurre in modo significativo il costo sostenuto dalle famiglie in tema di compartecipazione – commenta Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia  -. Ogni anno i cittadini lombardi spendono 128 milioni di euro per i super-ticket e la Regione ha stanziato solo 25 milioni”. L'intervento di riduzione del solo super-ticket a 15 euro per le prestazioni di importo superiore a 51 euro, inoltre, secondo la Cisl Lombardia è di dubbia efficacia, per gli effetti limitati che produce.  “La riduzione del super-ticket si applica in realtà solo al 22% delle ricette e resta invariato il costo per le visite specialistiche e per la maggior parte degli esami clinici di laboratorio - puntualizza Gilardoni -. Così facendo, non si riduce il rischio che il cittadino privilegi le prestazioni erogate dai privati a discapito del sistema pubblico”.
Entrambi gli interventi, inoltre, non correlandosi ad una valutazione delle capacità economiche e di composizione del nucleo famigliare secondo la Cisl Lombardia rispondono in misura inadeguata a basilari criteri di equità.

PENSIONATI CISL - Impegno sull'invecchiamento attivo. La tappa lombarda della campagna sulle vaccinazioni

02/12/2016

Sindacati dei pensionati Fnp Cisl, Spi Cgil, Uilp Uil, Acli, alleati con le società scientifiche per migliorare le condizioni di vita degli anziani, e non solo, a partire da una campagna nazionale di sensibilizzazione sulle vaccinazioni, che questa mattina ha fatto tappa a Milano. "Dal 2014 siamo entrati a far parte di Happy ageing, l'alleanza per l'invecchiamento attivo promossa da alcune società scientifiche, che ha voluto coinvolgere anche i sindacati dei pensionati per la loro presenza capillare sul territorio e tra le famiglie - ha sottolineato Attilio Rimoldi, segretario nazionale Fnp -. Abbiamo aderito con piacere, perché siamo convinti che dobbiamo lavorare per aggiungere vita agli anni anziché anni alla vita". "L'impegno di sensibilizzazione per la prevenzione non si limita al tema delle vaccinazioni - aggiunge - abbiamo in programma iniziative anche sul fronte dell'alimentazione e delle attività motorie". Un ambito d'impegno, poi, che i pensionati Cisl propongono di inserire è quello degli infortuni domestici. "Un fenomeno troppo  diffuso, anche se altrettanto sottovalutato: in un anno gli infortuni domestici provocano più morti degli incidenti stradali, eppure se ne parla poco -spiega Rimoldi - . Se con Happy ageing riuscissimo a fare di più per informare sui rischi degli infortuni domestici sarebbe un bel risultato".

Sul tema del l'invecchiamento attivo e sulle iniziative concrete da intraprendere si sono confrontati esperti, rappresentanti dei Comuni e della Regione. "Sui problemi degli anziani gli enti locali hanno un ruolo fondamentale - ha sottolineato Antonio Mobilia, presidente Federsanità Anci Lombardia -. La prevenzione è importante ma costa, dunque governo e regione devono stanziare risorse. Il problema è rilevante, perché ad una certa età una malattia come l'influenza può aggravarsi e creare danni maggiori, portando a inabilità pesanti, con significativi problemi di gestione per gli enti locali". "Formazione e informazione sono fattori chiave per favorire l'invecchiamento attivo", ha sottolineato Mauro Colombo, della Società italiana di geriatria. "La maggior parte degli anziani non sa che alcune malattie posso essere prevenute  grazie a un vaccino - ha detto Antonio Gattinoni della Società d'igiene -. I medici di base stessi, allora, possono essere operatori della prevenzione". 

Alla mattinata è intervenuta anche Maria Gramegna, dirigente Unità Organizzativa Prevenzione di Regione Lombardia, che ha sottolineato le difficoltà da parte dei cittadini ad affrontare la "proposta delle vaccinazioni" con fiducia. "Regione è assolutamente impegnata nel promuovere le vaccinazioni - ha spiegato -. Non è stato semplice ottenere che il piano nazionale sulle vaccinazioni fosse un Lea, ma c'è l'abbiamo fatta". "Col ministero e le altre regioni decideremo come incrementare mano a mano l'offerta - ha aggiunto -. Non tutti i vaccini possono essere introdotti allo stesso modo. In alcuni casi, per esempio la varicella, occorre introdurli in modo penetrante altrimenti la malattia si sposta in avanti. Così è accaduto col morbillo e così non vogliamo accada per altre patologie". Quanto all'offerta per gli over65, Gramegna ha ricordato che la Regione nel 2015 ha aggiornato un atto di indirizzo "allargando molto l'offerta per le categorie a rischio". "Auspichiamo di arrivare a vaccinare un numero maggiore di persone - ha concluso -. Gli strumenti per far funzionare il sistema ci sono, occorre togliere alcuni sassolini che a volte creano ostacoli".

SOS COMUNE - Immagini dell'abbandono di colonie, asili e strutture assistenziali

13/12/2016

S.O.S. Comune: immagini dell’abbandono
Colonie, asili e strutture assistenziali del Comune di Milano: fotografie, voci e segnalazioni della chiusura improvvisa del Centro Diurno Disabili di viale Puglie.

Martedì 13 dicembre ore 17 c/o Sala Gruppi Consigliari, 3° piano via Tommaso Marino 7, (fianco Palazzo Marino, MM Duomo).

Milano. 12.12.16. La notizia inedita della decisione del Comune di Milano di chiudere il Centro Diurno per disabili di viale Puglie 33 (Corvetto), in prossimità delle vacanze natalizie, senza nessuna comunicazione preventiva a disabili, lavoratori e famiglie, è lo spunto per una panoramica di voci, foto e notizie raccolte da alcuni delegati sindacali sulle condizioni di diverse strutture educative e assistenziali comunali.
6 mesi di segnalazioni, mail e immagini di genitori, cittadini, volontari, associazioni, lavoratori alla scoperta del Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano dedicato a bimbi e disabili, per sollecitare un intervento degli assessori responsabili, allertati da luglio con la consegna di un dossier specifico rimasto senza nessuna risposta.

Maggiori info su: https://www.facebook.com/CISL-FP-Comune-di-Milano-746527668772882/?ref=bookmarks


L’incontro prevede la videoproiezione di immagini (oltre alle 2 allegate) relative a:
Casa Vacanza di Andora (SV)
Scuola dell’Infanzia Don Gnocchi (San Siro)
Scuola Infanzia via della Giustizia (Cassina de Pomm)
Scuola dell’Infanzia di via Villani (Maciachini)
Scuola elementare Don Gnocchi (San Siro)
Casa Vacanza di Pietra Ligure (SV)
Complesso Comunale (Scuola elementare, Asilo, Centro Anziani, Scuola Egiziana) di Via Paravia (Segesta)

n.b.: Visto il peso delle immagini si consiglia vivamente di portare una chiavetta USB dove verranno caricate le .jpg sopra citate divise in cartelle e il .pdf del Dossier sulle Case Vacanza di Andora e Pietra Ligure, che verrà consegnato anche in versione cartacea b/n.


 

RICERCA PERSONALE - Badante

29/12/2016


Per conto di una famiglia di Trezzano sul Naviglio, lo Sportello Assistenti alla Persona ricerca una badante.

Le persone interessate possono inviare il proprio curriculum all'indirizzo email cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

Per chi fosse sprovvisto di collegamento internet, è possibile far avere la propria candidatura allo Sportello Lavoro, via Tadino 18 - Milano.

 

(AGIELLE) - EXPO, PETTENI (CISL), SUBITO ACCORDO SUL LAVORO

19/03/2014

(AGIELLE) - Milano - "Sono convinto che il modo migliore per ricordare Marco Biagi sia tradurre in azioni concrete i suoi insegnamenti. Se il nostro Paese avesse seguito tutte le strade indicate nel Libro Bianco oggi avremmo un mercato del lavoro più inclusivo. Dobbiamo far tesoro degli errori degli ultimi anni e accelerare il passo, a partire da un accordo regionale sul lavoro per Expo". Così Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia, nel corso dell'incontro con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel 2002 ministro del Lavoro, e Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera, svoltosi questa mattina nella sede regionale di via Vida per ricordare il giuslavorista assassinato dodici anni fa e riflettere sull'attualità  del suo lavoro. "Bisogna aprire al più presto un confronto su Expo e lavoro, dove ognuno metta in campo le sue proposte e si arrivi ad un accordo che renda l'esposizione universale una grande opportunità  di occupazione _ ha detto Petteni _ I decreti del governo non fanno venir meno l'esigenza di un accordo regionale. Abbiamo perso anche troppo tempo, non è più rinviabile un'intesa. Noi siamo pronti a scambiare soluzioni di flessibilità , anche superando il tetto del 20% previsto per l'utilizzo dei contratti a termine e a concedere più deroghe alle imprese, purché si assumano i disoccupati di lungo periodo. Perché la peggiore precarietà  è essere disoccupato, non avere un contratto a tempo determinato". La proposta della Cisl su un accordo per il lavoro ed Expo2015 è stata accolta favorevolmente da Maroni, che ha condiviso la necessità  di accelerare i tempi e ha annunciato l'intenzione di insediare il tavolo di confronto già  la prossima settimana. Maroni ha anche auspicato che il confronto tra le parti sociali su Expo diventi l'occasione per una riflessione più ampia che arrivi a definire un nuovo modello di mercato del lavoro, più flessibile ma non precario, e un documento per lo Statuto di lavori che possa poi essere recepito a livello nazionale. Quanto alla riforma degli ammortizzatori sociali, indicata da Marco Biagi nel Libro Bianco ma non attuata, il segretario generale della Cisl  lombarda ha rilanciato la necessità  di procedere in tal senso. "Dopo sei anni di crisi non possiamo andare avanti a cercare ogni quattro mesi 500 milioni di euro per la cassa in deroga _ ha detto Petteni _ Bisogna procedere a una riforma degli ammortizzatori che introduca una cassa integrazione generale per grandi e piccole imprese, con un uso limitato nel tempo, estenda l'indennità  di disoccupazione che in questo Paese è squilibrata e debole e porti al centro le politiche attive per ricollocare i lavoratori da un posto all'altro". - (agiellenews.it)

RICERCA PERSONALE - Fresatori CNC junior e senior

29/12/2016

Opportunità di lavoro per fresatori.

I candidati interessati possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

Fresatori CNC junior e senior

Per conto azienda metalmeccanica con sede in San Vittore Olona (MI) ed operante nel settore degli stampi, seleziono fresatori. 

I profili ricercati sono relativi a: 
1) Fresatori esperti, che siano in grado di programmare la macchina (linguaggi Mazak, CB Ferrari, Selca, Siemens, Fagor), attrezzarla, eseguire la lavorazione ed il controllo qualità.
2) Fresatori junior, con buona conoscenza disegno meccanico e strumenti di misura ed una seppur breve esperienza nella mansione.

I candidati ideali sono in possesso di diploma ITIS/IPSIA, qualifica, attestazioni di frequenza corsi in ambito meccanico ed hanno il domicilio in zona.
Si offre contratto con orario a giornata e 2 turni, inizialmente a tempo determinato, ma con prospettive di stabilizzazione.
Rif. Fresatori CNC
 

BANCHE - Romani (First Cisl): “Con i soli accordi sottoscritti in dicembre perdiamo più di 6.000 posti di lavoro nelle banche italiane” 

03/01/2017

"Il Tar, dando torto alla sindaca Raggi, ha certificato che in Italia i botti di fine anno sono irrinunciabili, ma, se per conoscere le vittime dei fuochi di Capodanno occorrerà attendere il primo gennaio, la conta dei botti di dicembre all’interno del settore bancario italiano è già definita: abbiamo perso più di 6.000 posti di lavoro in un solo mese”: è questo il commento di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, primo sindacato del settore finanziario italiano, alla raffica degli accordi in materia di esuberi sottoscritti nell’ultimo mese del 2016. L’Ufficio Studi di First Cisl stima che le intese siglate nel solo dicembre producano di qui in avanti uscite complessive pari a 6.690 lavoratori. “Questo - dice Romani - senza contare il piano industriale di UniCredit, presentato anch’esso in dicembre, che cancella ulteriori 3.900 posti. L’amarissima ciliegina sulla torta – prosegue Romani – è che mentre ci accingiamo al rito del veglione, in Cariferrara si chiude l'anno a un tavolo di trattativa, perché si pretenderebbe di buttar fuori altre 400 persone per sanare i danni prodotti da manager incapaci, commissari di Banca d'Italia e decreti governativi che, un po' per volta, hanno ridotto la banca sul lastrico”. Nel dettaglio, l’analisi dell’Ufficio Studi di First Cisl evidenzia 2.750 uscite decise in dicembre in Ubi, 1.800 nel neonato gruppo Banco Bpm, 780 in Bnl, 600 in Monte dei Paschi, 300 in Crédit Agricole, 230 sia in Popolare di Vicenza che nel Credito Valtellinese. “Per il 2017 - conclude il segretario generale di First Cisl - l’augurio è che si sappia ritrovare la capacità di pensare allo sviluppo come strumento per creare occupazione e non per distruggerla, che si riprogettino i modelli di banca per assistere realmente l'economia e le famiglie e, infine, che si restituisca un lavoro a chi lo ha perso, a partire dai lavoratori di Hypo Alpe Adria Bank, che sono le più recenti vittime inermi di questa assurda moda di far pagare il conto a chi lavora”.
 

ESUBERI UNICREDIT - Romani (First Cisl): “L'ad coinvolga i lavoratori nella gestione commerciale e nei controlli” 

10/01/2017

“Se UniCredit intende realmente diventare una social impact bank paneuropea auspichiamo che l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier faccia una scelta coraggiosa e individui forme di partecipazione organizzativa dei lavoratori nella gestione delle filiere commerciali e dei controlli”: è l’invito di Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, primo sindacato del settore finanziario italiano, alla viglia dell’avvio della trattativa sulle ricadute del nuovo piano industriale di UniCredit, previsto per il 10 gennaio.

“Il gruppo guidato da Mustier – aggiunge Romani – ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio per lo sviluppo di una nuova stagione di creazione di reddito sociale. La sua presenza in numerosi paesi europei e l’esperienza di dialogo sociale maturata nel Comitato aziendale europeo costituiscono un terreno fertile per l’elaborazione di forme di coinvolgimento diretto dei lavoratori, facendo così da apripista al rilancio della relazione tra il sistema bancario e la clientela, anche sul piano della fiducia”. “Per quanto riguarda le ricadute occupazionali del piano industriale di UniCredit - conclude Romani - l’annunciata attenzione ai temi sociali non può che tradursi in adeguate tutele per i dipendenti in uscita, ma anche in processi di turnover che creino nuova occupazione e in risposte concrete alle attese del personale che resta in servizio, a partire dagli investimenti sulle professionalità e sui giovani. È altrettanto evidente che il contenimento dei costi deve essere attuato garantendo una reale e percepibile equità nei sacrifici a tutti i livelli aziendali”. 

APPUNTAMENTI - Milano plurale al san Fedele

31/08/2012

Che cosa significano parole come “integrazione”, “intercultura”, “pluralismo”? Come si declinano in una metropoli come Milano, da sempre crocevia di culture? Quando e perché vengono stravolte, strumentalizzate, negate? Sono alcuni degli interrogativi che faranno da filo conduttore ai quattro giorni di incontri ed eventi proposti dal 3 al 6 ottobre dalla Fondazione Culturale San Fedele, in particolare dalla rivista Popoli, mensile internazionale dei gesuiti. Un’occasione per immaginare e costruire insieme una città davvero plurale.

Ecco il programma dettagliato

 

MERCOLEDÌ 3 OTTOBRE

Ore 21: CONVERSAZIONE IN SCENA “Ci sono un cristiano, un musulmano e un ebreo…”

Dialogo semiserio (molto semi e poco serio) sui temi della pluralità culturale e religiosa. Tre attori, le loro biografie, la loro Milano. Prova a “moderarli” un grande giornalista. Intervengono: Giacomo Poretti, Modou Gueye, Gioele Dix, Gian Antonio Stella. Luogo: Auditorium San Fedele (ingresso: 7 euro)

 

GIOVEDÌ 4 OTTOBRE

Ore 21: CONFERENZA Incroci di sguardi e di storie. Educare noi e i nostri figli all’incontro interculturale

Intervengono: Anna Granata (pedagogista dell’Università Cattolica), Wejdane Mejri (insegnante e presidente di Pontes, associazione dei tunisini in Italia). In collaborazione con Centro Giovani Coppie San Fedele Luogo: Sala Ricci (ingresso libero)

 

VENERDÌ 5 OTTOBRE

Ore 9.30: SEMINARIO Il racconto della differenza a Milano attraverso lo strumento del documentario

Intervengono: Nicoletta Vallorani, anglista dell’Università degli Studi di Milano; Mara Clementi (mediatrice culturale dell’Ismu), Maurizio Ambrosini (sociologo dell’Università degli Studi di Milano). In collaborazione con Centro documentazione San Fedele, Aggiornamenti Sociali, Università degli Studi di Milano, Ismu, Cespi, Ctu

Luogo: Sala Ricci (ingresso libero)

 

Ore 15: DOCUMENTARI Vedere l’altro. Milano plurale nel cinema documentario

Proiezione non-stop di corto e mediometraggi dagli archivi BiblioLavoro-Cisl, Docucity e Ismu.

Luogo: Auditorium San Fedele (ingresso libero)

 

Ore 20.30: CINEMA

Io sono Li, di Andrea Segre (vincitore del Premio San Fedele 2012)

Il nemico interno. Musulmani a Bologna, di Federico Ferrone (regista vincitore del Premio San Fedele Giovani registi), Michele Manzolini e Claudio Giapponesi.

Seguirà dibattito, con la presenza di Federico Ferrone.

In collaborazione con San Fedele Cinema

Luogo: Auditorium San Fedele (ingresso: 6 euro)

 

SABATO 6 OTTOBRE

 

Ore 15: TAVOLA ROTONDA La città plurale: da emergenza a risorsa

Relazione principale di Marc Augé, etnologo e antropologo.

Intervengono: Maria Grazia Guida (vicesindaco di Milano), Pietro Bovati SJ (biblista), Amara Lakhous (scrittore), Gianluigi Petteni (sindacalista). Modera Maurizio Ambrosini, sociologo.

Nel corso del pomeriggio proiezione della photogallery esito del corso di fotografia partecipativa – realizzato da Milano Città Aperta (http://www.miciap.com/) - che ha coinvolto alcuni giovani immigrati residenti a Milano.

Luogo: Auditorium San Fedele (ingresso libero)

 

Ore 18.30: SANTA MESSA presieduta da Giacomo Costa SJ, presidente della Fondazione Culturale San Fedele, con la partecipazione e l’animazione di varie comunità etniche cattoliche presenti a Milano.

In collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale dei migranti della Diocesi di Milano

Luogo: Chiesa di San Fedele

 

 

Per informazioni, a partire dal 10 settembre:

http://www.popoli.info/ufficiostampa@popoli.info – tel. 0286352414

SCUOLE CIVICHE MILANO - Aperte le iscrizioni, tutto quello che c'è da sapere

31/08/2012

Sono aperte le iscrizioni per i nuovi corsi di formazione professionale gestiti dal Comune di Milano attraverso le Scuole civiche: dal restauro di mobili alla progettazione di giardini, dalla fotografia alla moda e sartoria, dalla grafica alle tecniche di web design e linguaggi internet, dall’arte ceramica al mosaico e al trompe l’oeil.
E ancora: insegnamenti per diventare amministratori di condominio, ottici-optometristi, operatori della ristorazione, elettricisti, vetrinisti e visual merchandising, liutai, fino ai corsi di lingue per il lavoro: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, ma anche russo, serbo-croato, arabo, cinese, giapponese turco, italiano per stranieri.

I corsi di formazione delle Scuole civiche, rivolti a giovani e adulti, italiani e stranieri, occupati o disoccupati, sono stati presentati stamani a Palazzo Marino dall’assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo economico Cristina Tajani.

Tra le novità di quest’anno, in particolare, la ripresa dei corsi per ausiliari socio assistenziali (Asa) e operatori socio sanitari (Oss), e l’avvio – primo e unico caso in Italia – dei corsi, in collaborazione con la Procura della Repubblica, per formare personale specializzato nella prevenzione del cybercrime. Il piano formativo, principalmente fondato sulla piattaforma di e-learning del Consorzio interuniversitario lombardo per l’elaborazione automatica Cilea, prevede il coinvolgimento attivo di attori istituzionali qualificati: Polizia dello Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale del Comune di Milano; il coinvolgimento attivo di docenti nelle materie forensi e non giuridiche interessate; l’interlocuzione attiva con i più importanti operatori di servizi avanzati e di mercato.

In totale, sono circa 1.750 le nuove opportunità offerte dal Comune di Milano per l’anno 2012/2013, per un totale complessivo di circa 9.500 studenti (compresi gli anni dal 2° in poi). L’offerta è orientata all’inserimento diretto nel mondo del lavoro o allo sviluppo di conoscenze e competenze professionali adeguate all’innovazione tecnologica e ai mutamenti del mercato.

L’offerta formativa si suddivide in quattro tipologie principali: la formazione continua, scelta da circa il 56% degli utenti (soprattutto lingue e informatica); la formazione terziaria (che comprende i corsi di grafico, ottico-optometrista e liutaio); la formazione in diritto dovere d’istruzione (rivolta all’ottenimento di un titolo professionale per ragazzi al di sotto dei 18 anni), la formazione a distanza.


 In totale, nell’anno 2011/2012 sono stati realizzati oltre 700 corsi, coprendo circa 100 tipologie formative in 13 aree professionali e in 2 specificamente riferite al quadro europeo delle ‘competenze chiave’. Gli utenti dei corsi sono stati quasi 11 mila, altri 10 mila hanno seguito le attività di formazione a distanza e di certificazione internazionale (patente europea del computer, italiano lingua straniera, european language certificates-Telc, ecc).

Le tariffe dei corsi variano in funzione dei moduli: da 87 euro per un modulo di 60 ore di italiano lingua straniera a 540 euro del biennio per liutai. Per i quasi 10 mila utenti e le circa 70 mila ore corsuali erogate, l’investimento sostenuto dall’Amministrazione comunale è di circa 2.000.000 di euro, al netto dei costi di personale interno, assunto a tempo indeterminato, con qualifiche e specializzazioni orientate all’insegnamento.

Dieci le sedi che ospitano i corsi: via Casati, viale d’Annunzio e viale Murillo (lingue); via Fleming (in particolare, alimentare e ristorazione, arte e artigianato, elettronica e informatica, moda e sartoria, terziario e servizi all’impresa); via Giusti “Arte e Messaggio” (comunicazione, pubblicità, editoria); via Noto (liuteria); via Pepe (in particolare, elettronica e informatica); via Quarenghi (in particolare, professioni socio-sanitarie di ottico e optometrista); via San Giusto (percorsi mirati di formazione e orientamento al lavoro, anche per i diversamente abili); corso XXII Marzo (oltre alle lingue, anche arte e artigianato, moda e sartoria).

Alla presentazione sono intervenuti anche alcuni studenti ed ex studenti. Ecco le loro storie di successo.

Maria Piazza
Nata a Palermo nel 1978, si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti della sua città. Lavora per cinque anni in Germania  presso gallerie d’arte a Norimberga e a Colonia. Decide di tornare nella sua città dove, però, trova solo lavori saltuari. Si trasferisce a Milano dove continua a svolgere lavori precari. Cerca un corso che le permetta di trovare un lavoro stabile e si iscrive a quello di ottica nel 2009:  trova lavoro come commessa nel settore quasi immediatamente. Nel mese di novembre 2011 firma un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso il negozio di ottica E-Clipse di Milano. Continua parallelamente la sua attività in campo artistico attraverso i contatti tenuti con gallerie e case editrici tedesche.

Angela Maria Zappini detta “Lina”
40 anni, dopo la maturità commerciale lavora diversi anni nel panificio di famiglia. L’esercizio  viene chiuso per motivi familiari e sorge l’esigenza di conciliare le esigenze di famiglia e lavoro. Tagliare e cucire sono già una passione coltivata in proprio e Lina cerca un corso professionale a costi accessibili. Trova il centro di formazione del Comune di Milano di via Quarenghi, dove consolida a amplia le proprie competenze. Incontra Monica Nava, con cui decide di avviare il progetto “VestiMI”, attività sartoriale di confezione capi su misura.
 
Monica Nava
40 anni, dopo la laurea in Scienze politiche lavora per diversi anni nel campo della formazione aziendale fino alla nascita del piccolo Matteo. Una  suocera sarta, il rispetto per le professioni artigianali e l’abilità nel cucito si traducono nella decisione di avviare un’attività in proprio. Dopo una lunga ricerca, Monica frequenta il corso di via Quarenghi dove, dopo due anni di formazione, decide di lanciarsi nel progetto “VestiMI”, ora in fase sperimentale.

Lorenzo Rossi
37 anni, dopo il diploma, a seguito di una visita quasi casuale presso una bottega di un maestro liutaio, decide di incoraggiare la sua latente passione per gli strumenti musicali ad arco, iscrivendosi alla Civica Scuola di liuteria, che conclude nel 2003 con il massimo dei voti.
Si butta nel mercato, aprendo un proprio laboratorio per la costruzione, principalmente, di viole, violini e violoncelli che gli consente di farsi ben presto conoscere, non solo sul territorio milanese, ma anche all’estero, ove viene invitato alle più importanti fiere di settore. Contestualmente alle nuove esperienze, compresa quella di padre, matura la convinzione di dover “restituire” le proprie conoscenze e abilità e la propria passione per un mestiere d’arte ai giovani, diventando nel 2008 docente della stessa Civica Scuola ove ora insegna Costruzione di strumenti ad arco.

Camilla Puppini
Giovane studentessa milanese, vincendo timori e più che comprensibili dubbi, decide dopo il diploma di affrontare un mondo storicamente egemonizzato da figure maschili – i più famosi maestri liutai, infatti, sono uomini – iscrivendosi, nel 2008, alla Scuola di Liuteria. È spinta da una forte passione per gli strumenti a pizzico, la chitarra soprattutto, che avrà modo di mettere alla prova nell’ultimo anno del percorso formativo, confrontandosi da vicino con il lavoro in bottega, essendo l’ultimo anno della Civica Scuola di Liuteria dedicato ai tirocinii sul campo. Spera di riuscire ad aprire un laboratorio tutto suo.


Per ulteriori informazioni è possibile consultare le segreterie dei Centri e i seguenti siti (per le lingue, dal 1° settembre):
www.lavoroeformazioneincomune.it
www.lingueincomune.it
www.artemessaggio.it
www.informaticaeterziario.it
www.civicascuoladiliuteria.it


 

SCUOLA - Gissi (Cisl Scuola): Chiediamo confronto su deleghe attuative della 107 

16/01/2017

Sulle deleghe attuative della 107 si apra subito un confronto ampio e approfondito; per diverse ragioni quello avvenuto fino ad oggi è stato molto limitato e parziale, occorre recuperare il tempo perduto. Sono fin troppo evidenti i guasti che la mancanza di dialogo ha prodotto nei mesi scorsi, determinando nella scuola disagi e tensioni che non hanno certo giovato al suo buon funzionamento e alla stessa qualità del servizio. Per questo abbiamo apprezzato ultimamente il positivo cambio di clima nelle relazioni sindacali e ci auguriamo che si confermi tale anche per quanto riguarda il confronto sulle deleghe. Importante evitare il rischio di vanificare le coperture economiche in gioco, ma ancor più importante il contenuto dei provvedimenti, che toccano questioni di grande rilievo per la scuola, i suoi utenti e il suo personale. Visto che lo stesso premier, subito dopo il Consiglio dei Ministri di oggi, ha definito quello delle deleghe “un pacchetto importante aperto al contributo del Parlamento”, noi chiediamo che il percorso di consultazione sia colto anche come opportunità per intervenire su limiti e criticità evidenti della legge 107. Bene l’impegno dichiarato dalla ministra Fedeli di voler seguire direttamente le audizioni, ora attendiamo di veder concretizzato anche quello - di cui le chiediamo di farsi garante - di un approfondito confronto di merito con i sindacati, soprattutto sugli aspetti delle deleghe che hanno più immediato riflesso sul personale, finalizzato a ricostruire con il mondo della scuola un nuovo rapporto di fiducia.
 

RICERCA PERSONALE - Pizzaiolo e camerieri

11/01/2017

Un ristorante-pizzeria con sede a Busto Arsizio (VA) cerca un pizzaiolo e due camerieri.

Le persone interessate possono inviare la candidatura a cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

CAMERIERI per il weekend

Per conto ristorante-pizzeria con sede in Busto Arsizio (VA), selezioniamo due camerieri. I candidati ideali hanno maturato una pregressa esperienza nella mansione e devono avere il domicilio in zona. Si offre contratto per le serate di venerdì, sabato e domenica.

RIF. Camerieri nel weekend

PIZZAIOLO per il weekend

Per conto ristorante-pizzeria con sede in Busto Arsizio (VA), selezioniamo un pizzaiolo esperto. Il candidato ideale possiede una consolidata esperienza nella mansione ed ha il domicilio in zona. Si offre contratto part time 24 ore/settimana, a tempo determinato, con prospettive di stabilizzazione.

RIF. Pizzaiolo

RICERCA PERSONALE - Badante e stagista con competenze programmazione PHP

19/01/2017

Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.
Per chi fosse sprovvisto di collegamento internet, è possibile far avere la propria candidatura allo Sportello Lavoro, via Tadino 18 - Milano.

 

STAGISTA CON COMPETENZE PROGRAMMAZIONE PHP

Per conto Azienda milanese,  operante nel settore Professional&Digital Services, seleziono un tirocinante che conosca il linguaggio PHP, che utilizzi i social network, che sia in grado di gestire pagine ed account di social media. Il candidato prescelto si occuperà, infatti, di programmazione e di gestione delle pagine social aziendali.

Si offre periodo di tirocinio con rimborso spese di € 600 mensili.

RIF. Stagista informatico


ASSISTENTE ALLA PERSONA (convivente)

Per conto Famiglia di Concorezzo (MB), lo Sportello Assistenti alla Persona ricerca una badante.

Per conto signora anziana parzialmente autosufficiente, selezioniamo una Badante disponibile alla convivenza (Concorezzo - Monza Brianza). La figura richiesta si occuperà dell'igiene e pulizia della persona, sarà responsabile della pulizia della casa, dell'attività di lavo&stiro e dovrà provvedere alla preparazione dei pasti. E' indispensabile aver maturato un'esperienza pregressa nella mansione ed avere buona padronanza della lingua italiana. Doti di pazienza e dolcezza completano il profilo. Si offre contratto fisso, con riposi come previsti dal contratto di riferimento.

RIF. Badante convivente

RISPARMIO - Fondo Irs poste italiane: Adiconsum chiede rimborso alle famiglie a basso reddito

20/01/2017

“E' possibile e doveroso allargare gli spazi e riconoscere il rimborso immediato anche alle famiglie a basso reddito e in situazioni difficili che hanno scelto affidare i propri risparmi a Poste Italiane acquistando quote del Fondo Irs. Poste Italiane, del resto, ha la possibilità di fare di più, dato che ha ampiamente beneficiato delle commissioni ricavate dal collocamento del Fondo”. Così Carlo Piarulli, presidente di Adiconsum Lombardia, in vista dell'incontro fissato per lunedì 23 gennaio quando il gruppo di lavoro di associazioni dei consumatori si riunirà con i rappresentanti di Poste nell'ambito della procedura di Conciliazione paritetica del fondo immobiliare.

“Certamente con l'accordo dei giorni scorsi sono stati ottenuti importanti risultati – sottolinea Piarulli –. Ai risparmiatori over80 sono stati riconosciuti i 2.500 euro del valore nominale originario della quota del Fondo Irs e agli altri sarà offerta la sottoscrizione di una polizza vita quinquennale a costo zero, a rendimento garantito per raggiungere il valore dell'investimento iniziale”. “Un caso che rappresenta un “unicum” nel panorama dei fondi di investimento”,  aggiunge il presidente di Adiconsum Lombardia,  che valuta positivamente anche l'istituzione della commissione di conciliazione paritetica, “un ulteriore momento di tutela degli interessi dei risparmiatori, in particolare per valutare casistiche di famiglie a basso reddito e comunque in situazioni economiche difficili”.

Rimane il fatto, secondo Adiconsum Lombardia, che è sempre elevato il deficit informativo dei risparmiatori al momento della sottoscrizione dei prodotti finanziari. “La carenza di conoscenze - spiega Piarulli - va colmata con un importante piano di coinvolgimento e responsabilizzazione del risparmiatore al momento dell’investimento dei propri risparmi. Anche su questo chiediamo a Poste Italiane l'avvio di un percorso, coinvolgendo le associazioni dei consumatori maggiormente radicate sul territorio”.

 

POSTE E RISPARMIO - 2.600 i clienti lombardi coinvolti dal flop del Fondo immobiliare Irs

24/01/2017

Sono circa 2.600 i risparmiatori lombardi coinvolti dal flop del Fondo immobiliare Irs, collocato da Poste Italiane. E' quanto emerso a margine dell'incontro di ieri tra associazioni dei consumatori e Poste, tenutosi a Roma nell'ambito della procedura di conciliazione. 
Nel dettaglio sono circa 1.500 i rapporti di deposito titoli che hanno acquistato quote del Fondo, circa 2.600 i clienti, così distribuiti sul territorio lombardo:
- Milano (26%)
- Bergamo (17%)
- Varese, Como Brescia (circa 10% per ciascuna provincia)
- Pavia, Lecco, Monza, Mantova (circa 5% per ciascuna provincia)
- Cremona, Lodi, Sondrio (circa 2% per ciascuna provincia).

Sul totale, il 10% sono clienti ultra80enni, ai quali Poste riconoscerà, grazie all'intesa con le associazioni dei consumatori, il rimborso immediato dei 2.500 euro del valore nominale originario della quota del Fondo. Agli altri sarà offerta la sottoscrizione di una polizza vita quinquennale a costo zero, per raggiungere il valore dell'investimento iniziale. L'allargamento della platea dei beneficiari del rimborso diretto è stata al centro del primo incontro della Commissione di conciliazione paritetica, svoltosi ieri a Roma. “Abbiamo chiesto che si prendano in considerazione le casistiche di famiglie a basso reddito e in situazioni economiche difficili – spiega Carlo Piarulli, presidente Adiconsum Lombardia -.  Poste Italiane, del resto, ha la possibilità di fare di più, dato che ha ampiamente beneficiato delle commissioni ricavate dal collocamento del Fondo”. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane.
 

TERRITORIO MONTANO – Fai Cisl: “clamorosi ritardi della regione sul piano di sviluppo rurale”

31/01/2017

Nonostante le proteste dei lavoratori dei consorzi forestali, le sollecitazioni dei sindacati e le mozioni urgenti al presidente del consiglio regionale, prosegue il disimpegno di Regione Lombardia  verso il territorio montano. E' quanto afferma Oliviero Sora, segretario regionale della Fai Cisl Lombardia, sollecitando un intervento immediato di Palazzo Lombardia.  

“La distanza di Regione Lombardia tra ciò che dichiarano i suoi esponenti di Giunta e gli atti di governo sta diventando  preoccupante e incomprensibile - afferma -.  Da due anni ormai chiediamo ai vertici di Regione Lombardia di fermare il disimpegno regionale verso la montagna e i suoi abitanti”.  “Ci erano state date assicurazioni negli incontri svolti con l'assessore competente – aggiunge Sora - ma  tutto si è fermato e  quelle che prima erano  solo preoccupazioni rischiano di trasformarsi in vere e proprie emergenze”.      

La dimostrazione  più evidente, secondo la Fai Cisl Lombardia, è il clamoroso ritardo nell’avvio dei bandi del Piano di sviluppo rurale, sia per la forestazione che per la viabilità montana, problema ingigantito dal mancato finanziamento della legge regionale 31/2008, il testo unico in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. “Nella previsione del bilancio del 2017 – spiega Sora – si era addirittura deciso di azzerare il finanziamento per la gestione del Demanio regionale che fino al 2016  era di 300.000  euro per la gestione di 23.000 ettari di territorio e solo l’impegno messo in campo da più parti, oltre che dai vertici dell’Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste, ha permesso di recuperare un minimo di investimenti”. Le sollecitazioni sindacali sono state riprese lo scorso 8 novembre da una mozione urgente al presidente del Consiglio regionale firmata da consiglieri di tutti i gruppi, anche quelli di maggioranza, in cui si impegnava l’assessorato competente a dare urgente attuazione agli interventi previsti dal Piano di sviluppo rurale in tema di foreste. A pochi giorni di distanza anche i presidenti delle Comunità Montane lombarde hanno raccolto quell’appello, manifestando la loro preoccupazione in una lettera inviata al presidente della giunta regionale. “Da Palazzo Lombardia non è mai arrivato un segnale di attenzione, neanche di fronte ai 300 operai dei Consorzi forestali che hanno manifestato  nel giugno scorso davanti alla sede del Consiglio regionale – sottolinea il segretario regionale Fai Cisl Lombardia  -. Ad oggi, sono partiti solo due piccoli bandi, uno riguardante i servizi ambientali, l’altro la salvaguardia dei sistemi malghivi.  Ma, è troppo poco”.

La Fai Cisl Lombardia sollecita un intervento immediato da parte di Regione Lombardia.   “Ulteriori rinvii nell'emanazione dei bandi e  la burocrazia che grava sulle procedure per l'avvio dei lavori – conclude Sora - significherebbero un ulteriore anno di quasi  inattività per 300 persone ritardando di molti mesi preziosi interventi a difesa del sistema idrogeologico del territorio montano lombardo. Per la Regione sarebbe una responsabilità gravissima".
 

RICERCA PERSONALE - Tornitore CNC e montatore meccanico

02/02/2017

Le persone interessate possono inviare la candidatura a cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

 

TORNITORE CNC

Per conto azienda del settore metalmeccanico con sede a Rescaldina, seleziono un tornitore esperto. Diplomato o qualificato in ambito meccanico, il candidato ideale ha maturato una pregressa esperienza nel settore e - in base al disegno meccanico - è in grado di programmare la macchina (linguaggio Mazak), attrezzarla, eseguire la lavorazione ed il controllo qualità. Costituisce requisito preferenziale il saper operare anche su rettifiche. Si richiede il domicilio in zona. Si offre contratto con finalità di assunzione a tempo indeterminato. Orario lavorativo a giornata.

RIF. Tornitore CNC

 

MONTATORE MECCANICO

Per conto azienda del settore metalmeccanico con sede a Rescaldina, seleziono un Montatore meccanico. Diplomato o qualificato in ambito meccanico, il candidato ideale ha maturato una pregressa esperienza nel settore ed ha il domicilio in zona. E' gradita, ma non vincolante, la disponibilità a trasferte. Attività lavorativa con orario a giornata. Si offre contratto con finalità di assunzione a tempo indeterminato.

RIF. Montatore meccanico

(AGIELLE) - RAPPORTO GIOVANI, CARD. SCOLA: VANNO DATE RISPOSTE PIU' REALI

07/04/2014

(AGIELLE) - Milano - Dal Rapporto Giovani emerge «Un quadro del mondo giovanile meno fosco di quanto non si voglia far credere in cui restano alti gli ideali di vita, l’attaccamento alla famiglia, la ricerca di relazioni autentiche, la disponibilità a mettersi in gioco per affrontare l’attuale momento di crisi economica e del lavoro. Viene alla luce una grande potenzialità fatta di disponibilità ad intraprendere strade nuove, a mettersi in gioco fin da ora: dal presente per costruire un futuro migliore». Sono le parole dell’ arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, presidente dell’ Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica, pronunciate questa mattina, nella sede dell’ateneo, in occasione del convegno “Con i giovani protagonisti del futuro”, organizzato dall' Istituto Giuseppe Toniolo, in preparazione della  90esima Giornata per l’Università Cattolica (domenica 4 maggio 2014 - www.giornatauniversitacattolica.it).

 

Cosa emerge dal Rapporto Giovani? L’85% degli intervistati vorrebbe essere autonomo per mettersi alla prova con stesso, il 57% per non sentirsi più un peso per la famiglia, ma il 70% dei giovani, dopo un periodo fuori casa (per studio o per lavoro), torna dai genitori. Il millennial italiano, pur di lavorare,  per il 47% dei casi si adegua ad una retribuzione insoddisfacente e i l 46,5% si adatta a svolgere un'attività non pienamente coerente con il proprio percorso di studi.

 

Un dato della ricerca ha particolarmente colpito il cardinale Scola, che si è sentito «“ferito” per la componente di giudizio su quanto non riusciamo a trasmettere alle nuove generazioni. Mi riferisco alla costatazione della prevalenza delle posizioni “sospettose” (58,9%) rispetto a quelle “fiduciose” (41,1%) nei confronti delle persone; e al prevalere dei “pessimisti moderati” (48,1 %)» riguardo al futuro, i quali insieme ai “pessimisti” (23,1 %) risultano essere una grande maggioranza. I dati ci parlano dunque di una generazione “moderatamente disincantata”. L’incremento del fenomeno dei cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training) costituisce forse in questo senso un segnale significativo».

 

Rispetto all’Unione Europea, il giudizio dei giovani, secondo quanto emerge dall’indagine, risulta meno negativo rispetto a quello dato verso le istituzioni nazionali dell’Italia. Se infatti alla richiesta di assegnare un voto da 1 a 10, la maggioranza boccia sia i partiti che il Parlamento italiano, “solo” il 44% dà un’insufficienza all’operato della Ue. - (agiellenews.it)
 

 

(AGIELLE) - MILANO: EXPO, CISL RETI, VIA AL FORUM INTERNAZIONALE DEL LAVORO

04/04/2014

(AGIELLE) - Milano - Gli attori sociali, coinvolti nell’attuale trasformazione del lavoro nella società globale, percepiscono la complessa interdipendenza che lega le realtà locali alle attuali dinamiche nazionali, europee e internazionali dei mercati industriali e finanziari. Si avverte, così, l’esigenza di una proposta culturale e formativa di ampio respiro volta a realizzare una partecipazione attiva degli attori sociali per favorire lo sviluppo economico, nella convinzione di dover contribuire con ciò a un processo di avanzamento, personale e collettivo, della società contemporanea. E’ per questo che Cisl Reti e le tre Federazioni che ne fanno parte Fit, Fistel e Flaei, d’intesa con la Cisl Lombardia e la Fondazione Energeia, promuoveranno il Forum Internazionale del Lavoro nell’ambito delle iniziative dell’Expo 2015 di Milano. Legandosi al percorso culturale già compiuto dalle due edizioni del Festival Internazionale del Lavoro a Rocca di Papa (Rm), il Forum internazionale del lavoro, si affiancherà ad ExpoTraining, la fiera della formazione,  ed Expo Lavoro&Sicurezza che ospiteranno il forum eleggendo Milano quale “Capitale della Formazione del Lavoro e della Sicurezza”, un faro d’indirizzo e di riferimento per tutta l’Europa del sud e il bacino mediterraneo. Il programma del Forum Internazionale del lavoro prevede due appuntamenti internazionali, il primo dei quali si svolgerà a Milano il 1,2 e 3 ottobre 2014, cui seguiranno altre articolate iniziative comunicative e divulgative, per concludersi con il secondo appuntamento internazionale previsto per i giorni 3, 4 e 5 giugno 2015. L’iniziativa intende sostenere il valore del lavoro nei processi industriali italiani e internazionali attraverso una attiva partecipazione delle parti sociali a sostegno dello sviluppo, mettendo a fuoco:  il nesso tra politiche per lo sviluppo e il radicamento territoriale degli attori sociali per dar vita alla crescita di una economia civile e solidale; la dimensione strategica di un capitalismo associativo (anche con l’utilizzo dei Fondi Pensione dei lavoratori) per alimentare i processi partecipativi; l’esigenza di una nuova governance nelle Imprese, a partire dalle Reti, per uno sviluppo sostenibile; una formazione mirata nelle aziende e nel territorio a livello nazionale e internazionale. Expo “Formazione, Lavoro e Sicurezza” rappresenterà una proposta culturale e sociale innovativa di elevato profilo nel più vasto contesto dell’appuntamento mondiale milanese, un momento essenziale della progettualità socio industriale italiana che
costituirà anche l’occasione per manifestare la vitalità della Rappresentanza sociale del lavoro come risorsa per il bene comune. Parteciperanno al progetto i maggiori stakeholders nazionali e internazionali, con il fine di ribadire la centralità dei servizi a rete in una avanzata politica industriale, nel contesto del grande appuntamento dell’Expo 2015 di Milano. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - DISSESTO IDROGEOLOGICO: 600MILA LOMBARDI IN AREE A RISCHIO

06/03/2014

(AGIELLE) - Presentato da Ance Lombardia, Legambiente Lombardia, Consulta Regionale degli Architetti e Ordine dei Geologi della Lombardia, il 'focus Lombardia' del rapporto sullo stato del Rischio del territorio italiano, curato da Ance-Cresme Ricerche. Il rapporto effettua la ricognizione più aggiornata dell'esposizione a rischi da frane, alluvioni ed eventi sismici a cui è sottoposto il territorio.

 

I numeri suonano come una conferma del quadro allarmante di una regione in cui ben 580.000 persone, ovvero quasi il 6% dell'intera popolazione regionale, sono esposte a rischio per il solo fatto di risiedere in aree a forte criticità  idrogeologica: in tali aree risultano infatti localizzati ben 99.000 edifici residenziali, di cui un sesto nella sola provincia di Pavia. Aree che interessano il 9% della superficie regionale, e che sono dislocate nel territorio amministrato dal 60% dei comuni lombardi. In queste aree poi non si trovano solo residenze, ma anche attività  produttive, scuole e ospedali: complessivamente sono oltre 50.000 gli insediamenti esposti, che occupano quasi 200.000 addetti. Particolarmente allarmante è il dato relativo a scuole, ospedali e imprese: ben 623 scuole, 50 ospedali e oltre 5000 industrie sono localizzati in aree ad elevato rischio.

 

Un termometro della persistente assenza di cultura della prevenzione è il dato di aumento di popolazione a rischio: nelle aree ad elevato rischio della Lombardia la popolazione esposta è aumentata del 9% dal 2001, e il numero di abitazioni è cresciuto del 15,2%, dati ben superiori anche alle medie nazionali. "Nonostante dal 1997 viga l'obbligo di studio geologico nella pianificazione comunale - ricorda Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - le scelte localizzative appaiono indifferenti ai fattori di rischio idrogeologico, anche per la sopravvivenza di antiche previsioni urbanistiche che pochi amministratori hanno il coraggio di mettere in discussione: il risultato è che popolazione e insediamenti continuano ad assieparsi in aree che potrebbero finire sott'acqua o venir invase dai detriti".

 

Fortunatamente la Lombardia, a differenza di altre regioni italiane, non è stata teatro di recenti eventi meteoclimatici estremi in questo periodo, tuttavia nei soli anni compresi tra il 2009 e il gennaio 2014 il Cresme vi ha rilevato ben 125 eventi di dissesto che, in almeno 25 casi, hanno causato danni a persone, oltre che ad edifici e infrastrutture, con perdite di vite umane, anche se in numero limitato (2 vittime) e danni o minacce agli edifici che hanno comportato la necessità  di sfollare 630 persone. 

 

Al rischio idrogeologico si aggiunge poi quello sismico, per nulla trascurabile in particolare nelle province orientali lombarde: rischi sismici significativi interessano il 3,5% del territorio regionale, con una popolazione esposta di 172.773 abitanti distribuiti in 38.885 edifici residenziali. Oltre a questi, in aree a rischio sismico si trovano 14.166 attività  economiche, con 47.199 addetti: tra queste, 180 scuole e 16 ospedali. Gli eventi sismici significativi (superiori al 3° grado di magnitudo) sono stati 23 nel periodo 2005-2014, e, anche se nessuno è risultato classificabile come 'grave', hanno drammaticamente messo in evidenza lo stato di gravissima fragilità del patrimonio edilizio esistente. Che fare per ridurre il rischio? E' evidente che occorre agire su più fronti: da un lato c'è la gestione del territorio, che richiede una assidua e coordinata azione di manutenzione per evitare l'innesto di nuove fenomenologie di dissesto, e allo stesso tempo prevenendo nuovi insediamenti in aree già riconosciute come soggette ad alluvioni e frane, se necessario anche programmando la delocalizzazione degli insediamenti più a rischio. Dall'altro occorre mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, a partire da scuole, ospedali e edifici pubblici, verificandone la sicurezza statica e adottando prescrizioni e modalità  costruttive antisismiche. Per fare tutto ciò occorrono ingenti risorse, che devono essere collocate in cima alle priorità  di investimento pubblico, ma anche adeguatezza della spesa, con appostamenti finanziari e progetti congruenti alle priorità (agiellenews.it).

 

ISTAT, DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL 40% - Furlan: "I dati impongono un'assunzione di responsabilità da parte di tutti" 

01/02/2017

"I dati diffusi dall'Istat sull'aumento della disoccupazione giovanile impongono una assunzione di responsabilità da parte di tutti. Siamo daccordo con il presidente di Confindustria, Boccia: il lavoro dei giovani deve diventare la priorità del Governo, delle forze economiche e sociali e di quanti hanno responsabilità istituzionali a tutti i livelli". Lo ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento al Consiglio Generale della Cisl riunito a Roma, commentando i dati diffusi dall'Istat che registrano un aumento della disoccupazione giovanile a dicembre 2016 superiore al 40%. 
"Non possiamo aspettare le elezioni o le consuete alchimie della politica" sottolinea la leader della Cisl ribadendo come "di fronte alla gravità della situazione occupazionale del paese, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno" sia "indispensabile un Patto sociale per lo sviluppo e la crescita incentrato sulla decontribuzione permanente per le assunzioni stabili, la detassazione degli investimenti in innovazione, ricerca e formazione, far decollare subito le politiche attive del lavoro e l'alternanza scuola-lavoro, attivare il piano di industria 4.0, sbloccando tutto ciò che oggi è spendibile sul piano della costruzione di infrastrutture, reti digitali ed altre opere pubbliche".
Per Furlan dunque "ha fatto bene ieri il ministro Poletti ad annunciare una prossima convocazione del sindacato sui temi del lavoro, della modifica dei voucher e delle parti ancora inattuate dell'accordo sulla previdenza. Serve una svolta perche' non possiamo accontentarci di qualche occupato in piu' o di qualche inattivo in meno come certifica oggi l'Istat. Dobbiamo affrontare il tema della disoccupazione e dell'inclusione sociale con una politica nuova di redistribuzione del reddito, facendo una battaglia seria nel prossimo vertice europeo di giugno come sistema paese per un cambiamento radicale dello Statuto economico e dei vincoli troppo rigidi ai bilanci che bloccano oggi gli investimenti pubblici produttivi".

Think in: convegno su giovani e lavoro

10/06/2012

Si è tenuto oggi a Milano il convegno GIOVANI e LAVORO: KNOW HOW O KNOW WHY? organizzato dall'associazione Think-in. Dice il Presidente dell’associazione Giuseppe Sabella: “L'idea nasce dalla voglia di fare luce sul fenomeno giovanile, si continua a dire che un giovane su tre è disoccupato. Non è così, lo dice anche l'Istat, ma nessuno fa chiarezza su questa cosa. Questa confusione non aiuta i giovani, alimenta la loro mancanza di orientamento e il loro timore... Quello che può essere loro utile sono esempi che facciano percepire l'emozione del lavoro: il lavoro è questo, è parte del nostro vissuto. La cultura conflittuale che abbiamo in Italia è molto riduttiva e non favorisce a libera il talento e la progettualità che c'è in ogni ragazzo giovane. Quello che realmente si presenta come il dramma giovanile non è semplicemente la questione dell’occupazione, è invece un enorme problema culturale: 2,2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni non studiano e non lavorano, sono pochissimi i giovani che conoscono il lavoro per quelli che sono i suoi veri valori.

SINDACATO - Cisl: dal Consiglio generale appoggio forte ed unanime all'azione della segretaria Furlan 

01/02/2017

Il Consiglio Generale Confederale della Cisl, riunito oggi a Roma, ascoltata l'ampia ed approfondita relazione della Segretaria Generale, Annamaria Furlan sulla situazione politico-sindacale, sia con riferimento alle posizioni ed alle azioni della Cisl nella attuale fase economica, sociale e politica del nostro Paese e sullo scenario internazionale, sia in relazione alle dinamiche interne che hanno contraddistinto negli ultimi due anni e, in particolare, negli ultimi mesi, la vita associativa dell'organizzazione, la assume integralmente e la fa propria, condividendone sia la profondità e puntualità delle analisi di contesto interno ed esterno, sia le conseguenti prospettive indicate e le coerenti prossime azioni individuate e proposte.

Esprime l'incondizionato e convinto sostegno all'importante lavoro con cui la Segretaria Generale ha ridato forza e protagonismo alla presenza ed all'azione della Cisl nella società italiana, riaperto un fecondo confronto con il Governo ed il Parlamento, che ha portato, tra l'altro, ai recenti accordi sulla previdenza, sui contratti dei lavoratori pubblici ed intensificato il rapporto negoziale con le diverse associazioni categoriali che ha prodotto importanti ed innovativi accordi.

Apprezza la coerenza e la determinazione con cui la Segretaria Generale ha sin qui perseguito e realizzato un significativo ed importante stato di avanzamento nella concreta attuazione dei deliberati dell'Assemblea Organizzativa di Riccione e del Consiglio Generale e le azioni poste in essere per realizzare una maggiore e, auspicabilmente, piena trasparenza dell'organizzazione, con particolare riferimento:
•alla tenuta, gestione e controllo del tesseramento e delle entrate allo stesso correlate, alle regole per i trattamenti economici e normativi, il codice etico per i dirigenti e gli operatori, il bilancio sociale,
•alla profonda rivisitazione del Regolamento di attuazione dello Statuto,
•ai recenti necessari e, anche alla luce delle evidenze che stanno emergendo, inevitabili, provvedimenti interni portati all'approvazione del Comitato Esecutivo, che giudica pienamente condivisi non solo sul piano del merito, ma anche della procedura, tempistica e metodologia con cui sono stati attuati.

Dà mandato alla Segretaria Generale di proseguire nelle azioni di politica sindacale ed organizzative indicate nella relazione, assicurandole il proprio convinto sostegno nello sforzo che sta compiendo per assicurare alla Cisl la indispensabile trasparenza e conseguente credibilità verso i suoi associati ed interlocutori, uno sforzo che dovrà trovare nel prossimo Congresso nuova linfa e forza propulsiva, anche attraverso un rinnovato assetto della Segreteria confederale, coerente con i contenuti e le prospettive indicate dalla relazione.

INDUSTRIA METALMECCANICA - In Lombardia cassa integrazione a -49%

08/02/2017

Diminuisce del 49% il ricorso alla cassa integrazione, ma l'industria lombarda è ancora in difficoltà. Nel secondo semestre 2016 sono state 612 le aziende colpite dalla crisi (1.056 nel semestre precedente) e 20.721 i lavoratori (33.914 i precedenti). E' quanto emerge dal 42° Rapporto congiunturale presentato oggi a Milano dalla Fim Lombardia, che ogni sei mesi rileva sistematicamente i dati nelle circa 7.000 aziende industriali che impiegano oltre 550.000 lavoratori della regione. 

Nel secondo semestre 2016 l'utilizzo della cassa integrazione ordinaria coinvolge 441 aziende (865 nel semestre precedente) e 13.178 lavoratori (24.663 nel semestre precedente). Diminuisce, del 20% circa, anche la cassa integrazione straordinaria con 110 aziende (139 aziende le precedenti) e 5.642 lavoratori coinvolti (6.771 nel semestre precedente). Resta alto il numero dei licenziamenti, anche se in calo rispetto a giugno 2016, che si attesta a quota 1.901 aggiungendosi alle migliaia dei semestri precedenti e facendo chiudere il 2016 con 4.381 lavoratori collocati in mobilità. 

“Una conferma del persistere della crisi e della deresponsabilizzazione di diverse aziende rispetto all’impatto sociale  - afferma Enrico Civillini, segretario generale Fim Cisl Lombardia -. Non possiamo certo affermare che l’industria metalmeccanica si sia lasciata alle spalle le difficoltà: vi sono ancora diverse crisi strutturali che dovranno fare i conti con la riforma degli ammortizzatori sociali. Nonostante il calo delle aziende interessate da situazioni di crisi la congiuntura non consente ancora di riassorbire i troppi lavoratori che hanno perso il loro posto in questi anni. La desertificazione industriale determinatasi rappresenta un'ulteriore difficoltà”.

I territori maggiormente coinvolti da crisi nel semestre sono quelli di Milano (28,45%), Brescia (20,96%) e Varese (12,55%). Seguono Bergamo, Cremona e Como con, rispettivamente, il 11,27%, 5,12% e 5,02%.
I dati mostrano la preponderanza dell’intervento di cassa integrazione ordinaria nei diversi territori, ad eccezione di Brescia, Como e Pavia dove si registrano, invece, più interventi di cassa integrazione straordinaria. La mobilità è particolarmente accentuata nel territorio di Milano (855 lavoratori) dove resta alto anche l’utilizzo di cassa integrazione ordinaria (4.631 lavoratori) a dimostrazione del fatto che il territorio è ancora in forte difficoltà. 
Quanto alla distribuzione della crisi nelle diverse classi d'impresa, il 42° Rapporto mostra l'incidenza rilevante delle sospensioni in moltissime piccole aziende (sono 540 le realtà interessate sotto i 100 dipendenti, rispetto alle 72 sopra i 100 addetti), che vede pesare in modo prevalente la cassa integrazione ordinaria (54,9%).
 

UNIONE EUROPEA - 3,5 miliardi di euro a 55.000 PMI italiane

15/02/2017

Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Fondo di Garanzia per le PMI italiano hanno firmato un secondo accordo per mettere a disposizione delle piccole e medie imprese del paese 3,5 miliardi di euro di finanziamenti nell'ambito del programma COSME della Commissione europea. L'operazione si avvale del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del piano di investimenti per l'Europa.

L'accordo è stato concluso dalla Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale, che gestisce il Fondo di Garanzia per le PMI per conto del ministero dello Sviluppo economico italiano. Il FEI rilascia una controgaranzia che consentirà al Fondo di Garanzia per le PMI di concedere 3,5 miliardi di euro di finanziamenti alle PMI italiane nei prossimi due anni. Di questi finanziamenti, a cui altrimenti non avrebbero accesso, dovrebbero usufruire 55 000 PMI italiane.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "L'Italia continua ad avvalersi delle opportunità offerte dal FEIS. Facilitare l'accesso ai finanziamenti di cui le PMI hanno bisogno per espandersi costituisce un pilastro fondamentale del Piano di investimenti e della nostra strategia per sostenere l'occupazione e stimolare la crescita. L'accordo odierno consentirà di sbloccare ulteriori 3,5 miliardi di euro per migliaia di PMI italiane".

Contesto
Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) fa parte del Gruppo Banca europea per gli investimenti. La sua missione fondamentale è sostenere le microimprese e le PMI europee, facilitandone l'accesso ai finanziamenti. Il FEI elabora e sviluppa strumenti di capitale di rischio e di capitale di crescita, strumenti di garanzia e di microfinanza destinati specificamente a questo segmento di mercato. In questo ruolo il FEI promuove gli obiettivi dell'UE nei campi dell'innovazione, della ricerca e dello sviluppo, dell'imprenditorialità, della crescita e dell'occupazione. Maggiori informazioni sull'attività del FEI nell'ambito del FEIS sono disponibili qui.

Il Piano di investimenti per l'Europa mira ad aumentare gli investimenti europei per promuovere la crescita e creare posti di lavoro mediante un uso più intelligente delle risorse finanziarie sia esistenti sia nuove, la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità e assistenza tecnica ai progetti di investimento. Il Piano di investimenti sta già producendo risultati. Si prevede che i progetti e gli accordi per cui finora è stato approvato il finanziamento del FEIS mobiliteranno investimenti per un totale di oltre 168 miliardi di EUR in 28 Stati membri a sostegno di più di 387 000 PMI. Il 14 settembre 2016 la Commissione europea ha proposto di estendere il FEIS potenziandolo, aumentandone la durata e consolidandone i punti di forza. Dati aggiornati sul FEIS per settore e per paese sono disponibili qui. Per ulteriori informazioni, consultare le domande frequenti.
 

SERVIZIO SANITARIO LOMBARDO - Incontro con l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera

02/03/2017

Luci e ombre della riforma del servizio sanitario lombardo, a 18 mesi dall'approvazione della legge regionale di riordino. Venerdì 3 marzo, dalle 9.30 presso il Centro culturale di Milano (Largo Corsia dei Servi 4) se ne discute nel corso dell'incontro “Servizio sanitario lombardo. A che punto siamo? Le sfide del percorso di riordino” organizzato da Cisl Lombardia, con le categorie dei Pensionati, del Pubblico impiego e dei Medici. 
Aprirà i lavori il segretario generale dei Pensionati Cisl Lombardia, Marco Colombo. Seguiranno gli interventi di Franco Berardi, segretario generale Fp Cisl Lombardia, e Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia, che porteranno il punto di vista dei lavoratori coinvolti nel processo di riordino. 
Quindi si confronteranno i rappresentanti delle associazioni di enti e organizzazioni che operano nel sistema sociosanitario lombardo: don Edoardo Algeri, presidente della Federazione lombarda centri assistenza alla famiglia Felceaf Lombardia e nazionale, Luca Degani,  presidente di Uneba Lombardia, Valeria Negrini, presidente dell'Alleanza delle cooperative sociali, sanitarie e mutue della Lombardia, Alessandro Signorini, direttore sanitario Poliambulanza Brescia e membro di Aris Lombardia. 
Alle ore 11.30 interverrà l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Concluderà i lavori Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia. 

COSTRUZIONI - Tavola rotonda su molestie sessuali e mobbing 

07/03/2017

Domani, 8 marzo, le segreterie Lombarde di Feneal Uil , Filca Cisl e Fillea Cgil organizzano una tavola rotonda per discutere di discriminazioni di genere, a partire dall’accordo siglato con Federlegno nel 2015, parte integrante del CCNL Industria Legno Arredamento.
Il tema dell’iniziativa, che si terrà dalle 9,30 alle 13,30 presso la sala convegni di Enaip regionale a Milano in via B. Luini, 5, vedrà il confronto fra le parti firmatarie dell’accordo: il dr. Massimo Ghirlandettidi, Federlegno Nazionale e Marinella Meschieri, a nome delle tre organizzazioni nazionali. 
Contribuiranno alla discussione della tavola rotonda gestita dalla presidente di Gi.U.Li.A., Marina Cosi, la Consigliera di Parità regionale, Carolina Pellegrini, la d.ssa Stefania Isabella Massoni, H.O.H.R. delGruppo HOLCIM Italia e la giuslavorista, Alessandra Maino, oltre alle testimonianze di due delegate sindacali. 
Crediamo importante promuovere nelle aziende la cultura del rispetto, a partire da quello di genere, e aumentare la consapevolezza di datori di lavoro, di lavoratrici e lavoratori e delle RSU dell’importanza di tenerecomportamenti corretti e rispettosi , nelle relazioni e nellinguaggio, affinchè si possa garantire a tutti, uomini e donne, unclima sano e partecipativo.
Sottolineiamo l’importanza delle norme di legge che richiamano le norme antidiscriminatorie e dei Contratti Collettivi Nazionali e Integrativi di Lavoro, quali strumenti utili ad affrontare il problema, laddove esiste e laddove è di difficile emersione. 
Denunciare è sempre difficile, le molestie e il mobbing spesso sono agiti in modo da non dare prove sufficienti alle vittime per poter documentare lo stato di disagio a cui sono sottoposte, per questo è fondamentale avere anche strumenti come i Contratti nazionali e aziendali per favorire l’emersione del problema.
Il raggiungimento delle pari opportunità è un processo culturale lungo e difficoltoso. E' fondamentale coinvolgere tutti, a partire dai datori di lavoro e dalle Rsu, perché per ottenere un clima aziendale positivo occorre dotarsi di regole che siano condivise, situazione ancora lontana da essere raggiunta ma che con l’impegno delleparti, con gli strumenti contrattuali a disposizione e con un’adeguata formazione rivolta a dirigenti e lavoratrici/lavoratori, è un obiettivo che possiamo raggiungere.

LAVORO, LE NOSTRE RADICI, IL NOSTRO FUTURO - Le manifestazioni per il Primo Maggio in Lombardia

28/04/2017

Lavoro: le nostre radici, il nostro futuro sarà la parola d’ordine dei tre sindacati confederali che quest’anno celebreranno il Primo Maggio con i tre segretari generali Camusso, Furlan e Barbagallo a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a 70 anni dallo storico e tragico eccidio. Nel pomeriggio a Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano, si svolgerà il tradizionale ‘Concertone’, promosso da Cgil, Cisl e Uil.
Ma anche in tutta la Lombardia si svolgeranno i tradizionali cortei e le manifestazioni unitarie che ogni anno celebrano la Festa dei lavoratori.

Questo l’elenco delle manifestazioni unitarie in Lombardia:

Bergamo: Ore 9:00 ritrovo in Piazzale Marconi. Ore 9:30 corteo per le vie di Bergamo. Ore 11:00, a nome di Cgil Cisl Uil, intervento di Rocco Palombella, segretario generale Uilm.

Brescia: ore 9:30 Piazzale Garibaldi, ore 11:00 Piazza della Loggia. Interventi di delegati Cgil e Uil. Conclusioni di Ugo Duci segretario generale Cisl Lombardia.

Como: ore 10 in Piazza Martinelli Cgil Cisl Uil incontrano i candidati sindaco di Como: Fabio Aleotti, Celeste Grossi, Mario Landriscina, Bruno Magatti, Alessandro Rapinese, Maurizio Traglio. Modera il confronto Enrico Marletta giornalista de "la Provincia".

Lecco: dalle ore 16 in Piazza Cermenati si inizia con il concerto di un gruppo di migranti. Sono poi previsti gli interventi istituzionali e sindacali, con il Sindaco Virginio Brivio, delegate e delegati e Rita Pavan a nome delle tre segreterie Cgil Cisl Uil. Alle 17 salirà sul palco il gruppo “Biglietto per l’inferno”. Durante tutto il pomeriggio saranno presenti i gazebo dei tre sindacati e, sul lungolago, saranno distribuiti i volantini per la Festa del lavoro.  Alle 15 sarà depositata una corona di fiori insieme all’Amministrazione comunale davanti al Monumento ai caduti sul lavoro in largo Caleotto.

Lodi: 9:30 - 12:30 al Circolo Archinti iniziativa "Lavoro nel lodigiano: quale futuro?". Con Franco Stasi, segretario generale Camera del Lavoro, Elena Rita Maga, Cisl, Luigi Galante, Uil, Andrea Bossi, Acli, Mauro Soldati, presidente Provincia di Lodi. Intervengono i candidati sindaco al Comune di Lodi. Coordina Lorenzo Rinaldi, giornalista.
La manifestazione sarà accompagnata dalle melodie del coro "Monte Alben".

Legnano: Ore 10 Manifestazione da Piazza Monumento. Interventi di Cgil, Cisl, Uil. Alle 11.30 spettacolo Zelig in Piazza San Magno con Chicco Paglionico, Fausto Solidoro, Silvio Cavallo.

Mantova:
SUZZARA ore 9.30 concentramento ai giardini Cadorna; rinfresco; distribuzione
ai bambini dei palloncini 1°maggio - distribuzione garofano rosso.  Ore 10.00 deposizione del garofano al Monumento “caduti sul lavoro”. Ore 10.15 corteo di lavoratrici, lavoratori e cittadini per le vie della città. Esibizione “Associazione Musicale Banda di Gonzaga". Ore 10.45 Comizio: Piazza Garibaldi. Saluto del Segretario della Camera del Lavoro, Gianni Nosari - saluto del Sindaco della città di Suzzara, Ivan Ongari, a nome dei comuni di Moglia, Pegognaga, Motteggiana e Gonzaga, presenti con i gonfaloni.  Per Cgil, Cisl, Uil intervento di Pierluigi Rancati, della Segreteria regionale Cisl Lombardia.

SAN BENEDETTO PO ore 10.00 Ritrovo di fronte al Comune (Via Ferri) - esibizione del Corpo bandistico società “Filarmonica Claudio Monteverdi”.  ore 10.30 partenza del corteo per la Residenza Sanitaria Assistenziale (via G. D’Annunzio, 3) e breve sosta in loco con esibizione del Corpo Bandistico. Ore 11.00 Ritorno del corteo di fronte al Comune (Via Ferri) saluto del Sindaco Roberto Lasagna.  Intervento a nome di Cgil, Cisl, Uil di Rita Bonizzi, della Segreteria Cgil di Mantova.
QUINGENTOLE  ore 8.00 Ritrovo a Corte Breda, distribuzione del garofano - tradizionale colazione in piazza con schiacciatine e vino bianco.  Incontro pubblico, partecipa, a nome di Cgil, Cisl, Uil, Enrico Zerbini, della Segreteria Cgil di Mantova.

Castellucchio: Camera del Lavoro di Castellucchio in collaborazione con il circolo cooperativo “La Fratellanza” ore 10.00 piazzale del bar “Il Parco”.  Saranno presenti il segretario Spi Cgil Lega Virgiliana Rolando Caleffi  e il segretario provinciale dello Spi Carlo Falavigna. Nell’occasione avverrà la tradizionale distribuzione dei garofani

Milano: ore 9.00 Concentramento Corso Venezia - Giardini di Villa Palestro.  ore 9.30 Partenza del corteo - percorso: Via Palestro, Piazza San Babila, Corso Matteotti, Via Case Rotte, Piazza della Scala.  ore 11.00 Arrivo in Piazza della Scala.  Interviste ai segretari di Cgil, Cisl e Uil. Interviste sul palco a tre delegate/i.  ore 11.30  Concerto: “La Rua“
Per la prima volta la manifestazione di Milano ospita degli artisti inseriti nel circuito Concerto 1° maggio di Roma - Presenta Alessandro Braga di Radio Popolare.

Monza: Ore 10 Presidio in piazza San Paolo. Musica con il gruppo “Piano che piove”. Comizio conclusivo di Abele Parente Coordinatore Uil Monza a nome di Cgil Cisl Uil Monza Brianza.  Ore 12 Aperitivo con pane e salame a cura della cooperativa “Buoni dentro” Carcere Beccaria di Milano.

Iseo (Valcamonica-Sebino): ore 9:30 Santa Messa nella Chiesetta del Mercato. Ore 10:00 ritrovo in Piazza Garibaldi e corteo per le vie cittadine, deposizione corona di fiori al Monumento dei Caduti sul lavoro. Saluto del Sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti. Alle 11:00 conclude a nome di Cgil Cisl Uil, Tania Scacchetti della segreteria Cgil nazionale. Ore 11:30 rinfresco al Circolo dei Lavoratori di Iseo.

Pavia: ore 15.00 in Piazza della Vittoria "Più valore al lavoro!  Diritti | Contrattazione | Occupazione | Pensioni.  Cgil Cisl Uil organizzano il concerto a Pavia presso Piazza della Vittoria.15:55 Reggaemotion (Raggae) 16:50 Pantico (Popolare) 17:45 Sì... Mina (Tributo a Mina) 21:00 Marco Moraca (Pop Rock) 22:00 Corte dei Miracoli (Folk Rock).

Varese: ore 9.15 in Piazza della Repubblica, corteo 9.45 Piazza del Garibaldino.  Interventi di delegate e delegati. 11:00 Comizio conclusivo con Domenico Proietti, segretario nazionale Uil.  Musica con Renato Franchi e l'Orchestrina del Suonatore Jones.

Sondrio: Cgil, Cisl, Uil, Anmil ore 10.00  ricorrenza della Festa del Lavoro presso la Chiesa del Convento Frati Cappuccini di Colda (Montagna in Valtellina). Durante la celebrazione della Santa Messa, verrà esposto ed aggiornato il “Libro della Memoria” con i nomi dei caduti sul lavoro della nostra Provincia nell’anno 2016, di cui nel 2017 ricorre il 50° anniversario. Seguirà tavola rotonda presso la sala del Convento a cui parteciperanno anche i Segretari generali di Cgil Cisl Uil Sondrio.


 

SANITA' LOMBARDA - La riforma stenta a decollare

07/03/2017

Il percorso di riordino della sanità lombarda, avviato oltre due anni fa, stenta a decollare. E' ancora difficile, se non impossibile, per i cittadini percepirne i benefici in termini di servizi erogati. E' quanto emerso dall'incontro-confronto tra attori in gioco promosso da Pensionati e Cisl Lombardia, con le categorie regionali del pubblico impiego e dei medici Cisl. Alla mattinata hanno partecipato anche l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che ha affermato l'intenzione di coinvolgere tutti gli attori del sistema in un confronto sull'implementazione della legge, e i rappresentanti di associazioni di enti e organizzazioni che operano nel sistema sociosanitario lombardo: don Edoardo Algeri, presidente della Federazione lombarda centri assistenza alla famiglia Felceaf Lombardia e nazionale, Luca Degani,  presidente di Uneba Lombardia, Valeria Negrini, presidente dell'Alleanza delle cooperative sociali, sanitarie e mutue della Lombardia, Alessandro Signorini, direttore sanitario Poliambulanza Brescia e membro di Aris Lombardia. 

“Quest'incontro è un'occasione per fare il punto sull'attuazione della legge e rilanciare il dialogo con Regione Lombardia, con scelte condivise prima e non poi - ha sottolineato Marco Colombo, segretario generale Fnp Cisl Lombardia, aprendo i lavori -. Per il bene dei 340mila lombardi che rappresentiamo siamo impegnati a seguire il percorso di cambiamento, a tutti i livelli”. Un percorso che, secondo la Cisl Lombardia, potrebbe essere accompagnato da una misurazione oggettiva dell'efficacia degli interventi. “Ad oggi mancano elementi e indicatori utili in tal senso – ha detto Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia -. Occorre passare dalla cultura dei numeri  a una cultura della valutazione dell'utilità reale degli interventi e delle politiche. Perché non farlo mettendo in campo elementi, condivisi con le associazioni che operano nel sistema, che fungano da indicatori di efficacia?”. Particolare attenzione da parte dei sindacati e delle associazioni è rivolta all'implementazione delle misure sulla cronicità. “L'individuazione del soggetto a cui richiedere la prestazione o il servizio - afferma Gilardoni - deve essere un percorso chiaro, che garantisca al cittadino la libera scelta”. 

Dal punto di vista del personale, il sistema sanitario lombardo presenta una serie di criticità irrisolte: oltre 4.000 lavoratori precari, fuga dal lavoro turnistico, mancato rinnovo dei contratti (sanità privata ferma al 2007, quella pubblica al 2009), fuga dei giovani dalla formazione infermieristica, solo per citarne alcuni. “Se la riforma non ha creato disagi ai cittadini - ha sottolineato Franco Berardi, segretario generale della Fp Cisl Lombardia - lo dobbiamo alla dedizione e all'impegno delle persone che nella sanità lavorano. Se la Lombardia ha un sistema sanitario invidiato in tutto il mondo è merito del personale addetto”. “Occorre stanziare risorse per i lavoratori e per la stabilizzazione dei precari - ha aggiunto -. Armonizzare i sistemi retributivi dei dipendenti e incentivare i processi attraverso l'aumento della produttività regionale. Ed anche valorizzare il personale con risorse dedicate alla qualità e all'eccellenza”. Personale che mentre compensa le  inefficienze del sistema grazie alla propria professionalità vive una situazione difficile. “Il disagio di tutti gli operatori del sistema è ormai sotto gli occhi di tutti - ha detto Danilo Mazzacane, segretario generale della Cisl Medici Lombardia -. La situazione attuale è quella di ospedali con un diminuito numero di posti letto (-26% nel 2013 rispetto al 1997), con la mancanza di strutture di cure intermedie atte a prendere in carico il paziente post-acuzie”. “Abbiamo ospedali in ginocchio - ha aggiunto - e un territorio che non è in grado di dispensare la sanità desiderata e necessaria”. 

PENSIONATI CISL LOMBARDIA – Rilanciata la contrattazione sociale innovativa. Nel 2016 siglate 448 intese

03/05/2017

Agevolazioni e innovazioni nei meccanismi di funzionamento di tributi e tariffe, applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, sostegno al reddito e servizi per le persone non autosufficienti, misure per l’abitazione. Sono solo alcuni degli interventi attivati dai Comuni lombardi, grazie all’attività di contrattazione sociale portata avanti dai sindacati dei Pensionati Fnp Cisl Lombardia. Nel 2016 sono state siglate ben 448 intese, che hanno coinvolto oltre 2,7 milioni di cittadini residenti nei comuni lombardi e confermano come la contrattazione sociale lombarda sia il fiore all’occhiello dell’attività negoziale a livello nazionale. La Lombardia pesa infatti per il 49,7% sul totale degli accordi raccolti dall’Osservatorio nazionale sociale confederale della contrattazione territoriale. Un’attività che dovrà essere sempre più innovativa, sostenuta da un corposo programma di formazione  dei dirigenti e collaboratori che se ne occupano.

Lo ha sottolineato il segretario generale della Fnp Cisl Lombardia, Marco Maurizio Colombo, nella sua relazione che dal Centro congressi "Bormio Terme" ha dato il via ai lavori del 10° congresso dei pensionati lombardi.   

“La contrattazione sociale deve essere considerata ed affrontata come uno strumento di rinnovata creatività nella ricerca di soluzioni ai nuovi problemi - ha detto Colombo -. In questo modo saprà generare un nuovo dinamismo collettivo sul territorio e sarà l’effettiva espressione dell’attività della Fnp che si prende cura degli esclusi e degli ultimi”. In particolare, secondo il leader dei pensionati Cisl lombardi, attraverso la rappresentanza sociale reale del sindacato, “bisognerà orientare meglio gli interventi delle amministrazioni comunali nei capitoli di spesa sociale, servizi, prestazioni mirate in risposta ai bisogni reali degli anziani che noi intercettiamo sul territorio decentrato”. 
 

SANITA’ LOMBARDA - I sindacati dichiarano lo stato di agitazione del personale. Alla Regione si chiede il rispetto degli impegni assunti

03/05/2017

Al via da oggi lo stato di agitazione del personale del comparto del servizio sanitario lombardo, proclamato dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fsi Usae, Nursing Up, Fials della funzione pubblica lombarda. I sindacati prendono atto dell’attuale contesto in cui gli impegni presi nei precedenti accordi con Regione Lombardia non sono stati rispettati, sia per quanto riguarda il percorso di ridefinizione degli assetti organizzativi, rispetto a cui Cgil, Cisl e Uil già in data 26 settembre 2014, avevano siglato un accordo con il presidente Maroni che stabiliva che ogni ricaduta sui modelli organizzativi, sui servizi e sul personale relativo alle operazioni di riordino complessivo della rete, sarebbero state oggetto di confronto con i sindacati per trovare soluzioni condivise, e relativamente al tema dei fondi contrattuali. I sindacati ritengono che il processo di riorganizzazione stia avvenendo senza un vero confronto e che accordi sulle risorse aggiuntive regionali siano irricevibili se non utili a risolvere i problemi economici ed organizzativi che derivano dall’entrate in vigore della legge regionale n.23/2015.
I sindacati ribadiscono le loro richieste alla Regione: il rispetto degli impegni assunti, delle scelte riorganizzative che non siano, come sempre, a scapito dei diritti dei lavoratori ma garantendo le risorse e le risposte che ad oggi risultano negate.
 

CONGRESSO CISL - Paolo Ronchi confermato alla guida della Femca (chimici) Lombardia

05/05/2017

Paolo Ronchi è stato riconfermato segretario generale della Femca Cisl Lombardia. Con lui in segreteria: Cinzia Bettinelli e Maurizio  Scandurra. L'elezione è avvenuta ieri nel tardo pomeriggio a conclusione del 5° congresso della Femca Cisl Lombardia, tenutosi il 3 e 4 maggio al Centro Pastorale Paolo VI di Brescia. “Per la persona, per il lavoro” lo slogan delle assise che hanno impegnato nella due giorni 170 delegati, in rappresentanza di 30mila iscritti, lavoratori dei settori dell'energia, moda, chimica ed affini. Molto partecipato il dibattito, con oltre 50 interventi sui tanti temi al centro dell'azione sindacale: dalle trasformazioni del lavoro alle nuove opportunità del welfare aziendale, dal ruolo strategico della formazione alle vertenze aperte nel settore, a partire dalla K-Flex. “Sono stati due giorni molto proficui di confronto e scambio, per delineare le priorità per l'azione dei prossimi mesi e anni - sottolinea Paolo Ronchi, segretario generale Femca Cisl Lombardia -. Uno dei nodi cruciali è la necessità di attrarre sempre più giovani lavoratori e coinvolgerli attivamente nell'attività sindacale”. “Sono il nostro futuro - aggiunge - e nei prossimi mesi avvieremo un progetto che investe sui giovani dirigenti, per favorire da qui al prossimo congresso il ricambio generazionale, puntando molto sulla formazione”. Formazione che per la Femca si declina anche secondo modalità innovative. “Sono già più di 1.000 i delegati e manager coinvolti nei corsi di formazione congiunta  realizzati con Federchimica - sottolinea Ronchi -. Un'esperienza positiva e preziosa per relazioni industriali di qualità ed efficaci”.  Il congresso è stato anche l'occasione per fare il punto sulla contrattazione in Lombardia. “Solo il 24% degli accordi  sottoscritti vede la partecipazione di Confindustria - sottolinea Ronchi -. La contrattazione non può essere solo difensiva, ma propositiva. Confindustria non può essere solo il luogo dove discutere di crisi aziendali”. 

CONGRESSO CISL - Fnp (pensionati), Mario Colombo riconfermato segretario generale

08/05/2017

 

Marco Colombo è stato riconfermato segretario generale del sindacato dei pensionati Fnp Cisl Lombardia. Con lui in segreteria: Fiorella Morelli e Alfredo Puglia. L'elezione è avvenuta oggi pomeriggio a conclusione del 10° congresso regionale. “Un nuovo rinascimento del sindacato. Welfare e lavoro per uno sviluppo sostenibile" lo slogan della tre giorni che ha impegnato i 237 delegati, eletti nei congressi territoriali, riuniti in rappresentanza dei 333mila iscritti. Si chiude così il percorso congressuale regionale della categoria, che si è articolato in ben 167 assemblee precongressuali e poi 8 congressi territoriali.

Tanti i temi al centro del dibattito: dalla sostenibilità del sistema previdenziale alla questione fiscale e abitativa, dalle mobilitazioni per tutelare il potere d’acquisto alle sfide del nuovo welfare e del lavoro che cambia al processo di riorganizzazione della sanità, a partire dal recentissimo accordo. Mercoledì 3 maggio, infatti, Cgil, Cisl, Uil e i sindacati dei pensionati hanno raggiunto un'intesa con Regione Lombardia sulla presa in carico dei malati cronici. “Un accordo importante, dopo due anni di confronto sull'attuazione del riordino del sistema sociosanitario - sottolinea Colombo -. Nei prossimi mesi il sistema lombardo comincerà a sperimentare un modello oggi ancora sconosciuto agli utenti che dovrà essere in grado di migliorare l’accesso alle cure, aumentarne l’appropriatezza e aiutare i pazienti e i loro familiari a ridurre i tempi di attesa per le prestazioni, a partire da chi è costretto a ricorrervi con più frequenza”. “Gli interventi sui temi sanitari devono essere discussi e concordati col sindacato -  aggiunge – così da individuare le soluzioni più idonee a rispondere ai reali bisogni dei cittadini”. L'intesa prevede infatti la costituzione di una cabina di regia e il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nell'attuazione della fase 2 della riforma sociosanitaria.

 

 

TRASPORTI - Giovanni Abimelech riconfermato segretario generale della Fit Cisl Lombardia

08/05/2017

Giovanni Abimelech è stato riconfermato segretario generale della Fit Cisl Lombardia. Con lui in segreteria: Fortunato Foti, Alfredo Rosalba, Bruno Verco. L'elezione è avvenuta a conclusione dei lavori dell'11° congresso regionale, riunito al centro congressi La Muratella  di Cologno al Serio (Bg). “Trasportiamo la persona al centro del futuro” lo slogan della due giorni che ha impegnato 159 delegati, eletti dai congressi territoriali, in rappresentanza di oltre 17mila iscritti. Tanti i temi del dibattito: dalla vicenda Alitalia alla sicurezza dei lavoratori di Trenord, sempe più al centro di attacchi della microcriminalità, dall'esigenza di contrastare le false cooperative alla necessità di regolamentare il lavoro e assicurare diritti e tutele.  “L'obiettivo di un'impresa partecipata – sottolinea Abimelech – non può essere solo il profitto, ma crescere e soprattutto favorire la coesione sociale. Nei piani d'impresa delle partecipate dovrebbero esserci progetti su come stabilizzare i tanti posti di lavoro ancora precari”. Quanto alle liberalizzazioni, il segretario generale della Fit Cisl Lombardia ha sottolineato che “possono produrre vantaggi solo se inserite in un sistema di regole che salvaguardi l'occupazione e l'universalità del servizio pubblico. Non possono essere sinonimo di deregolamentazione del lavoro”. Un lavoro che “non tutte le aziende rispettano”, ha detto Abimelech, riportando l'attenzione sul caso Alitalia e attaccando le condizioni applicate ai dipendenti delle compagnie low cost. “Il sindacato è nato proprio per contrastare un modello d'azienda come Ryanair – ha detto Abimelech – chi vorrà applicarlo alla nuova Alitalia ci troverà contro”. 


 

SINDACATO INQUILINI - Leo Spinelli eletto segretario generale del Sicet Lombardia 

08/05/2017

Leo Spinelli, dal 2006 segretario generale Sicet Milano, è il nuovo segretario generale del Sicet Lombardia. Con lui in segreteria: Roberto Bertola (Sicet Bergamo) e Fabrizio Esposito (Sicet Brescia). L'elezione è avvenuta al termine dell'8° congresso regionale, che ha riunito a Milano 89 delegati in rappresentanza di circa 25mila iscritti. “La casa diritto di tutti: per un abitare inclusivo e sostenibile” lo slogan dell'assise, che ha rilanciato l'urgenza di un piano nazionale per l'edilizia pubblica, finalizzato a contrastare l'emergenza abitativa aumentando l'offerta accessibile, e di interventi mirati a livello regionale, a partire da un Fondo regionale a sostegno delle politiche abitative. 
“Occorre un finanziamento strutturale, sia nazionale che regionale, per garantire su tutto il territorio i livelli essenziali di servizio e permettere alle Regioni di gestire le competenze trsaferite in termii di edilizia publica”,  ha detto Pierluigi Rancati, segretario generale uscente Sicet Lombardia, nella relazione che ha dato il via ai lavori del congresso. In Lombardia aumentano gli sfratti, ad un ritmo di 12-13.000 nuovi provvedimenti di rilascio e 5-6.000 esecuzioni con l'intervento dell'ufficiale giudiziario all'anno. Cifre che evidenziano un'emergenza abitativa centrata sullo svantaggio economico e la morosità quale motivo quasi esclusivo. Da qui la richiesta del Sicet Lombardia di potenziare gli interventi per l'edilizia residenziale pubblica, anche nell'ambito della nuova legge regionale. A sollecitare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni per la politica della casa è intervenuto anche il segretario generale del Sicet nazioanle, Guido Piran, che ha ricordato come secondo una recente ricerca sia superiore ad 1 milione il fabbisogno reale di alloggi a canone sostenibile. “La questione abitativa in Italia versa da troppo tempo in condizioni di emergenza – ha detto Piran -. Da troppo tempo registriamo il totale disinteresse da parte della politica e dei vari governi per le problematiche della casa”. “Le politiche abitative pubbliche a canone sostenibile potrebbero dare un impulso anche alla crescita e allo sviluppo del Paese - ha aggiunto - consentendo ai nostri giovani, che già hanno grandissime difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro, di emanciparsi dalla famiglie e progettare una vita autonoma”.
 

ELETTRICI – Renato Parravicini riconfermato segretario generale della Flaei Cisl lombarda

12/05/2017

Renato Parravicini è stato riconfermato segretario generale della Flaei Cisl Lombardia, il sindacato dei lavoratori del settore elettrico. Con lui in segreteria: Simone Bellini, Mattia Pinalli, Pietro Stefanazzi, Gianmario Stefanelli, quest’ultimo segretario generale uscente della Flaei Cisl milanese. L'elezione è avvenuta  a conclusione dei lavori del  10° congresso regionale. “Per la persona, per il lavoro” lo slogan della due giorni di confronto e dibattito - 40 interventi dei delegati, due tavole rotonde sui temi di attualità del settore - che ha riunito al Parc Hotel di Castelnuovo del Garda 97 delegati in rappresentanza degli circa 2.100 iscritti. Nella sua ampia relazione introduttiva Parravicini ha ricordato le difficoltà dei questi ultimi anni di crisi, sottolineando la necessità di nuovi programmi di sviluppo, anche sul fronte delle infrastrutture elettriche. “Abbiamo bisogno che le aziende che gestiscono infrastrutture, e quindi anche le nostre, mettano in atto, aiutate da nuovi vincoli legislativi e dentro una regia pubblica - ha detto - veri e propri programmi di sviluppo e di ammodernamento delle infrastrutture gestite affinché siano più affidabili, più inclusive, con più qualità per tutti”. Gli spazi di crescita e di miglioramenti, secondo il segretario generale della  Flaei Lombarda, ci sono e “sono evidenti”. In particolare, per lo sviluppo del territorio lombardo, occorrono tre fattori strategici: una rete elettrica sempre più intelligente, una rete sempre più inclusiva, supportando e integrando altri servizi, e un vettore elettrico che penetra sempre più nei vettori finali. “Con queste prospettive – ha detto il segretario generale della Flaei Cisl Lombardia - le nostre aziende potrebbero essere un volano importante per far ripartire la ripresa. Oltretutto svilupperemmo anche nuovi posti di lavoro qualificati di cui abbiamo assolutamente bisogno”. 
Quanto alle linee di sviluppo future per il settore, Parravicini ha indicato anzitutto le reti “smart”, quindi la fibra ottica, la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica e la mobilità elettrica.  
 

RELATIVITA'. Il mal di schiena influisce sulla percezione spazio-temporale

27/06/2012
Anche il mal di schiena obbedisce alla legge della relatività? E' possibile e - per quanto astrusa possa sembrare - questa è la conclusione alla quale sono arrivati dei ricercatori, autori della ricerca “Neglect-like tactile dysfunction in chronic back pain”  (G. Lorimer Moseley, Laura Gallagher e Alberto Gallace) condotta dall’Università di Milano-Bicocca con Neuroscience Research Australia e University of South Australia e appena pubblicata sul sito della rivista Neurology. Dai risultati degli esperimenti sembra - infatti -  che ciò che accade all’esterno di una parte del corpo interessata da dolore sia processato più lentamente, come se il dolore modificasse le variabili spazio e tempo percepite dal cervello.

Gli esperimenti sono stati condotti in Australia su tre gruppi di dodici pazienti affetti da mal di schiena cronico unilaterale, patologia scelta perché molto diffusa e perché tra le più costose in termini di mancata produttività stimata in miliardi di dollari ogni anno per i soli paesi occidentali.
 «L’apparente similarità tra i nostri risultati e la distorsione spazio-temporale predetta dalla teoria della relatività - aggiunge il ricercatore Alberto Gallace, psicobiologo dell’Università di Milano-Bicocca - è sicuramente qualcosa di molto intrigante per uno scienziato. Nel fenomeno osservato nel nostro studio la distorsione in questione non riguarda lo spazio fisico esterno, ma piuttosto la capacità del nostro cervello di rappresentare correttamente tale spazio all’interno dei suoi circuiti neurali. Questa scoperta ci apre nuove prospettive nella ricerca del modo in cui il cervello interagisce con il mondo esterno e, in particolare, nel modo in cui questa interazione può essere alterata dalla presenza di dolore cronico».

«Non è tanto sorprendente che in pazienti affetti da dolore cronico ci siano cambiamenti nel modo in cui il cervello processa l’informazione proveniente dalla parte del corpo dolorante – spiega il professor Lorimer Moseley della University of South Australia -, quello che invece stupisce è che tale problema sembra avere a che fare con lo spazio che circonda il corpo oltre che con il corpo in se».

La scoperta potrebbe aprire interessanti prospettive in campo terapeutico per lo sviluppo di nuove cure del dolore basate su aspetti spaziali.
 
 

LA NASCITA DELLA FIRST. FURLAN: UNA NUOVA, GRANDE CATEGORIA DELLA CISL PER INCIDERE DI PIÙ NEL SETTORE DEL CREDITO

25/05/2015

Nasce la First, la nuova federazione del credito che riunisce due grandi organizzazioni Fiba-Cisl e Dircredito in rappresentanza delle diverse aree professionali di banche, assicurazioni, riscossioni ed authorities, con circa 100 mila iscritti. "E' una nuova, grande categoria, con cui la Cisl si rafforza: bisogna essere più rappresentativi per incidere di più sul cambiamento", ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan alla presentazione ufficiale tenutasi a Roma.

 

"Non serve un sindacato unico. Noi siamo per un sindacato pluralista e nel frattempo facciamo grande la Cisl con l'allargamento della rappresentanza nel settore del credito-finanza". Così il sSegretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha battezzato oggi la neonata First-Cisl, la federazione che riunisce le due organizzazioni Fiba-Cisl e Dircredito in rappresentanza delle diverse aree professionali di banche, assicurazioni, riscossioni ed authorities con circa 100 mila iscritti. "E' una nuova grande categoria, con cui la Cisl si rafforza: bisogna essere più rappresentativi per incidere di più sul cambiamento. Il settore bancario va profondamente riformato. Occorre riscoprire il ruolo sociale del credito e dare così un contributo alla crescita dell'economia reale del paese" ha aggiunto la Furlan. "Bisogna recuperare il ruolo perso in questi anni dalle banche che hanno preferito svolgere funzioni diverse. Ci vuole una politica della finanza più equa e più giusta, per sperare di uscire dalla crisi". Furlan ha sottolineato che il problema delle aziende italiane non è il costo del lavoro, ma la produttività del lavoro. Solo attraverso la produttività si rendono più competitive le aziende, qualificando e responsabilizzando i lavoratori. Questa è la produttività che noi vogliamo. Ci vuole l'impegno di tutti per rendere la produttività del sistema - paese la vera chiave di volta dello sviluppo. Bisogna investire in infrastrutture, innovazione, ricerca. Le aziende chiedono certezza di legalità, lotta alla corruzione negli appalti pubblici, una seria politica di sviluppo. E' nel momento della crisi che si deve mettere al centro della discussione la produttività. Ecco perchè per noi è urgente e importante che si definisca il nuovo modello contrattuale rafforzando il secondo livello contrattuale (territoriale o aziendale) per quanto riguarda la produttività. Bisogna partire da lì per rendere più competitive le imprese e più pesanti le buste paga dei lavoratori. Non vogliamo che il governo legiferi sui contratti, ma sono le parti sociali che devono assumersi la responsabilità. Stiamo discutendone informalmente con Cgil e Uil su come affrontare il tema del modello contrattuale che è scaduto e deve essere rivisitato e riorganizzato. Noi non vogliamo che il governo legiferi sui contratti. Questa è una materia che appartiene alle parti sociali. Questi non sono i momenti di prendersela comoda. Sono i momenti in cui dobbiamo andare avanti, come abbiamo fatto con l'accordo sulla rappresentanza sindacale che misurerà azienda per azienda chi rappresenta chi. Non serve una legge basta applicare e far rispettare quell'accordo. Per essere unitari bisogna condividere obiettivi, strumenti e percorsi. Quando gli obiettivi non sono chiari anche l'azione unitaria del sindacato diventa inutile".

(AGIELLE) - Lavoro: rapporto Assolombarda, disoccupazione 8% e occupazione ferma al 65%

09/06/2015

(AGIELLE) - Milano - In Lombardia la disoccupazione raggiunge nel 2014 il suo picco più alto, superando l’8%, mentre l’occupazione, che ancora non riparte, ferma la propria discesa al 65%. In un decennio di “crescita zero” la nostra regione ha perso competitività rispetto alle altre aree avanzate d’Europa, accumulando un divario di costo che - in un mercato a moneta unica - penalizza i nostri prodotti. Un recupero però è possibile, grazie a una forza lavoro di qualità e un polo universitario attrattivo e internazionalizzato. È questo lo scenario che emerge dalla nona edizione de “Il Lavoro a Milano”, il rapporto annuale realizzato da Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil, che raccoglie i dati sul mercato del lavoro milanese e lombardo per descrivere le caratteristiche della forza lavoro e delle imprese del territorio. L’indagine traccia i principali indicatori del mercato del lavoro – su struttura economica, occupazione, tempi di lavoro, education, produttività, costi – allargando, quest’anno, il monitoraggio alle altre regione europee comparabili: Bayern e Baden‐Württemberg, in Germania; Rhône‐Alpes, in Francia, e Cataluña, in Spagna. Il rapporto, curato dai Centri Studi di Assolombarda e della Cgil, Cisl e Uil, è stato presentato oggi, presso la sede degli Industriali milanesi alla presenza, tra gli altri, del Direttore Generale di Assolombarda, Michele Angelo Verna, che è intervenuto al convegno aprendo i lavori. A seguire, rispettivamente, gli interventi di Andrea Fioni, responsabile del Centro Studi di Assolombarda, che - in rappresentanza del gruppo di lavoro congiunto - ha presentato i risultati della ricerca, e di Ruth Paserman, Capo di Gabinetto aggiunto del Commissario Europeo per Occupazione, Affari sociali, Competenze e Mobilità dei lavoratori, che ha trattato i temi della disoccupazione giovanile e del divario tra le competenze scolastiche e quelle richieste dal mondo del lavoro con un focus particolare sul ruolo delle imprese e dell’Europa.  Dalla ricerca emerge che la quota di popolazione “attiva”, cioè di coloro che hanno un lavoro o lo cercano, e la quota di occupati a Milano e in Lombardia sono molto più elevate della media del resto del Paese ma ancora lontane da quelle europee. Lo scorso anno, infatti, il tasso di attività è arrivato, in Lombardia, al 70,7%: circa dieci punti sopra la media italiana (ferma al 63,5%) ma al di sotto, per esempio, del Bayern che ha raggiunto l’80%. Anche sul fronte disoccupazione Milano e la Lombardia, che registrano rispettivamente l’8,4% e l’8,2% di persone in cerca di lavoro, presentano una situazione meno critica rispetto all’Italia (ormai al 12,7%).  Estendendo, invece, il confronto oltre i confini italiani, la Lombardia che, in termini di disoccupazione, vantava livelli tra i più bassi d’Europa, nel corso della crisi è arrivata a percentuali doppie rispetto a quelli delle regioni tedesche, quasi al pari del Rhône‐Alpes. “Il Rapporto annuale scatta una fotografia chiara e condivisa della realtà economica del nostro Paese – ha dichiarato Michele Angelo Verna, Direttore Generale di Assolombarda -. Un valido strumento per accelerare il passaggio verso politiche attive che favoriscano la crescita, in un tessuto produttivo che disponga delle adeguate condizioni per investire e innovare. Se è vero, infatti, che le politiche passive hanno consentito, in questi anni, di contenere l’impatto della crisi occupazionale, è vero anche che hanno concorso a frenare la produttività. Dobbiamo continuare a investire sui punti di forza che ci caratterizzano, la qualità professionale della nostra forza lavoro e l’eccellenza del nostro sistema universitario, affinché Milano e la Lombardia recuperino terreno rispetto alle altre regioni europee”. Le criticità legate al mercato del lavoro interessano, inoltre, anche la fascia giovanile, tra i 15 e i 24 anni, che in Lombardia conta circa 900mila ragazzi. La Lombardia è l’unica, tra le regioni europee, a far registrare un peggioramento che ha portato a superare la soglia del 30%, contro il 40% nazionale. A questo si aggiunge il preoccupante fenomeno dei Neet (Not in Education, Employment or Training), legato alla congiuntura della crisi economica ma anche alla faticosa transizione scuola-lavoro. Basti pensare che la quota di giovani che non studiano e nemmeno cercano lavoro, lo scorso anno contava 75.743 persone in Lombardia di cui 28.539 a Milano. I giovani spagnoli, pur con livelli di disoccupazione vicini al 50%, sono comunque più attivi nella ricerca di un lavoro. (agiellenews.it)

CONGRESSO CISL . Flaei (elettrici): Parravicini confermato segretario generale

12/05/2017

Renato Parravicini è stato riconfermato segretario generale della Flaei Cisl Lombardia, il sindacato dei lavoratori del settore elettrico. Con lui in segreteria: Simone Bellini, Mattia Pinalli, Pietro Stefanazzi, Gianmario Stefanelli. L'elezione è avvenuta ieri a conclusione dei lavori del  10° congresso regionale. “Per la persona, per il lavoro” lo slogan della due giorni di confronto e dibattito - 40 interventi dei delegati, due tavole rotonde sui temi di attualità del settore - che ha riunito al Parc Hotel di Castelnuovo del Garda 97 delegati in rappresentanza degli circa 2.100 iscritti. Nella sua ampia relazione introduttiva Parravicini ha ricordato le difficoltà dei questi ultimi anni di crisi, sottolineando la necessità di nuovi programmi di sviluppo, anche sul fronte delle infrastrutture elettriche. “Abbiamo bisogno che le aziende che gestiscono infrastrutture, e quindi anche le nostre, mettano in atto, aiutate da nuovi vincoli legislativi e dentro una regia pubblica - ha detto - veri e propri programmi di sviluppo e di ammodernamento delle infrastrutture gestite affinché siano più affidabili, più inclusive, con più qualità per tutti”. Gli spazi di crescita e di miglioramenti, secondo il segretario generale della  Flaei Lombarda, ci sono e “sono evidenti”. In particolare, per lo sviluppo del territorio lombardo, occorrono tre fattori strategici: una rete elettrica sempre più intelligente, una rete sempre più inclusiva, supportando e integrando altri servizi, e un vettore elettrico che penetra sempre più nei vettori finali. “Con queste prospettive – ha detto il segretario generale della Flaei Cisl Lombardia - le nostre aziende potrebbero essere un volano importante per far ripartire la ripresa. Oltretutto svilupperemmo anche nuovi posti di lavoro qualificati di cui abbiamo assolutamente bisogno”.

Quanto alle linee di sviluppo future per il settore, Parravicini ha indicato anzitutto le reti “smart”, quindi la fibra ottica, la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica e la mobilità elettrica.

VOLONTARIATO - Al via l'Anagrafe comunale

28/06/2012

A Milano il 19% dei giovani tra i 16 e i 25 anni sta facendo attività di volontariato ma l’84% sarebbe felice di farlo se sapesse dove ricevere un orientamento e se ricevesse proposte che meglio corrispondono al bisogno e alla curiosità degli under 25. Questo il risultato di un’indagine svolta fra 400 giovani che frequentano gli ultimi tre anni degli Istituti scolastici superiori (16–18 anni) e l’università ( 19-25 anni) a Milano. Se a livello europeo l’Italia è solo al 14° posto per il numero di persone adulte che partecipano abitualmente ad attività di volontariato, sono aumentati i ragazzi dai 14 ai 17 anni (dal 6,3% al 7,3%) che dal 1999 al 2010, fanno volontariato nel nostro paese mentre è cresciuta dall’8.4% all’11,8% la percentuale dei 18 e 19enni che negli ultimi dieci anni hanno fatto volontariato in un’associazione (elaborazione prof. Andrea Salvini Università di Pisa da dati ISTAT, indagine multiscopo).

Perché l'incontro tra offerta giovanile di impegno volontario e domanda associativa migliori è necessario che servizi organizzati di orientamento, necessariamente interassociativi e di secondo livello siano affiancati da servizi di counseling e da opportunità di tirocinio guidato. Inoltre l’accesso al volontariato non può risentire di fattori di selettività sociali come avviene. Sono soprattutto i giovani istruiti, provenienti dalle classi medie a dedicarsi all'impegno sociale e poiché la pratica dell'azione solidale in ambiti associativi rappresenta un fattore di crescita e di arricchimento per i giovani, diventa importante coinvolgere anche i ragazzi meno abbienti.

Partendo anche da questi dati e considerazioni il Comune, con un impegno economico di 350 mila euro in tre anni, ha deciso di realizzare e sostenere a Milano un sistema articolato e strutturato di promozione del volontariato rivolto ai giovani che coinvolge associazioni di volontariato, scuole superiori, università che operano con ragazzi e giovani. Un progetto che parte dall’'assessorato al Volontariato insieme a quello all'Educazione, alle Politiche sociali, al Decentramento con i Consigli di Zona, e con i delegati del Sindaco per le politiche giovanili.

Uno sportello unico del Comune in collaborazione con Ciessevi, Centro di Servizio per il Volontariato gestito dalla rete stessa delle associazioni milanesi, insieme per dare vita all’anagrafe per il volontariato giovanile allo scopo di mettere in contatto la domanda e l’offerta e far crescere significativamente il numero dei giovani volontari milanesi che oggi sono circa tremila.

 “Vogliamo trasformare una grande potenzialità, quella dell’attitudine ai giovani ad aiutare, in una realtà operativa e in crescita, -  dichiara l’assessore alla Sicurezza e Coesione sociale, Polizia locale, Volontariato e Protezione civile che è intervenuto stamane alla presentazione del progetto -. Il Comune già attivo sul volontariato da oggi investe  e potenzia la rete del volontariato giovanile per facilitare la relazione tra domanda e offerta che spesso non entrano in contatto tra loro”.

“Promuovere il volontariato giovanile è un dovere delle istituzioni, da non lasciare al caso o a qualche persona o associazione, o scuola di buona volontà, - continua Granelli - ma da sostenere e rendere così sistematico e asse portante delle politiche di sostegno al volontariato e di quelle di promozione e formazione alla cittadinanza attiva, perché conoscere e vivere un'esperienza di volontariato fa bene alla città e fa bene ai giovani, fa fare esperienza concreta di cittadinanza attiva, di bene comune”.

Associazionismo giovanile, informa giovani, associazioni giovanili di tempo libero e sportive, CAG, oratori, associazioni educative, biblioteche e soprattutto scuole superiori e università saranno sempre più coinvolti nella promozione del volontariato per offrire ai giovani esperienze molto diverse fra loro, in Italia e all’estero. Fra gli obiettivi quello di sviluppare un sistema di certificazione delle competenze derivanti da esperienze di volontariato, coinvolgere i giovani nelle scelte progettuali e trasformarli in cittadini attivi, formare i docenti di scuole e università  perché siano punto di riferimento.

“L’essere e sentirsi cittadino oggi per un giovane – afferma il Presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina - non è così semplice e scontato; sono molte di più le spinte all’individualismo, al chiudersi nella sfera privata. Il nostro primo impegno, come mondo del volontariato, è quindi quello di educare ad uno “stile di vita”. Educare alla solidarietà, alla cittadinanza attiva, al volontariato, alla legalità, oggi significa dare l’opportunità ai ragazzi di relazionarsi e di confrontarsi con l’altro e con il diverso, non con tolleranza, ma con piena coscienza che lo scambio avviene sempre tra pari. Riconoscere le diversità non significa solamente combattere contro i pregiudizi e gli stereotipi, ma consente anche di imparare quotidianamente dagli altri, senza guardarli come un pericolo.  Un altro aspetto del rapporto tra volontariato e giovani è quello dell’apprendimento non formale, cioè l’insegnamento di specifiche abilità sociali: saper interdipendere positivamente in una relazione a due o a più persone, saper interagire faccia a faccia, saper dare e ricevere aiuto, saper ascoltare e comunicare con l’altro, saper gestire positivamente eventuali situazioni conflittuali, saper agire strategie efficaci per risolvere problemi e prendere decisioni”.

Il primo obiettivo è già operativo, chi volesse maggiori informazioni su dove, come fare volontariato, magari anche per una o più settimane di questa estate, può rivolgersi a:

Comune di Milano, Ufficio Volontariato,  tel. 02.88462878
Oppure:
Ciessevi – Servizi di Promozione, tel. 02.45475851, promozione@
ciessevi.org


 

SANITA' - Niente accordo in Prefettura, confermato stato agitazione personale

12/05/2017

. Insoddisfazione da parte delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fsi-Usae, Nursing Up, Fials della funzione pubblica lombarda per le risposte fornite dalla parte pubblica nell’incontro tenutosi ieri presso la Prefettura di Milano per esperire il tentativo di conciliazione.

Regione Lombardia, pur dichiarandosi consapevole della supposta carenza  di personale e dei disagi creati dalla riforma ha ribadito il limite delle risorse disponibili e il proprio dovere di rispettare i limiti di spesa.  Intende aprire al confronto ma nel rispetto dei limiti posti dalle leggi vigenti. In riferimento alle Risorse aggiuntive regionali, la parte pubblica ribadisce la proposta precedente già non accettata dai sindacati, in quanto viene negata l’esistenza di specifici disagi, che invece in alcuni casi si sono oggettivamente determinati e non offre risposte sufficienti.

La Cisl Fp ha sottolineato le difficoltà incontrate nella contrattazione sindacale sia in sede aziendale che regionale e ha segnalato inoltre la carenza strutturale di personale. La riorganizzazione del sistema ha comportato per i dipendenti nuove assegnazioni con conseguente nuova definizione dei fondi anche in modo peggiorativo.

“Il rispetto dei limiti posti dal Mef, può essere ottenuto anche facendo scelte politiche diverse, come riorganizzare e riqualificare alcuni ospedali che erogano poche prestazioni, recuperando il personale – afferma Franco Berardi, segretario generale Cisl Fp Lombardia – il sistema sanitario lombardo ha sempre funzionato grazie alla disponibilità ed al senso di responsabilità di tutto il personale. Per questo il percorso va organizzato con un costante confronto con i rappresentanti dei lavoratori che conoscono le criticità del sistema e possono contribuire a dare risposte di qualità ai cittadini. Servono scelte di indirizzo coraggiose per avviare la risposta alla presa in carico territoriale”. Visto l’esito dell’incontro le organizzazioni confermano lo stato di agitazione per il personale del comparto della sanità lombarda e si riservano di attuare tutte le misure necessarie.

UFFICI SCOLASTICI  DELLA LOMBARDIA – Emergenza personale, appello a Governo e Regione

18/05/2017

Cgil Cisl Uil della funzione pubblica e dei lavoratori della conoscenza e Confsal della Lombardia e di Milano hanno scritto alla ministra dell’Istruzione Università e Ricerca, Valeria Fedeli, all’assessora regionale Istruzione Lavoro, Valentina Aprea, e ai gruppi politici del Consiglio regionale in merito all’emergenza organici nell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) e negli Uffici Scolastici Territoriali (UST) e alle ricadute sulle scuole.
Su un organico previsto di 675 unità gli effettivi in servizio negli uffici scolastici lombardi sono 314. Se per l’anno in corso la scopertura è di circa il 50%, per il prossimo, con i 55 pensionamenti, salirà al 57% . 

Le attività sono prossime al collasso. Con l'aggravante, causa blocco del turn over, che i (pochi) lavoratori più giovani superano i 40 anni d’età, mentre gli altri si attestano di media sui 58. Pertanto se va in pensione l'unico lavoratore adibito ad uno dei servizi dell'Ust, quello chiude perché manca il sostituto. Ed è il caso dell'Ust di Mantova e Cremona: i docenti che maturano il diritto alla pensione rischiano di non andarci perché l’ufficio preposto alle loro pratiche è rimasto senza addetto. Ma è a rischio anche l'avvio del prossimo anno scolastico. L’attuale è partito grazie alla straordinaria disponibilità del personale che ha lavorato anche fino alle ore 20, sabato e domenica inclusi. 

Le lavoratrici e i lavoratori hanno maturato centinaia di ore di straordinario (pagate, a oggi, solo al 25%!) per garantire il diritto all'istruzione a tanti ragazzi lombardi. Ma ora basta! Non si può sempre far ricadere la responsabilità e il peso di politiche sbagliate sulle spalle dei lavoratori e dell'utenza.

Grave è anche la situazione delle segreterie scolastiche, sia perché ridotte di organico, anche per lo storico utilizzo degli ausiliari, tecnici e amministrativi (Ata) spostati in supporto agli Ust, sia perché provate da norme che oggi non consentono sostituzioni in caso di assenze di personale, aggravando così la scopertura. Queste soluzioni tampone non sono più praticabili e riteniamo assolutamente insufficiente assumere solo 22 unità per la Lombardia a fronte di un organico più che dimezzato.

È necessario che si proceda subito ad affrontare l’emergenza, con azioni straordinarie: assunzioni, mobilità intercompartimentale da altre Pa e interregionale verso gli uffici scolastici lombardi.
Alla politica tutta si fa appello perché prenda coscienza del rischio di blocco di enti e servizi dello Stato con conseguenze non solo su lavoratrici e lavoratori ma su studenti e famiglie.
 

LAVORO. Burocrazia e tasse nemici di quello manuale

02/07/2012

Mentre continua ad aumentare la disoccupazione giovanile, non e' da escludere che entro i prossimi 10 anni potrebbero essere persi 385.000 posti di lavoro ad alta intensita' manuale presenti nell'artigianato e nell' agricoltura. Un paradosso, sottolinea la Cgia di Mestre, che sta colpendo il nostro mercato del lavoro. ''Molte professioni storiche presenti nell'artigianato - rileva il segretario Cgia, Giuseppe Bortolussi - rischiano di scomparire. Non solo perche' manca il ricambio generazionale, ma anche perche' non sono piu' redditizie o non hanno piu' mercato. Oberati da tasse e da una burocrazia sempre piu' asfissiante, molte imprese chiudono i battenti, lasciando dei vuoti culturali che rischiamo di non riuscire piu' a colmare, nonostante la crisi abbia avvicinato molti giovani a queste attivita'''. Secondo l'elaborazione Cgia, la lista dei lavori artigianali in via di estinzione include: pellettieri, valigiai, borsettieri, falegnami, impagliatori, muratori, carpentieri, meccanici auto lattonieri, carrozzieri, saldatori, armaioli, riparatori radio e tv, riparatori di orologi, odontotecnici, tipografi, stampatori offset, rilegatori, elettricisti, elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, materassai, tappezzieri, dipintori, stuccatori, ponteggiatori, parchettisti, sarti e posatori di pavimenti. Nel settore dell'agricoltura, invece, rischiamo di non trovare piu' gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico e i braccianti agricoli. Infine, in questa mappa delle principali professioni a rischio estinzione troviamo anche delle figure professionali piu' 'generiche' come collaboratori domestici, autisti, addetti alle pulizie, venditori ambulanti, uscieri e lettori di contatori. La Cgia e' giunta alla mappatura delle categorie calcolando il numero di occupati presenti oggi nelle principali professioni manuali compresi nella fascia 15-24 anni e in quella 55-64 anni. Dopodiche' ha misurato il tasso di ricambio, riuscendo cosi' a stilare una prima graduatoria per mestieri. Infine, ha stimato il numero delle figure che presumibilmente verranno a mancare nei prossimi 10 anni per ciascuna attivita'. ''Premesso che non siamo in grado di prevedere se nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano - conclude Bortolussi - siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte degli over 55 censiti in questa mappa lascera' il lavoro per raggiunti limiti di eta'. La seconda: vista la contrazione delle nascite avvenuta in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurra' ancora di piu' il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando cosi' la mancanza di turn-over. La terza: visto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile''

FORESTALI - Sindacati: Regione Lombardia non stanzia i soldi promessi

01/06/2017

.    A causa dei ritardi dei finanziamenti regionali e il mancato avvio dei bandi specifici del Piano di sviluppo rurale, il territorio montano della Lombardia è ad alto rischio ambientale.  E' quanto denunciano i sindacati di categoria dei lavoratori forestali, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil della Lombardia, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa a Breno, presso la sede della  Comunità Montana della Valle Camonica, per riportare l'attenzione sulla difficile situazione dei lavoratori del settore, che rischia di ripercuotersi  su tutto il territorio.

“Nonostante mesi di promesse la Regione non ha fatto nulla di concreto per finanziare l'attività dei consorzi forestali - afferma Oliviero Sora, della Fai Cisl Lombardia -. A fine ottobre scorso l’assessore Fava ci aveva  assicurato che nel giro di 12 mesi sarebbero stati messi a disposizione 7,5 milioni di euro per i servizi ambientali in tre tranche. Ad oggi, sono stati stanziati solo i primi 2,5 milioni, vale a dire 100.000 euro per Consorzio Forestale. Degli altri 5 milioni non c’è traccia nei bilanci della Regione. Inoltre, i bandi per la forestazione sono partiti molto in ritardo, non permettendo l'utilizzo dei finanziamenti già quest'anno”. “Il risultato è una carenza strutturale di risorse che non consente ai Consorzi di dare lavoro ai circa 350 forestali operativi in Lombardia”. A causa dell'assenza dei finanziamenti regionali, nel 2016 i forestali lombardi hanno lavorato solo 100 giorni. “Il risultato è che i paesi si stanno spopolando, le foreste continuano a estendersi in maniera incontrollata e aumenta il rischio di disastri ambientali – afferma Sora -. Se i forestali non lavorano com'è possibile prevenire frane e allagamenti?”.

Da qui la richiesta di un “cambio di rotta” lanciata direttamente al presidente, Roberto Maroni. “Non bastano i proclami - afferma  il segretario regionale Fai -. Il presidente Maroni deve dimostrare coi fatti di volersi occupare della montagna  e dei suoi abitanti”.

Sono 27 i consorzi forestali che operano in Lombardia, con circa 350 dipendenti. Complessivamente i consorzi lombardi gestiscono oltre 110mila ettari di superfici agro-silvo-pastorali ed oltre il 10% dei boschi. I comuni a rischio idrogeologico individuati dal ministero sono oltre 900, dei quali 231 a rischio frana, 435 a rischio alluvione e 248 sia a rischio frane che alluvioni. 

RICERCA PERSONALE - Informatici appartenenti alle categorie protette

18/05/2017

I candidati interessati ed in possesso dei requisiti sono invitati ad inviare il proprio curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato. 

INFORMATICI APPARTENENTI ALLE CATEGORIE PROTETTE

Per conto azienda con sede a Milano, zona viale Certosa, si selezionano informatici iscritti al Collocamento mirato disabili. E' gradito un percorso di studi attinente la mansione ed una esperienza, anche minima, nel settore. Opportunità professionale scopo assunzione.

RIF. Informatici categorie protette

COMPOSAD - A Milano presidio contro 271 licenziamenti

05/06/2017

Per manifestare contro i 271 licenziamenti e chiedere l'apertura delle trattative interrotte sugli esuberi, domani alle 12 una delegazione di lavoratori della cooperativa Viadana Facchini, operanti presso l'impianto della Composad (azienda del gruppo Saviola che produce mobili in kit anche per Ikea),  saranno in presidio davanti alla sede di Legacoop Lombardia, in viale Jenner 17 a Milano. 
All'origine della protesta, organizzata da Fit Cisl  Asse del Po e da Adl Cobas, le due sigle sindacali che rappresentano il maggior numero degli addetti, la procedura di licenziamento avviata a metà maggio per 271 soci lavoratori dalla Viadana Facchini, cooperativa aderente a Legacoop. I due sindacati non hanno infatti sottoscritto l'intesa raggiunta il 31 maggio scorso che prevede l'assunzione di 200 lavoratori (150 a tempo indeterminato, gli altri 50 a tempo determinato).  
“La cooperativa Viadana Facchini lamenta una situazione di difficoltà del mercato per giustificare l'avvio della procedura di licenziamento collettivo - afferma Emmanuele Monti, segretario generale Fit Cisl Asse del Po -. E' solo l'ultimo di una serie di comportamenti inaccettabili da parte della cooperativa, che nonostante il protocollo d'intesa firmato a febbraio 2016 ha continuato ad applicare condizioni peggiorative rispetto al contratto nazionale”. 
“Con Adl Cobas abbiamo indetto per mercoledì 7 giugno 2017 il referendum tra i lavoratori sull'accordo aziendale siglato il 31 maggio da Cgil e Legacoop - aggiunge -. In caso di approvazione siamo pronti a fare un passo indietro, ma se verrà respinto quell'intesa non avrà più alcun valore”. 
Anche domattina, mentre una delegazione di recherà a Milano, davanti all'impianto della Composad di Viadana proseguirà il presidio permanente contro  i licenziamenti.  
 

RAPPORTO ISTAT - "Ascensore sociale funziona solo verso il basso. Occorre trovare nuovi meccanismi di redistribuzione del reddito“ 

19/05/2017

Ancora nessun dato incoraggiante che possa far pensare ad una ripresa del nostro Paese. Oggi i dati Istat, ieri quelli sul Pil, delineano un'Italia ancora in forte sofferenza. “L’Istat certifica una situazione economica e sociale non certo incoraggiante per il nostro paese con una ripresa molto fragile e concentrata nei servizi”. Il commento a caldo della Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan al rapporto annuale presentato dall’Istat. “E’ una Italia sempre più diseguale, dove si allunga la forbice tra ricchi e poveri e con l’ascensore sociale che funziona solo verso il basso”. 

Furlan invita quindi tutti gli attori sociali a riflettere su questa non rosea situazione. “L’aumento delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale, dualismi sempre più evidenti sia a livello territoriale che generazionale, natalità in calo, famiglie che si impoveriscono, giovani sempre più scoraggiati, donne sempre svantaggiate sul lavoro, complessivamente un clima di sfiducia e di scarsa partecipazione alla vita collettiva: questo è il quadro allarmante che delinea oggi il nostro istituto di statistica”. “L’aumento delle diseguaglianze sociali, come ha detto oggi Romano Prodi, aiuta i populismi e può portare alla rottura delle nostre società. Ecco perché bisogna trovare dei meccanismi nuovi di redistribuzione del reddito, modificando radicalmente il nostro sistema fiscale e la curva dell’Irpef per far affluire risorse a chi ha oggi di meno. Occorre favorire con un grande patto sociale la strada della crescita, delle politiche attive del lavoro, di una vera alternanza tra scuola e lavoro, con i necessari investimenti soprattutto sulle infrastrutture materiali ed immateriali, innovazione, ricerca, formazione, che sono i veri fattori di sviluppo che oggi fanno la differenza in un mercato sempre più globalizzato e competitivo”. 

Una situazione molto difficile del nostro Paese, una ripresa debolissima, confermata dai dati del Pil sul primo trimestre presentati ieri, e che fa si che l’Italia sia il fanalino di coda di tutta l’Unione. “E’ ormai evidente che non basta qualche decimale di flessibilità contrattato tra l’altro con fatica con l’Unione Europea per risollevare il nostro Pil –il commento di Furlan-. Non si va purtroppo da nessuna parte con questa politica economica. Il nostro Governo deve battersi ancora di più da un lato per cambiare il fiscal compact e lo statuto economico europeo, insieme ad altri Paesi europei, per avere più risorse per la crescita e gli investimenti pubblici indispensabili in infrastrutture, innovazione, ricerca, formazione, in modo da dare più ossigeno alla nostra economia. Dall’altro lato, occorre che il nostro Governo costruisca un vero patto sociale che veda tutte le parti responsabili del nostro paese impegnate su come favorire gli investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno, aprendo subito un tavolo di confronto sulla riforma fiscale, accantonata inspiegabilmente nel Def, in modo da ridurre le tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono ed assumono i giovani senza lavoro con una lotta seria all’evasione fiscale, agli sprechi ed alla corruzione negli appalti pubblici dove ci sono miliardi di euro che si possono recuperare per la crescita”.

FORESTALI, SINDACATI - Regione Lombardia non stanzia finanziamenti promessi

01/06/2017

A causa dei ritardi dei finanziamenti regionali e il mancato avvio dei bandi specifici del Piano di sviluppo rurale, il territorio montano della Lombardia è ad alto rischio ambientale.  E' quanto denunciano i sindacati di categoria dei lavoratori forestali, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil della Lombardia, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa a Breno, presso la sede della  Comunità Montana della Valle Camonica, per riportare l'attenzione sulla difficile situazione dei lavoratori del settore, che rischia di ripercuotersi  su tutto il territorio. 

“Nonostante mesi di promesse la Regione non ha fatto nulla di concreto per finanziare l'attività dei consorzi forestali - afferma Oliviero Sora, della Fai Cisl Lombardia -. A fine ottobre scorso l’assessore Fava ci aveva  assicurato che nel giro di 12 mesi sarebbero stati messi a disposizione 7,5 milioni di euro per i servizi ambientali in tre tranche. Ad oggi, sono stati stanziati solo i primi 2,5 milioni, vale a dire 100.000 euro per Consorzio Forestale. Degli altri 5 milioni non c’è traccia nei bilanci della Regione. Inoltre, i bandi per la forestazione sono partiti molto in ritardo, non permettendo l'utilizzo dei finanziamenti già quest'anno”. “Il risultato è una carenza strutturale di risorse che non consente ai Consorzi di dare lavoro ai circa 350 forestali operativi in Lombardia”. A causa dell'assenza dei finanziamenti regionali, nel 2016 i forestali lombardi hanno lavorato solo 100 giorni. “Il risultato è che i paesi si stanno spopolando, le foreste continuano a estendersi in maniera incontrollata e aumenta il rischio di disastri ambientali – afferma Sora -. Se i forestali non lavorano com'è possibile prevenire frane e allagamenti?”.
Da qui la richiesta di un “cambio di rotta” lanciata direttamente al presidente, Roberto Maroni. “Non bastano i proclami - afferma  il segretario regionale Fai -. Il presidente Maroni deve dimostrare coi fatti di volersi occupare della montagna  e dei suoi abitanti”. 

Sono 27 i consorzi forestali che operano in Lombardia, con circa 350 dipendenti. Complessivamente i consorzi lombardi gestiscono oltre 110mila ettari di superfici agro-silvo-pastorali ed oltre il 10% dei boschi. I comuni a rischio idrogeologico individuati dal ministero sono oltre 900, dei quali 231 a rischio frana, 435 a rischio alluvione e 248 sia a rischio frane che alluvioni. 

BENESSERE E COMPETITIVITÀ - Convegno Altis in collaborazione con Cisl Lombardia e Adapt 

09/06/2017

Martedì 20 giugno 2017, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si tiene il convegno "Benessere e competitività: quali opportunità tra lavoro agile e piani di welfare aziendale e territoriale?", organizzato da Altis, in collaborazione con Cisl Lombardia e Adapt.

Tra lavoro agile, premio di produttività e azioni di conciliazione famiglia-lavoro il welfare aziendale sta entrando a pieno diritto nelle politiche di gestione delle risorse umane delle aziende italiane. Ma quali, quante e come le aziende si muovono già in questa direzione?  E in quale misura l’attenzione al territorio e ai dipendenti sostiene la competitività aziendale? La consapevolezza dei benefici per l’azienda, i dipendenti e il territorio è fondamentale per realizzare interventi efficaci e di lunga durata. Cosa occorre per facilitare la diffusione di questa consapevolezza e favorire un cambiamento di mentalità anche nel vertice di piccole, medie e grandi imprese?
Alcuni dei protagonisti del welfare aziendale racconteranno la loro esperienza. Si tratta di risposte che oggi sono state messe in campo da aziende che puntano verso una gestione strategica delle risorse umane e che intendono dare una spinta verso il radicamento di una cultura della valorizzazione delle persone e della creazione di valore condiviso.
Il convegno si apre alle 15 con gli interventi di Giovanni Marseguerra, direttore scientifico corso “Professione welfare” Altis, Silvia Spattini, senior research fellow Adapt, Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia, Emmanuele Massagli, presidente Aiwa.

Alle 15.30 la tavola rotonda "Welfare, leva strategica per la creazione di valore condiviso". Intervengono: Alberto Busnelli, direttore risorse umane Basf Italia, Adele Nardulli, fondatore e amministratore delegato Trans-Edit Group, Romano Guerinoni, direttore generale Fondazione Welfare Ambrosiano.

Appuntamento dalle 15 presso l'aula Maria Immacolata (G016) dell'università Cattolica del Sacro Cuore in L.go Gemelli 1 a Milano.
 

CONFERENZA MONDIALE DEI POPOLI (BOLIVIA) - Il messaggio della Cisl di Milano sul fenomeno migratorio in Italia

16/06/2017

Il 20 e 21 giugno si terrà in Bolivia la Conferenza mondiale dei popoli

Maurizio Bove, presidente di Anolf Milano e responsabile del Dipartimento immigrazione della Cisl milanese. è stato invitato a mandare un contributo sulla situazione italiana.

"Buongiorno a tutti e grazie davvero per la possibilità che offrite anche a chi non può essere presente a questo evento di rilievo mondiale di contribuire alla discussione su tematiche che vedono impegnati quotidianamente ciascuno di noi nel proprio Paese. 

Per la CISL di Milano seguo le Politiche per l'Immigrazione, in qualità di presidente di ANOLF - Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere: proverò dunque a dare una breve sintesi della situazione del nostro territorio e una panoramica sulle politiche che il nostro sindacato sta mettendo in atto.

Innanzitutto, permettetemi di partire da una premessa: se ci si basa su quanto viene riportato dagli organi di stampa e sulla percezione che le persone ne derivano, l'Italia sarebbe oggi un Paese nel quale si registra un aumento drammatico del fenomeno dell'immigrazione, con un'invasione dilagante di richiedenti asilo che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste.

In realtà, non è così e la prima attività nella quale siamo impegnati ogni giorno, dunque, è proprio quella culturale, che mira cioè a diffondere una conoscenza reale del fenomeno, basata su dati certi e non sulle paure alimentate strumentalmente.

I numeri dicono infatti che la crisi economica ha modificato da tempo lo scenario relativo ai flussi migratori verso il nostro Paese, con una sostanziale stabilizzazione delle presenze e un'immigrazione caratterizzata da famiglie radicate sul territorio, piuttosto che da singole persone appena arrivate alla ricerca di un lavoro: i ricongiungimenti familiari mantengono un incremento costante, anche perché sono ormai l'unico canale di accesso regolare in Italia, i titolari di permesso di soggiorno a tempo indeterminato costituiscono il 63,4% delle persone regolarmente soggiornanti, le richieste di cittadinanza italiana crescono ogni anno e, d'altra parte, è in aumento il numero di coloro che decidono di lasciare l'Italia alla ricerca di condizioni migliori in altri Paesi della Comunità Europea.

Nessuna “invasione”, quindi, neppure se prendiamo in considerazione le sole cifre relative ai richiedenti asilo: dell'oltre 1 milione di persone sbarcate l'anno scorso sulle coste meridionali dell'Europa, in Italia ne sono arrivate soltanto 150mila e si prevede che anche per quest'anno i numeri saranno simili. Per dare un’idea più precisa delle dimensioni, a fine 2016 i richiedenti asilo e i rifugiati ospitati nella nostra Regione erano 18.338, che corrisponde al 13% di tutte le persone accolte in Italia e allo 0,2% di tutte le persone residenti in Lombardia.

Certo, questo non vuol dire sottovalutare la questione: sappiamo che sull'accoglienza è entrata in crisi l'idea stessa di Unione Europea, poiché manca sia la disponibilità da parte di molti Paesi a ripartirne in maniera solidale gli oneri, che non possono ricadere soltanto sui Paesi di frontiera, sia la volontà politica di condividere una modifica della normativa che si è rivelata del tutto inadeguata nel gestire i flussi di persone che sono costrette a fuggire da guerre, pericolo di morte, privazione della libertà o situazioni insostenibili di bisogno, come è testimoniato drammaticamente dalle 30000 persone morte negli ultimi 15 anni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

E' necessario quindi superare definitivamente la logica dell'emergenza e organizzare una gestione strutturale dell'accoglienza, che deve necessariamente prevedere percorsi di integrazione, a partire da quella lavorativa, nei quali anche il nostro Sindacato ha deciso di impegnarsi in prima persona: nei prossimi due anni saremo infatti coinvolti in un progetto europeo finalizzato al riconoscimento delle competenze professionali dei richiedenti asilo e al loro inserimento lavorativo. 

D'altra parte, permettetemi di dire che l'immigrazione in Italia è fatta anche e soprattutto di quelle persone che, proprio in ragione della cosiddetta emergenza profughi, sono passate in secondo piano nella politica nazionale al punto che per loro è stato coniato il termine di “migranti dimenticati”: sono gli oltre 5 milioni di cittadini e cittadine straniere che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese, un quarto dei quali è residente in Lombardia, quasi 450mila nella Provincia di Milano e ben 250mila nella sola città, con un incidenza sul totale dei residenti nella città metropolitana di Milano che sfiora ormai il 14% e che arriva addirittura al 20% se prendiamo in considerazione soltanto il capoluogo.

Sono queste le persone che si rivolgono ai nostri sportelli e che ci interrogano ogni giorno su una serie di problematiche che derivano da una normativa in materia di immigrazione ormai anacronistica e da sempre concentrata molto più sul contenimento dei flussi, peraltro in maniera del tutto inefficace, piuttosto che sul favorire l'integrazione di chi ha deciso di stabilirsi nel nostro Paese. 

Mi limito a citarne tre, sulle quali in particolare dobbiamo focalizzare la nostra attenzione:

1. si stima che in Italia il numero delle persone costrette a lavorare in nero perché prive di un permesso di soggiorno abbia ormai raggiunto la quota di 450mila e il dato è confermato dal costante aumento delle richieste di informazioni presso i nostri sportelli. Non si tratta di una scelta, ma di una grave lacuna nella legislazione nazionale che non consente a chi arriva in Italia con un visto diverso da quello rilasciato per l'attività lavorativa di essere assunto regolarmente, anche in presenza di un datore di lavoro, nella maggior parte dei casi famiglie che ricorrono a collaboratrici domestiche o assistenti per i propri anziani, che sarebbe più che disponibile a regolarizzare il rapporto se soltanto esistesse una norma che lo permette. 

2. registriamo un preoccupante incremento dei cosiddetti “irregolari di ritorno”, di quelle persone cioè che, a causa della crisi e delle rigidità nell’applicazione della normativa, perdono non solo il lavoro, ma anche il permesso di soggiorno e precipitano nuovamente nel sommerso e nel lavoro nero, trascinando spesso con sé anche i propri familiari. Soltanto nell'ultimo anno sono stati ben 64mila in Italia i cittadini e le cittadine straniere alle quali non è stato rinnovato il permesso di soggiorno, cifra che secondo le nostre stime supera le 400mila unità se consideriamo i soli titoli di soggiorno per motivi di lavoro che non sono stati rinnovati dal 2011 ad oggi.

3. cresce, infine, il numero delle persone che non appena riescono ad ottenere un permesso di soggiorno a tempo indeterminato o il riconoscimento della cittadinanza italiana decidono di emigrare all'estero. D'altra parte, l'Italia continua ad essere una meta poco attrattiva per i lavoratori e le lavoratrici con elevata qualifica e se si guarda ai dati se ne capisce il motivo: il 76,8% dei lavoratori stranieri ha una qualifica di operaio generico, gli impiegati sono solo l'8%, a fronte del 35% dei lavoratori italiani, e nemmeno l'1% dei migranti possiede la qualifica di Dirigente o Quadro, percentuale che per gli italiani raggiunge invece l'8%, con una possibilità di progressione di carriera pressoché nulla rispetto a quanto accade ai cittadini stranieri emigrati negli altri Paesi della Comunità Europea.

Si tratta di tematiche importanti che dobbiamo affrontare con urgenza: del resto la promozione di una cultura dell’accoglienza è da sempre una componente fondamentale della nostra attività poiché siamo convinti che il sindacato, attraverso la tutela e la promozione dei diritti, il riconoscimento e lo sviluppo delle competenze, la valorizzazione della rappresentanza di tutti i lavoratori, a prescindere dal Paese di provenienza, sia un luogo privilegiato nel quale è possibile sperimentare un modello di convivenza e di effettiva cittadinanza lavorativa e sociale

Per questo motivo, continuiamo nella nostra azione finalizzata ad una revisione sostanziale della normativa in materia di immigrazione, sia attraverso il sostegno a campagne come quella relativa alla modifica della legge sulla concessione della cittadinanza, per garantire finalmente ai bambini che nascono nel nostro Paese il diritto ad essere considerati italiani, sia mediante la promozione di cause contro la discriminazione con le quali in questi anni abbiamo esteso ai cittadini stranieri tutta una serie di diritti che prima venivano loro negati; dall'altra, stiamo puntando ad investire sempre di più non solo sulla riqualificazione del mercato del lavoro, con particolare attenzione a quei settori, come quello del welfare assistenziale, che devono essere considerati finalmente strategici per la nostra economia, ma soprattutto sulla valorizzazione delle competenze formali e informali dei lavoratori stranieri, per non disperdere il capitale di cui sono portatori.

Del resto, siamo fermamente convinti che su queste sfide si gioca una buona parte del futuro non solo del nostro Paese, visto che tutti gli studi sono concordi nel sostenere che i cittadini stranieri contribuiranno sempre di più a mantenere in attivo il nostro saldo demografico e a garantire per molti anni ancora un gettito contributivo di cui beneficeranno soprattutto i nostri pensionati, ma anche delle stesse Organizzazioni sindacali, se ci limitiamo a considerare che su un totale di circa 2milioni360mila lavoratori stranieri più di un milione è oggi iscritto al sindacato".

Maurizio Bove
 

RINNOVO CONTRATTO UNIONMECCANICA-CONFAPI - I delegati Fim sollecitano la chiusura della trattativa

27/06/2017

Dall'attivo dei delegati Fim Cisl riuniti ieri a Bologna arriva la sollecitazione a Fiom, Uilm e associazione imprenditoriale a chiudere il negoziato sul rinnovo del contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi, interrotto una settimana fa e atteso da oltre 400mila lavoratori delle piccole medie imprese metalmeccaniche.  
Nel documento conclusivo i delegati Fim Cisl valutano favorevolmente lo stato di avanzamento del negoziato contrattuale sui vari aspetti e la volontà emersa anche da parte di Unionmeccanica di arrivare al rinnovo. Sono stati raggiunti punti di convergenza importanti sui diversi aspetti normativi (relazioni industriali, partecipazione organizzativa, telelavoro, lavoro agile, tutele nei cambi appalto, apprendistato, ferie per i migranti, ferie e permessi solidali, diritto allo studio, formazione continua, salute e sicurezza, contrattazione territoriale) e sulla parte economica (tutela del potere d'acquisto, sanità integrativa, previdenza complementare, welfare contrattuale).
I delegati e le delegate ritengono dunque che “il negoziato debba ora essere portato a conclusione - si legge nel documento - individuando le giuste soluzioni su alcuni punti ancora aperti”. 
Una trentina i delegati arrivati dalla Lombardia. “Così come alla manifestazione organizzata a Lecco il 15 giugno scorso, con l'adesione delle Fim Cisl dell'Emilia Romagna, del Veneto, del Piemonte, ieri a Bologna abbiamo ribadito che a 9 mesi dall'avvio dei negoziati la trattativa deve essere portata a conclusione, a fronte dal fatto che sul 99% delle questioni siamo a buon punto - sottolinea Enrico Civillini, segretario generale Fim Cisl Lombardia -. Non è possibile bloccare tutto perché sulla consultazione dei lavoratori non abbiamo ancora trovato un'intesa: noi proponiamo che il contratto nazionale, come già avvenuto in altri casi, rimandi a una decisione tra le parti la scelta delle modalità da adottare”. 
 

ROMANO, SIULP: PLAUSO AI COLLEGHI POLIZIOTTI PER OPERAZIONE ANTITERRORISMO ISLAMICO

01/07/2015

"Esprimo plauso e piena soddisfazione per la professionalità, l’equilibrio e lo spirito di abnegazione dimostrata dai colleghi della Questura di Milano nella brillante operazione antiterrorismo islamico denominata “Martese”, portata a termine questa mattina sotto la direzione attenta e costante della Procura della Repubblica di Milano, perché oltre ad essere il primo caso in Italia, e uno dei primi a livello europeo, di indagine che si conclude con arresti contro esponenti dell’organizzazione terroristica dello Stato islamico, è anche la conferma che la Polizia di Stato e le forze di polizia italiane, pur sottolineando che parliamo di un pericolo in cui l’imponderabilità è sempre in agguato per cui non esistono territori a rischio zero, sono preparate e all’altezza anche di questa ennesima sfida contro il terrorismo internazionale così come lo sono state per quello nazionale".


Lo afferma Felice Romano, segretario generale del SIULP, in una nota in cui esprime totale soddisfazione e plauso per il risultato dei colleghi milanesi, ma anche condanna contro quanti, in modo improvvido e senza alcun rispetto per le migliaia e migliaia di donne e uomini della Polizia di Stato che quotidianamente si sacrificano per garantire la sicurezza, avevano dichiarato che i poliziotti non erano preparati ad affrontare l’emergenza terrorismo.


"Contro tutti i disfattisti professionisti, e anche ai loro fiancheggiatori che tentano di strumentalizzare tutto per allontanare i cittadini dalle forze di Polizia - sottolinea il leader del SIULP -, questa è l’ennesima conferma dell’alta professionalità e delle grandi capacità investigative dei nostri poliziotti, oltre che di un sistema sinergico ed efficace di totale e concreta collaborazione con l’A.G. che segue e sostiene ogni attività di indagine, che conferma e rinsalda il rapporto fiduciario tra forze di Polizia e cittadini. Proprio su questo terreno voglio cogliere l’occasione anche per lanciare un appello al Governo: la triste e inammissibile vicenda che ha visto la quindicenne romana vittima di uno stupro ad opera di un balordo che si è spacciato per poliziotto, in uno stato democratico che basa la tutela della democrazia e della libertà individuale proprio sul rapporto fiduciario che necessariamente deve intercorrere tra ogni cittadino e le forze di Polizia richiede un intervento legislativo urgente affinché sia prevista una pena detentiva di almeno 30 anni, in aggiunta a quella prevista per il reato che commette, per chiunque si spacci per un pubblico ufficiale o l’esercente un pubblico servizio atteso che verso questi operatori i cittadini abbassano le difese e si fidano e devono continuare a fidarsi ciecamente. Ecco perché chi viola questo patto che è alla base della nostra democrazia va punito, immediatamente e severamente atteso che mina i presupposti basilari della civile convivenza di ogni comunità democratica e civile".


Roma, 1 luglio 2015

(AGIELLE) - Lombardia: sociale housing, legge regionale a ottobre

06/07/2015

(AGIELLE) - Milano - Sarà approvata fra settembre e ottobre la legge di riforma della casa che, fra i suoi pilastri, avrà l'innalzamento a 10 anni della residenza minima in Lombardia per accedere all'edilizia popolare. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Casa, Housing sociale, Expo 2015 e
Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala, durante la trasmissione televisiva 'Orario Continuato' in onda da Pianeta Lombardia.
"Renderemo più funzionale il sistema abitativo pubblico - ha detto Sala - per rispondere sempre meglio alle mutate e diversificate esigenze. Contemporaneamente stiamo lavorando anche sul fronte del welfare abitativo. Proprio pochi giorni fa abbiamo approvato uno stanziamento da 4 milioni di euro per ristrutturare gli alloggi e per aiutare i nuclei familiari colpiti da provvedimenti di sfratto". In questo percorso, Sala ha anche ammonito i dirigenti delle Aler. "Chi sbaglia - ha detto - è giusto che venga ripreso ed eventualmente sollevato dall'incarico. Anche in questo saremo molto rigorosi".
Per quanto riguarda il requisito dei 10 anni di residenza, Sala ha spiegato che "se ne sta parlando con i gruppi politici e le Aler" e che saranno "diverse le categorie". Non ci sarà più, dunque, "una graduatoria unica, spesso difficilissima da scalare". L'assessore Sala ha assicurato anche che saranno intensificati i controlli nei confronti dei "furbetti" che ancora oggi abitano o subaffittano un alloggio cui non hanno più diritto. "Ripristinare la legalità - ha spiegato Sala - è uno degli obiettivi del 2016, perche' questi alloggi hanno una funzione sociale. Servono a ridare speranza e noi vogliamo aiutare i
cittadini in difficolta' a recuperare la propria indipendenza. Per cui, se me lo lasceranno fare, i controlli saranno rigidissimi".
Rimanendo in tema di casa, Sala ha detto di continuare a ricevere richieste per l'esclusione di alloggi dalle graduatorie di edilizia residenziale pubblica. "Non sono aprioristicamente contrario - ha sottolineato - ma non voglio che ci siamo Enti che affidino alloggi pubblici, frutto del sacrificio dei cittadini (fondi ex Gescal) senza che la Regione possa dire la sua". Rispondendo ad una domanda circa la scarsa percezione di sicurezza in alcuni quartieri popolari di Milano, Sala ha auspicato che anche il Governo (che ne ha la competenza) "faccia qualcosa". "Se avessimo un sostegno anche da Roma -  ha concluso - in fase di riforma della Legge potremo anche pensare a rendere più sicure queste zone". - (agiellenews.it)

BENESSERE E COMPETITIVITÀ - Lavoro agile e piani di welfare aziendale. Convegno Cisl Lombardia alla Cattolica

19/06/2017

Domani, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si tiene il convegno "Benessere e competitività: quali opportunità tra lavoro agile e piani di welfare aziendale e territoriale?", organizzato da Altis, in collaborazione con Cisl Lombardia e Adapt.
Tra lavoro agile, premio di produttività e azioni di conciliazione famiglia-lavoro il welfare aziendale sta entrando a pieno diritto nelle politiche di gestione delle risorse umane delle aziende italiane. Ma quali, quante e come le aziende si muovono già in questa direzione?  E in quale misura l’attenzione al territorio e ai dipendenti sostiene la competitività aziendale? La consapevolezza dei benefici per l’azienda, i dipendenti e il territorio è fondamentale per realizzare interventi efficaci e di lunga durata. Cosa occorre per facilitare la diffusione di questa consapevolezza e favorire un cambiamento di mentalità anche nel vertice di piccole, medie e grandi imprese?
Alcuni dei protagonisti del welfare aziendale racconteranno la loro esperienza. Si tratta di risposte che oggi sono state messe in campo da aziende che puntano verso una gestione strategica delle risorse umane e che intendono dare una spinta verso il radicamento di una cultura della valorizzazione delle persone e della creazione di valore condiviso.
Il convegno si apre alle 15 con gli interventi di Giovanni Marseguerra, direttore scientifico corso “Professione welfare” Altis, Silvia Spattini, senior research fellow Adapt, Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia, Emmanuele Massagli, presidente Aiwa.
Alle 15.30 la tavola rotonda "Welfare, leva strategica per la creazione di valore condiviso". Intervengono: Alberto Busnelli, direttore risorse umane Basf Italia, Adele Nardulli, fondatore e amministratore delegato Trans-Edit Group, Romano Guerinoni, direttore generale Fondazione Welfare Ambrosiano.
 

CITTA' METROPOLITANA - Lunedì 12 presidio dei lavoratori

09/06/2017

 

“Senza un investimento politico e di risorse la Città Metropolitana è destinata a naufragare”

Lunedì prossimo 12 giugno, tra le 16 e le 17 una Assemblea/Presidio congiunta tra i lavoratori della Città Metropolitana, le Organizzazioni Sindacali e i delegati del Comune di Milano.

Nelle condizioni attuali la Città Metropolitana non è in grado di approvare un bilancio, si è chiesto a tutte le Aree di operare ulteriori tagli, anche dei servizi, per un Aggiustamento di Bilancio/Bilancio Tecnico. C’è da chiedersi cos’altro ci sia da tagliare in un ente le cui spese per il personale sono sotto il 15% del bilancio, proprio perché il personale è sottodimensionato… e c’è da considerare che, se questa situazione sarà confermata, i 33 dipendenti a tempo determinato sarebbero “tagliati” anch’essi.

I servizi della ex Provincia sono in condizioni di mera sopravvivenza, nonostante in alcuni casi abbiano dimostrato livelli di eccellenza. Basti l’esempio del nucleo di Vigilanza Ambientale, che a Milano aveva svolto ruolo investigativo determinante per le indagini sui crimini ambientali.

Alcuni servizi sono stati liquidati. E’ il caso del CAM (Centro Assistenza Minori), eccellenza a livello nazionale come struttura di accoglienza dei minori oggetto di maltrattamenti o abusi famigliari.

Altri servizi sono stati assorbiti dalla Regione Lombardia: il Settore Ittico/venatorio e la Cultura in un primo momento, poi la Formazione Professionale e, alla luce del Protocollo ANAS-Regione Lombardia nei prossimi mesi potrebbe toccare al Settore strade, con l’intento di esternalizzare.

I pochi servizi rimasti: Ambiente, Idroscalo, Centri Scolastici, Lavoro, rischiano per mancanza di risorse di essere spazzati via. La ex Polizia Provinciale è ridotta a meno di 20 unità, i 33 lavoratori a tempo determinato, nel caso il 1 luglio venisse determinato il pre-dissesto, sarebbero immediatamente lasciati a casa ed il salario accessorio potrebbe venire decurtato della sua parte variabile e così avverrebbe per le 40 docenti su 41 che si occupano di dare una formazione professionale a 500 giovani.

Nella manovra finanziaria in corso non c’è traccia degli impegni relativi agli interventi strutturali e dei 50 milioni, promessi dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti in occasione della firma del Patto per Milano tra Renzi e Sala.

Le dimissioni eventuali dei consiglieri metropolitani sarebbero un atto pressoché simbolico dato che il Sindaco Metropolitano è tale di diritto in quanto sindaco del comune capoluogo e rimane comunque in carica fintanto che è sindaco del comune capoluogo.

Noi imputiamo al Sindaco Metropolitano ed alla politica nel suo insieme di non aver fatto la debita pressione sul Governo (come invece hanno fatto altre Città Metropolitane) per dare una prospettiva alla Città Metropolitana di Milano.

E’ quindi al Sindaco che ci rivolgiamo, informando anche tutti i sindaci e i consiglieri dei 134 comuni della città Metropolitana perché la Città metropolitana è un ente che è nel Titolo V della Costituzione e che sarebbe rimasto lì anche se avessero vinto i SI’ lo scorso 4 dicembre.

Per questi motivi, insieme alle OOSS, abbiamo indetto una Assemblea/Presidio in concomitanza con il Consiglio Comunale di Milano, lunedì 12 giugno in Piazza della Scala, dalle 16,00 a fine servizio e di andare in Consiglio Comunale a dire “O SCEGLI O SCIOGLI”.

E’ necessario un investimento politico e di risorse senza di cui la nuova istituzione sovracomunale è destinata a naufragare.

TRENORD- Abimelech (Fit-Cisl): servizio inaccettabile. Ci vogliono risorse un piano serio

06/07/2017

L’attuale livello di qualità offerto è inaccettabile: c’è bisogno di una governance chiara in grado di poter decidere, il 50-50 tra Fnm e Trenitalia non ha funzionato e non funziona. Occorrono risorse a lungo termine per lo sviluppo di un serio piano industriale, che preveda il rinnovamento della flotta treni ormai obsoleta per gli standard lombardi  e, inoltre, adatte a garantire gli strumenti necessari per  la sicurezza di chi viaggia e di chi lavora a bordo treno”. Così il segretario generale della Fit Cisl Lombardia, sulla situazione del trasporto ferroviario lombardo. “Il trasporto pubblico locale su ferro lombardo esercitato da Trenord - afferma – richiede fatti concreti, non sterili battaglie politiche basate su proclami elettorali”. “Le istituzioni e la proprietà hanno il dovere di intervenire senza indugio per garantire un servizio decoroso agli oltre 700mila viaggiatori quotidiani - aggiunge -. Un servizio che, ad oggi, è garantito dalla grande responsabilità e professionalità dei lavoratori di Trenord”. La Fit Cisl Lombardia sollecita risposte concrete per i lavoratori di Trenord, a partire dal rinnovo del contratto aziendale. “I lavoratori che rappresentiamo – conclude Abimelech - non devono più essere bersaglio di critiche ingiuste o essere alibi strumentali di chi ha le responsabilità decisionali per poter cambiare questa situazione ma non le esercita”.

 

BONUS FAMIGLIA - Cgil, Cisl, Uil Lombardia accusano: reintrodotto  il vincolo discriminatorio dei 5 anni di residenza per entrambi i genitori

10/07/2017

“Un ritorno al passato”, un provvedimento “discriminatorio” che riduce le tutele in un momento in cui è necessario sostenere la scelta di avere dei figli delle famiglie, di tutte le famiglie. Così Cgil, Cisl e Uil della Lombardia sul nuovo “Bonus famiglia”, destinato alle donne in gravidanza residenti in Lombardia, la cui delibera è stata pubblicata nei giorni scorsi sul bollettino ufficiale di regione Lombardia.
Nel 2016 i 1.800 euro di bonus sono stati erogati a oltre 9.500 famiglie. Uno strumento che quest'anno si caratterizza come fortemente discriminatorio, secondo i sindacati.  
Con la dgr 6511, la giunta ha rinnovato il Bonus famiglia per il 2017, prorogandolo fino al 31 ottobre 2017. Ha però anche modificato i requisiti per l’accoglimento delle domande. Mentre è rimasto invariato il limite di Isee a 20.000 €, il requisito della residenza in Lombardia è tornato a 5 anni per entrambi i genitori del bambino nato dal 1° maggio scorso o che nascerà nei prossimi mesi. Prima era richiesto a uno solo dei genitori.  
“La decisione di Regione Lombardia mi pare più improntata su una scelta ideologica a priori che su una lettura attenta della realtà e sulle effettive esigenze della popolazione - commenta Marinella Magnoni, della segreteria della Cgil Lombardia -. A mio avviso rischia poi di essere incomprensibile, almeno per i comuni cittadini, se pensiamo che nell’altra misura rifinanziata in contemporanea (quella sui nidi gratis), che utilizza fondi europei, il vincolo dei 5 anni l’hanno dovuto togliere del tutto”. “La denatalità è un dato rilevante anche nella nostra Regione - sottolinea Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia – e incide pesantemente sulle generazioni future e sulla demografia. La scelta di Regione Lombardia, tutt'altro che lungimirante, penalizza i nuovi cittadini lombardi che vengono da altre Regioni italiane o da altri Paesi per costruire un progetto di vita famigliare concorrendo allo sviluppo del nostro territorio”.
"Noi come Uil contestiamo questo provvedimento perché va a colpire tutti i lavoratori che per motivi di lavoro si spostano da una regione all'altra - dichiara Clara Lazzarini segretaria confederale Uil Milano e Lombardia - . Con questa decisione si mortifica il legittimo desiderio e la legittima aspirazione delle coppie di poter avere figli togliendo loro un sostegno economico importante".
Il rischio di ridurre a molte famiglie la possibilità di accedere al contributo bonus famiglia, non favorisce un incremento di natalità in Lombardia.
Cgil, Cisl e Uil ritengono discriminante l'applicazione del vincolo dei 5 anni di residenza a entrambi i genitori poiché limita, a persone che vivono stabilmente e lavorano nella regione, l’accesso ad una misura che vuole sostenere la famiglia, nell’interesse anche della collettività.
I tre sindacati hanno inviato una richiesta d'incontro urgente all'assessore regionale al Reddito di autonomia ed inclusione sociale Francesca Brianza per sollecitare il ripristino dei requisiti dello scorso anno.
 

RICERCA PERSONALE - Receptionist per villaggio turistico

14/07/2017

Cesil seleziona RECEPTIONIST PER VILLAGGIO TURISTICO. Le persone interessate ed in possesso dei requisiti possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

RECEPTIONIST PER VILLAGGIO TURISTICO - URGENTE

Per conto importante struttura turistica con sede in Sardegna, zona Maddalena, selezioniamo un/una RECEPTIONIST, con imprescindibile pregressa esperienza presso Villaggio. Il candidato ideale è di presenza gradevole, è predisposto al contatto con le persone, possiede una buona padronanza della lingua inglese, è in grado di lavorare anche sotto stress, portando avanti più compiti contemporaneamente. La conoscenza del gestionale Scrigno costituirà requisito preferenziale. Si offre contratto di lavoro dipendente per tutta la stagione estiva, comprensivo di vitto ed alloggio. Attività lavorativa full time, organizzata su turni, anche notturni. Retribuzione commisurata all'esperienza.

RIF. Receptionist per villaggio turistico

RICERCA PERSONALE - Baby sitter

17/07/2017

Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

Per conto famiglia con sede in Milano, zona Loreto, si cerca una figura con esperienza e qualificata (in possesso di referenze), alla quale sarà affidata una bambina di 5 anni e mezzo. La persona dovrà accudire la bambina ed occuparsi anche della gestione della casa. Si prevede inserimento da metà agosto con contratto a giornata, da settembre in regime di convivenza. Assunzione con finalità a lungo termine.

RIF. Baby Sitter

RICERCA DI PERSONALE - Informatico junior appartenente alle categorie protette

22/06/2017

Le persone interessate ed in possesso dei requisiti possono inviare il proprio cv all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

INFORMATICO JUNIOR - appartenente alle categorie protette

Per conto azienda milanese, operante nel settore ICT, si seleziona un informatico junior, in possesso delle seguenti competenze:

·   Conoscenze sistemistiche Micrsoft SO, posta, office e competenze in ambito desktop management
·   Conoscenze degli strumenti di debugging
·   Capacità di relazione
·   Capacità di comunicazione
·   Buona conoscenza della lingua inglese
·   Orientamento al risultato

Un contratto iniziale a tempo determinato sarà propedeutico all’assunzione definitiva in azienda.
RIF. Informatico junior – categorie protette
 

(AGIELLE) - Lavoro: Alberta (Fim Lombardia), Stm rallenta investimenti

20/07/2015

(AGIELLE) - Milano - Stm rallenta gli investimenti nei processi produttivi e nelle nuove tecnologie di prodotto. E' quanto emerso nel corso dell'incontro tenutosi venerdì 17 al ministero dello Sviluppo economico con la direzione di ST Microelectronics per illustrare l'andamento aziendale e le prospettive per il 2015 della multinazionale che nel nostro Paese, tra centri di ricerca e produzione, occupa circa 10.000 addetti, oltre 5.000 in Lombardia, tra le sedi di Agrate, Castelletto, Catania, Caserta.
Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia e coordinatore nazionale Stm per la Fim: “L'azienda ha confermato gli obbiettivi produttivi e di ricerca, ma ha condizionato le scelte di investimento all'andamento del mercato e alla disponibilità di risorse, annunciando il possibile slittamento di oltre un anno degli impegni di spesa per gli investimenti nei processi produttivi e nelle nuove tecnologie di prodotto. Tale ritardo è assolutamente negativo, in quanto indebolisce la tempestività e il ritmo dell'innovazione necessaria sul versante delle soluzioni e delle prestazioni qualitative dei prodotti, fattori vitali per il gruppo. L'azienda deve rivedere le scelte per quanto riguarda gli investimenti riconfermando tempi e intensità degli impegni di spesa, oltre che avviare un confronto più stringente sulle scelte strategiche e sulla salvaguardia dell'occupazione”.
L'azienda ha illustrato una serie di dati e prevede un rallentamento della crescita del mercato complessivo del 4% nel 2015, contro le precedenti ipotesi che davano un + 8%. Rispetto a tale contesto, l'andamento aziendale vede una situazione in chiaro-scuro, con alcuni segmenti più performanti (automotive, sensori, microcontrollori, smart power) e altri in frenata (elettronica di consumo e computer). I sindacati vedono con preoccupazione le ipotesi ventilate di riorganizzazione a livello mondiale del comparto del digitale, principalmente collocato in Francia ma che potrebbe avere riflessi nel nostro Paese.
Ancora Alberta: “Abbiamo richiesto al governo e alle istituzioni regionali un sostegno più incisivo agli investimenti in ricerca e sviluppo, per favorire la ripartenza dei progetti di sviluppo tecnologico delle aziende e dell'intero settore. Occorre riprendere il confronto al Mise sul settore della microelettronica e predisporre il documento strategico atteso ormai da mesi”. I sindacati hanno chiesto anche un incontro con la presidenza del Consiglio sulle ipotesi di privatizzazione, ribadendo la necessità del mantenimento del controllo pubblico paritetico tra Italia e Francia e di precise strategie di sviluppo del gruppo e del comparto. Su questi obbiettivi è stato deciso un pacchetto di otto ore di sciopero, tra luglio e settembre, con articolazioni che verranno decise a livello locale per tenere assemblee con i lavoratori, presidi di informazione e sensibilizzazione e incontri con le Istituzioni e le forze politiche. (agiellenews.it)

EXPO 2015: REFETTORIO AMBROSIANO APRE AL PUBBLICO

05/08/2015

Cena di beneficenza con quattro chef stellati latino-americani. Ecco le istruzioni per partecipare.

Domenica 9 agosto, alle ore 20, per la prima volta il Refettorio Ambrosiano apre le porte al pubblico, con una cena di beneficenza preparata da quattro chef stellati latino-americani. All’opera ci saranno il messicano Enrique Olvera, il cileno Rodolfo Guzmán, il venezuelano Carlos Garcia, l’urugayano Matías Perdomo. Grandi nomi chiamati da Massimo Bottura a condividere e sostenere il progetto ideato dallo chef modenese e realizzato da Caritas Ambrosiana per diffondere la solidarietà e contrastare la cultura che vorrebbe ridurre cose e uomini a scarto.


 
Oltre a gustare il menu stellato che sarà proposto, si potranno ammirare le opere d’arte e gli arredi che adornano gli ambienti e che fanno di questo luogo un posto unico in cui “Bello” e “Buono” cercano un’inedita coniugazione: la scultura, all’ingresso, di Gaetano Pesce, il quadro di Carlo Benvenuto e il grande affresco di Enzo Cucchi sulle pareti della sala, all’esterno l’insegna al neon di Maurizio Nannucci. Oltre naturalmente ai tavoli scolpiti nel legno da 13 grandi designer italiani. Insomma un’occasione unica per scoprire e sostenere tutti i valori di questa originale iniziativa.

 

Per partecipare alla serata occorre collegarsi al sito http://www.noexcuse.refettorioambrosiano.it/ e prenotare uno dei 96 posti disponibili facendo un’offerta a partire da 100 euro. Il ricavato della serata finanzierà il progetto destinato a durare anche a Expo conclusa. 

 

Il Refettorio Ambrosiano è operativo da primi di giugno. In oltre due mesi, già 20 chef tra i più rinomati e provenienti da tutto il mondo hanno improvvisato ogni sera un menù diverso, trasformando le eccedenze di Expo in eccellenze e offrendole agli ospiti dei centri di accoglienza di Caritas. «Fino a oggi abbiamo recuperato da Expo 4 tonnellate di cibo che sarebbero state buttate via e, dunque, “rubate ai poveri”, come ha sottolineato recentemente papa Francesco. È ancora poco, rispetto a tutto quello che viene sprecato. Ma è un segno che ci auguriamo faccia riflettere, anche dopo Expo», sottolinea Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana.

 

Refettorio Ambrosiano. Cena di beneficenza “Non more excuses”.

Quando     Per prenotazioni
Domenica 9 agosto - ore 20.00  http://www.noexcuse.refettorioambrosiano.it/


Dove      Per informazioni
Refettorio Piazza Greco 11, Milano  cristina.reni@refettorioambrosiano.it

METALMECCANICI - Bentivogli (Fim Cisl): “Se la ripresa diventa strutturale vanno alzati i salari”

13/08/2017

“È ora di far ripartire i salari. Se questa ripresa diventa più strutturale si impone un ragionamento anche sulle retribuzioni”- così il Segretario Senerale della Fim Cisl Marco Bentivogli intervistato da Fabio Savelli suL Corriere della Sera - “Il piano Industria 4.0 sta favorendo l'innovazione di processo e di prodotto e le competenze dei lavoratori. Il passaggio successivo - dice il leader delle tute blu della Cisl - è in busta paga, ma è chiaro che deve essere vincolato ad uno scambio coerente con l’aumento della produttività”. Del Piano del ministro Calenda - sottolinea Berntivogli - sono finiti soltanto per il 7% al Meridione. Un dato bassissimo. Nel Mezzogiorno c'è un isolamento senza precedenti delle imprese. Serve - dice - amplificare le dimensioni delle aziende, troppo piccole, per investire in innovazione. E poi la produttività e scommettere sulla contrattazione territoriale. Per quanto riguarda i nuovi lavori fatti di tecnologie all'avanguardia, basati su un'organizzazione delle mansioni più sofisticata - dice Bentivogli - devono prevedere anche un riconoscimento reddituale. Su settore automotive che sta dando una grande spinta alla ripresa, il leader della Fim ricorda : “senza il nostro lavoro avremmo ora in Italia centomila disoccupati in più. Si pensi allo stabilimento Fca di Melfi. Ormai produce per i mercati globali e neanche tanto tempo fa era un impianto dato per spacciato.- conclude Bentivogli - ora Marchionne deve cominciare a tirare fuori nuovi modelli, altrimenti la spinta potrebbe fermarsi”.

 

GENERAL MOTORS CERCA 52 INGEGNERI PER IL CENTRO GM POWERTRAIN EUROPE DI TORINO

03/09/2015

Il Centro che esporta nei cinque continenti tecnologia diesel all’avanguardia tramite diversi brand GM, tra i quali spiccano: Opel, Chevrolet, Cadillac, Buick e GMC è alla ricerca di personale.

 

I nuovi assunti lavoreranno a stretto contatto con il team che si occupa dello sviluppo di propulsori diesel, dalla meccanica all’elettronica passando per la simulazione matematica, dotato degli strumenti più avanzati sul mercato per lo studio e l’applicazione di nuove tecnologie.

 

Le venti sale prova motore altamente dinamiche, tra le quali un banco a rulli per la misura delle emissioni, due sale prova climatiche, una altimetrica e una attrezzata a studiare gli ibridi diesel, i numerosi laboratori elettronici e di flussaggio, rendono il centro il fiore all’occhiello per lo studio e la progettazione motoristica. Uno dei suoi prodotti di punta è l’1.6 CDTI che equipaggia tutt’oggi diverse Opel e che sbarcherà a breve negli Stati Uniti, soprannominato dalla stampa specializzata “whisper diesel” per la sua silenziosità.

 

Inoltre il Centro GMPT-E è riconosciuto per le attività spesso all’avanguardia sul fronte delle risorse umane. Un esempio ne è lo “smart work” che permette ai dipendenti di lavorare occasionalmente da un luogo diverso da quello di lavoro come casa propria o dove si preferisce. Inoltre in GMPT-E non viene effettuato il controllo presenze tramite clock badge.

 

Far parte di questo team di esperti e di tecnici altamente qualificati lavorando in un ambiente dinamico è dunque possibile grazie a queste nuove 52 posizioni aperte per i prossimi mesi.

 

Le abilità e le conoscenze tecniche naturalmente svolgono un ruolo chiave nella valutazione di un candidato, si ricercano infatti ingegneri, principalmente con laurea in ingegneria meccanica, elettronica e meccatronica, ma non è tutto. I parametri su cui si basa la scelta dei candidati tengono conto sia del livello tecnico sia delle “soft-skills”.

 

L’inglese è la lingua ufficiale dell’azienda, è quindi richiesta una buona padronanza della stessa per poter comunicare con colleghi di ogni nazionalità.

 

E’ possibile consultare le posizioni aperte in GM attraverso il sito internet www.euro-engineering.it (area “Jobs e Carriere” – “Aziende che assumono”). I candidati in linea con i profili ricercati saranno ricontattati per un primo screening telefonico e a seguire sosterranno un colloquio di persona presso la sede Euro Engineering di Torino. Lo step successivo sarà un colloquio tecnico/motivazionale direttamente in sede GM Powertrain – Europe.

FONDO FAMIGLIA LAVORO, AIUTATE 3.317 PERSONE IN TRE ANNI

23/09/2015

Dall’inizio del 2013 ad oggi, il Fondo Famiglia Lavoro, ha erogato aiuti a 3.317 persone, per un importo complessivo di 6.764.435 euro dei 7.176.594 euro raccolti. I beneficiari sono stati per il 40% italiani, per il 60% stranieri, per la gran parte di età compresa tra i 35 e i 45 anni.

 

Uomo, di mezza età, con un profilo professionale medio-basso, nessuna conoscenza delle lingue, scarsa competenza informatica: questo l’identikit dell’utente del Fondo Famiglia Lavoro. Un profilo, secondo gli operatori del Fondo che coincide con quello delle vittime della crisi: operai generici, assunti con contratti precari, nei settori tradizionali del manifatturiero e in quello dei servizi a basso valore aggiunto. Costoro hanno visto improvvisamente vacillare l’equilibrio su cui, seppur in modo precario, si reggevano e non essendo assolutamente preparati a reagire, sono precipitati in una condizione di povertà che non avevano mai conosciuto prima. Condizione che spesso ha accomunato italiani e stranieri perché la crisi non ha fatto distinzioni in base alla nazionalità.

 

Delle 3.317 persone aiutate dal 2013, ben il 71% è stato aiutato attraverso uno degli strumenti previsti per promuovere la ricollocazione nel mercato del lavoro, strumenti introdotti nella seconda fase del Fondo Famiglia e Lavoro su indicazione dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. Costoro hanno ricevuto dunque un contributo finalizzato alla propria riqualificazione, attraverso l’accompagnamento, il finanziamento di corsi di formazione professionale, il sostegno durante i tirocini. Solo il restante 29% ha beneficiato di un contributo erogato per la semplice sussistenza.

 

«Notevole è stata la varietà delle proposte formative, selezionate dai centri di ascolto, nei territori a seconda delle richieste del mercato: corsi per magazziniere, saldatore, panettiere, aiuto dentista, persino dog-sitter. Riteniamo che questa sia la strada giusta su cui vogliamo proseguire con nuove modalità che stiamo verificando», sottolinea il segretario generale del Fondo Famiglia Luciano Gualzetti.

 

Il Fondo Famiglia Lavoro si conferma, anche in questa seconda fase, una grande gara di solidarietà che ha coinvolto soprattutto i singoli. Dall'avvio della seconda fase nel 2013 ben 2.241.824 euro sono arrivati da 3.265 privati cittadini, per un importo medio pro capite di 686 euro. Il flusso di risorse è stato continuo e ha fatto registrare anche nei momenti più difficili della crisi una media al mese di 100mila euro di contributi.

 

L’operatività del Fondo è garantita dal lavoro di 600 volontari attivi nei 140 distretti del territorio della Diocesi (Milano e provincia, province di Lecco, Varese, Monza e Brianza).

 

 

PROVINCE E CITTÀ METROPOLITANE – Mobilitazione in Lombardia. Venerdì 6 ottobre sciopero nazionale unitario.  

13/09/2017

Anche la Cisl FP Lombardia in prima linea aderisce alla mobilitazione a sostegno dei lavoratori delle Province e Aree metropolitane, che il prossimo 6 ottobre si svolgerà con un'intera giornata di sciopero nazionale unitario. La mobilitazione è stata confermata dopo il tentativo fallito di conciliazione presso il ministero del Lavoro lo scorso 4 agosto 2017. I sindacati denunciano una “situazione di estrema difficoltà” degli enti e chiedono le risorse necessarie per consentire l’erogazione dei servizi fondamentali e tutelare i diritti dei lavoratori.

In vista della giornata nazionale di sciopero in Lombardia sono già partite le assemblee e proseguiranno sino al 21 settembre. Dopo Milano, (11 settembre) oggi è la volta di Bergamo, Sondrio, Cremona. A Brescia e Como appuntamento il 15 settembre, a Pavia e Lodi il 21 settembre. Nelle altre province le assemblee sono in via di definizione.

“Una mobilitazione necessaria per ribadire con fermezza la propria contrarietà all’inerzia del governo nel trovare soluzioni concrete alla situazione drammatica che stanno vivendo questi enti e i relativi dipendenti – afferma Franco Berardi, segretario generale Cisl Fp Lombardia - messi in ginocchio da politiche disastrose, con l’aggravante dell’approvazione di un decreto enti locali e della sua conversione in legge che non ha comunque fornito le soluzioni sperate”. “E’ inaccettabile - aggiunge -  che il governo temporeggi rispetto a queste gravi circostanze che meritano assolutamente un intervento straordinario a partire dalla prossima legge di bilancio e che hanno ricadute gravissime sui lavoratori, sui servizi alle comunità locali, ai cittadini e alle imprese, problemi che vanno immediatamente risolti”.

BANCHE VENETE - A rischio 900 posti di lavoro. Merlini, First Cisl: Priorità mantenere gli attuali livelli occupazionali.

13/09/2017

Forte l’impatto mediatico suscitato dal comunicato stampa lanciato lo scorso week end da Giulio Romani, segretario generale First Cisl, in ordine alle ultime vicende relative all’operazione di recupero delle banche venete.

“Non vogliamo neppure pensare – queste le sue parole – che una così imponente operazione di solidarietà nazionale come il salvataggio delle banche venete possa comportare il rischio che 900 persone perdano il loro lavoro ed è quanto non intendiamo permettere che accada per i 200 tempi determinati che Intesa non pare intenzionata a confermare e per i quasi 700 dipendenti delle 14 società di Veneto Banca e Popolare Vicenza ora in liquidazione”.

L’affermazione “ecatombe occupazionale”, pronunciata questa estate dal segretario generale, non era evidentemente una boutade, come qualcuno ha voluto far credere, bensì una vera e propria analisi dello stato in cui versa il settore del credito.

In particolar modo, riferendosi ai giovani, Romani sottolinea come “Per i 200 tempi determinati passati a Intesa… non vogliamo credere che il valore del salvataggio venga intaccato da una fetta di nuova disoccupazione giovanile, togliendo il lavoro a chi lo aveva, seppure precario. Sarebbe una vergogna se nel naufragio delle venete, a quelli che non hanno potuto salire sulle scialuppe si dovessero aggiungere quelli buttati a mare per alleggerire le scialuppe stesse. La banca e i sindacati aziendali devono trovare una soluzione che consenta, con uno sforzo di solidarietà, di tenere anche questi lavoratori a bordo”.

“Appare del tutto ingiustificabile il fatto che, in una operazione che ha comportato lo sborso di 5 miliardi da parte dello Stato – dichiara Pier Paolo Merlini, segretario generale First Cisl Lombardia –  possano essere messi a rischio 900 posti di lavoro. La puntuale esposizione di Romani trova il pieno sostegno e la piena condivisione di tutta la segreteria regionale. Mantenere gli attuali livelli occupazionali è per noi una priorità, una questione fondamentale su cui concentrare i nostri sforzi. Infatti, il tema lavoro, indispensabile alla ripresa del Paese è alla base di tutta l’attività sindacale di First Cisl, sia a livello di ricerca sia a livello di proposta”.

SANITA' LOMBARDA - Ennesimo scandalo. Bisogna intensificare i controlli e rafforzare la governance sulle forniture

18/09/2017

Per CGIL CISL UIL della Lombardia "L’inchiesta della Procura di Monza, che ha condotto all’arresto di tre medici e alla detenzione domiciliare di altri nove con l’accusa di aver ricavato consistenti vantaggi economici da interventi alle anche e alle ginocchia abnormi nel numero ed effettuati con materiale protesico scadente, inquieta ed indigna.
Indigna perché ancora una volta la tutela della salute, e particolarmente di pazienti fragili, risulterebbe inquinata e distorta da interessi economici illeciti, ed inquieta per le dimensioni, per le conseguenze sulla salute delle persone, per la persistenza in ambito sanitario di condotte criminali e per l’insufficiente adeguatezza dei controlli.
Fermo restando che seguiamo con interesse lo sviluppo delle indagini, occorre riflettere sul tema dei controlli.
Occorre - affermano CGIL CISL UIL della Lombardia - che la governance della DGR Welfare e i controlli delle ATS si rafforzino e intensifichino, in particolare nei punti del sistema sociosanitario che è ormai accertato siano più esposti all'illegalità. La filiera degli appalti e delle forniture degli erogatori privati accreditati è, con evidenza, l'ambito nel quale è necessario adottare iniziative che riducano a priori le possibilità di questi fenomeni, oltre a rafforzare e intensificare i controlli per renderli efficaci sistemi di deterrenza. Chiediamo a Regione Lombardia di impegnarsi su questo a fare molto di più.
Esprimendo la massima solidarietà ai pazienti danneggiati da questa vicenda, CGIL CISL UIL continueranno a seguirne gli sviluppi con grande attenzione: la salute è un bene primario che deve essere tutelato con il massimo di legalità e rigore".
 

RICERCA PERSONALE - Impiegato/a marketing e commerciale

22/09/2017

Il Cesil segnala una nuova ed interessante opportunità di lavoro.

Un primo contratto di 6 mesi sarà propedeutico ad un inserimento lavorativo a tempo indeterminato.

I candidati interessati possono inviare il proprio curriculum all’indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell’oggetto il riferimento indicato.

 

 Giovane impiegato/a Marketing e Commerciale

Il/La candidato/a verrà inserito all'interno dell'ufficio commerciale e verrà formato per occuparsi di:

- studio e proposizione di nuovi strumenti di comunicazione e marketing

- studio e proposizione di nuove tecniche di vendita

- studio e ricerca di nuovi mercati e/o nuovi settori di mercato e/o client

- customer service e servizi pre/post vendita in generale

- eventuali visite a clienti e/o partecipazione a fiere di settore

 

Requisiti professionali:

- Laurea ad indirizzo Marketing o Comunicazione o Economico

- buona conoscenza della lingua inglese

- anche senza esperienza

Requisiti personali:

- buone capacità organizzative e relazionali, precisione, flessibilità

- domicilio in zona

 

Sede di lavoro: Magenta

RIF. Imp. marketing/commerciale

CINEMA E LAVORO - Il 28 settembre in scena il Labour Short  Awards

27/09/2017

Sarà Labour Short Awards, domani sera giovedì 28 settembre (AL CINEMA RONDINELLA, VIALE MATTEOTTI, SESTO S. GIOVANNI) al Labour Film Festival, la rassegna dedicata all’incontro tra cinema e lavoro promossa da Cisl e Acli Lombardia con il Cinema teatro Rondinella. 
A partire dalle 21 saranno proiettati i corti (Labour.short) dell'edizione 2017 e il pubblico del cinema Rondella a fine serata dovrà decretare il vincitore. 
L'ingresso è gratuito e l'iniziativa si svolge in collaborazione con il Festival Agrincorto.

Di seguito i corti protagonisti della serata: 
GIRO DI GIOSTRA di Massimiliano Davoli, Italia, 2016, 0h15.
IL POTERE DELL’ORO ROSSO di Davide Minella, Italia, 2016, 0h15.
LA BANDA DEL CATERING di Matteo Gentiloni, Italia, 2016, 0h14.
THE EDGE di Alexandra Averyanova, Russia, 2016, 0h12.
STELLA di Massimiliano D’Epiro, Italia, 2017, 0h15.
QUELLO CHE NON SI VEDE di Dario Samuele Leone, Italia, 2016, 0h10.
DJINN TONIC di Domenico Guidetti, Italia, 2016, 0h14.
AL GIORNO D’OGGI IL LAVORO TE LO DEVI INVENTARE di Mario Vitale, Italia, 2016, 0h15.


Il Labour Film Festival si svolge al Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni, con il patrocinio del Servizio per la pastorale sociale e il lavoro della Diocesi di Milano, di Europa Cinemas e della Banca di credito cooperativo. In collaborazione con: il Circolo Acli San Clemente, Lombardia Servizi e BiblioLavoro.

Il programma dettagliato è disponibile sul sito della Cisl Lombardia  al seguente link: http://lombardia.cisl.it/labour-film-festival/xiii-edizione-labour-film-festival/
 

RICERCA - Il 55% dei ragazzi crede nella scuola italiana

13/09/2012

Il 55% dei ragazzi italiani ha fiducia nel sistema scolastico italiano ed auspica che possa sempre più integrarsi con il mondo del lavoro. E’ quanto emerge dall’indagine “Rapporto Giovani” dell’Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo, realizzata dall’Ipsos, da un campione, rappresentativo su scala italiana, di 4500 giovani tra i 18 e i 29 anni. Ancor più alto il gradimento (valore positivo per quasi due su tre) tra quelli ancor più giovani (20 anni o meno). Rispetto alla ripartizione  geografica, la fiducia tende ad essere maggiore dove scuola e Università offrono migliori strutture e maggiori livelli di preparazione. Il voto positivo supera infatti il 60% al Nord. I valori sono, comunque, positivi nella maggioranza dei casi anche nel Centro e nel Sud. Valori sensibilmente più alti sono, inoltre, assegnati al sistema  formativo dai giovani che vivono in una famiglia con genitori più  istruiti, dove il valore dello studio tende ad essere maggiormente trasmesso. In particolare, se il padre è laureato la quota di voti positivi arriva vicina al 65%. La percentuale di consensi rimane, comunque, sopra il 50% anche per chi proviene da una classe socio-culturale più bassa. Dall'indagine si evidenzia che solleva molte preoccupazioni in Italia il fenomeno dei “Neet”, ovvero dei giovani che non studiano e nemmeno lavorano. Esiste,però, anche la categoria opposta, formata da giovani che studiano e nel contempo anche lavorano. Un gruppo di particolare interesse per vari motivi: perché con la crisi economica questi giovani, pur avendo trovato un lavoro, non rinunciano allo studio in funzione di migliorare comunque le proprie prospettive future. Ovvero perché,  pur studiando,  hanno deciso di iniziare già a confrontarsi con il mercato del lavoro. Una scelta meritoria, quella di cercare durante gli studi di mantenersi del tutto o parzialmente da soli, tanto più in un Paese come il nostro che presenta i più alti tassi di dipendenza economica dei giovani dai genitori nel mondo sviluppato. Come sottolinea Alessandro Rosina, professore di Demografia e tra i coordinatori dell'indagine: «Si tratta di una scelta dettata non sempre e solo da necessità, ma anche dal desiderio di autonomia e da senso di responsabilità. Che si scontra però con la maggiore difficoltà in Italia a conciliare tali due impegni». I dati dimostrano come, tra coloro che studiano, la quota di chi svolge una qualche attività lavorativa è vicina a uno su cinque tra chi proviene da famiglie con classe sociale più bassa, ma è comunque su livelli di rilievo anche per chi proviene da famiglie più benestanti. La possibilità di coniugare studio e lavoro è, inoltre, molto più elevata al Nord rispetto al Sud, sia per le maggiori opportunità di occupazione ma anche per la maggior presenza di studenti fuori sede che vivono lontani dalla famiglia di origine con i costi che questo comporta. Come ci si può aspettare, la percentuale aumenta con l’età. Sale a circa un caso su tre attorno ai 25 anni, e si avvicina a un caso su due verso i 30 anni. (fonte AGENORD)

CITTA' METROPOLITANA - Il sindaco Sala incontra i sindacati

03/10/2017

Dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Città Metropolitana di Milano tenutasi lo scorso venerdì 29 settembre 2017 con  la decisione di avviare l’occupazione della Sala Consiliare sino al raggiungimento degli obiettivi esplicitati in un comunicato stampa, in data odierna il sindaco Giuseppe Sala incontrerà alle ore 15 le organizzazioni sindacali e le RSU per rendicontare sull’incontro avuto ieri con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e gli altri sindaci delle città metropolitane in merito all’utilizzo delle risorse economiche necessarie per chiudere il Bilancio 2017 della Città Metropolitana.

Ieri durante il Consiglio comunale, alla presenza di una folta rappresentanza dei lavoratori della Città Metropolitana, la Consigliera Arianna Maria Censi ha assicurato una probabile risoluzione positiva anche per i precari il cui contratto è scaduto lo scorso 30 settembre 2017.

AMIANTO, PROBLEMA IRRISOLTO - Giovedì 12 ottobre, convegno di Cgil, Cisl e Uil Lombardia 

06/10/2017

CGIL CISL UIL Lombardia organizzano un convegno per fare il punto sulla situazione amianto in Lombardia, un problema ancora drammaticamente presente nella nostra regione, con gravi conseguenze sulla salute delle persone nei luoghi di lavoro e di vita. 
Un'occasione per ribadire l'urgenza di un intervento pubblico, a partire dalle istituzioni regionali, e per illustrare i dati aggiornati sul problema dell'amianto in Lombardia.

Alcuni interventi al convegno saranno affidati ad esperti della materia, con il duplice scopo di dare oltre che elementi di riflessione sindacale, anche contenuti aggiornati di natura tecnico-scientifica attraverso i quali formulare proposte concrete suffragate da ipotesi qualificate nel campo della ricerca scientifica e della prevenzione. 
Ai lavori interverrà l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. 

Gli obiettivi di Cgil, Cisl e Uil Lombardia:

1) Rilanciare un tema a forte rischio ambientale con dirette implicazioni sulla salute pubblica, oltre che ancora di impatto sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per molti lavoratori (manutentori, bonificatori, docenti, educatori, dipendenti P.A.).

2) Sollecitare e stimolare l’amministrazione regionale e le diverse rappresentanze politiche in Consiglio a prendere posizione in materia, per ipotizzare/approvare un programma pluriennale di intervento, misure efficaci in grado di incentivare le bonifiche su larga scala e il completamento della mappatura sul territorio regionale.

3) Prendere in esame la normativa regionale esistente per valutarne l’adeguatezza al fine di un suo riordino all’interno di un Testo Unico, anche in ordine all’evoluzione della normativa nazionale dopo l’ultima Conferenza nazionale (nov. 2012). 

4) Formulare iniziative e proposte ai soggetti pubblici per avviare in tempi brevi un percorso condiviso con tutti gli attori coinvolti per affrontare efficacemente il problema.
 

La giornata di dibattito è organizzata per giovedì 12 ottobre 2017 dalle ore 9 alle ore 14 presso il Centro Congressi FAST -  Piazzale R. Morandi 2, 20121 Milano (MM1 Palestro o MM3 Turati). 

All’iniziativa parteciperanno RLS, specialisti della materia e delle Istituzioni, di ARPA e ANCI, oltre ai Segretari Regionali responsabili del settore salute e sicurezza di CGIL CISL e UIL Lombardia.

IUS SOLI: Cisl e Cisl Scuola saranno presenti il 13 ottobre al "Cittadinanzaday" in piazza Montecitorio a Roma 

10/10/2017

"La Cisl e la Cisl scuola parteciperanno venerdì 13 ottobre a MontecitorIo al Cittadinanza Day per il riconoscimento della cittadinanza ai figli di immigrati nati e cresciuti in Italia". Lo dichiarano in una nota congiunta Liliana Ocmin, Responsabile donne, giovani, immigrati della Cisl e Maddalena Gissi, Segretaria generale della Cisl Scuola. "Da sempre la Cisl sostiene lo ius soli temperato o ius culturae ovvero Il riconoscimento della cittadinanza ai giovani figli di immigrati nati e cresciuti in Italia perché sono italiani a tutti gli effetti, frequentano le nostre scuole, tifano per le nostre stesse squadre del cuore, parlano sempre più spesso solo l'italiano. Sono quasi un milione ormai questi ragazzi, non possiamo ignorare le loro richieste e far finta di non vedere la discriminazione cui sono soggetti. La Cisl ha sempre sostenuto la necessità di accorciare il tempo di attesa di questi minori che talvolta devono attendere, per essere a tutti gli effetti italiani, sino ai 18 anni. Ci appelliamo al buon senso della classe politica per dare risposte concrete ai necessari processi di integrazione, consapevoli che solo così si può creare vera coesione sociale. La politica e quanti si fanno portavoce dei valori della democrazia e dell' unità devono saper ascoltare i bisogni di una società che cambia e si evolve e che per stare al passo con i tempi necessita di creare le condizioni fondamentali per non aumentare le diseguaglianze".
 

RICERCA PERSONALE: Cuochi per nuovo ristorante a Milano

11/10/2017

I candidati interessati possono inviare il curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

CUOCHI

Per conto ristorante di prossima apertura, ricerchiamo cuochi con esperienza, possibilmente specializzati nella preparazione della carne. Si offre contratto full time, con orario spezzato, inizialmente a tempo determinato, finalizzato ad assunzione a tempo indeterminato. Sede di lavoro Milano Centro.

RENAULT RETAIL GROUP - Potenziato il welfare aziendale per i dipendenti. 

25/10/2017

Potenziato il welfare aziendale per i 500 dipendenti di Renault Retail Italia e della finanziaria del gruppo francese dell’automotive Sodicam Italia Spa, presenti nel bel paese con otto filiali di proprietà, tre a Milano, tre a Roma e due a Napoli. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con le due direzioni societarie l’intesa sull’implementazione e sullo sviluppo del welfare contrattuale esistente. In virtù dell’accordo il premio di produttività previsto dalla contrattazione integrativa di settore, siglata dalle parti nel 2015 e in vigore fino al 31 dicembre 2018, potrà essere convertito tutto o in parte in un “Credito Welfare” accreditato su un conto individuale, completamente esentasse secondo le normative vigenti, finalizzato all’acquisto di beni e servizi. Il credito potrà essere utilizzato per il rimborso spese per servizi di educazione e istruzione per i familiari e per servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti o di ricreazione e di assistenza socio sanitaria e di assistenza sociale e familiare ma anche per la formazione professionale e l’orientamento al lavoro e per lo sport, la cultura, il tempo libero ed il benessere.
Soddisfazione in casa Fisascat Cisl: «L’intesa recepisce le opportunità offerte dalla normativa vigente consentendo ai lavoratori del gruppo Renault di beneficiare del regime di detassazione totale nel caso in cui si opti per la conversione del premio di produttività in credito welfare» ha dichiarato il segretario nazionale della categoria cislina Mirco Ceotto. «Il confronto negoziale ha consentito poi di implementare il paniere dei beni e servizi offerti a conferma di una contrattazione integrativa di settore al passo con i tempi e capace di intercettare i bisogni dei lavoratori» ha concluso il sindacalista.

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale
 

LINATE - Venerdì 13 ottobre presidio dei lavoratori del settore aereo

12/10/2017

I lavoratori ancora una volta protesteranno per dire No all’ingresso delle cooperative negli aeroporti milanesi. Questo modello imprenditoriale in un quadro privo di regole e allo stesso tempo delicato come quello aeroportuale significherebbe sin da subito un peggioramento delle sicurezza, della qualità del servizio, del rispetto delle norme con un dumping contrattuale che comprometterebbe il normale andamento degli scali.

E’ un dato di fatto che AGS Handling, di cui la Cooperativa Alpina è socio unico, e con la quale condivide lo stesso Presidente, si è rifiutata di applicare la clausola sociale contrattuale, prevista quale unica forma di tutela dei lavoratori e che nessuno sia intervenuto a sanzionarla.

Persino ENAC se ne è accorta e, dopo aver permesso per anni che negli aeroporti imperasse la regola del massimo ribasso, del dumping sociale e del decadimento del servizio al passeggero, oggi, solo grazie alla mobilitazione sindacale degli ultimi due anni, si avvede dell’inefficienza del regolamento aeroportuale e si attiva per modificarlo, restringendo le possibilità di subappalto.

Peccato che il regolamento, per questione di pochi giorni, non sia ancora operativo è in questo buco normativo Enac stessa abbia permesso ad Alpina di iniziare ad operare ritenendo  che non sussistano rischi legati alla concessione di questo subappalto.

In questo scenario di negazione di norme e diritti e di tolleranza degli atti arroganti, non può essere il sindacato il capro espiatorio dell’aumento della tensione negli aeroporti.

Vogliamo una competizione che si misuri con l’eccellenza dell’assistenza e quindi in un servizio migliore per i passeggeri. Nell’interesse generale è necessario maturare una nuova visione d’insieme, guardando ai modelli virtuosi che esistono.  L’esempio di Easy Jet, che non si affida ad un subappalto, dimostra che si può essere una compagnia Low Cost senza schiacciare chi lavora.

FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-TRASPORTI  UGL-TA  FLAI-TS chiedono ad ENAC :

1. Di completare urgentemente il nuovo regolamento sui subappalti, e che lo stesso non venga stravolto rispetto alla bozza pubblica presentata;

2. Che i livelli normativo-economici del CCNL del trasporto aereo rappresentino un vincolo per i soggetti interessati alle attività di handling;

3. Che si accelerino i tempi per l’approvazione del progetto di limitazione del numero di handlers presentato da SEA e che lo stesso valorizzi l’autentico spirito imprenditoriale delle Società che praticano una concorrenza leale rinunciando al subappalto.

Allo scopo di dare continuità alle iniziative sindacali, è stata attivata da FILT-CGIL  FIT-CISL  UIL-TRASPORTI  UGL-TA  FLAI-TS la procedura di raffreddamento per lo sciopero degli aeroporti di Milano, Malpensa e Bergamo.

PRECARIETA' DEL LAVORO, SALARIO DIGNITOSO, SOSTENIBILITA' AMBIENTALE: PRESENTATA A EXPO LA DICHIARAZIONE COMUNE DEI GIOVANI SINDACALISTI DEI 4 MOTORI D'EUROPA

07/10/2015

Presentazione oggi, presso Cascina Triulza EXPO, della Dichiarazione conclusiva dei lavori dei giovani sindacalisti dei 4 motori d'Europa, al termine della sessione plenaria che ha chiuso i tre giorni della Conferenza internazionale “Nutrire il lavoro per nutrire il pianeta. Quale lavoro dignitoso e sostenibile per i giovani?”, che si è tenuta in questi giorni a Milano su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Lombardia.

Nel corso dell'incontro sono intervenuti Stefano Gheno, professore di Psicologia delle Risorse Umane dell'università Cattolica di Milano e i segretari regionali confederali Daniele Gazzoli della Cgil Lombardia, Paola Gilardoni della Cisl Lombardia, Antonio Albrizio della Uil Milano e Lombardia.


Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia, ha sottolineato che “queste tre giornate sono state un'importante occasione per i giovani sindacalisti dei 4 motori, provenienti da esperienze molto diverse, per confrontarsi sul significato del lavoro nella prospettiva di uno sviluppo delle comunità che sia rispettoso delle persone, dei territori, soprattutto in vista della prossima conferenza di Parigi sugli effetti dei cambiamenti climatici. Il lavoro è nutrimento per le persone e aver cura del lavoro rappresenta una grande responsabilità e richiede un altrettanto grande impegno da parte dei giovani  sindacalisti per partecipare alla costruzione della prospettiva di un futuro migliore”.

Al termine è stata letta la seguente dichiarazione conclusiva:


DOCUMENTO FINALE DEI LAVORI PER LA CONFERENZA DEI GIOVANI SINDACALISTI DEI “4 MOTORI D'EUROPA”

Il dibattito tra i giovani sindacalisti appartenenti alle quattro regioni motore d'Europa ha affrontato durante la tre giorni di Milano tematiche inerenti la sostenibilità ambientale ed il lavoro dignitoso, mettendo a confronto le differenti esperienze.
L'obbiettivo è stato quello di costruire uno spazio europeo finalizzato all'uguaglianza di tutti i suoi cittadini, in quanto le condizioni del mercato del lavoro e del welfare state sono diverse in ciascuno dei paesi membri.

 

Un grande problema comune per i giovani dei “4 motori d'europa”, in tema di lavoro dignitoso, è la precarietà del lavoro. I giovani sono la categoria più colpita da questo fenomeno. Occorre elaborare una strategia di azione sindacale sostenuta dai lavoratori che abbia la forza di essere recepita dalla società e della politica. Servono leggi certe che proteggano i diritti dei lavoratori, all'interno di un contesto normativo europeo, e contratti collettivi nazionali di garanzia (CCNL) che rendano il lavoro stesso sostenibile in termini di qualità di vita ed ambientale. A livello ambientale c'è una
mancanza di visione a lungo termine, dovuta anche al fatto che la politica è condizionata dalla finanza, mentre il punto di partenza deve essere il benessere sociale all'interno di una Europa solidale. Nel mondo del lavoro, anche all'interno delle regioni dei “4 motori d'Europa”, spesso vengono sacrificati i diritti dei lavoratori al fine di aumentare la produttività delle imprese.

 

Alla luce della situazione attuale emerge l'esigenza di diffondere una cultura generale dei diritti e del sindacato che parta dai luoghi di lavoro, che si estenda alla società e che metta al centro dell'agenda politica europea il lavoro ed i diritti dei lavoratori. I giovani devono avere la sicurezza di crearsi un futuro con un salario dignitoso ed un percorso lineare di sviluppo professionale. Deve essere garantita una formazione adeguata in un contesto in cui l'impresa persegue uno sviluppo sostenibile, da considerarsi come opportunità e non come limite.

 

Il sindacato nazionale ed europeo deve essere all'altezza di queste nuove sfide, riuscendo ad interpretare in maniera puntuale i nuovi bisogni dei lavoratori, grazie ad una presenza capillare nei luoghi di lavoro e nella società. Il sindacato può rendersi promotore di esperienze di sostenibilità all'interno delle aziende, attraverso il supporto di legislazioni favorevoli e la collaborazione con associazioni a finalità di tutela ambientale e sociale. Il sindacato inoltre ha il dovere di sensibilizzare circa la responsabilità personale in tema ambientale ed energetico, abbassando l'impatto di
ciascuno di noi sul territorio e sulle risorse, promuovendo stili di vita sostenibili.


Occorre inoltre sensibilizzare la confederazione internazionale dei sindacalisti sul tema della sostenibilità a livello globale. E' auspicabile che i diritti dei lavoratori e la tutela ambientale procedano parallelamente, mediante un piano di sviluppo sostenibile europeo ed una strategia comunitaria che vincoli stati, imprese e cittadini. L'Europa può e deve essere il punto di partenza per un nuovo modello di sviluppo socio economico, in un contesto di globalizzazione, affrontando i rischi per il lavoro e l'ambiente che potrebbero derivare dal TTIP.

 

 

 

 

OSSERVATORIO GI GROUP: NEL 2016 GRAZIE AL JOBS ACT AUMENTO DEGLI INVESTIMENTI E DELLE ASSUNZIONI

22/10/2015

Aumento generale degli investimenti nel Paese - con le multinazionali estere che ritengono che il Jobs Act favorirà in modo rilevante quelli dall’estero verso l’Italia – e utilizzo prevalente del contratto a tempo indeterminato per il 2016, in un contesto in cui decontribuzioni e scenario macroeconomico avranno una particolare influenza sulle scelte relative alle assunzioni.

Queste, in sintesi, le principali evidenze emerse dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Permanente sulla Riforma del Mercato del Lavoro promosso da Gi Group Academy - fondazione di Gi Group, prima multinazionale italiana del lavoro - e condotta su un totale di 446 aziende di cui il 16,6% multinazionali estere. Di seguito i risultati:


• Decontribuzioni e scenario macroeconomico incideranno sulle assunzioni nel 2016 con un voto quasi pari a 7 (6,8 punti di media per entrambi gli aspetti in una scala da 1 a 10); a seguire le modifiche normative apportate dal Jobs Act (6,4).

• Le aziende vorrebbero che venissero indirizzate a giovani under 35 (44,2%) e over 50 (17,1%)  le decontribuzioni previste dalla Legge di Stabilità 2016 per le assunzioni; questi due target sono indicati da tutte le tipologie di aziende come prioritari, a eccezione delle Grandi Imprese che al secondo posto, dopo i giovani, preferirebbero come destinatari le donne e i residenti nel Mezzogiorno (18,2%).

• Il Jobs Act influisce positivamente sulle assunzioni per oltre la metà delle multinazionali estere (54,1%) e per Grandi (50,0%) e Medie Imprese (44,2%) che prevedono, infatti, aumenti di personale a seguito della Riforma nel 2016; la media generale esprime, invece, invarianza sul numero di persone in azienda.

• Il contratto che la maggior parte delle imprese, trasversalmente alla dimensione aziendale, intende utilizzare in modo prevalente per inserire risorse nel 2016 è il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (32,5%), contratto che riceve una promozione particolare da parte delle multinazionali estere (45,9%) rispetto alle aziende italiane (29,8%). A seguire i più utilizzati saranno il contratto a tempo determinato (13,5%) e il contratto di somministrazione (13,3% intendendo sia quello a tempo determinato che indeterminato).

• Sul fronte investimenti in Italia, oltre la metà delle aziende indagate (54,7%) prevede di aumentarli nel 2016 con il picco del 60,8% delle multinazionali estere rispetto al 53,5% delle aziende italiane.

• Oltre la metà delle multinazionali estere ritiene (52,7%), inoltre, che gli interventi normativi introdotti con il Jobs Act favoriranno gli investimenti dall’estero nel nostro Paese, a differenza della valutazione generale delle aziende italiane.


“Da questi risultati emerge, grazie al Jobs Act e alle misure collegate alla Legge di Stabilità, il ritorno alla centralità del contratto a tempo indeterminato in uno scenario di riferimento premiante anche per gli investimenti  -  commenta Stefano Colli-Lanzi, CEO di Gi Group -. Incoraggiante il plauso delle aziende al contratto di ricollocazione, inteso come strumento efficace di politica attiva. I dati, inoltre, confermano che il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti sta tornando centrale nelle scelte di assunzione delle aziende. Molto positiva anche la preferenza data da oltre il 13% delle aziende al contratto di somministrazione. Questo vuol dire che è in atto un progressivo riconoscimento della buona flessibilità gestita tramite agenzia, in grado di associare flessibilità per le aziende e sicurezza per i lavoratori.”


Per tutti coloro che sono interessati ad approfondire l’iniziativa:
www.osservatoriolavoro.it

AGROALIMENTARE - Il 28 ottobre i lavoratori lombardi in piazza a Bergamo 

27/10/2017

Contro il caporalato; per un sistema pensionistico più equo e il riconoscimento dello status di lavoro usurante ai braccianti agricoli, ai lavoratori forestali, della bonifica, della pesca e dell’agroalimentare; per progetti di rilancio della filiera agroalimentare; contro il dissesto idrogeologico. I lavoratori del settore agricolo e dell’industria alimentare lombardi si preparano a scendere in piazza sabato 28 ottobre a Bergamo per la manifestazione organizzata dalla Fai Cisl Lombardia nell'ambito della giornata di mobilitazione nazionale per chiedere maggiori tutele e attenzione ai bisogni delle donne e degli uomini che lavorano lungo tutta la filiera Agro-Alimentare-Ambientale. Sono circa 150mila i lavoratori del settore in Lombardia. 

“Il mese di ottobre ha visto Bergamo ospitare il G7 dell’Agricoltura - ricorda Massimiliano Albanese, segretario generale della Fai Cisl Lombardia - dove si sono affrontati diversi temi dalla sicurezza alimentare alla gestione dei rischi in agricoltura; dalla necessità di produrre di più con meno e, allo stesso tempo, sprecare meno cibo; fino a confrontarsi sull’importanza della lotta ai cambiamenti climatici, in molti casi responsabili di fenomeni migratori difficilmente controllabili”. “Accanto a queste importanti “tematiche globali” - aggiunge - pensiamo che l’Italia e le sue istituzioni debbano, allo stesso modo, dare priorità e risposte concrete ai tanti problemi del mondo del lavoro agricolo, della filiera agro-alimentare  e del sistema di welfare pubblico”.

La manifestazione a Bergamo si concentrerà tra le 9.30 e le 12.30 davanti alla Prefettura, dove verrà distribuito materiale informativo della campagna di raccolta firme a sostegno della piattaforma sindacale promossa dalla Fai Cisl nazionale, che punta a ottenere risposte concrete per i lavoratori del settore Agro-Alimentare-Ambientale.

“Chiediamo nuove e più sostenibili regole pensionistiche - dice ancora Albanese - attraverso il riconoscimento dello status di lavoro usurante ai braccianti agricoli, ai lavoratori forestali, della bonifica, della pesca e dell’agroalimentare. Riteniamo che serva un patto generazionale che favorisca l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, e allo stesso tempo dia garanzie per una pensione adeguata a chi esce dal mercato del lavoro; chiediamo il rilancio della produttività e meno tasse sul lavoro per realizzare vera coesione sociale e favorire l’aumento dei consumi; rivendichiamo ammortizzatori sociali rafforzati e davvero universali; chiediamo un più incisivo contrasto contro il fenomeno del caporalato e l’approvazione di un piano nazionale straordinario contro il dissesto idrogeologico”. 

CASSA INTEGRAZIONE – E’ stabile in Lombardia nel 2° e 3° trimestre 2017

03/11/2017

L’economia lombarda sta gradualmente uscendo dalla crisi. Lo conferma anche l’elaborazione condotta dal dipartimento Mercato del Lavoro Cisl Lombardia sulla base dei dati Inps relativi al 2° e 3° trimestre 2017. In termini generali la cassa integrazione è stazionaria (13.711.118  di ore nel 2° trimestre, 13.727.883 nel 3°), anche se si registrano significative differenze interne legate alle tipologie di cassa integrazione, ai territori e ai settori.

“I dati mostrano una graduale e progressiva uscita dalla crisi dell’industria manifatturiera lombarda - commenta Mirko Dolzadelli, segretario regionale Cisl Lombardia con delega al Mercato del lavoro -. Si conferma il cauto ottimismo segnalato nel corso dell’anno e si evidenzia l’avvio di una fase di ripresa e di un migliore utilizzo delle politiche passive”.

La cassa integrazione ordinaria si riduce in tutta la Lombardia - tranne nei territori di Milano e Lodi – ed il calo è dovuto per più dell’80% al miglioramento congiunturale dei settori metalmeccanico e chimico, seguiti dai settori edile e cartai poligrafici. A Milano e Lodi si registra invece una crescita della cassa ordinaria nel settore moda e nel metalmeccanico. Quest’ultimo ha un andamento contraddittorio, che vede un miglioramento complessivo nella regione e insieme un peggioramento nel territorio di Milano.

La cassa integrazione straordinaria registra un aumento totale delle ore dovuto in particolare ai settori metalmeccanico e chimico che hanno entrambi un incremento di circa 1 milione e 200mila ore di cassa straordinaria. In particolare il peggioramento si registra nei territori di Milano e Bergamo. L’incremento totale della cigs resta contenuto grazie al calo significativo registrato nel settore moda.

L’incidenza della cassa integrazione in deroga sul totale è bassa, meno del 10%. L’unica variazione significativa in termini assoluti è registrata nei settori commercio e agro-alimentare.

I settori maggiormente interessati da un peggioramento sono il chimico e in modo meno marcato il settore cartai poligrafico, entrambi soprattutto per l’andamento della cassa straordinaria nel territorio di Bergamo.

 

ARTIGIANI - Oltre 180mila lavoratori lombardi in attesa del contratto

14/11/2017

Sono oltre 180mila i lavoratori lombardi delle imprese artigiane in attesa del rinnovo della parte economica del Contratto collettivo regionale di lavoro, scaduto nel dicembre 2014.

Nonostante le ripetute dichiarazioni sull'importanza del ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori per lo sviluppo e crescita delle aziende, le associazioni artigiane lombarde si rifiutano di avviare la trattativa richiesta dai sindacati di categoria.
Il mancato rinnovo contrattuale è lesivo della dignità delle  lavoratrici e dei lavoratori dei diversi settori dell’artigianato lombardo:  metalmeccanici, tessili, abbigliamento e calzature, acconciatura ed estetica, ceramica, lavanderie, pulizie, legno e arredamento, istallazioni impianti, alimentaristi, panettieri, grafici, chimici, gomma-plastica, lapidei.

Negare il diritto alla contrattazione decentrata di II livello, contrapponendola strumentalmente alla contrattazione nazionale,  dimostra quanto sia ostile il comportamento delle associazioni artigiane nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori ed è sintomatico del livello di miopia negoziale.

Per denunciare la gravità della situazione e l’urgenza dell’avvio delle trattative, le Federazioni di categoria Cgil Cisl Uil che rappresentano lavoratori dell'artigianato hanno organizzato iniziative di protesta davanti alle aziende dei presidenti di Confartigianato e di Cna della Lombardia, Andrea Massetti e Daniele Parolo. 

Giovedì 23 novembre si terranno quindi due presidi, dalle ore 7.30 alle 12, davanti alle aziende dei presidenti di Confartigianato (La Compagnia della Stampa, viale industria 19 Roccafranca - BS) e Cna (Parolo Revisioni autofficina di Via Lario 12 Gallarate VA).

AMBIENTE - Lombardia, obiettivo - 41 percento Pm10 entro il 2015

26/09/2012

 

Si è aperto con una buona notizia il primo Forum degli Stati generali dell'aria in programma oggi e domani a Palazzo Pirelli. L'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, ha infatti spiegato che "la qualità dell'aria, come dimostrano cifre inconfutabili, in Lombardia sta poco a poco migliorando". Da una prima proiezione redatta partendo dai dati Arpa risulta infatti che "continuando ad applicare le misure adottate in questi anni appunto, nel 2015 si avrebbe una riduzione di pm10 compresa tra il 12 e il 26 per cento. Gli ossidi di azoto si ridurrebbero tra il 15 e il 34 per cento mentre i composti organici volatili tra il 10 e il 17 per cento". Da questa semplice considerazione deriva la determinazione di Regione Lombardia nell'andare avanti sulla strada intrapresa, rendendo ancora più protagonisti Enti, Associazioni e cittadini del loro ambiente di domani. Un momento di lavoro che fornirà spunti che confluiranno nel Piano regionale sulla qualità dell'aria (Pria) che la Regione si appresta a varare. E la Lombardia non si è voluta far trovare impreparata all'appuntamento ed ecco quindi i risultati - positivi - presentati stamani, di un'ulteriore proiezione che tiene conto di alcune delle misure proposte nel Pria. "Nel 2015 il miglioramento di emissioni di Pm10 si aggira tra il 25 e il 41 per cento - ha spiegato Raimondi -. Per gli Ossidi di azoto siamo tra il 26 e il 48 per gli Ossidi di azoto mentre per i Composti organici volatili tra il 12 e il 19 per cento. "Sono dati importanti - ha sintetizzato Raimondi - che vanno guardati con attenzione non solo a livello locale, ma anche nazionale. Occorre che tutti facciano la propria parte dal singolo cittadino, al Comune, alla Regione fino al Governo che deve fare qualcosa al più presto varando un piano nazionale che dia indicazioni precise valide per tutte le Regioni, per i Comuni e per la Province perché tutti possiamo, ogni giorno, fare qualcosa di più per vivere meglio. Se è vero che tutte le misure adottate per migliorare la qualità dell'aria hanno un costo non è vero che sono in contrasto con la crescita economica. La stessa Commissione Europea ha sottolineato che la via d'uscita dalla crisi passa, necessariamente, dalla sostenibilità che non è solo finanziaria, ma anche ambientale. Numerosi indicatori dicono infatti che in periodi di forte crescita economica, alcuni fattori inquinanti sono scesi, per esempio il biossido di zolfo è sceso di oltre l'80 per cento  egli anni 2000. Il Programma regionale per la qualità dell'aria (Pria) può così diventare anche un volano per l'economia della regione. Una volta approvato, infatti, sarà il riferimento di tutta la programmazione regionale in materia e consentirà un'ottimale pianificazione degli interventi e delle misure da applicare al territorio. Grazie all'analisi dello stato attuale e delle fonti emissive, mette a fuoco, con ancora maggiore dettaglio dei Piani precedenti, gli ambiti su cui agire e fornisce quindi gli indirizzi validi per la Regione Lombardia nel suo complesso. (fonte AGENORD)

LAVORATORI LEGNO E LAPIDEI - Protesta per il mancato rinnovo del contratto regionale

14/11/2017

FENEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, CGIL, CISL, UIL LOMBARDIA DENUNCIANO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO REGIONALE ARTIGIANI LEGNO e LAPIDEI E ORGANIZZANO DUE PRESIDI IL  23 NOVEMBRE 2017, DALLE 7,30 ALLE 12,00, DAVANTI ALLE AZIENDE DEI PRESIDENTI REGIONALI DI CONFARTIGIANATO E CNA: VIA LARIO 12 - GALLARATE (VA) -  VIALE INDUSTRIA 19  -  ROCCAFRANCA (BS).

Di fronte al blocco negoziale dei CCRL Lombardia, imposto dalle associazioni artigiane, le Segreterie Regionali di FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL  della Lombardia, unitamente a CGIL CISL UIL LOMBARDIA e CON IL SOSTEGNO DI TUTTE LE CATEGORIE in attesa di rinnovo del contratto regionale, richiamano alla responsabilità i Presidenti Regionali della Lombardia di CONFARTIGIANATO e CNA, protestando davanti alle loro aziende per denunciare la gravità della situazione e l’urgenza dell’avvio  delle trattative.

Le Federazioni di CGIL - CISL - UIL della Lombardia, per rafforzare l’iniziativa finalizzata al rinnovo di tutti i sei contratti regionali del settore artigiano, scaduti nella parte economica il 31.12.2014, sostengono appieno la scelta delle categorie FENEAL, FILCA, FILLEA di organizzare due presidi il prossimo 23 novembre. Condividono l’utilità della mobilitazione per ottenere una concreta apertura dei tavoli del confronto al fine di rinnovare i contratti regionali Legno e Lapidei ormai da tempo presentati alle controparti. Il valore generale di tale iniziativa sarà sostenuto attraverso la partecipazione ai presidi delle delegazioni territoriali e regionali da parte di tutte le confederazioni e delle categorie interessate al rinnovo dei  CCRL di oltre 180.000 lavoratori e lavoratrici lombarde delle imprese artigiane. 

FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL LOMBARDIA, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori del settore, denunciano il mancato rinnovo del CONTRATTO REGIONALE ARTIGIANI LEGNO E LAPIDEI scaduto il 31 dicembre 2014.
Dopo l’incontro con le controparti, il 7 marzo scorso, è calato il silenzio nonostante i ripetuti appelli delle OOSS rivolti anche ai Presidenti Regionali di CONFARTIGIANATO, CNA, CLAAI E CASA.

FENEAL UIL FILCA CISL FILLEA CGIL LOMBARDIA ritornano a protestare per la mancanza di rispetto degli impegni presi dalle Associazioni Artigiane a seguito della mobilitazione del 16 febbraio scorso 
Secondo i dati forniti dagli Osservatori, il settore è in netta ripresa, come si è visto anche dal successo del Salone Internazionale del Mobile 2017, che ha registrato risultati positivi in termini di ordini e fatturati. L’Italia è il secondo Paese produttore in Europa e il quarto nel mondo in questo settore, ora si tratta di riconoscere a lavoratrici e lavoratori la loro quota di aumento salariale. 

Il mancato rinnovo contrattuale è lesivo della dignità dei 12.750 addetti del legno e dei 5.000 addetti nei lapidei che lavorano senza rinnovo del Contratto Regionale dal 2015 nelle 3.516 aziende lombarde e del Contratto Nazionale dal 2016.

Negare il diritto alla contrattazione decentrata di II livello, contrapponendola strumentalmente alla contrattazione nazionale, evidenzia una miope ostilità delle controparti, a tutti i livelli, nei confronti dei diritti delle lavoratrici e lavoratori del settore artigiano.  
 

(AGIELLE) - LOMBARDIA: CISL-ARTIGIANATO, NUOVI CONTRATTI PER 180MILA

13/01/2014

(AGIELLE) - MILANO - In Lombardia anche i lavoratori dell'artigianato avranno il salario di produttività e un fondo di welfare per le prestazioni di carattere sociale e sanitario integrative. Queste le due importanti novità frutto della stagione di rinnovi contrattuali regionali che interessa ben 180mila lavoratori lombardi, a 13 anni dall'ultima tornata di contrattazione regionale. Si sono infatti definitivamente conclusi i rinnovi contrattuali dei 7 comparti che caratterizzano il settore artigianato anche nella nostra regione (metalmeccanico, chimico, tessile, grafico, legno, alimentare e acconciatori) e che per tutto lo scorso anno hanno visto una intensa attività negoziale. "Il sindacato lombardo e la Cisl hanno davvero realizzato un risultato storico. Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto con tenacia e pazienza, ancora più importante se pensiamo alla fase di crisi economica in cui siamo – commenta Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia -.  Questi nuovi contratti hanno rilanciato fortemente in Lombardia l'azione della contrattazione decentrata, che non è in crisi e sta vivendo una nuova stagione di qualità”. “Quanto realizzato riguarda un numero di dipendenti pari a tre  volte quelli della Fiat – aggiunge - . Questo la dice lunga sull'importanza del risultato e su quanta attenzione crescente dobbiamo dare al mondo delle piccole e medie imprese”. I rinnovi contrattuali hanno dovuto tener conto della fase di difficoltà economica che il settore attraversa. A tal fine sono state individuate misure che hanno permesso di combinare le esigenze di maggiore flessibilità per le imprese con il riconoscimento di risultati per i lavoratori. Due sono le innovazioni particolarmente significative negoziate in questi contratti: l'introduzione per la prima volta nel settore artigiano di un salario di produttività (i singoli premi hanno un valore minimo e massimo calcolato secondo parametri produttivi), a sua volta detassato secondo le recenti normative in materia, e la costituzione nel corso del 2014 di un fondo di welfare contrattuale a favore dei lavoratori, alimentato con un versamento che varrà 60 euro su base annua, che permetterà di erogare anche agli artigiani prestazioni di carattere sanitario o sociale integrative. “Come Cisl siamo particolarmente soddisfatti per avere rivendicato e ottenuto importanti novità che saranno molto utili per i lavoratori – sottolinea Petteni -. La mutualità e la bilateralità sono sempre più lo strumento moderno con il quale dare risposte e sostegni a chi lavora. Il salario degli artigiani sarà inoltre incrementato nel 2014 dopo anni di stagnazione. Ci aspettiamo infine da Regione Lombardia una grande attenzione e un appoggio concreto a quanto nell'artigianato le parti sociali stanno realizzando". - (agiellenews.it)

Violenza donne - in Lombardia solo 10 lavoratrici hanno chiesto il congedo retribuito

22/11/2017

Sono state meno di 10 le lavoratrici dipendenti del settore privato che hanno richiesto il congedo retribuito per vittime di violenza, ossia che hanno usufruito della possibilità, introdotta dal d.lgs. 80/15 (attuazione del Jobs Act) di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di tre mesi in cui comunque viene garantita una indennità pari al 100% della retribuzione. E' quanto emerge da un'elaborazione condotta dal Coordinamento donne della Cisl Lombardia.

“Il dato sull'utilizzo dei congedi è sconfortante, a fronte di 5.200 donne che nel 2016 si sono rivolte ai centri antiviolenza – commenta Angela Alberti, responsabile del Coordinamento Donne Cisl Lombardia -. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è un appuntamento importante per ribadire il nostro impegno, come sindacato, affinché tutte le donne che potenzialmente potrebbero usufruire di questo strumento lo conoscano e siano messe nelle condizioni di utilizzarlo. Oltre a diffonderne la conoscenza, la Cisl sta operando affinché questo strumento venga potenziato, per esempio prolungandolo”.

Per poter usufruire del congedo per vittime di violenza occorre avere un rapporto di lavoro in corso di svolgimento ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio.

“Grazie all'impegno del sindacato – prosegue Alberti - già ora, in diversi contratti sia di livello nazionale che aziendale, è previsto un prolungamento di questo congedo, flessibilità della sua fruizione, valutazione prioritaria delle richieste di trasferimento delle donne vittime di violenza”. “Siamo anche impegnate - aggiunge - affinché venga esteso ad alcune categorie di lavoratrici che oggi non ne beneficiano, ad esempio le lavoratrici domestiche”.

SANITA' - Sindacati contro i 1500 tagli del settore privato

27/09/2012

 

I sindacati (CGIL FP, CISL FP e UIL FPL) hanno annunciato la loro dura presa di posizione contro i tagli annunciati nel settore lombardo della sanità privata. Questo il testo: "La mannaia dei tagli al servizio sanitario, anziché colpire gli sprechi, la giungla degli appalti, congegnata anche per ridurre ulteriormente i costi del lavoro, e il sistema delle forniture, per avviare un serio ed efficace intervento di riqualificazione della spesa pubblica, si abbatte impietosamente sul diritto alla salute dei cittadini  e sulla tenuta dei livelli occupazionali del settore. Dopo aver accumulato consistenti profitti e raddoppiato i posti letto,  a discapito degli ospedali pubblici, nel corso dell’ ultimo decennio, oltre ad aver congelato le retribuzioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici, negando loro il rinnovo del CCNL, scaduto nel lontano 2007,  gli imprenditori della sanità privata accreditata, a conclusione della riunione riservata con i vertici del Pirellone sui tagli alla spesa sanitaria varati dal Governo Monti e inaspriti dalla Giunta Formigoni, privi di ogni scrupolo vanno al contrattacco, sbattendo in prima pagina 1500 licenziamenti. Di fronte ai vergognosi fenomeni di corruzione e alle truffe che imperversano  nel  sistema sanitario locale, al centro di numerose indagini della Magistratura, riteniamo inaccettabile  l’annuncio lanciato a mezzo stampa di eliminare con un colpo di spugna 1500 lavoratori e lavoratrici. Se gli effetti dei tagli al servizio sanitario dovessero tradursi in tagli di posti di lavoro e in disoccupazione, così come è stato minacciato, CGIL FP – CISL FP – UIL FPL di Milano metteranno in campo con determinazione tutte le iniziative di contrasto, affinché la crudele mattanza sociale non abbia mai inizio".

 

CISL - Andrea Donegà, nuovo segretario generale Fim Lombardia

27/11/2017

Andrea Donegà, 36 anni, nato a Como e residente a Lurago d’Erba, è il nuovo segretario generale della Fim Lombardia, il sindacato dei metalmeccanici della Cisl. L'elezione è avvenuta questa mattina al Refettorio Ambrosiano di Milano Greco, dove si è riunito il consiglio generale dell'organizzazione che in Lombardi conta oltre 50mila iscritti. Donegà sostituisce Enrico Civillini. Con lui in segreteria è stato riconfermato Emanuele Fantini.

"La crisi non è ancora finita ma vogliamo cogliere i segnali di ripresa, che ci sono, per un rilancio della contrattazione aziendale imprimendo il forte marchio della Fim - dichiara il neo-segretario generale della Fim Lombardia -. I cambiamenti tecnologici in atto richiedono un sindacato preparato, in grado di valorizzare il lavoro delle persone e rilanciare la produttività delle imprese, via principale per incrementare i salari". "Vogliamo essere capaci di proposte innovative e coraggiose che sappiano aggregare ancora le persone in un progetto comune di prospettiva e speranza che, considerando i cambiamenti demografici epocali in atto, tenga insieme previdenza, giovani, lavoro e welfare -prosegue -. Continueremo a lavorare per dare un nostro contributo sull’ alternanza scuola-lavoro, tema sul quale abbiamo costruito un progetto a cui hanno già aderito 20 scuole, 32 classi per un totale di più di 700 ragazzi e una trentina di aziende in tutta la Regione". Per la Fim Lombardia scuola e impresa devono essere sempre più interconnesse, "per contrastare la disoccupazione giovanile -conclude Donegà - e risolvere la questione dello skill mismatch per dare prospettive occupazionali ai ragazzi e rispondere al bisogno di competenze che le imprese richiedono".

Classe 1981, Andrea Donegà convive con Francesca ed è papà di Samuele, Tommaso e Carlotta rispettivamente di 5, 3 anni e 8 mesi. Laureato in Sociologia, ha lavorato per qualche tempo con contratti precari e successivamente come educatore, sulla spinta delle diverse esperienze di volontariato, con l’associazione di don Gino Rigoldi, negli orfanotrofi della Romania con i bambini abbandonati.

L'impegno sociale, sviluppato in quegli anni, è diventato lo stimolo per iniziare nel 2007 l'avventura sindacale nell’allora Cisl di Como, che stava aprendo le porte a giovani provenienti dall’associazionismo e da percorsi scolastici, occupandosi prima di Inas e Anolf e poi di lavoratori atipici. Nell'aprile del 2010 è passato alla Fim Cisl di Bergamo dove, nel dicembre 2014 è stato eletto nella segreteria provinciale. Da marzo 2015 ha ricoperto anche il ruolo di Coordinatore nazionale dei giovani della Fim Cisl, con i quali ha organizzato due campi scuola-lavoro nei terreni confiscati alla camorra nel casertano. Il 16 dicembre 2015 è stato eletto nella segreteria regionale della Fim Cisl Lombardia e il 12 maggio scorso è stato riconfermato dal 10° congresso della Fim Cisl Lombardia segretario regionale.

 

SIGLATO PROTOCOLLO FAI-ADICONSUM - Per iscritti Numero Verde dedicato 

30/11/2017

Un patto associativo che rinsalda le sinergie tra Fai Cisl e Adiconsum e garantisce migliori tutele agli associati alla Categoria. Questo il senso del protocollo siglato oggi a Roma tra la Federazione agroalimentare-ambientale e l'Associazione a difesa dei consumatori promossa dalla Cisl: intesa che mira a valorizzare comuni sensibilità e mettere in campo strumenti nuovi per dare assistenza agli iscritti, sostenendone scelte di consumo attente e consapevoli.

A tal fine Adiconsum si impegna a fornire informazione e assistenza che supporti l'associato in tutti i settori del consumo anche mediante un numero verde dedicato. Il servizio di assistenza, tra l'altro, orienterà e avvierà il lavoratore lungo le fasi delle procedure di conciliazione per la risoluzione delle controversie.

Con questo protocollo - afferma il Presidente Adiconsum, Carlo De Masi - mettiamo a disposizione la nostra competenza ed esperienza, offrendo servizi dedicati e personalizzati a tanti lavoratori per i quali vogliamo essere riferimento e presidio di tutela al consumo. Con questo patto vogliamo anche rafforzare la vicinanza di intenti tra sindacato e associazionismo consumeristico, così da esaltare i nostri rispettivi ruoli nell'azione di prossimità rivolta ai lavoratori e ai cittadini tutti.

Estendiamo e rafforziamo le tutele ai nostri lavoratori - sono le parole del Segretario Generale Fai Cisl, Luigi Sbarra - consolidando la sinergia con il mondo del consumerismo e in particolare con un’Associazione vicina ai valori Fai e Cisl come Adiconsum. Un passo importante verso quel sindacato innovativo e inclusivo, che vuole accompagnare l'associato dentro e fuori i luoghi di lavoro, difendendo i diritti della persona e della sua famiglia.


 

REDDITO DI INCLUSIONE - Funzionerà solo se adeguatamente supportato

06/12/2017

Il Reddito di inclusione interesserà, si stima, circa 18mila famiglie lombarde e contrasterà effettivamente la povertà solo se adeguatamente supportato. A partire da risorse regionali dedicate, aggiuntive al finanziamento nazionale, per sostenere l'utilizzo della misura e più efficacemente rispondere ai bisogni di persone e di famiglie che vivono in Lombardia e si trovano in condizione di grave deprivazione economica e sociale. E’ quanto emerso questa mattina nel corso del convegno “Il contrasto alla povertà in Lombardia”, organizzato da Acli Lombardia, Actionaid, Aggiornamenti Sociali, Anci Lombardia, Azione Cattolica di Lombardia, Banco Alimentare Lombardia, Caritas Lombardia, Cisl Lombardia, Cgil Lombardia, Confcooperative Lombardia, Inps Lombardia, Società San Vincenzo de Paoli Lombardia, Uil Milano e Lombardia.

In vigore dal 1° dicembre, perché il ReI possa risultare efficace, occorre un importante investimento sulle infrastrutture dei servizi del territorio, di pari passo con un’effettiva interazione tra le diverse politiche sociali, sanitarie, del lavoro, della formazione e abitative, così come attraverso una reale collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali, Regione, Comuni, l'Inps, e tra questi e i soggetti del terzo settore e ed i rappresentanti del mondo del lavoro. 

In considerazione degli impegni che derivano dall'attuazione del Rei in Lombardia, sindacati e  associazioni e cooperative auspicano un confronto con la Regione per la definizione del Piano regionale di contrasto alla povertà, ai fini della individuazione delle misure di rafforzamento del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, e delle modalità di collaborazione e di cooperazione tra servizi sociali, enti, pubblici e del privato sociale, per l’inserimento lavorativo, l'istruzione, la formazione le politiche abitative e la salute.

Punto di partenza del confronto sulle strategie per un’efficace inclusione sociale i risultati del monitoraggio lombardo dell’attuazione del Sia, il Sostegno per l’inclusione attiva, a poco più di un anno dall’avvio su tutto il territorio. La misura di contrasto alla povertà ha coinvolto 91 aggregazioni di Comuni per la gestione dei servizi sociali (ambiti) su 98, vale a dire il 93% del territorio, e interessato 11.167 cittadini lombardi, su 26.657 che hanno presentato domanda. 

L’esperienza del Sia ha evidenziato alcuni elementi di fragilità e difficoltà di gestione dei servizi sociali territoriali, a partire dalla carenza di risorse umane dedicate: sono poco meno di 2.000 gli assistenti sociali che operano nei 1.523 comuni in Lombardia. Un numero limitato, rispetto ai potenziali beneficiari del Rei, stimati in 18mila nuclei familiari.

Il 42% degli ambiti, inoltre, non aveva l’équipe multidisciplinare per la presa in carico delle situazioni di povertà e quindi la definizione dei progetti. Non solo: su 91 ambiti che hanno partecipato al monitoraggio, solo 39 hanno attivato protocolli o accordi con i centri per l’impiego, solo 3 hanno attivato protocolli o accordi con uffici casa, solo 8 hanno attivato protocolli o accordi con servizi per i minori e scuole, solo 14 hanno attivato protocolli o accordi con centri formazione professionale.  Altro dato: il 41% degli ambiti ha promosso tirocini o borse lavoro fra gli interventi destinati all'inserimento lavorativo e alla work experience. 
Il monitoraggio sull’attuazione del Sia in Lombardia ha evidenziato inoltre difficoltà di integrazione tra le azioni degli ambiti e la gestione delle risorse del Piano operativo regionale.

Di seguito alcune sollecitazioni emerse questa mattina per un’efficace attuazione del ReI:

- La programmazione regionale dei servizi è necessaria perché il ReI si strutturi come livello essenziale delle prestazioni, a partire da una uniforme rete di punti di accesso, omogenee modalità operative per la valutazione multidisciplinare;

- L'investimento nelle infrastrutture ed il rafforzamento dei servizi sociali sul territorio saranno fondamentali per garantire lo sviluppo di percorsi di inclusione e riattivazione delle persone e delle famiglie.

- Con 1.523 comuni in Lombardia, di cui oltre il 50% sotto i 3.000 abitanti, sarà importante promuovere una gestione del ReI a livello di ambito, anche al fine di uniformare le modalità di accesso, i sistemi di valutazione, lo sviluppo di reti per l'interazione tra i servizi.

- Le Istituzioni devono assicurare il coinvolgimento degli enti del terzo settore, delle parti sociali, delle forze produttive del territorio e della comunità per promuovere e realizzare al meglio gli interventi di lotta alla povertà e i percorsi di accompagnamento verso l'autonomia. 

- L'attuazione del Rei in Lombardia rappresenta occasione per rilancio del percorso di mappatura delle prestazioni sociali erogate, ovvero dell'attuazione dell'evoluzione del casellario assistenziale ora Siuss (sistema informativo unico servizi sociali)

Sarà impegno a proseguire il lavoro di rete tra le realtà che hanno promosso il convegno di oggi, a partire dall'attivazione dell'articolazione regionale dell'Alleanza contro la Povertà, quale laboratorio di approfondimento, riflessione e proposte  per seguire  l'attuazione del Rei in Lombardia.

CONTRASTO ALLA POVERTA' IN LOMBARDIA -  Lunedì 4 dicembre presentazione del Report del'Alleanza nazionale contro la povertà 

01/12/2017

Come ha funzionato il Sia, sostegno all'inclusione attiva, in Lombardia? Quali strategie mettere in campo per un'efficace attuazione del Reddito di inclusione? Lunedì 4 dicembre si tiene la presentazione del report regionale del progetto di ricerca di monitoraggio sull'attuazione del Sia (sostegno inclusione attiva) sostenuto dall'Alleanza Nazionale Contro la Povertà. Un evento organizzato da Acli Lombardia, Actionaid, Aggiornamenti Sociali, Anci Lombardia, Azione Cattolica di Lombardia, Banco Alimentare Lombardia, Caritas Ambrosiana, Cisl Lombardia, Cgil Lombardia, Confcooperative Lombardia, Inps Lombardia, Società San Vincenzo de Paoli Lombardia, Uil Milano e Lombardia.
“Il contrasto alla povertà in Lombardia. La sfida delle politiche di inclusione" è il tema della mattinata, che vedrà il confronto tra i principali attori che saranno impegnati all'attuazione della misura al contrasto alla povertà in Lombardia. Un appuntamento importante per avviare una riflessione sulla prossima applicazione del Rei (Reddito di inclusione attiva) nella regione.
Ai lavori parteciperanno: Luciano Gualzetti, delegato regionale Caritas Lombardia, Luca Fanelli, ActionAid Gruppo ricerca valutazione Sia, Attilio Rossato, presidente Acli Lombardia, Marco Magnelli, direttore Banco Alimentare Lombardia, Silvia Landra, presidente  Azione Cattolica Ambrosiana, Roberto Capellini presidente regionale Società San Vincenzo De Paoli, Giuliano Quattrone, direttore Inps Lombardia, Virginio Brivio, presidente Anci Lombardia, Valeria Negrini, presidente Federsolidarietà Lombardia, Marinella Magnoni, Cgil Lombardia, Paola Gilardoni, Cisl Lombardia, Clara Lazzarini, Uil Milano e Lombardia, Annamaria Parente, senatrice e relatrice della legge di introduzione del ReI.

Appuntamento lunedì 4 dicembre, dalle ore 9.30, a Milano presso la sede di Caritas Ambrosiana in via San Bernardino 4.
 

ACCORDO - Rinnovato patto associativo fra Adiconsum e Cisl Reti (Fistel e Flaei)

14/12/2017

È stato rinnovato il patto associativo tra ADICONSUM e CISL RETI, che rafforza le sinergie garantendo migliori tutele agli associati delle categorie rappresentate (FISTel e FLAEI Cisl). L’intesa vuole mettere in luce i valori comuni verso la diffusione di una cultura della legalità e della sostenibilità sociale ed economica, oltre a mettere in campo strumenti nuovi per assistere gli iscritti nelle loro richieste di sostegno, qualora siano state vittime di soprusi o di pratiche scorrette.

Adiconsum, a tal fine, mette a disposizione il servizio di assistenza per orientare gli associati FISTel e FLAEI attraverso le varie fasi della procedura di conciliazione per la risoluzione di eventuali controversie insorte con aziende fornitrici di beni e servizi.

Per gli associati è disponibile il Numero Verde 800 894191, per chi chiama da telefono fisso e un numero telefonico 06 44170244, per chi chiama da cellulare, attivi entrambi dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 e il venerdì dalle 9 alle 13. 

Siamo convinti che questo patto associativo - sottolinea il Segretario generale della FLAEI, Carlo Meazzi - ampli le opportunità che il sindacato mette a disposizione dei lavoratori e delle loro famiglie per raggiungere una tutela complessiva e sempre più avanzata nella gestione responsabile e oculata di beni e servizi, cui oggi sempre più diffusamente si ricorre. L’intesa risponde ad un sentire comune, che si estrinseca sempre più nel sociale.

Il patto associativo rinnovato con Adiconsum – ribadisce Vito Antonio Vitale, Segretario generale FISTel Cisl – costituisce un tassello importante per una protezione sociale sempre più diffusa a favore dei lavoratori delle aziende e delle famiglie. Ampliare la gamma dei diritti e delle tutele costituisce nell’attuale fase economica un elemento di grande rilievo, poiché fa leva sulla consapevolezza del consumatore e sulla sua capacità di essere soggetto attivo nei rapporti con le imprese di servizio.

Con questa rinnovata intesa - afferma il Presidente di ADICONSUM nazionale, Carlo De Masi – offriamo servizi dedicati e personalizzati ai tanti lavoratori iscritti a CISL RETI. Costoro sono i primi consumatori. Vogliamo rappresentare insieme un presidio di tutela al consumo, competente e qualificato. Con questo patto associativo intendiamo, inoltre, rafforzare la vicinanza di intenti tra sindacato degli iscritti ed associazionismo consumeristico, il cui fine è la salvaguardia delle loro famiglie.
 

CCNL UNIONCHIMICA-CONFAPI - C’è l'accordo sugli scostamenti inflattivi

01/12/2017

I sindacati di settore Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil hanno sottoscritto a Roma, insieme ai rappresentanti di Unionchimica Confapi, un importante accordo sull’articolo 78 del CCNL, relativa alla verifica salariale dovuta agli scostamenti inflattivi.
Nell’intesa la decisione dei sindacati e dei rappresentanti dell’associazione datoriale di corrispondere, ai lavoratori di tutti i settori coinvolti nel CCNL (chimica, concia e settori accorpati, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro), la tranche di aumento salariale prevista per gennaio 2018, così come da rinnovo del CCNL, e di rinviare il confronto alla verifica successiva prevista per giugno 2018, al fine di valutare l’andamento complessivo degli scostamenti inflativi dei vari settori.
Una decisione questa figlia della responsabilità, della consapevolezza e dell’autorevolezza di un sistema di relazioni industriali in grado di governare un complesso sistema di settori e capace di comprenderlo fino in fondo e di valorizzarlo. Una importante presa di responsabilità di tutti gli attori coinvolti per salvaguardare al meglio il futuro di imprese e lavoratori.
“Questo accordo ha il merito di aver mantenuto i minimi salariali dei cinque settori del ccnl – ha espresso soddisfatta la segretaria generale Femca Cisl Nora Garofalo – così da proseguire sulla strada delle positive relazioni sindacali grazie alle quali è possibile raggiungere obiettivi comuni e soluzioni condivise, cosa che si auspica possa accadere anche sul tavolo del gomma plastica”.
 

SOLIDARIETA’ - Dieci cene di Natale al Refettorio Ambrosiano

14/12/2017

Non una, ma dieci “Cene di Natale” al Refettorio Ambrosiano. Grazie alla collaborazione con NGC Medical, il Refettorio Ambrosiano potrà offrire ai suoi ospiti durante le feste natalizie 10 cene speciali.

L’operazione partirà venerdì 22 dicembre, si concluderà martedì 9 gennaio e comprenderà il pranzo della vigilia, il 24 dicembre. 

Per tutto questo periodo, gli ospiti troveranno a tavola ricette e un servizio svolto dai volontari che, in sintonia con i principi e i valori anti-spreco e solidali cui si ispira il Refettorio Ambrosiano, sapranno far rivivere il clima natalizio anche a chi ne è escluso. 

«Al Refettorio Ambrosiano ogni persona è un ospite di riguardo e durante questi giorni di festa, i più difficili per chi si trova in difficoltà, troverà da noi un ambiente ancora più accogliente, grazie a questa nuova collaborazione tra il Refettorio Ambrosiano e una realtà produttiva che ha voluto restituire alla collettività il successo ottenuto, pensando alle persone che si trovano in una condizione di maggiore debolezza», spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.    

«Il 2017 è stato ancora un anno in crescita per NGC Medical e la conclusione vuole essere in linea con i risultati conseguiti e con lo spirito aziendale - afferma l’amministratore delegato di NGC Medical, Davide Arcidiacono -. Per questo NGC ha accolto con entusiasmo la proposta della Caritas Ambrosiana di supportare dieci cene destinate a cento commensali, da offrire a persone in difficoltà presso il Refettorio Ambrosiano. Per il management della Società è stata una occasione particolare per articolare in un campo differente la missione di NGC, che la vede costantemente impegnata a sostenere le attività volte al miglioramento della qualità della vita. E la possibilità di affiancarsi alla Caritas Ambrosiana è garanzia di operare a livello di eccellenza anche in questo settore. Lavorare per il cambiamento e l’innovazione non può prescindere dall’impegno a donare un sorriso a chi più è in difficoltà».


 

CISL MEDICI - Consegnate le Borse di studio del Premio "Giuseppe Garraffo"

04/01/2018

Si è svolta venerdi 15 dicembre, a Roma presso l‘auditorium della Casa per ferie dei Cappuccini, nel corso del Consiglio nazionale del sindacato Cisl Medici,la premiazione dei vincitori della Borsa di studio  2017 “Giuseppe Garraffo“,che annualmente la CislMedici nazionale  bandisce per i giovani medici.
Quest’anno  due giovanissime donne medico,dal brillante curriculum,sono risultate vincitrici: la dr.ssa Valeria Guglielmino di Roma e la dr.ssa Elena Esposti di Lodi, accomunate dal tema scelto “Giovani e sindacato”negli elaborati per partecipare al bando.
Il premio di 2.500 euro ciascuno è stato istituito dalla Cisl Medici nel 2012,in memoria e in onore del  nostro concittadino dr. Giuseppe Garraffo, rifondatore coraggioso e lungimirante della Cisl Medici ,che  negli anni’80  fece i suoi primi passi in Lombardia. Proprio a Crema e in ospedale  come urologo e a Montodine e a Moscazzano come medico condotto  il giovanissimo Garraffo  ha lavorato  con talento e dedizione. 
La sua proposta culturale innovativa  per i tempi ,di un impegno sindacale dei medici  nella Cisl, riconosciuta come  portatrice della cultura della solidarieta’, nasce dall’impulso etico che riconosce  nella relazione medico-paziente il valore aggiunto della professione medica, quale fondamento del rispetto della dignita’ della persona malata.
Queste le sue parole: “Se porteremo avanti la cultura della solidarieta’ in una societa’ che sembra per ora diversamente orientata, se riusciremo a porre al centro dell’intervento sanitario, del nostro intervento, l’uomo,la persona ammalata, non solo faremo un servizio ai medici e alla Cisl, ma anche alla nostra coscienza di uomini liberi impegnati nel sociale”.
In sua memoria  e a nome della Cisl Medici il premio e’stato consegnato  dalla dr.ssa Carlino, presidente della commissione giudicante,alle due giovanissime colleghe che, nei loro elaborati, auspicando nuove forme di comunicazione ai giovani da parte del sindacato, ne ricordano entrambe, citando papa francesco,la radice semantica: syn-dike ovvero unione per la giustizia,come risposta a un bisogno di eguaglianza e di equita’ nell’accesso al lavoro e alla salute.
 

GRUPPO UBI - Sottoscritto accordo di secondo livello anche per le società prodotto

12/01/2018

Dopo una lunga trattativa è stato definito il Contratto di secondo livello anche per le società prodotto del Gruppo Ubi Banca.

In merito all’intesa sottoscritta oggi in materia di progressiva estensione della contrattazione integrativa e del welfare di Ubi Banca ai dipendenti di IWBank, Prestitalia, Ubi Factor, Ubi Leasing e Ubi Pramerica, Riccardo Colombani – della Segreteria nazionale di First Cisl – ha dichiarato: “Aver finalmente ottenuto che gli 855 dipendenti delle società prodotto del gruppo Ubi abbiano lo stesso contratto integrativo dei 16.500 colleghi che operano in banca è certamente positivo. Ma il quarto gruppo bancario italiano non può nemmeno pensare di trattare altri lavoratori come figli di un dio minore e quindi vogliamo estendere il contratto anche ai 4.700 che arrivano da Banca Etruria, CariChieti e Banca delle Marche”.

“Nel definire tempi, criteri e modalità di applicazione del contratto aziendale ai dipendenti delle società prodotto – spiega Andrea Battistini, responsabile di First Cisl in Ubi – vengono facilitati anche i processi di mobilità professionale all’interno del gruppo e viene riconosciuta pari dignità a tutti i lavoratori del vecchio perimetro Ubi in materia di welfare. La prossima settimana discuteremo la posizione contrattuale dei lavoratori delle tre bridge bank e auspichiamo che da subito anche loro usufruiscano di tutte le previsioni aziendali”.

Il welfare aziendale del gruppo Ubi prevede una serie di agevolazioni per i dipendenti su temi aventi carattere sociale, come la previdenza integrativa, particolarmente significativa in termini di apporto aggiuntivo soprattutto per le fasce giovanili, i permessi per l’assistenza di famigliari ed alcuni contributi destinati alle famiglie monoreddito, che con l’accordo siglato oggi vengono applicati dall’1 marzo 2018 anche ai dipendenti delle società prodotto.

Comunicazione First Cisl Lombardia

 

CARITAS - Taive': nuovo servizio lava e stira a domicilio

16/10/2012

 

Le camicie si accumulano sulla cesta e non riesci a portarle dalla stireria sotto casa? Devi fare il cambio di stagione e hai bisogno di una mano per dare una rinfrescata al tuo guardaroba? Vuoi accorciare i pantaloni nuovi che hai appena comprato e non trovi nel quartiere chi lo può fare? Bene oggi puoi risolvere il problema con una semplice telefonata.
Le donne del laboratorio Taivè verranno direttamente a casa tua. Riceverai un servizio di qualità (tutte le lavoratrici hanno seguito corsi di formazione specifici). Pagherai un prezzo equo (il costo orario è pari a quello di mercato). E, inoltre, non alimenterai il lavoro nero: le donne sono regolarmente assunte da una cooperativa del circuito della Caritas Ambrosiana che, oltre a garantire per loro, paga i contributi previdenziali e assicurativi.
“et voilà!” è il nuovo servizio di stiro e piccola sartoria a domicilio per Milano proposto dal laboratorio Taivè voluto da Caritas Ambrosiana allo scopo di offrire un’occasione formativa e poi di lavoro alle donne kosovare, macedoni e romene conosciute nei campi rom di via Novara e Triboniano.
Le 18 donne, coinvolte nel progetto, hanno dapprima seguito un percorso di formazione che alternava lezioni di italiano con lezioni pratiche di piccola sartoria e faccende domestiche; in seguito, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite all’interno del laboratorio che nel frattempo era stato aperto e dove hanno potuto lavorare affiancate da maestre di cucito volontarie; infine hanno dato vita ad una cooperativa di lavoro.
Casalinghe per tradizione, queste donne, sono diventate lavoratrici, proprio scommettendo sulla loro propensione alla cura domestica, tramandata da generazioni.
Nel 2011 il laboratorio Taivè ha aperto i battenti a Lambrate, in via Carpi angolo via Wildt conquistando la fiducia già di una numerosa clientela nel quartiere. Ora, per ampliare il proprio bacino di utenti, ha deciso di accorciare ancora di più le distanze.
«”et voilà!” non è solo una trovata commerciale, speriamo indovinata, ma anche una nuova importante tappa di un percorso di emancipazione femminile che queste donne hanno compiuto nei molti anni della nostra conoscenza. - spiega suor Claudia Biondi, responsabile dell’area rom di Caritas Ambrosiana - In questo periodo le donne hanno fatto
passi da gigante e oggi sono riuscite a farsi apprezzare per la professionalità, l’accuratezza e la precisione del loro lavoro».
Il laboratorio, denominato “Taivè” (che significa filo in lingua romanì), è frutto di un articolato percorso promosso dalla Caritas Ambrosiana e dalla Cooperativa IES-Impresa Etica Sociale ed è stato reso possibile dal contributo nel corso del tempo di diverse istituzioni: prima il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha finanziato la prima annualità (2009-2010) nell’ambito del “Progetto Valore Lavoro” affidato alla Regione Lombardia e coordinato dalla Fondazione Ismu; poi la Caritas Italiana che, valutando positivamente i risultati della fase di start up, ha scelto di far proseguire l’esperienza. Inoltre il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cariplo.
Attualmente nel laboratorio Taivè sono impegnate 8 donne lavoratrici e una decina di volontarie.
Il servizio di “et voilà!” è disponibile sul territorio del Comune di Milano. Per richiederlo telefonare al numero 02.26822423
Il laboratorio Taivè è aperto dal martedì al sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

(AGIELLE) - COLDIRETTI: LOMBARDIA, MAFIA SALE SUL TRATTORE, SEQUESTRATI 50 TERRENI

13/01/2014

(AGIELLE) - MILANO - La mafia sale anche sul trattore. Secondo un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Anbsc, realizzata in occasione della firma, oggi a Milano, del piano “Mafia free” tra Regione, Comune, Ministero dell’Interno e Società Expo, in Lombardia sono stati sequestrati alla criminalità organizzata 50 terreni agricoli e fabbricati rurali in 29 comuni fra Milano, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Pavia, Sondrio e Varese. In totale sono 184 i centri dove lo Stato è intervenuto – spiega la Coldiretti regionale - delineando una “mappa della presenza mafiosa” che interessa, a livello di sequestri, il 12% del territorio lombardo e riguarda, per la maggior parte, appartamenti, ville, box, capannoni e attività commerciali. “La quantità dei beni confiscati – commenta Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – è da un lato un indicatore preoccupante di infiltrazioni nei nostri territori, dall’altro però è il segnale di una grande attività di indagine e di repressione. Gli investimenti del crimine organizzato sembrano puntare in particolare sul settore immobiliare residenziale, come dimostrano i dati dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati”. I 50 fra terreni agricoli e i fabbricati rurali sequestrati in Lombardia si trovano: 25 in provincia di Milano (a Bernate Ticino, Buccinasco, Cesano Boscone, Gaggiano, Milano, Nerviano, Rho, Sedriano e Segrate), 7 in provincia di Brescia (a Bovegno, Breno, Brescia, Calcinato, Capriano, Pezzaze e Soiano sul Lago), 7 nel Comasco (a Caslino D’erba, Erba, Lomazzo, Lurago d’Erba e Tavernerio), 4 nel Lecchese (Cesana Brianza, Costa Masnaga, Lecco e Olginate), 4 nel Pavese ( a Portalbera e Vigevano), 1 a Sondrio (Madesimo), 1 a Varese (Luino) e 1 a Bergamo (Berbenno). In totale in Lombardia sono 1.186 i beni sequestrati: si tratta della prima regione del centro nord e la quarta in Italia dopo Sicilia, Campania e Calabria. In provincia di Milano il 43% dei comuni (58 su 134) e in quella di Monza il 24% (13 su 55) è stata interessata dalla confisca di appartamenti, box, aziende, capannoni, attività commerciali e terreni agricoli riconducibili al crimine organizzato. La stessa cosa è avvenuta per quasi il 16% dei comuni bresciani (32 su 206), per il 13,5% di quelli in provincia di Varese (19 su 141), per il 10% in provincia di Como (16 su 160). Il 39% di tutti i 184 comuni dove si trovano beni confiscati è concentrato fra le province di Milano e Monza, il 25% riguarda la fascia prealpina fra Varese, Como e Lecco. L’asse Bergamo-Brescia pesa per un 23%, mentre l’area basso padana fra Mantova-Cremona-Lodi-Pavia incide per il 12%, mentre l’1% è in Valtellina.  - (agiellenews.it)

PUBBLICO IMPIEGO – Per rinnovare i contratti delle funzioni locali e della sanità pubblica il 5 febbraio presidio unitario sotto Palazzo Lombardia

31/01/2018

Lunedì 5 febbraio, dalle ore 10 alle ore 12 saremo in presidio unitario sotto Palazzo Lombardia (viale Restelli) per rivendicare che gli impegni presi a livello nazionale, anche dalle Regioni, con l’accordo del 30 novembre 2016 vengano rispettati. E dunque che le lavoratrici e i lavoratori delle Funzioni Locali e della Sanità pubblica possano vedere rinnovato un loro legittimo diritto, bloccato da 9 anni: il contratto nazionale di lavoro. I ritardi nel confronto sulle parti normative e l’assenza di indicazioni puntuali sulla parte economica dei due contratti sono irrispettosi delle legittime aspettative di queste lavoratrici e di questi lavoratori. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta deliberatamente rallentando l’integrazione agli atti di indirizzo che ci consentirebbe una rapida sottoscrizione dei CCNL della sanità e delle autonomie locali.
La ministra Marianna Madia nei giorni scorsi è uscita sulla stampa con rassicurazioni in merito ai rinnovi. Ma non è più il tempo di parole, i dipendenti pubblici chiedono fatti.
Per questo, anche in Lombardia, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, si mobilitano, come nel resto del Paese, con un presidio sotto la Regione, a cui chiediamo un incontro per concordare, sulla scia dell’accordo del 30 novembre, le modalità con le quali si indica ai comitati di settore e al Governo di lavorare nell’interesse dei dipendenti delle amministrazioni che rappresenta, nella comune volontà di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori e migliorare i servizi ai cittadini.
 

RICOLLOCAMI 2 - Mille disoccupati da formare e riavviare al lavoro

11/10/2012

 

- Mille disoccupati da formare e riavviare al lavoro: è questo l’obiettivo ambizioso del progetto «RicollocaMI 2», in partenza a Milano nei prossimi giorni, dopo i buoni risultati ottenuti lo scorso anno.

Sono coinvolti nell’intervento attori pubblici e privati: FormaTemp, ente bilaterale costituito sotto forma di libera associazione senza fini di lucro tra l’associazione di rappresentanza delle Agenzie per il lavoro (ASSOLAVORO), le organizzazioni sindacali dei lavoratori somministrati (ALAI-CISL, NIDIL-CGIL, CPO-UIL) e le tre Confederazioni sindacali (CGIL, CISL e UIL) per la formazione dei lavoratori in somministrazione a tempo determinato, AFOL Milano, azienda speciale provinciale con un ruolo attivo nel reclutamento dei potenziali utenti, la Provincia di Milano con un contributo economico a sostegno della stabilizzazione e le Agenzie per il Lavoro (Adecco, Agenziapiù, e-work, Gi-Group, Kelly Services, LAVORINT, Maxwork, Metis, Oasi Lavoro, Obiettivo Lavoro, Quanta, Randstad Italia, RISORSE e UMANA) che finanziano il progetto.

Quattro le fasi previste da «RicollocaMI»:

1) Una indagine approfondita sul mercato del lavoro locale con l’obiettivo di identificare le qualifiche professionali più richieste dalle imprese e le professionalità disponibili; questa indagine avverrà tramite l’analisi sugli avviati nell’ultimo anno e sarà curata dal Dipartimento di Statistica dell’Università Bicocca di Milano;

2) l’individuazione dei partecipanti al progetto: si calcolano circa 500 persone residenti o domiciliate in provincia di Milano che dovranno essere reclutate tra lavoratori o lavoratrici provenienti dalle liste di mobilità e fra i disoccupati con immediata disponibilità all’inserimento lavorativo;

3) l’offerta di servizi di formazione (per un totale di 100 ore) e accompagnamento al lavoro, capaci i primi di ridurre lo sfasamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dai lavoratori, i secondi di aumentare il grado di occupabilità dei singoli lavoratori;

4) il monitoraggio e la valutazione degli interventi per accompagnare il lavoratore nel suo percorso e a valutarne i risultati.

La realizzazione del progetto è possibile grazie alle risorse (oltre 1 milione di euro) provenienti dalle Agenzie per il Lavoro e attraverso FormaTemp, cui si aggiunge la disponibilità della Provincia di Milano di un plafond fino a 500.000 euro per incentivare le assunzioni alla fine dei percorsi di accompagnamento.

La formazione sarà realizzata secondo i criteri e le regole previste dal vademecum FormaTemp, che si pone da tempo come modello di best practice nella formazione per il lavoro in tutta Europa.

«RicollocaMi costituisce uno dei programmi anticrisi varati dalla Provincia per affiancare, anche alla luce della difficile congiuntura, i cittadini della Grande Milano - ha dichiarato il presidente Guido Podestà -. In tal senso, sono fiero del fatto che tale progetto rappresenti una sorta di incubatore di esperienze e contributi provenienti dalle agenzie, dalle università e dalle parti sociali. Questa collaborazione ci permette, infatti, di formare e di indirizzare verso un lavoro chi, purtroppo, l’ha perso. Mi riferisco, in particolar modo, a chi vive maggiori difficoltà nella ricerca di una nuova collocazione, poiché disoccupato o in mobilità. Dunque, una strada che intendiamo percorrere non solo per creare opportunità professionali ma anche per consegnare alle nostre imprese personale altamente qualificato».

«In particolare il contributo di AFOL Milano al progetto – ha aggiunto il presidente di AFOL Milano, Silvia Sardone, - prevede un intervento nella fase di reclutamento e presa in carico degli utenti e nello screening iniziale con valutazione delle competenze e motivazioni di ingresso. AFOL Milano, data l’esperienza e la professionalità maturata, individuerà la rosa di candidati a cui rivolgere la proposta di adesione al progetto e si occuperà di convocare gli utenti potenzialmente ammissibili, a cui illustrare obiettivi, contenuti e percorso progettuale».

Ai partecipanti verrà proposto di aderire a tutte le iniziative previste con la sottoscrizione di un Patto di Adesione al Progetto. AFOL Milano coinvolgerà i partecipanti in un percorso di analisi della motivazione e delle competenze iniziali finalizzato alla costruzione di un progetto personalizzato e concreto. I risultati emersi dall’indagine sul mercato del lavoro saranno utili anche per coinvolgere l’utente in attività coerenti con le sue competenze e con quelle richieste dal mercato del lavoro locale al fine ultimo di agevolare il suo ingresso nel mondo del lavoro. Uso di internet, lettura critica delle inserzioni, pianificazione della ricerca e gestione dei colloqui di selezione saranno alcune delle esperienze trasferite all’utente, che potrà essere selezionato da AFOL Milano o dalle Agenzie di Lavoro.

Le Agenzie per il Lavoro e AFOL Milano avranno come obiettivo l’inserimento lavorativo in aziende operanti in provincia di Milano, mentre la Provincia di Milano sosterrà il progetto riconoscendo un incentivo economico a quelle aziende che assumeranno gli utenti coinvolti. Tale incentivo varierà in base al sesso e alla tipologia di assunzione.

TESSILE - Nel 2012 calo del fatturato e 16mila posti di lavoro in meno

11/10/2012

 

Sistema Moda Italia, sulla base di previsioni effettuate in collaborazione con il Prof. Serati, Associato di Politica Economica presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC,  prevede che, nel 2012, l’industria del Tessile-Moda nazionale registrerà un fatturato in calo di almeno il -4,4%, portandolo a poco meno di 50,5 miliardi di euro (contro i 52,8 miliardi di euro del 2011). Ciò, soprattutto, in conseguenza del calo del -3,3% del mercato interno. Le stime iniziali, vista l’eccezionale turbolenza di questi ultimi mesi, sono state riviste sulla base delle valutazioni di un rappresentativo panel di aziende associate alla Federazione. I risultati del modello previsivo presentano un ‘segno negativo’ non solo del fatturato, ma anche di tutte le altre principali variabili economiche con cui si contabilizza l’andamento del settore Tessile-Moda. Unica eccezione è costituita dalle esportazioni (+0,7%), che - pur senza brillare, soprattutto a causa del ripiegamento delle vendite dirette nella Unione Europea - resteranno interessate da una dinamica positiva.           In particolare, l’export è stimato, nei dodici mesi, a circa 27,1 miliardi di euro, mentre l’import evidenzia, dopo un biennio di crescite molto sostenute, una contrazione del -7,3%, restando, comunque, su livelli superiori ai 18,8 miliardi di euro. A fronte delle suddette stime relative al commercio con l’estero, il saldo commerciale presenterà un deciso miglioramento (+25,5% rispetto al 2011), corrispondente a oltre 1,6 miliardi di euro, superando così gli 8,2 miliardi di euro. Peraltro, anche nel 2012 non si interromperà il ridimensionamento del settore in termini di aziende attive ed occupati. Le prime sono attese calare del -2,5% (ovvero di quasi 1.300 unità), mentre con riferimento agli addetti la contrazione prevista è di 16.088 posti di lavoro (-3,6%). “Un calo - commenta Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia - per dimensione e drammaticità sociale pari alla ipotetica sommatoria della perdita di 2 ILVA, che si aggiunge ai circa 70.000 posti di lavoro persi dal 2006 al 2011. Ciò nonostante, il settore ha contribuito e contribuisce in maniera significativa al pagamento della bolletta petrolifera, a tener alta la bandiera del made in Italy nel mondo e a dare lavoro a oltre 430.000 addetti”. Lo studio, in coerenza con le previsioni di accreditate istituzioni internazionali e del Governo italiano, per l’anno prossimo profila una possibile ripresa, qualora si riuscisse a realizzare un effettivo contenimento dei costi di produzione. “Se vero recupero ci potrà essere - conclude Michele Tronconi – ciò dipenderà da quanto si farà in termini di politica economica per contenere i costi di produzione, in primis sul fronte energetico. Un importante contributo potrà venire anche dall’accordo sulla produttività e dalle sue possibili ricadute sul rinnovo del contratto nazionale di categoria”.  (fonte AGENORD)

 

ASSOLOMBARDA-UBI BANCA: Occorre investire nel territorio

15/10/2012

Ubi Banca e Assolombarda presentano il Progetto “T2 Territorio per il Territorio”: un’iniziativa innovativa, studiata e strutturata con l’obiettivo di sostenere le imprese aderenti alla più importante associazione territoriale del sistema Confindustria. Il Progetto si realizza  in due fasi: l’emissione da parte di Ubi Banca di un prestito obbligazionario per un importo complessivo di 20 milioni di euro; la costituzione di uno specifico plafond, pari  a due volte l’ammontare nominale del prestito obbligazionario complessivamente sottoscritto. “In un contesto particolarmente difficile – ha dichiarato Francesco Iorio, Direttore Generale di Ubi Banca - il ruolo del nostro Gruppo è quello di stare sempre più vicino, sostenere e contribuire  alla crescita delle Pmi che operano nei nostri territori di riferimento. Il  progetto “T2 Territorio per il Territorio” è un’iniziativa pragmatica e concreta che permette di legare direttamente i risparmi delle famiglie e dei privati alle specifiche necessità delle imprese associate ad Assolombarda, in una vera azione di sistema. Soprattutto in questa fase economica, il Gruppo ha acquisito la consapevolezza che diventa ancora più urgente e necessario riuscire a trovare nuovi strumenti e canali che permettano al risparmio di diventare “motore propulsore” dell’economia del Paese. “La crisi è una sfida impegnativa sia per le imprese che per le banche. Soprattutto è l’occasione per ripensare ad un nuovo rapporto adeguato al mutare dei tempi che deve evolvere in modo da rafforzare da un lato la capacità competitiva degli istituti di credito e dall’altro accompagnare le imprese nel percorso verso un struttura finanziaria più robusta ed equilibrata. Il progetto “Territorio per il Territorio”- ha dichiarato Giorgio Basile, Vicepresidente Assolombarda per Finanza, Diritto d’impresa e Fisco - è stato costruito con queste finalità:  banca, imprese e privati di un territorio, in questo caso la Lombardia, investono insieme per far crescere le 5300 imprese di Assolombarda che operano sul territorio delle province di Milano, Monza e Brianza e Lodi. Un obiettivo ambizioso ma certamente conseguibile che vede fortemente impegnati Assolombarda e UBI Banca per favorire l’adeguato flusso di credito alle aziende, lavorando instancabilmente sulla qualità della relazione, quale fattore fondamentale per le decisioni di affidamento”. Le Obbligazioni, emesse da Ubi Banca, hanno taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola trimestrale, un tasso fisso lordo pari al 3,50% per il primo e secondo anno e, per il terzo anno, un tasso variabile pari al tasso euribor tre mesi aumentato dell’1% ; possono essere sottoscritte dal 15 ottobre 2012 al 30 novembre 2012, salvo chiusura anticipata o estensione del periodo di offerta. (Fonte Agenord)

METALMECCANICI -  Estese a tutti i lavoratori e ai loro familiari le prestazioni sanitarie di MètaSalute

31/01/2018

Con l'ultimo rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, MètaSalute, il Fondo sanitario integrativo del settore è stato esteso a tutti gli addetti e ai loro familiari, con costi totalmente a carico delle aziende.  Una conquista che in Lombardia riguarda circa 400mila addetti. 
Per approfondire le modalità di accesso alle prestazioni e ai rimborsi, la Fim Cisl Lombardia ha riunito oggi il suo consiglio generale regionale. 
“MètaSalute è stata una grande intuizione della Fim, frutto dei contratti nazionali del 2009 e del 2012 firmati insieme alla Uilm – ricorda Andrea Donegà, segretario generale Fim cisl Lombardia -. Ha già garantito, in questi anni di crisi, importanti coperture economiche ai metalmeccanici che vi hanno aderito e ai loro famigliari, dando una risposta a nuovi bisogni in linea con la solidarietà e la mutualità che da tempo antico il miglior sindacalismo ha portato avanti contribuendo, concretamente a difendere il sistema universalistico del nostro stato sociale”. 
MètaSalute consente di continuare ad accedere al sistema sanitario nazionale, che secondo la Fim Cisl Lombardia occorre salvaguardare e rafforzare, poiché garantisce i rimborsi dei ticket, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti. Consente inoltre di rivolgersi ai centri convenzionati, vedendosi riconosciuto dal fondo il pagamento  delle prestazioni secondo i massimali previsti. 
“Con l’ultimo contratto nazionale di categoria Federmeccanica Assistal, è diventato un diritto di tutti i metalmeccanici con il costo totalmente a carico delle imprese – sottolinea Donegà -. Si tratta per noi di un motivo di orgoglio: significa aver realizzato una forma di solidarietà e di democrazia economica”. “Tutti i lavoratori metalmeccanici, senza distinzione di reddito, hanno così diritto a ricevere prestazioni sanitarie - conclude –. Abbiamo così contribuito, grazie alla contrattazione, a rafforzare il “pubblico” e ad evitare che i più deboli siano esclusi due volte”.
 

SANITA' ED ENTI LOCALI - Oltre 300 lavoratori al presidio per il contratto organizzato dai sindacati

05/02/2018

Oltre 300 lavoratori della sanità lombarda e degli enti locali hanno partecipato questa mattina al presidio davanti a Palazzo Lombardia, organizzato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. 
In Lombardia sono circa 190mila i dipendenti pubblici che da 9 anni attendono il rinnovo del contratto. 
Alle 10.30 una delegazione sindacale ha incontrato l'assessore regionale all'Economia, Massimo Garavaglia. Al termine, Regione e sindacati  hanno siglato un protocollo d'intesa che impegna Palazzo Lombardia, da subito, a sostenere e facilitare il percorso di rinnovo contrattuale e della produttività regionale, nonostante il mancato finanziamento da parte del governo richiesto dagli enti locali e dalle Regioni.
Sindacati e  Regione hanno condiviso la necessità di superare il blocco delle procedure affinché il costo complessivo del personale sia pienamente finanziato “così da consentire – si legge nell'accordo - una piena contrattazione di secondo livello che si intende valorizzare e garantire”. “Si tratta – prosegue l'intesa - di togliere i vincoli in merito al costo complessivo del personale vigente in materia di sanità facendo prevalere l'equilibrio economico finanziario del sistema sanitario regionale”. 
Nel corso dell'incontro i sindacati hanno posto anche il tema del precariato, sottolineando la necessità di intervenire quanto prima a stabilizzare i contratti. Un'esigenza irrinunciabile per i 3.000 lavoratori coinvolti a livello lombardo e per il funzionamento dei servizi all'utenza. 
 

SICUREZZA SUL LAVORO - Al via campagna di assemblee nelle aziende metalmeccaniche. Dal 5 al 19 marzo

28/02/2018

Lavoratori metalmeccanici lombardi in prima linea per la salute e sicurezza sul lavoro. Nel 2017, nella sola industria lombarda si sono registrati 27.395 infortuni (su un totale di 95.207), di cui 58 mortali (su un totale 139), in aumento rispetto agli anni precedenti.
Dal 5 marzo parte una campagna straordinaria di assemblee nei luoghi di lavoro di tutta la regione, in vista dell’importante attivo con oltre mille delegati Rsu e Rls sulle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro che si terrà a Milano il prossimo lunedì 19 marzo presso l’aula magna dell’università Bicocca, alla presenza dei segretari generali nazionali di categoria Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Francesca Re David e Rocco Palombella. 

Nel corso delle assemblee in azienda  Fim, Fiom e Uilm della Lombardia discuteranno coi lavoratori i problemi aperti sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed elaboreranno proposte che diventeranno parte integrante di un documento che sarà presentato il 19 marzo. 

“I recenti infortuni mortali registrati in Lombardia impongono una riflessione profonda sui temi della salute e sicurezza sul lavoro e richiedono uno sforzo di rielaborazione di richieste e sollecitazioni da portare alla Regione, alla magistratura, l’Ats e l’Inail nonché di rivendicazioni contrattuali da integrare nelle piattaforme di contrattazione aziendale”, affermano Fim, Fiom e Uilm Lombardia. “Il contratto nazionale dei metalmeccanici ha prodotto importanti avanzamenti sui temi della salute e della sicurezza - aggiungono - che devono trovare cittadinanza in tutti i luoghi di lavoro per rendere più forti i lavoratori nella difesa dei propri diritti e rafforzando una condivisa e diffusa cultura della sicurezza”.
 

RICERCA DI PERSONALE - HR specialist iscritto al collocamento obbligatorio

23/02/2018

Segnaliamo un’interessante opportunità professionale ricevuta da Multinazionale americana, rivolta a Candidati iscritti al Collocamento Obbligatorio.

Chi fosse interessato, può inviare il proprio curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

HR SPECIALIST
Ruolo:
Il candidato/a verrà inserito all'interno della struttura Human Resources.
Avrà l'obiettivo di supportare l'implementazione e monitoraggio dei progetti e processi in area selezione, formazione, sviluppo ed organizzazione in collaborazione con il team HR dislocato in EMEA, oltre che a garantire una puntuale e scrupolosa gestione di tutte le pratiche inerenti l'amministrazione del personale.
 
Requisiti:
Precedente esperienza in ambito Risorse Umane nell'area amministrazione del personale, organizzazione, formazione e sviluppo
Il possesso di una Laurea in discipline Umanistiche/Economiche costituisce titolo preferenziale
Buona conoscenza lingua inglese
Buone capacità utilizzo PC (Office)
Capacità di lavorare in autonomia

Contratto:
Il candidato verrà inserito preferibilmente con contratto a tempo determinato, part-time (25h/w)
Sede di lavoro: Milano

RICERCA DI PERSONALE - Operatori contact center

02/03/2018

Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

OPERATORI CONTACT CENTER - URGENTE

Per conto Contact Center con sede in Milano, selezioniamo 50 Operatori di Call Center, i quali presteranno la loro assistenza nei settori bancario, viaggi, telecomunicazioni, energia. A seconda della commessa, sono richiesti qualifica, diploma, laurea, una buona conoscenza della lingua inglese; è imprescindibile possedere buona dimestichezza con il pc.

Un corso di formazione sarà propedeutico al successivo inserimento lavorativo.

Assunzione con contratto di somministrazione.

RIF. operatori call center

SOLIDARIETA’ CON I PAESI TERREMOTATI - Da Cinisello ad Amandola un centro di telemedicina 

06/03/2018

Sarà  inaugurato il prossimo sabato 10 marzo il centro di telemedicina donato dall’associazione di volontariato Anteas Servizi di Cinisello, promossa dal sindacato dei Pensionati Cisl, ad Amandola (Fm), uno dei comuni disastrati dal terremoto del 24 agosto 2016 in centro Italia. 

Il sistema, installato presso la Rsa di Amandola dalla società Telemedware srl di Ferrara, è stato totalmente donato al Comune dall'associazione attiva nella città alle porte di Milano, per sopperire alla mancanza dell'ospedale distrutto dal terremoto. Un'iniziativa di grande importanza per la popolazione locale che, per alcuni tipi di  visite mediche ed esami diagnostici, non dovrà più recarsi in ospedali lontani da Amandola.

L'inaugurazione, in presenza delle autorità locali di Amandola e dei rappresentanti dell'associazione, si terrà nella mattinata di sabato 10 marzo. 

“Abbiamo voluto compiere un gesto di solidarietà concreto, com'è nella nostra tradizione di associazione di volontario al servizio degli anziani e delle famiglie – sottolinea  Domenico Sanzone, vicepresidente Anteas Cinisello -. Ci siamo impegnati a fornire questo sistema alla popolazione di Amandola, curandone in prima persona e con i soli nostri mezzi finanziari l'acquisto e l'installazione. Ci ha sicuramente aiutato la consulenza di un'oncologa dell'ospedale di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano”. 

UFFICI VERTENZE CISL - In Lombardia aumentate del 10% le richieste di regolarizzzazione dei contratti

13/03/2018

Diminuiscono del 10% i licenziamenti per riorganizzazione ed anche le pratiche di procedure concorsuali, legate ai fallimenti delle aziende. Ma aumentano le richieste di regolarizzazione dei contratti (+10%), a seguito della crescente precarietà dei rapporti di lavoro. E’ un quadro in chiaroscuro quello che emerge dal bilancio dell’attività svolta dagli Uffici vertenze della Cisl in Lombardia nel 2017. 

Complessivamente, l’anno scorso si sono rivolti agli uffici legali della Cisl 43.383 lavoratori. Di questi, ben 33.000 per pratiche di dimissioni on line. I lavoratori seguiti per vertenze sono stati 6.760, mentre 3.623 sono state le pratiche legate a fallimenti di aziende e relativo recupero crediti (in calo del 5%).  

Le richieste di assistenza per regolarizzare il contratto sono aumentate del 10% rispetto agli anni precedenti. In crescita del 15% anche le conciliazioni in sede sindacale per risoluzione del rapporto di lavoro (900 pratiche in totale). Un migliaio sono state invece le pratiche di opposizione al licenziamento (100 in meno rispetto al 2016). 

Il ricorso al giudice continua un segnare un trend negativo (-10%) anche per gli aumentati costi delle spese di giustizia, che oggi variano dagli 80 ai 250 euro, solo di marca da bollo.  
“Dal nostro osservatorio, aumentano le richieste di assistenza per verificare e quindi regolarizzare il contratto, essendo i rapporti di lavoro sempre più precari e “atipici” - afferma Gualtiero Biondo, responsabile Uffici vertenze Cisl Lombardia -. In molti casi, purtroppo, noi stessi ci scontriamo con la difficoltà a dare risposte concrete, a causa della mancanza di una normativa chiara”. “Pensiamo al caso dei fattorini di Foodora, Deliveroo – aggiunge - o  ai collaboratori di nuove attività e nuovi settori merceologicici. Nei pubblici esercizi, poi, sono  sempre più i lavoratori con contratti non corrispondenti all'effettiva prestazione”. 

Proprio per dare uno strumento concreto ai lavoratori vittime di irregolarità contrattuali, la Cisl Lombardia ha lanciato nei mesi scorsi l’App Strajob, uno strumento agile, semplice e soprattutto veloce, per dimostrare la propria presenza sul lavoro e tutelare la propria retribuzione. Una volta scaricata da Google play e installata sul telefonino, Strajob Cisl Lombardia permette al lavoratore di registrare la durata della propria presenza sul luogo di lavoro, l'orario di inizio e fine.  “I dati sono di proprietà del lavoratore - spiega Biondo - che può decidere di portarli agli Uffici vertenze Cisl, che li utilizzeranno per costruire la rivendicazione salariale”. 

MILANO-CINA. Scambi commerciali per oltre 3miliardi di euro

29/10/2012

 

Oltre tre miliardi di euro è il valore dell’interscambio commerciale tra la provincia di Milano e la Cina nei primi sei mesi del 2012. Milano pesa quasi un quinto (18,6%) degli scambi commerciali nazionali con il colosso orientale anche se si iniziano a sentire gli effetti della crisi, l’import-export rallenta infatti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011, con il 78% dell’interscambio costituito da prodotti importati, soprattutto manifatturieri (per un valore di circa 2,5 miliardi di euro). I rapporti economici tra Milano e la Cina sono rafforzati dalla numerosa comunità imprenditoriale cinese attiva sul territorio milanese, in totale quasi 4.000 piccole imprese, il 53% del corrispondente totale lombardo e il 10% di quello italiano. E se si rafforzano i rapporti commerciali aumentano anche le controversie. Le principali sono legate a  merce non conforme agli ordini e  utilizzo di immagini coperte da copyright su siti web cinesi. Il valore medio delle controversie ha superato centomila euro nel 2011. Si tratta delle procedure gestite dall’Italy-China Business Mediation Center, l’organismo promosso da Camera di Commercio Italo-Cinese, Camera Arbitrale di Milano e Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade di Pechino che è attivo a Milano dal 2005 per assistere le imprese e i professionisti italiani e cinesi, proponendo la conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie commerciali. E di rapporti commerciali con la Cina, investimenti cinesi in Italia e risoluzione delle controversie tra imprese cinesi e italiane si parlerà domani in Camera di commercio di Milano nel corso del seminario “Cina: metodi e opportunità per la risoluzione delle controversie” alla presenza, tra gli altri, di Mario Zanone Poma, presidente della Camera di commercio Italo Cinese, Li Bin, console economico e commerciale della Repubblica Popolare cinese a Milano, Stefano Azzali, segretario generale della Camera arbitrale di Milano - Camera di commercio di Milano, Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina, Wang Chengjie, segretario generale del centro di mediazione del China Council for the Promotion of International Trade, Zhang Gang, rappresentante delegato in Italia del China Council for the Promotion of International Trade. L’incontro avrà luogo domani 30 ottobre 2012, ore 14.30 presso Palazzo Turati – sala Consiglio Via Meravigli 9/b. L’Italy-China Business Mediation Center (CBMC), che ha sede presso la Camera di commercio di Milano – Camera arbitrale, è un centro che assiste le imprese e i professionisti operanti sull’asse Italia-Cina, proponendo la conciliazione come strumento per la risoluzione delle controversie commerciali. Creato in virtù di un accordo di cooperazione siglato il 7 dicembre 2004 tra la Camera di Commercio Italo-Cinese, la Camera Arbitrale di Milano e il Mediation Centre del China Council for the Promotion of International Trade di Pechino (CCPIT), tra 2005 e 2011 ha gestito 54 domande di mediazione. Sugli incontri svoltisi, si è raggiunto un accordo nell’80% dei casi. Altri casi (1/3 circa) hanno avuto esiti positivi per l’attività congiunta dei due desk, di Milano e Pechino, che ha ripristinato un canale di comunicazione tra le parti della controversia. Nel 2011 il desk di Milano ha gestito 10 casi per un valore medio di circa 107.000 Euro. Le controversie hanno riguardato merce non conforme all’ordine a fronte di pagamento effettuato (merce acquistata da impresa italiana da impresa cinese, nel 99% dei casi) e l’utilizzo di immagini coperte da copyright su siti web cinesi.

AMBIENTE - Quasi 59mila imprese milanesi sono sostenibili

08/07/2013

Sostenibilità ambientale, quasi 59 mila le imprese milanesi impegnate. Di efficienza energetica e valorizzazione del patrimonio immobiliare si parlerà domani 9 luglio, ore 10-12, in Camera di commercio. Tra gli argomenti trattati: la sostenibilità come opportunità di investimento e di sviluppo, i criteri di selezione degli investimenti da parte delle principali Sgr, gli incentivi fiscali e la necessità di interventi choc, la gestione delle criticità, i bandi a sostegno del territorio (comuni e province lombarde), quel che servirebbe realmente per valorizzare il patrimonio storico, e le nuove tecnologie per promuovere l’efficienza energetica a partire dall’importanza del “fotovoltaico 2.0”. L’utilizzo di fonti energetiche alternative in azienda, una più forte attenzione ai consumi elettrici, l’installazione di impianti a basso consumo, sono alcune delle azioni concrete di responsabilità sociale intraprese dalle quasi 59 mila imprese milanesi impegnate nella tutela dell’ambiente e del territorio. Misure che mirano principalmente al risparmio energetico (nel 53,3% dei casi), allo sviluppo di prodotti e servizi eco-compatibili (11,2%) e all’utilizzo di fonti rinnovabili (4,6%). Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su 400 imprenditori di Milano e provincia con metodo Cati realizzata a giugno 2013 attraverso Digicamere. A testimonianza che il tema è molto sentito basta lasciar parlare i numeri: sono già oltre un milione gli attestati di efficienza energetica depositati in Lombardia nel catasto energetico edifici regionale dal 2007 ad oggi, circa 451 mila solo nelle province di Milano e Monza e Brianza (39,7%) seguite da Brescia e Bergamo, rispettivamente con 151.638 e 127.031 (13,3% e 11,2%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Cened (Certificazione Energetica Edifici), resi disponibili dall’Organismo di Accreditamento (Oda). Domani a palazzo Affari a Giureconsulti (http://www.palazzogiureconsulti.it), piazza Mercanti 2, dalle ore 10 alle ore 12, si terrà il convegno “Efficientamento energetico per la valorizzazione del patrimonio immobiliare”. “Alla luce del Decreto legge 63 del 4 luglio scorso affrontiamo tematiche che connettano il prodotto edilizio, la finanza degli investimenti dei Fondi immobiliari e la sostenibilità energetica, che è una priorità sentita da tutti _ ha dichiarato Marco Dettori, presidente di Osmi-Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano _ Proprio per questo è importante favorire e valorizzare tutti gli strumenti che aiutano a migliorarne le performance, in vista del traguardo del 2020: edifici nuovi ad emissioni zero, e a ridurre i consumi fin da subito, a partire dalle azioni di responsabilità sociale messe in campo dalle imprese e dalla riqualificazione edilizia degli edifici, residenziali e non e soprattutto sia pubblici sia privati”. 

 

MEDICINA DI GENERE, A CHE PUNTO SIAMO IN LOMBARDIA? - Mercoledì 21 marzo, dalle ore 9, Centro Culturale di Milano

19/03/2018

La differenza di genere influisce profondamente su prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. E' ormai dimostrato da diversi studi e ricerche che l'essere uomo o donna condiziona tanto l'insorgenza e il decorso delle malattie, quanto l'aspetto diagnostico e la cura. La medicina di genere è quindi un approccio imprescindibile per lo sviluppo e l'organizzazione di un sistema sanitario che si vuole più equo, efficace ed efficiente.  A che punto siamo in Lombardia? Esperti, rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni ne ragionano insieme nel corso del seminario “Medicina di genere: nuove prospettive per la salute”, organizzato dai Coordinamenti Donne della Fnp, Cisl Medici e Cisl Lombardia, mercoledì 21 marzo dalle 9 presso il Centro Culturale di Milano.   

Di seguito il programma 

ore 9.15 Introduzione - Marco Maurizio Colombo, segretario generale Fnp Cisl Lombardia
9.30 L’equità inizia dalla salute: medicina di genere ieri e oggi - Antonia Carlino, ginecologa
Coordinatrice Donne Cisl Medici Lombardia
10.00 Aspetti Economici della medicina di genere - Francesco Saverio Mennini, professore di Economia Sanitaria, EEHTA CEIS Facoltà di Economia Università Tor Vergata
10.30 Geni, genere, farmaci e appropiatezza - Paola Matarrese, ricercatrice Centro di riferimento
Medicina di Genere Iss
11.00 Fattori psicosociali e salute di genere - Fulvia Signani, psicologa azienda Usl Ferrara. Incaricata Psicologia di Genere UniFe

11.30 Tavola rotonda Pari opportunità e politiche della salute nel territorio
Intervengono:
Carolina Pellegrini, Consigliera regionale di parità
Cinzia Frascheri, Responsabile Dipartimento Salute e sicurezza Cisl nazionale
Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia
Barbara Garavaglia, direttore U.O. Neurogenetica Molecolare Istituto Neurologico C. Besta di Milano

12.30 Conclusioni - Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia
 

BANCHE, FIRST CISL - Merlini, rinnovato il patto unitario confederale, nell’interesse di tutto il Paese

27/03/2018

“Nei giorni scorsi First Cisl, Fisac Cgil e Uilca hanno rinnovato, davanti ai segretari generali delle tre confederazioni, Cgil, Cisl e Uil, un patto unitario di azione e di intenti. Nulla di nuovo – dichiara Pier Paolo Merlini, segretario generale First Cisl Lombardia – però la conferma dell’unità delle tre organizzazioni di categoria è particolarmente importante in un momento storico, come quello attuale, ricco di sfide ma anche di molte incognite. Mondo assicurativo e sistema del credito sono oggetto di profondi e radicali mutamenti sia nell’organizzazione del lavoro che nelle professionalità presenti. Cgil, Cisl e Uil con questo patto confermano la loro volontà di essere responsabilmente traino del cambiamento e custodi delle tutele e dei diritti conquistati in questi anni. Un patto che si inserisce nello spirito dell’accordo firmato dalle stesse con Confindustria, all’inizio di marzo. Per First Cisl è l’occasione per ritrovare unità in tutto il panorama sindacale di settore, con un impegno che non vuole escludere nessuno e che, anzi, vuole essere inclusivo, su precisi principi e valori. Da alcuni mesi chiediamo infatti una riforma del sistema bancario nazionale – conclude Merlini – e la conferma di intenti tra le organizzazioni confederali va proprio in questa direzione; si vuol cioè costruire un fronte sindacale unito e determinato affinché il voluto rinnovamento non ricada sui lavoratori o sulla clientela, ma si realizzi nell’interesse di tutti e di tutto il Paese”.

Comunicazione First Cisl Lombardia

RICERCA DI PERSONALE - Contabili con conoscenza del gestionale TeamSystem Gamma

30/03/2018

Si segnala una ricerca di personale che ha carattere di urgenza. Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

CONTABILE con conoscenza TeamSystem Gamma

Per conto Consorzio con sede in Milano, zona Forlanini, seleziono due Contabili con esperienza. E' imprescindibile la conoscenza del gestionale TeamSystem Gamma ed è gradito il domicilio in zona. Si offre assunzione a tempo determinato, per picco di lavoro. Primo contratto di 1 mese, a cui seguiranno proroghe.

RIF. Contabile TeamSystem

SICUREZZA: IL CUORE DEL LAVORO - Le manifestazioni per il Primo Maggio in Lombardia 

30/04/2018

“Sicurezza: il cuore del lavoro”. Quest’anno il tema delle celebrazioni del Primo maggio è quello dell’emergenza infortuni mortali sul lavoro. Cgil, Cisl, Uil della Lombardia danno appuntamento a Bergamo, in piazza Marconi (davanti alla Stazione ferroviaria) alle 9.30 per la manifestazione regionale. Dopo il corteo, che attraverserà le vie del centro cittadino, in piazza Vittorio Veneto parleranno i tre leader dei sindacati confederali lombardi Elena Lattuada, Ugo Duci, Danilo Margaritella.
In Lombardia i numeri sono in crescita e sono impressionanti. Le aziende lombarde sono 560mila, ma solo 29mila sono oggetto di controlli. Sono numeri che ci dicono di quanto sia alto il costo sociale di questo fenomeno. In una regione ad alto sviluppo economico come la Lombardia, è inaccettabile che si continui a morire di lavoro. 
Si tratta ormai di un grave problema di salute pubblica. Con i primi segnali di ripresa economico-produttiva si sta verificando, nella nostra regione e nel Paese, un’intollerabile ripresa degli infortuni e delle morti sul lavoro perché ancora si investe poco per migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro, si lasciano esposti i lavoratori e le lavoratrici a fattori di rischio senza adeguata formazione e protezione, e anche perché sono insufficienti i controlli e le sanzioni.

Di seguito gli altri appuntamenti nelle città lombarde:

Brescia: concentramento ore 9 in Piazzale Garibaldi. Alle ore 11.00 in Piazza della Loggia, interventi dei delegati Cisl e Uil. Conclusioni di Tania Scacchetti della segreteria nazionale Cgil. 

Iseo (Bs): alle 10 ritrovo in Piazza Statuto e corteo per le vie cittadine. Alle 10.30 saluto del sindaco di Iseo, Riccardo Venchiarutti. Alle 11.30 conclude a nome di Cgil, Cisl e Uil, il segretario regionale Cisl, Mirko Dolzadelli.

Brianza: a Monza alle ore 17 presidio in Piazza Roma (Arengario) e musica con il gruppo “Mitoka Samba”.
Interventi di delegati Cgil Cisl Uil Monza e Brianza. Comizio conclusivo di Maurizio Laini segretario generale Cgil MB a nome di Cgil Cisl Uil Monza Brianza. Ore 19 aperitivo 

Como: ai giardini al Lago alle ore 16, testimonianze di lavoratrici e lavoratori e interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl Uil (in caso di maltempo le iniziative si terranno allo Spazio Gloria in via Varesina 72). Alle 17 concerto dei “Sulutumana”.

Cremona: alla stazione ferroviaria di Capralba alle ore 9 posa della pietra d’inciampo.
Alla stazione ferroviaria di Caravaggio alle ore 10, posa delle pietre d’inciampo. Corteo per Largo Cavenaghi dove alle ore 11, con gli interventi delle autorità, verrà dedicato un memoriale alle vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello.

Lecco: in piazza Cermenati concerto con “I LUF”. Apertura alle 15,30 con “Musica dai campi”, suoni e ritmi con gli ospiti dei centri di accoglienza. Alle 14,30, con il patrocinio del Comune, a Largo Caleotti si svolgerà la cerimonia al monumento dei caduti sul lavoro. 
Alle 16,30 interventi di delegate e delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil, del Sindaco di Lecco Virginio Brivio e di Wolfango Pirelli per le segreterie territoriali Cgil, Cisl, Uil.
In caso di maltempo tutto si trasferisce allo “Spazio Teatro Invito” di via U. Foscolo 42 a Lecco.

Lodi e Pavia: a S. Angelo Lodigiano alle ore 9,30 assemblea pubblica organizzata da Cgil, Cisl e Uil presso il Comune. A conclusione interviene il segretario regionale Cisl, Pierluigi Rancati. 

Mantova
Quingentole
ore 8 ritrovo a Corte Breda. Distribuzione del garofano - tradizionale colazione in piazza 
Partecipa, a nome di CGIL, CISL e UIL, Enrico Zerbini della segreteria Cgil di Mantova.
San Benedetto Po
ore 10.00 Ritrovo di fronte al Comune (Via Ferri). Esibizione del corpo bandistico società Filarmonica “Claudio Monteverdi”.  Ore 10.30 partenza del corteo per la Residenza sanitaria assistenziale (via G. D’Annunzio, 3) e breve sosta in loco con esibizione della banda.
ore 11.00 Ritorno del corteo di fronte al Comune (Via Ferri). Saluto del sindaco Roberto Lasagna, con la partecipazione del consiglio comunale dei ragazzi della locale scuola secondaria di 1° grado.
Intervento a nome di Cgil, Cisl, Uil di Marco Dalzoppo, della segreteria Cisl Asse del Po.
Suzzara: Ore 9.30 concentramento ai Giardini Cadorna e rinfresco. Ore 10.00 Deposizione del garofano al Monumento “Caduti sul lavoro”. Ore 10.15 corteo per le vie della città, con l’esibizione della “Associazione Musicale Banda di Gonzaga". Alle ore 10.45 comizio in Piazza Garibaldi - Saluto del segretario della Camera del Lavoro, Enea Fontanesi, e del sindaco di Moglia, Simona Maretti, a nome dei comuni di Suzzara, Pegognaga, Motteggiana e Gonzaga, presenti con i gonfaloni. Per Cgil, Cisl, Uil interviene  Paolo Soncini, segretario generale Uil di Mantova e Cremona.

Milano: alle 9,30 tradizionale concentramento a Porta Venezia e corteo fino a piazza della Scala, dove parleranno i segretari di Cgil, Cisl Uil Milano Massimo Bonini, Danilo Galvagni, Antonio Albrizio. Segue alle 11,30 il concerto di Paolo Jannacci e la sua band.

Sondrio: Parco Bartesaghi, dalle 15 alle 18, concerto Zèrbet, musica di confine. 

Ticino Olona: a Legnano alle 10 manifestazione da Piazza Monumento con interventi di Cgil Cisl Uil. Alle 11 spettacolo in Piazza Magno.

Varese: Concentramento alle 9,30 in piazza Repubblica e corteo. Interventi di lavoratori e pensionati in piazza del Garibaldino. Conclusioni di Massimo Balzarini, della segreteria della Cgil Lombardia. Il corteo sarà accompagnato dalla marching band “Nema Problema Orkestar”.

RISCOSSIONE - Dopo 8 anni firmato il contratto nazionale

30/03/2018

Nella serata del 28 marzo è stato firmato, dopo otto anni, il contratto della Riscossione; resta comunque ancora da risolvere il nodo del Fondo pensione.

“Quanto meno è finita la farsa del considerarli di volta in volta dipendenti pubblici o privati a seconda di quel che è utile a bloccare i loro stipendi, ma giustizia non è fatta per gli 8.000 lavoratori dell’ex Equitalia, ingiuriati dalla politica nel nome della contesa elettorale e lasciati per otto anni senza adeguamenti salariali”: questo il commento del segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, alla firma del contratto nazionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. E’ quanto si legge nell’articolo pubblicato sul sito nazionale First Cisl in merito all’accordo sottoscritto.

“La firma del contratto nazionale – afferma Emma Marra, responsabile di First Cisl nell’Agenzia delle Entrate-Riscossione – ha consentito di dare finalmente una ripresa alla dinamica salariale dei lavoratori del settore, prevedendo incrementi economici in linea con quelli della pubblica amministrazione. La contemporanea firma del contratto aziendale permette di introdurre criteri per la definizione del premio di produttività più coerenti con la missione di ente pubblico e di aggiornare il valore del ticket pasto, che era fermo a valori superati dal costo della vita”.

“Il lavoro profuso per giungere alla firma del contratto – commenta Pier Paolo Merlini, segretario generale First Cisl Lombardia – ha portato finalmente i suoi frutti. Il protocollo siglato ieri rimette in linea con il mercato del lavoro tutti i colleghi che operano nell’ambito della Riscossione adeguando al costo reale della vita alcune voci rimaste ferme ormai da anni. Adesso è necessario concentrare gli sforzi sulla riforma del Fondo pensione e, come First Cisl Lombardia, siamo pronti a offrire il nostro contributo”.
 

Comunicazione First Cisl Lombardia

(AGIELLE) - PANETTONE SIMBOLO DI MILANO-EXPO PER IL 75% DEI MILANESI

05/12/2013

(AGIELLE) - MILANO Venti milioni per il panettone a Milano città, trenta  a Roma, otto a  Napoli, mezzo miliardo in Italia: sono i consumi previsti per il dolce tipico di Natale. Una passione non solo per i milanesi come mostrano i dati: a Milano si consuma più panettone che in Italia (84% delle famiglie contro 79% a Roma, 70% a Napoli, 78% in Italia), in maggiore quantità  (3,2% ne consuma da 6 a 10 all’anno, contro 2,8% a Roma, 1,6% a Napoli, 2,6% in Italia). Per più milanesi che italiani il panettone è un dolce per tutto l’anno (15,6% contro 10% di Roma, 11% di Napoli, 12,2% in Italia). Per più milanesi il panettone deve essere artigianale (27% contro 25% di Roma, 13% di Napoli, 22% in Italia). Per l’80% dei milanesi il consumo di panettone non si riduce, anche in questo Milano  ha un dato più elevato di Roma e Napoli, dove la spesa si contrae per uno su quattro. È simbolo di Milano per il 93% dei milanesi e per tre italiani su quattro. Potrebbe essere il simbolo della Milano di Expo per il 74,1% dei milanesi e il 63,6% degli italiani. Emerge da un’indagine realizzata a novembre-dicembre 2013 dalla Camera di commercio di Milano attraverso Digicamere su 801 italiani, dai 18 anni in su, di cui 267 residenti a Milano, 267 a Napoli e 267 a Roma, con metodo CATI.

Il panettone tradizionale: iniziativa della Camera di commercio di Milano. Sono oltre 200 i pasticceri e i panettieri che hanno aderito all’iniziativa a Milano e provincia che hanno esposto la vetrofania con il logo in vetrina. Su un totale di 1785 che si trovano sul territorio secondo i dati del Servizio Studi della Camera di commercio 2013, un settore in lieve crescita (erano 1772 lo scorso anno). Il loro panettone è un prodotto fresco, senza conservanti e artigianale. Il marchio “panettone tipico della tradizione artigianale milanese” è depositato presso l’Ufficio Brevetti della Camera di commercio di Milano. Una iniziativa promossa dalla Camera di commercio di Milano, dal Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi, dalle Associazioni dei pasticceri, dei panificatori, degli artigiani e dei consumatori. Che cosa distingue il panettone artigianale milanese? Viene realizzato secondo un regolamento tecnico con determinati ingredienti, nelle proporzioni stabilite e seguendo le tecniche della lavorazione artigianale. “È un’iniziativa che si gioca sulla qualità e sull’identità - ha commentato Alfredo Zini, consigliere Camera di commercio di Milano e vice presidente vicario di Epam - Confcommercio Milano -. Partiamo dalle migliori tradizioni per dare valore alla qualità dei nostri prodotti in un momento importante per i consumi come il Natale. Il panettone oramai si trova sulle tavole dei consumatori tutto l’anno. È uno dei marchi più riconoscibili della nostra città e simbolo anche per Expo 2015”. “È un compito prezioso – ha dichiarato Marco Accornero, consigliere della Camera di commercio di Milano e segretario generale dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano – quello che cibi simbolo come il panettone svolgono: un ruolo di aggregazione di una comunità intorno ai suoi valori storici. Ancora oggi sono prodotti in modo artigianale con l’accuratezza, la sapienza, gli ingredienti nostrani e il buongusto di una volta”. Con questo marchio tuteliamo e promuoviamo un prodotto portatore dell’immagine e del gusto di Milano nel mondo - ha dichiarato Pietro Restelli, presidente Associazione Panificatori Milano, Monza Brianza e province (Confcommercio Milano), – grazie alle sapienti lavorazioni artigianali dei nostri laboratori dolciari”. “Nell’era della globalizzazione, soprattutto in occasione delle feste più tradizionali -  ha commentato Jacopo Brioschi – responsabile categorie APA Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza - occorre riscoprire lavorazioni e sapori antichi come fattore di appartenenza alla realtà in cui viviamo e al nostro territorio affidandoci alla qualità dei nostri prodotti artigianali”. Panettone: il dolce di Natale più “famoso” in Europa. Il panettone conquista gli stranieri: più della metà delle citazioni online nel mondo vengono infatti non dall’Italia ma dall’estero (52,8%). Si parla di panettone 500 volte al giorno (in tutto il mese di novembre). Primo dolce di Natale internazionale al taglio, supera con 16mila commenti il Pudding inglese e il tedesco Stollen con circa 10mila citazioni. Viene superato dai colorati Candy canes (29.457). In Europa panettone (4867 citazioni) e pandoro insieme con 6062  citazioni online sui dolci delle feste in un mese battono il tedesco Stollen  con 5640, l’inglese Chistmas pudding con 4956.  Fonte: Camera di commercio di Milano - Voices from the blogs dell’Università degli Studi di Milano (voicesfromtheblogs.com) su circa 50mila commenti in Rete analizzati dal 1° novembre al 1° dicembre.Il panettone di Expo col Padiglione Italia: cake designer Cristian Marabelli e Cristina Interlandi (http://www.dolcimonza.it/). Presentato questa mattina, il dolce tradizionale artigianale da 3 kg è stato “intrappolato” all’interno del Padiglione Italia. Vengono ripresi i colori – tema dell’Expo, richiamanti la natura:  verde delle piante, marrone della terra e azzurro del cielo. Il padiglione è stato ricostruito in zucchero artistico e pasta di zucchero, due elementi diversi che si contrappongono come spessore per ricreare la struttura architettonica. Davanti appaiono due grandi vetrate ad angolo in zucchero colato con effetto trasparenza, da cui si vede all’interno il panettone. Sul retro su una superficie in pasta di zucchero in colore azzurro le bandiere di 139 paesi partecipanti all’Expo. Sotto un piano verde, bordato di marrone. 

(agiellenews.it)

POVERTA', L'ALLEANZA SCRIVE A FONTANA

10/04/2018

.  Sono 7.480 in Lombardia i nuclei familiari percettori del Reddito di inclusione, 19.775 le persone coinvolte (dati Inps al 23 marzo 2018). Non solo: i soggetti a rischio di esclusione sociale, secondo i dati Eupolis, sono almeno 1,7 milioni. Ben 640mila quanti vivono in condizioni di severa deprivazione materiale. Per un efficace contrasto alla povertà occorrono dunque serie politiche di investimento e un coordinamento tra tutti gli attori in gioco. E' quanto scrivono le 17 associazioni dell'Alleanza lombarda contro la povertà nella lettera inviata al neo-presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. “In Lombardia come in Italia, il tema del contrasto alla povertà richiede politiche di investimento sulle infrastrutture sociali, un positivo coordinamento tra i livelli istituzionali e l'interazione tra le diverse politiche di welfare, sanitarie, sociali, del lavoro, dell'istruzione, della casa. La complessità del fenomeno e la rilevanza della sfida pensiamo possano essere meglio affrontate attraverso l'implementazione del Reddito di inclusione”, afferma Paola Gilardoni, nei giorni scorsi eletta referente dell'Alleanza lombarda.

Nella lettera inviata al presidente Fontana, l'Alleanza chiede di avviare “fin da ora un proficuo e costruttivo confronto sul percorso di attuazione in Lombardia del Rei, anche in vista della predisposizione di atti  di programmazione regionale”.  

“Come Alleanza pensiamo che la complessità del fenomeno della povertà e la sfida del suo contrasto - aggiunge Gilardoni -  richiedono di essere affrontate con il concorso di organizzazioni portatrici di esperienze e competenze fortemente radicate sul territorio e nella società civile  lombarda”.

 

L’Alleanza lombarda è stata costituita il 12 febbraio scorso da: Acli Lombardia, Actionaid, Aggiornamenti Sociali, Anci Lombardia, AC. Azione Cattolica Italiana – Delegazione Lombardia, Delegazione Caritas Regione Lombardia, Cgil Cisl e Uil Lombardia, Cnca Lombardia, Confcooperative - Federsolidarietà Lombardia, Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli, fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, Forum del Terzo Settore Lombardia, Lega Autonomie Lombardia, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari. L'Inps Lombardia è invitato permanente al tavolo dell'Alleanza regionale.

 

LEGNANO - Crisi aziendali, lunedì 23 conferenza stampa Cisl

21/04/2018

la CISL organizza una conferenza LUNEDI’ 23 APRILE, ALLE 15, presso la sede di via XXIX Maggio 54 a Legnano per discutere della crisi della Italdenim di Inveruno e, più in generale, delle altre situazioni critiche che si stanno registrando in tutto l’Alto Milanese per quanto concerne l'occupazione.Interverranno Giuseppe Olivaresponsabile Welfare della CISL Milano Metropoli e referente per il territorio Legnano Magenta Abbiategrasso, assieme a Vito Zagaria, componente della Segreteria regionale per la categoria FEMCA CISL.

 

ARTIGIANI - Crolla l'occupazione, aziende al collasso

30/10/2012

 

Aumentano i licenziamenti, crollano i contratti a termine (dopo l'avvio della riforma), aumenta il ricorso alla Cassa integrazione in deroga. Il segretario generale dell'Unione artigiani Marco Accornero: “Le aziende artigiane ormai, dopo 3 anni di crisi, non ce la fanno più”. L'occupazione nel terzo trimestre di quest'anno ha subito un ulteriore crollo anche nell'artigianato dove, per un combinato di fattori, è aumentato il tasso d'uscita ed è contestualmente diminuito anche il tasso d'ingresso. Dunque, anche se, stando ai dati trimestrali di Unioncamere diffusi oggi, in Lombardia si registra complessivamente un rallentamento della recessione, la situazione dell'occupazione a Milano si è aggravata. "Come avevamo già previsto, il combinato disposto fra prolungarsi della crisi, riforma del lavoro e aumento dei costi per il personale, hanno portato ad una situazione difficilissima" spiega il segretario generale dell'Unione artigiani di Milano, Marco Accornero. Dai dati dell'Unione artigiani, infatti, emerge che nel periodo che va da gennaio 2012 a settembre 2012,  rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sono cresciuti i licenziamenti individuali del 30% e le procedure di Cigs in deroga del 9% (dato significativo, sono addirittura raddoppiate le aziende che l'hanno chiesta per la prima volta).

Del resto, come confermano anche i dati di Unioncamere, poi, sono proprio le aziende più piccole, quelle che hanno dai 3 ai 5 addetti (che sono la maggioranza delle aziende artigiane) a soffrire maggiormente la crisi, con un crollo della produzione che supera il 10 per cento; non stanno certo molto zsmeglio quelle che hanno fino a 10 addetti, che hanno registrato una diminuzione di poco inferiore (-9,6%). Ma è sul fronte dell'occupazione, come detto, che si registrano i dati più allarmanti: sono aumentati i licenziamenti, perché le migliaia di piccole aziende del territorio non sono più in grado, dopo tre anni, di sopportare altri mesi di crisi e perché non sempre è possibile continuare a "tamponare" con la Cig in deroga che, tra l'altro, sottolinea Accornero, "dovrà essere rifinanziata dalla Regione il prossimo anno, ma in questo stato di stallo politico ancora non si è mosso nulla". Sono crollati anche i contratti a termine, diminuiti a Milano del 12,5 per cento (a giugno, prima dell'entrata in vigore della riforma Fornero erano calati del 10,%), "grazie ai tanti paletti introdotti con la riforma a cui da gennaio si aggiungeranno i maggiori costi, dovuti al nuovo contributo dell'1,4% destinato a finanziare i nuovi ammortizzatori sociali, che rischiano di bloccare ulteriormente uno dei principali canali d'accesso ai lavori artigiani". "Per le imprese artigiane - sottolinea Accornero - il contratto a termine costituisce un prolungamento dell'irrilevante periodo di prova previsto nei Ccnl, insufficiente per una reale reciproca valutazione del rapporto". Insomma, la formula del tempo determinato costituisce una risorsa vitale per le aziende artigiane perché, di fatto "permetteva di operare con comprensibile prudenza in presenza della congiuntura negativa ma nel contempo continuare ad assumere. Considerando che, stando ai nostri dati, quasi il 70% di questi contratti viene trasformato in rapporto a tempo indeterminato, risulta chiaro che non c'è nessuna tendenza a mantenere la precarietà. L'artigianato da sempre avvia rapporti particolarmente intensi, spesso personali con i propri dipendenti". Non solo, stando ai dati della Provincia di Milano, da quando è entrata in vigore la Riforma del lavoro sono calati anche i contratti a progetto, penalizzando proprio i giovani d'età fra i 25 e i 29 anni, mentre è aumentato il lavoro occasionale. Insomma, conclude il segretario dell'Unione artigiani, "se l'obiettivo della Riforma era quello di aumentare la  stabilizzazione e ridurre il precariato, i dati ci dicono che non è stato certamente raggiunto".

 

SANITA' - Risparmiati 400 milioni con l'assistenza integrata

31/10/2012

Nel 2011, solo in Lombardia, sono stati spesi oltre 480 milioni di euro per ricoveri ospedalieri che si sarebbero potuti gestire attraverso altri modelli territoriali. I ricercatori del CRIET dell’Università di Milano-Bicocca hanno condotto uno studio  - anche alla luce del nuovo decreto di spending review in materia di azioni di riorganizzazione totale della rete ospedaliera – per quantificare la composizione dei ricoveri che sarebbero evitabili se gestiti attraverso l’assistenza domiciliare o attraverso l’utilizzo di strutture intermedie, che vanno cioè a collocarsi tra l’ospedale e i domicili.  «Crisi e contesto demografico in cui viviamo – spiega Luca Merchich autore della ricerca insieme a Mariangela Zenga -, impongono un ripensamento dell’offerta sanitaria che preveda lo spostamento da un modello di tipo “ospedalocentrico” ad un modello  di tipo territoriale che si collochi vicino ai bisogni della popolazione».

Il 14,7 per cento dei ricoveri ordinari nei reparti per acuti afferisce a patologie croniche, equivalenti a 1.429.014 giornate di degenza ordinaria, per erogare le quali occorrono circa 3900 posti letto (10,6 per cento circa dei posti letto di degenza ordinaria). Ciò implica un utilizzo di risorse economiche, escludendo i trapianti, di oltre 480 milioni di euro (circa l’11 per cento di ciò che viene speso complessivamente per i ricoveri ordinari nei reparti per acuti). Attraverso la presa in carico di tipo territoriale dei pazienti affetti dalle patologie soggetto di studio, si potrebbe ottenere il duplice risultato di liberare risorse economiche a vantaggio del territorio e contribuire alla riorganizzazione della reta ospedaliera prevista della legge 135/2012.

La ricerca presentata oggi ha fornito una stima delle risorse economiche che potrebbero essere liberate a favore di altre forme assistenziali, garantendo sia la continuità assistenziale sia una presa in carico del paziente cronico maggiormente appropriata.

«Abbiamo condotto uno studio – conclude Merchich - che  propone un approccio metodologico per il reperimento delle risorse economiche necessarie all’implementazione dei modelli territoriali maggiormente appropriati ad isorisorse, realizzabile attraverso la gestione delle cronicità al di fuori dell’ospedale, proponendo inoltre al programmatore regionale un modello per rispondere alla richiesta emersa nei mesi scorsi di riduzione dei posti letto per acuti contenuta nella legge 135/2012 di spending review».

 

Il CRIET    
Il
CRIET (Centro di Ricerca in Economia del Territorio) è stato istituito nel 2006 dalle Università di Milano-Bicocca, che ne è sede amministrativa, Pavia e Ferrara, con il compito di studiare in un’ottica interdisciplinare i sistemi economici territoriali nei loro differenti aspetti. Attualmente il CRIET, che si occupa di ricerca in ambito economico-aziendale, giuridico e statistico, può contare sul supporto di dieci istituzioni universitarie aderenti.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. CISL, STAFFETTA GENERAZIONALE PER DARE LAVORO AI GIOVANI

10/04/2018

.    Sperimentare soluzioni di ponte generazionale nella pubblica amministrazione, per dare concrete possibilità di  occupazione ai giovani e ridurre la precarietà del lavoro anche nel sistema pubblico. E' una delle proposte della Cisl Fp Lombardia, il sindacato cislino del pubblico impiego, impegnato da settimane in un tour de force elettorale in vista del rinnovo dei delegati Rsu fissato per il 17, 18 e 19 aprile.

“Nei prossimi anni usciranno a livello nazionale 500.000 dipendenti pubblici e ne stimiamo circa 60mila in Lombardia. Dobbiamo favorire il passaggio delle competenze dai lavoratori più esperti ai giovani - afferma Franco Berardi, segretario generale Fp Cisl Lombardia -. Per questo chiediamo alla pubblica amministrazione di condividere con noi un progetto di ponte generazionale, in cui le assunzioni dei giovani siamo una risposta ai bisogni dei lavoratori prossimi alla pensione di avere un part-time ed assistere i propri familiari quando ne hanno bisogno”. La Cisl Fp Lombardia sollecita inoltre l'avvio di percorsi di mobilità interna “che possano favorire il riconoscimento delle competenze acquisite negli anni”.

Altro fronte d'impegno importante è la stabilizzazione dei precari. “In Lombardia la pubblica amministrazione funziona con oltre 5.000 precari - sottolinea Berardi -  per loro vogliamo ottenere risposte concrete e non circolari da interpretare scritte in burocratese”.

Sono oltre 3000 i candidati Cisl Fp in corsa per le elezioni dei delegati Rsu che dal 17 al 19 aprile coinvolgeranno oltre 180mila lavoratori, tra servizio sanitario regionale, enti pubblici non economici, amministrazione regionale e degli enti locali, sedi staccate dei ministeri, agenzie fiscali.

La macchina elettorale è a pieno regime e negli otto territori Cisl della Lombardia si sono programmati ben 158 incontri con i candidati, alcuni di formazione altri organizzativi.

Tanti i risultati raggiunti in questi ultimi mesi, al centro degli incontri e delle assemblee coi lavoratori, a partire dal nuovo contratto di lavoro e le sue novità normative ed economiche. Sul fronte delle tutele Cisl Fp ha attivato una serie di iniziative: l'assicurazione colpa grave; la vertenza per ottenere il pagamento del Tfr a 27 mesi dalle dimissioni per equipararlo al privato (90 giorni); la verifica delle situazioni contributive; la previdenza complementare.

“La Cisl Fp è un sindacato vivo, che sta con i lavoratori per offrire risposte ai veri bisogni di conciliazione vita lavoro, per stabilizzare i precari, per di favorire un necessario ricambio nella pubblica amministrazione – conclude Berardi -. Solo con la valorizzazione e l'ascolto dei lavoratori la Pubblica amministrazione tornerà ad essere il cuore del Paese!”.

(AGIELLE) - AREE METROPOLITANE. SOLO IL 9% DEL TERRITORIO NAZIONALE

06/12/2013

(AGIELLE) - L’Italia ha un indice di metropolitanità del 9 per cento: lo rivela lo studio “Le aree metropolitane in Italia e i loro caratteri socio-territoriali”, presentato questa mattina all’Università di Milano-Bicocca nel corso del convegno “Conoscere e governare la città metropolitana in tempi di crisi”. Lo studio, è stato realizzato da un gruppo di lavoro del  dpartimento di socialogia e ricerca sociale dell’Università di Milano Bicocca, formato da Mario Boffi e Matteo Colleoni, docenti di  sociologia dell'ambiente e del territorio, insieme a Pietro Palvarini, assegnista di ricerca presso lo stesso dipartimento. L’indice di metropolitanità è la sintesi di tre indicatori: la popolazione residente, gli addetti nel settore delle attività economiche e gli spostamenti per studio o lavoro. È uno strumento utile a identificare le aree metropolitane in Italia, a descriverne i caratteri socio-territoriali e a definirne i confini e la collocazione territoriale: ne sono state individuate otto, si connotano per una forte concentrazione in termini di mobilità, si sviluppano su oltre 26 mila chilometri di superficie e comprendono 1.700 comuni e 24 milioni di abitanti. Dallo studio emerge che in Italia vi sono otto aree metropolitane (tre al Nord, Torino, Milano e area Veneta, tre al centro, Firenze, Roma e Bologna e due al sud, Napoli e Bari) che ricoprono una superficie di oltre 26 mila chilometri quadrati, pari al 9 per cento del territorio nazionale. I comuni che ricadono all’interno delle aree metropolitane sono circa 1.700 e rappresentano il 21 per cento degli 8.101 comuni italiani. La popolazione complessiva supera i 24 milioni di abitanti, pari al 43 per cento della popolazione nazionale. L’area metropolitana di Milano è la più estesa, sia per superficie (oltre 8.000 chilometri quadrati), sia per numero di comuni (858), sia per popolazione (oltre 7,5 milioni di abitanti). Tutte le aree metropolitanee analizzate presentano un’elevata concentrazione di funzioni (residenza, produzione e servizi) e di flussi (persone e merci). La densità di popolazione supera i 900 abitanti per chilometro quadrato nelle metropoli, contro un valore medio di 118 per il resto d’Italia. Allo stesso modo la densità di addetti alle attività manifatturiere e di terziario avanzato è pari a 181 per chilometro quadrato nelle aree metropolitane, rispetto a un valore di 15 al di fuori delle metropoli. Anche i servizi di leisure e quelli di pubblica utilità presentano una densità di addetti molto superiore nelle aree metropolitane (rispettivamente 46 contro 5 e 80 contro 8). Rispetto ai flussi, la mobilità nelle aree metropolitane si caratterizza per una forte concentrazione. Al loro interno, si spostano quotidianamente oltre 5,5 milioni di persone, pari al 53 per cento del totale dei pendolari. Nelle otto aree metropolitanee, i pendolari rappresentano il 23 per cento di tutta la popolazione, rispetto al 18 per cento registrato a livello nazionale. L’area milanese è quella caratterizzata dal maggior numero di pendolari (1,8 milioni), ma è a Roma e Torino che si raggiunge la quota più elevata di pendolari rispetto alla popolazione (rispettivamente 31 per cento e 27 per cento). Ciascun  pendolare percorre in media 10,5 chilometri contro i 13,3 della media italiana, per un totale di quasi 59 mila chilometri all’anno, rispetto ai 140 mila effettuati nel resto del Paese. (agiellenews.it)

IL PRIMO MAGGIO A LEGNANO - "Fondamentale riportare al centro del dibattito il tema della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro’

30/04/2018

‘Non si può morire di lavoro. Lo diciamo da tempo ma lo ribadiamo con ancora maggiore forza dopo la vera e propria escalation di morti bianche che ha caratterizzato questo inizio 2018’.
A dichiararlo alla vigilia di questo Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, sono le tre sigle sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil con i propri rappresentanti nel territorio dell’AltoMilanese: rispettivamente Jorge Torre Cgil Ticino Olona, Giuseppe Oliva Cisl Milano Metropoli e Stefano Dell’Acqua  Uil Lombardia.

“Mai come quest’anno – dichiarano i tre dirigenti sindacali – è corretto, oltre che prioritario, mettere il tema della sicurezza sul lavoro al centro del dibattito di questo Primo Maggio”.
Sono ben diciotto, infatti, i morti sul lavoro in Lombardia in questi primi quattro mesi del 2018, mentre l’anno scorso di questi tempi la triste conta era ferma a dodici.

“Purtroppo, alcune di queste tragedie hanno toccato da vicino anche il nostro territorio – evidenziano i sindacalisti – senza dimenticare il dramma ferroviario di Pioltello, perché altro argomento centrale è quello di garantire a chi si reca sul posto di lavoro, mezzi sicuri e dignitosi, non infrastrutture obsolete e pericolose”.

I sindacati chiedono alle istituzioni e alle controparti datoriali un impegno comune con uno scatto in avanti, rispetto alla sviluppo di una vera e propria ‘cultura della prevenzione’ a cui deve essere associato, naturalmente, un costante presidio e monitoraggio dei luoghi di lavoro.

I controlli realizzati finora appaiono ancora insufficiente. Secondo, infatti, i dati più recenti nel 2017 a fronte di oltre 560 mila imprese presenti sul suolo lombardo, solo 29 mila sono state oggetto di verifiche.

A Legnano, martedì Primo Maggio, l’appuntamento è fissato per le ore 10 in Piazza Monumento da dove si muoverà la manifestazione con gli interventi dei segretari confederali. Quindi, alle 11, in Piazza San Magno, lo spettacolo di Marta e Gianluca direttamente da Zelig.

“Vogliamo che sia una grande festa di popolo e mai come quest’anno in questo momento particolare auspichiamo una massiccia adesione da parte della cittadinanza” concludono gli esponenti delle organizzazioni sindacali.

PUBBLICO IMPIEGO, CISL:  Sperimentare il ponte generazionale per dare concrete opportunità di lavoro ai giovani

10/04/2018

Sperimentare soluzioni di ponte generazionale nella pubblica amministrazione, per dare concrete possibilità di  occupazione ai giovani e ridurre la precarietà del lavoro anche nel sistema pubblico. E' una delle proposte della Cisl Fp Lombardia, il sindacato cislino del pubblico impiego, impegnato da settimane in un tour de force elettorale in vista del rinnovo dei delegati Rsu fissato per il 17, 18 e 19 aprile. 

“Nei prossimi anni usciranno a livello nazionale 500.000 dipendenti pubblici e ne stimiamo circa 60mila in Lombardia. Dobbiamo favorire il passaggio delle competenze dai lavoratori più esperti ai giovani - afferma Franco Berardi, segretario generale Fp Cisl Lombardia -. Per questo chiediamo alla pubblica amministrazione di condividere con noi un progetto di ponte generazionale, in cui le assunzioni dei giovani siamo una risposta ai bisogni dei lavoratori prossimi alla pensione di avere un part-time ed assistere i propri familiari quando ne hanno bisogno”. La Cisl Fp Lombardia sollecita inoltre l'avvio di percorsi di mobilità interna “che possano favorire il riconoscimento delle competenze acquisite negli anni”.

Altro fronte d'impegno importante è la stabilizzazione dei precari. “In Lombardia la pubblica amministrazione funziona con oltre 5.000 precari - sottolinea Berardi -  per loro vogliamo ottenere risposte concrete e non circolari da interpretare scritte in burocratese”. 

Sono oltre 3000 i candidati Cisl Fp in corsa per le elezioni dei delegati Rsu che dal 17 al 19 aprile coinvolgeranno oltre 180mila lavoratori, tra servizio sanitario regionale, enti pubblici non economici, amministrazione regionale e degli enti locali, sedi staccate dei ministeri, agenzie fiscali.

La macchina elettorale è a pieno regime e negli otto territori Cisl della Lombardia si sono programmati ben 158 incontri con i candidati, alcuni di formazione altri organizzativi.
Tanti i risultati raggiunti in questi ultimi mesi, al centro degli incontri e delle assemblee coi lavoratori, a partire dal nuovo contratto di lavoro e le sue novità normative ed economiche. Sul fronte delle tutele Cisl Fp ha attivato una serie di iniziative: l'assicurazione colpa grave; la vertenza per ottenere il pagamento del Tfr a 27 mesi dalle dimissioni per equipararlo al privato (90 giorni); la verifica delle situazioni contributive; la previdenza complementare.

“La Cisl Fp è un sindacato vivo, che sta con i lavoratori per offrire risposte ai veri bisogni di conciliazione vita lavoro, per stabilizzare i precari, per di favorire un necessario ricambio nella pubblica amministrazione – conclude Berardi -. Solo con la valorizzazione e l'ascolto dei lavoratori la Pubblica amministrazione tornerà ad essere il cuore del Paese!”.
 

RICERCA PERSONALE - Impiegato amministrativo (categorie protette art. 18) 

30/04/2018

Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

IMPIEGATO/A AMMINISTRATIVO - CAT. PROTETTE ART.18 (vedove e orfani del lavoro, per servizio, di guerra e profughi italiani)

Per conto Azienda Multinazionale con sede in zona Segrate, selezioniamo un/una impiegato/a a cui affidare attività amministrativo/contabili. E' gradito un titolo di studio attinente la mansione ed è necessario aver già maturato esperienza nel ruolo. Attività lavorativa con orario a giornata, dal lunedì al venerdì. Si offre inserimento a tempo indeterminato.

RIF. impiegato amministrativo - art.18

FIRST (BANCARI) CISL LOMBARDIA. Andrea Battistini nuovo segretario generale

14/05/2018

Il consiglio generale First Cisl Lombardia, riunito il 14 maggio a Milano, ha eletto Andrea Battistini nuovo segretario generale della regione.

“Il modo in cui pensiamo al domani – ha dichiarato Battistini a margine della sua elezione - influenza ciò che facciamo oggi. Abbiamo, pertanto, il dovere e la responsabilità di interpretare correttamente i cambiamenti presenti e futuri con scelte organizzative e politiche coerenti con i nuovi scenari, per gestirli in modo efficace. È necessario pensare al domani positivamente ma realisticamente, per affrontare le sfide quotidiane con maggiore forza, trasformando i rischi in opportunità”.

“Ringrazio tutti per la fiducia – ha proseguito il nuovo segretario generale della Lombardia – e ritengo fondamentale proseguire nel percorso di valorizzazione e formazione continua dei quadri sindacali, in quello del ricambio generazionale e modernizzazione del sindacato, per garantire professionalità e impegno al servizio di tutti i nostri associati. Bisogna uscire dalle logiche e dagli schemi tradizionali, non riservando le questioni che interessano tutti ai soli addetti ai lavori".

“Rivolgo ad Andrea – conclude Pier Paolo Merlini, segretario uscente e ora segretario nazionale First Cisl - i miei migliori auguri di un buon lavoro, finalizzato al raggiungimento di grandi traguardi, e ringrazio tutta la segreteria regionale per il sostegno sempre dimostratomi”.

 

LEGALITA' - Il Festival dei beni confiscati alla mafia

08/11/2012

Con le aperture per la prima volta di un ex negozio in via Cenisio 25, ora assegnato all’Associazione Aldo Perini per l’assistenza ai malati di Sla, e di un ex appartamento in via Canonica 87, affidato alla Fondazione Don Gnocchi e utilizzato per ospitare ragazzi con disabilità, prende il via domani il primo Festival dei Beni confiscati alle Mafie. Più di 90 eventi in tutta la città fino a domenica 11 realizzati in 19 immobili, ex appartamenti, laboratori ed esercizi commerciali un tempo utilizzati per il traffico di stupefacenti, il riciclaggio di denaro sporco, l’usura, lo sfruttamento della prostituzione e altre attività illecite riconducibili alla criminalità organizzata.

Domani sera, alle ore 18, l’apertura ufficiale nell’Aula consiliare di Palazzo Marino, con un incontro dibattito cui parteciperanno il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro. Con loro il Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, il Presidente onorario di Libera Nando dalla Chiesa, il regista e sceneggiatore Pasquale Scimeca e Barbara Sorrentini direttore artistico del Festival.
 
“Questo primo Festival dei beni confiscati – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – rappresenta per la città e per i milanesi l’opportunità di una mobilitazione corale intorno al tema della legalità e delle mafie che, anche a Milano, hanno accresciuto la propria presenza e i propri interessi, complice la negazione e la sottovalutazione del fenomeno da parte di istituzioni e non solo. È finito il tempo di questa complicità che, sottovalutando le infiltrazioni e la ramificazione sul territorio delle organizzazioni criminali, ne ha di fatto alimentato la presenza”.
“Credere che le mafie non possano esistere a Milano – ha ammonito Majorino – è una tragica idiozia. Si deve chiudere definitivamente il tempo in cui Milano ha fatto finta di niente pensando di essere immune alla presenza della criminalità organizzata. Nessuno è immune e gli ultimi fatti di cronaca ce lo hanno ancora una volta drammaticamente ricordato”.

Il programma del Festival propone eventi culturali con spettacoli musicali, cinema, teatro, presentazione di libri (12 titoli dedicati alle mafie), incontri e intrattenimento per i bambini che saranno anche protagonisti, con le scuole, delle visite guidate organizzate dall’Associazione Libera.
I 19 beni, un tempo luoghi di illegalità con storie che risalgono fino agli anni ’90, sono stati trasferiti dallo Stato al Comune che li ha assegnati con bando in comodato d’uso gratuito a enti e associazioni del no profit. In questi beni sono realizzati progetti con finalità sociali. In essi ci si occupa di anziani, adulti in difficoltà,  famiglie, giovani, ragazze vittime della tratta, persone con disabilità. In Lombardia sono più di 800 i beni sequestrati e confiscati alle mafie: di questi, 300 sono sul territorio di Milano e 130 unità immobiliari sono state trasferite al Comune per l’assegnazione.

I beni aperti per il Festival sono sparsi per tutta la città e tre (via Cenisio 25, via Canonica 87 e via Baldinucci 13) saranno inaugurati in occasione del Festival. Saranno aperti anche due beni simbolo della lotta alla ‘ndrangheta a Milano: la discoteca della Sogemi all’Ortomercato, chiusa nel 2009 dopo la relazione annuale antimafia e il Centro sportivo comunale Iseo, parzialmente danneggiato un anno fa da un incendio doloso. Nell’ex locale delle cosche si esibiranno tra gli altri Giulio Cavalli, con l’anteprima dello spettacolo Duomo d’Onore, Manuel Ferreira nel monologo “Lezione di Tango all’Ortomercato” e Vinicio Capossela. Al Centro sportivo Iseo domenica 11 ci saranno per tutto il giorno attività ed esibizioni: tornei di calcio e una staffetta che toccherà alcuni dei beni aperti per il Festival.

La tre giorni di Festival è il risultato della volontà e del lavoro di tanti: Comune di Milano, Associazione Libera, Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati, Fondazione Milano, Sogemi, Radio Popolare e Naba – Nuova Accademia di Belle Arti Milano. E' nato da un laboratorio del Naba il soggetto per la campagna di comunicazione del Festival: su sfondo bianco spicca una scritta nera “La Mafia non esiste”, sotto, in corsivo, una firma inequivocabile: “La Mafia”. Lo slogan della campagna nasce da una frase più volte sentita e ripetuta nella storia e nei libri che hanno descritto e raccontato negli anni il fenomeno mafioso in Sicilia e nel nostro Paese. I ragazzi l’hanno voluta riprendere in tono provocatorio, mettendo nero su bianco la verità spesso negata.

I beni confiscati che saranno aperti al pubblico e alla iniziative culturali sono 19. A questi si uniscono la discoteca dell’Ortomercato e il Centro sportivo Iseo. Il Festival con le sue iniziative coinvolgerà anche lo Spazio Ansaldo, con la mostra “Il mio sguardo libero. Volti per la legalità” e la Manifattura Tabacchi, con la proiezione del film “Convitto Falcone” di Pasquale Scimeca.
Questo il dettaglio dei beni coinvolti:

1 – Via Curtatone 12 (Zona 1), Associazione Suoni Sonori, si occupano di promuovere e divulgare l’arte della musica con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati;

2 – Via Monti 41 – (Zona 1) ATS Progetto Open Eyes, è sede di un osservatorio sull’uso e l’abuso della rete informatica;

3 – Via Jean Jaurès 7/9 (Zona 2), Arché Onlus, si occupano di adolescenti;

4 – Viale Monte Santo 10 (Zona 2), Gruppo Cooperativa Goel, si occupano di giovani, spazio fisico e simbolico di aggregazione;

5 – Viale Brianza 35 (Zona 2), Associazione Progetto Itaca Onlus, si occupano di giovani adulti con disagio psichico;

6 – Via Mario Bianco 20 (Zona 3), Comunità di Sant’Egidio Milano Onlus, si occupano di anziani fragili;

7 – Via Vallazze 26 (Zona 3), Associazione Opera di San Francesco per i Poveri, si occupano di persone e famiglie con difficoltà abitative;

8 – Via Leoncavallo 12 (Zona 3), Associazione Onlus Amici contro la droga, si occupano di persone dipendenti dal gioco d’azzardo;

9 – Via del Mare 185/187 (Zona 5), Comunità San Patrignano, libera associazione onlus (progetto gestito in collaborazione con Anglad Milano Onlus), si occupano di tossicodipendenti;

10 – Via Momigliano 3 (Zona 5), Cooperativa Zero5 – Laboratorio di Utopie Metropolitane, si occupano di minori e famiglie;

11- Via del Mare 267 (Zona 5), Associazione comunità Giovanni XXIII, si occupano di ragazze straniere vittime della tratta e di persone senza fissa dimora;

12 – Via Ceriani 14 (Zona 7), Associazione “Il Balzo”, si occupano di famiglie, adolescenti, famiglie con disabili;

13 - Via Martirano – Guascona (Zona 7), Opera in Fiore Terreno, si occupano di reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti;

14 – Via Cenisio 25 (Zona 8), Aldo Perini Onlus, si occupano di malati di SLA - Sclerosi laterale amiotrofica; INAUGURAZIONE

15 – Via Canonica, 87 (Zona 8), Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, si occupano di ragazzi con disabilità;  INAUGURAZIONE

16 – Via Serra 14 (Zona 8), Società Cooperativa Sociale Comunità Progetto, si occupano di donne straniere vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale;

17 – Viale Jenner 31 (Zona 9), Comune di Milano, è diventata una casa alloggio per anziani indigenti;

18 – Via Baldinucci 13 (Zona 9), Pio Istituto di Maternità, offrono ospitalità in mini alloggi a nuclei familiari con bambini ricoverati in ospedali milanesi, INAUGURAZIONE

19 – Via Lanfranco della Pila 57/B (Zona 9), - Progetto “Casa alloggio Erika”, si occupano di adolescenti con disturbi del comportamento alimentare;



 

POSTE - Il 13 e 14 elezioni Rsu. La Cisl "Noi sempre decisivi"

08/11/2012

 

Con lo slogan “Noi sempre decisivi” la Cisl si presenta alle elezioni per il rinnovo delle Rsu in Poste Italiane i prossimi 13 e 14 novembre. Un appuntamento da segnare in agenda, per i lavoratori ma anche per gli utenti. In base alle nuove regole sulla rappresentanza, infatti, i delegati sindacali saranno chiamati a convalidare e approvare gli accordi aziendali: dalle intese sugli assetti occupazionali e la produttività a quelle sulla riorganizzazione e la qualità del servizio. In Lombardia sono oltre 20mila i dipendenti chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti sindacali. “Un appuntamento importantissimo per la vita democratica della nostra organizzazione e il rapporto coi lavoratori, cui andiamo con la forza dei traguardi raggiunti e con la determinazione di sempre, per ottenere un altro grande risultato – sottolinea Giuseppe Marinaccio, segretario generale Cisl Poste Lombardia -. Grazie all’attività delle nostre Rsu, nel corso di questi quattro anni sono stai aperti centinaia di conflitti di lavoro che hanno portato risultati e benefici ai lavoratori e hanno risolto molti problemi, costringendo l’azienda a tavoli di confronto che, altrimenti, non avrebbe mai convocato”. “Slp Cisl è il sindacato più forte ed organizzato nel Gruppo Poste Italiane – aggiunge - ed il voto alle liste ed ai candidati Cisl dà più forza ai diritti dei lavoratori, per cambiare l'attuale clima di lavoro e per contrastare efficacemente i dirigenti che usano il pugno di ferro per dimostrare il loro potere e poi non mantengono gli impegni che prendono”.

Gli eletti della Cisl Poste Lombarda si impegnano a lavorare su tre grandi questioni: la certezza e la difesa del posto di lavoro; la valorizzazione delle risorse umane; la salute e la sicurezza.  

“In un'azienda che ogni sei mesi dichiara migliaia di esuberi a causa di ricavi insufficienti, dobbiamo combattere perché si parli di innovazione, di qualità, di sviluppo, di investimenti che possano far fronte ai cambiamenti del mercato mantenendo i livelli occupazionali, così come abbiamo fatto fino ad oggi”, spiega Marinaccio. “Gli orari, la formazione, la valorizzazione delle professionalità, la lotta alle pressioni commerciali ed il salario legato alla produttività troppo spesso vengono gestiti in modo arbitrario – aggiunge il segretario generale Cisl Poste Lombardia -. Le Rsu della Cisl si impegneranno per dare un senso alle continue riorganizzazioni aziendali in modo che non penalizzino i lavoratori ed i cittadini”. Infine, anche in Lombardia la Cisl Poste continuerà a combattere l'inerzia dell'azienda per ottenere l'adeguamento degli Uffici alle norme vigenti in materia di salute e sicurezza. Impianti di aerazione e di condizionamento idonei, impianti di riciclo dell'aria primaria, illuminazione a norma, controllo dei rumori, arredi ergonomici, mezzi di trasporto sicuri e con manutenzione puntuale, visite periodiche e forniture di strumenti ed indumenti di protezione individuali: queste le priorità inserite nel programma di richieste di intervento.  

 

REGIONE - Primarie centrosinistra, c'è anche Pizzul

08/11/2012

 

Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd, direttore di Radio Marconi e già presidente dell'Azione Cattolica diocesana, ha ufficializzato giovedì mattina la sua candidatura per le primarie del centrosinistra in Lombardia, per le quali ha iniziato a raccogliere le firme. «La mia - ha spiegato - non è una candidatura "contro" qualcuno. Voglio dare il mio contributo». Pizzul è anche «pronto a ragionare su tutte le sintesi possibili anche prima delle primarie». Riferimento all'eventuale candidatura di Umberto Ambrosoli, al quale però dice: «Partecipi alle primarie»  «Le primarie sono un passaggio importante e irrinunciabile perché il centrosinistra si presenti in maniera credibile, competitiva e innovativa», ha sostenuto Pizzul durante una conferenza stampa. Pizzul ha spiegato che la sua candidatura a governatore della Lombardia vuole essere «un ponte che crea legami» e che possa «offrire un pò di speranza ai lombardi dopo la gestione Formigoni». Certo di fronte a sé ha ancora l'incertezza su cui saranno gli altri candidati del centrosinistra alle primarie del 15 dicembre. In particolare peserà la scelta di Ambrosoli, che secondo Pizzul «sarebbe un'enorme risorsa per il centrosinistra e la Lombardia», ma se sicuramente la sua candidatura «va presa in considerazione, non deve essere a ogni costo, perché il passaggio delle primarie è opportuno per qualsiasi candidato forte». «Tutti i candidati sono importanti ma nessuno è indispensabile, non c'è nessun Obama in Lombardia», ha aggiunto l'esponente del Pd, che da parte sua ha assicurato di non voler rappresentare l'intero partito (tanto da annunciare le sue dimissioni da vicesegretario provinciale) ma di voler suscitare una sintesi che sappia rappresentare un'alternativa al centrodestra.

 

(AGIELLE) - MILANO: MICRON, ALBERTA (FIM CISL), ACCORDO NELLA NOTTE NO LICENZIAMENTI RISULTATO IMPORTANTE

10/04/2014

(AGIELLE) - Milano - Nella tarda serata di ieri, allo scadere della procedura di mobilità, è stata raggiunta al ministero del Lavoro, alla presenza dei rappresentati del ministero dello Sviluppo Economico, Regioni e Nicola Centrone a nome della presidenza del Consiglio, l'ipotesi di accordo tra la multinazionale Micron e il Coordinamento sindacale. L’intesa raggiunta scongiura i 419 licenziamenti annunciati e tutela lavoratori e professionalità  e conferma la presenza industriale dell'azienda nel nostro Paese. Oggi in tutti i siti si terranno le assemblee per informare  lavoratori e approvare l’intesa, che passerà a ratifica definitiva la prossima settimana al ministero del Lavoro. "L’intesa di questa notte è un risultato importante, che giunge
dopo la straordinaria mobilitazione dei lavoratori della Micron, l'appoggio prezioso dei lavoratori St, la solidarietà dell'opinione pubblica e il sostegno delle istituzioni”, commenta Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia e  coordinatore nazionale Fim Cisl Micron. L’accordo prevede: l'impegno industriale della Micron e l'avvio di un piano triennale di ristrutturazione, investimenti per 20 milioni di dollari, la focalizzazione delle attività di ricerca dei siti locali di Agrate-Vimercate, Arzano, Avezzano, Catania e Padova. E' previsto un monitoraggio preciso bimestrale dell'andamento del piano, e i problemi occupazionali verranno affrontati congiuntamente, evitando così il rischio di atti e forzature unilaterali dell'azienda. Si farà ricorso ad 1 anno di Cigs per un massimo di 405 persone (un numero ridotto dai 419 iniziali a fronte di 14 uscite registrate nell'ultimo periodo) è prevista la rotazione trimestrale delle aree di supporto  le attività tecniche verranno riorganizzate sui diversi siti e i lavoratori in Cigs, avranno un sostegno al reddito. Micron recupera 85 posizioni professionali (di questi, almeno 10 su Agrate e Vimercate), che riducono i 419 esuberi iniziali, mentre St Microelettronics, che vede una partecipazione di controllo paritetica tra ministero del Tesoro e Fondo strategico industriale francese, si impegna ad assumere 170 persone entro il periodo di Cigs, come da lettera formale inviata al Governo. Di questi 170, almeno 82 saranno dipendenti delel sedi di Agrate e Vimercate.
Micron offre inoltre 62 opportunità di trasferimento all'estero (Usa, Europa, Singapore), e 40 opportunità di trasferimento nelle altre sedi italiane, con incentivi e sostegno per lo spostamento. Saranno inoltre svolti corsi di formazione e riqualificazione e saranno verificate le possibilità di ricollocazione in altre aziende del territorio, anche prevedendo una dote economica a carico di Micron. E' previsto il supporto delle Regioni per favorire i progetti
industriali delle imprese sul territorio e le politiche del lavoro. Prevista la mobilità volontaria con incentivi che vanno dalle 28 mensilità nei primi tre mesi del piano, che scendono a 20 e 14 mensilità fino a fine anno. - (agiellenews.it)

REGIONE - 2013: stessi livelli di welfare nonostante i tagli

13/11/2012

 

- Regione Lombardia garantirà nel 2013 lo stesso livello di servizi socio sanitari assicurato quest'anno - il fondo complessivo resterà invariato a quota 1.632 milioni - nonostante "la guerra scatenata contro la Lombardia e tutte le Regioni dal Governo, che sta tagliando continuamente i fondi, senza che questo faccia quasi più notizia". E' quanto ha chiarito oggi il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, presentando, insieme all'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Carolina Pellegrini, alcuni provvedimenti riguardanti il sistema di welfare lombardo: 4.888.000 euro destinati alle Asl per la sperimentazione della 'Dote conciliazione servizi alla persona' (rimborso per spese di asili, assistenza ai minori o a persone malate e non autosufficienti, ecc); 5.000.000 per le iniziative di welfare aziendale e interaziendale (flessibilità di orari, servizi per i figli dei dipendenti, assistenza a malati e persone con disabilità, ecc); 6 milioni per rifinanziare il Fondo Nasko, che, da ottobre 2010, ha già permesso di aiutare 3.386 donne, che hanno rinunciato ad abortire (1.630 i bambini già nati). "Nonostante le difficoltà - ha aggiunto il presidente - noi riusciremo a garantire nel 2013 lo stesso livello dei servizi del 2012 e lo stesso stanziamento. Questo vero e proprio 'miracolo' è possibile grazie al nostro bilancio virtuoso, che ci consente di non tagliare i servizi ai cittadini, anche se ormai siamo arrivati al limite".

L'anno prossimo, ha assicurato il presidente, tutte le Unità d'offerta (Rsa, Rsd, riabilitazione, ecc) non avranno fondi in meno; in più verranno finanziate anche le nuove strutture nate nel 2012 (+14 per cento di posti negli hospice e nuovi nuclei Alzheimer) e verranno garantiti nuovi contributi fino a 2.500 euro al mese per i malati di Sla (15 milioni di spesa)."Regione Lombardia - ha aggiunto l'assessore Pellegrini - con grande coraggio ha deciso di mettere in campo le stesse risorse dello scorso anno, smentendo le voci, da più parti circolate, di possibili diminuzioni. Anzi, il fondo per i Comuni lombardi sarà immediatamente di 70 milioni di euro e non più in due tranche di 30 e 40 milioni, per permettere alle Amministrazioni locali di programmare i loro interventi". "Anche il lavoro per scrivere un nuovo Patto per il welfare - ha detto ancora l'assessore -, passaggio sempre più necessario di questi tempi, proseguirà. In questi giorni sono stati riconvocati tutti i Tavoli di confronto, con l'obiettivo di lasciare in eredità alla prossima Giunta e al prossimo Consiglio regionale un articolato condiviso, che possa diventare una nuova legge sul nuovo Patto per il welfare".

REGIONE - 2013: stessi livelli di welfare nonostante i tagli

13/11/2012

 

- Regione Lombardia garantirà nel 2013 lo stesso livello di servizi socio sanitari assicurato quest'anno - il fondo complessivo resterà invariato a quota 1.632 milioni - nonostante "la guerra scatenata contro la Lombardia e tutte le Regioni dal Governo, che sta tagliando continuamente i fondi, senza che questo faccia quasi più notizia". E' quanto ha chiarito oggi il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, presentando, insieme all'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Carolina Pellegrini, alcuni provvedimenti riguardanti il sistema di welfare lombardo: 4.888.000 euro destinati alle Asl per la sperimentazione della 'Dote conciliazione servizi alla persona' (rimborso per spese di asili, assistenza ai minori o a persone malate e non autosufficienti, ecc); 5.000.000 per le iniziative di welfare aziendale e interaziendale (flessibilità di orari, servizi per i figli dei dipendenti, assistenza a malati e persone con disabilità, ecc); 6 milioni per rifinanziare il Fondo Nasko, che, da ottobre 2010, ha già permesso di aiutare 3.386 donne, che hanno rinunciato ad abortire (1.630 i bambini già nati). "Nonostante le difficoltà - ha aggiunto il presidente - noi riusciremo a garantire nel 2013 lo stesso livello dei servizi del 2012 e lo stesso stanziamento. Questo vero e proprio 'miracolo' è possibile grazie al nostro bilancio virtuoso, che ci consente di non tagliare i servizi ai cittadini, anche se ormai siamo arrivati al limite".

L'anno prossimo, ha assicurato il presidente, tutte le Unità d'offerta (Rsa, Rsd, riabilitazione, ecc) non avranno fondi in meno; in più verranno finanziate anche le nuove strutture nate nel 2012 (+14 per cento di posti negli hospice e nuovi nuclei Alzheimer) e verranno garantiti nuovi contributi fino a 2.500 euro al mese per i malati di Sla (15 milioni di spesa)."Regione Lombardia - ha aggiunto l'assessore Pellegrini - con grande coraggio ha deciso di mettere in campo le stesse risorse dello scorso anno, smentendo le voci, da più parti circolate, di possibili diminuzioni. Anzi, il fondo per i Comuni lombardi sarà immediatamente di 70 milioni di euro e non più in due tranche di 30 e 40 milioni, per permettere alle Amministrazioni locali di programmare i loro interventi". "Anche il lavoro per scrivere un nuovo Patto per il welfare - ha detto ancora l'assessore -, passaggio sempre più necessario di questi tempi, proseguirà. In questi giorni sono stati riconvocati tutti i Tavoli di confronto, con l'obiettivo di lasciare in eredità alla prossima Giunta e al prossimo Consiglio regionale un articolato condiviso, che possa diventare una nuova legge sul nuovo Patto per il welfare".

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - Cgil, Cisl e Uil Lombardia fanno il punto a 10 anni dal Testo Unico

25/05/2018

CONVEGNO CON ESPERTI GIURISTI, DOCENTI UNIVERSITARI, RICERCATORI EUROPEI, SINDACALISTI.

MARTEDI' 29 MAGGIO,  ORE 9.30, SALONE VALENTE DEL TRIBUNALE CIVILE DI MILANO, VIA FREGUGLIA 14 (INGRESSO DA VIA S. BARNABA).

A dieci anni dall'entrata in vigore del testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008) Cgil, Cisl e Uil Lombardia organizzano il convegno “Dieci anni di Testo Unico. Il ruolo del sindacato”, martedì  29 maggio dalle ore 9.30 presso il salone Valente del Tribunale Civile di Milano (via Freguglia 14).
Il decreto 81/2008 è stato un punto di arrivo importante e rappresenta ancora un caposaldo nella legislazione in materia, approvato dopo quasi 15 anni dalla Legge n. 626 del 1994. In quel contesto si rese necessario ricostruire un quadro unificato nel panorama frammentato delle norme sulla sicurezza, in linea con gli standard della Ue.

In questa circostanza il ruolo delle organizzazioni sindacali è stato determinante, sia nella fase di emanazione del testo stesso che, ancor più, della sua applicazione.
Da qui il convegno, momento di confronto con esperti giuristi, docenti universitari anche nel quadro delle direttive europee, cui interverranno: Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia, Tiziana Siciliano, procuratore aggiunto presso il tribunale di Milano e coordinatrice del pool ambiente e sicurezza sul lavoro, Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di Cassazione e professore di Diritto della sicurezza del lavoro presso l'università Statale di Milano, Stefano Boy, ricercatore presso il dipartimento Salute e sicurezza della Confederazione europea dei sindacati, Mauro Broi, coordinatore regionale Opra, Massimo Balzarini, segretario regionale Cgil Lombardia. I lavori del convegno saranno presieduti da Vincenzo Cesare, segretario della Uil Milano Lombardia.

ALLA SCALA L’AMBROGINO DELLE IMPRESE - Premiate 147 aziende e 233 lavoratori

08/06/2018

Ai nastri di partenza l’”Ambrogino delle imprese”. Sarà domenica 10 giugno dalle ore 9, la prima edizione del Premio "Impresa e Lavoro", al Teatro alla Scala per imprese e lavoratori di Milano e Lodi. Seguirà per Monza una premiazione, domenica 1° luglio dalle ore 10, alla Villa Reale. In tutto 185 le imprese premiate e 315 i lavoratori, in entrambi i casi con almeno 20 anni di attività continuativa. Domenica a Milano saranno in 147 imprese, di cui 123 di Milano e 24 di Lodi e 233 lavoratori, di cui 207 di imprese di Milano e 26 di imprese di Lodi. 

A Milano si concentrano le imprese più antiche d’Italia. Resiste nel tempo l’imprenditoria milanese, il 18% delle imprese milanesi è nato prima degli anni Novanta contro il 13% nazionale. Sono 764 imprese le nate prima del 1940 su 4 mila in Italia, oltre mille tra il 1940 e il 1949 su oltre 4 mila nazionali, ma anche 51 mila su 650 mila circa nate tra il 1950 e il 1990. La differenza con l’Italia si annulla considerando le imprese oltre i vent’anni. A Lodi sono circa 5 mila le imprese che hanno oltre 20 anni. 

La più anziana è una impresa di 73 anni. Con oltre 50 anni saranno premiate 16 imprese. Ecco gli elenchi completi al link internet dei vincitori della categoria Lavoratori e della categoria Impresa (http://www.milomb.camcom.it/premio-impresa-e-lavoro). Due i lavoratori con oltre 41 anni di servizio nella stessa azienda, un uomo e una donna. Sono 7 gli stranieri, di cui una donna, quella maggiore anzianità di servizio nella stessa impresa. Metà le donne. 

Premio "Impresa e Lavoro". Dal 2018 la nuova Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha istituito questo premio che fonde le precedenti edizioni promosse dalle Camere di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi (Milano Produttiva, Brianza Economica e Premio Fedeltà e Lavoro). Si tratta di un riconoscimento per i lavoratori dipendenti e le imprese dei territori delle tre province, per la longeva e pluriennale attività svolta a favore dello sviluppo del sistema socio-economico dei tre territori. L'iniziativa è disciplinata da un apposito bando e consiste nell'assegnazione, ai vincitori del premio, di una medaglia del conio camerale di pregevole fattura e di un diploma personalizzato.

Prima edizione de premio "Imprenditore 4.0". Riguarda racconti brevi scritti da imprenditori e che verranno pubblicati sul magazine online YouCamera. Hanno scritto una breve storia raccontando come le tecnologie digitali siano di supporto al proprio business. Tre i premi per "Imprenditore 4.0", due votati dalla giuria e uno sui social. 

Premio YouCamera ai video pubblicati sul proprio canale YouCamera, con 3 premi al "Miglior video d'impresa" e tre premi per  il "Miglior video Espositore alle manifestazioni Fiera Milano Spa".  

(AGIELLE) - Expo: Banco Alimentare, 14% famiglie non puo' permettersi cibi equilibrati

30/06/2015

(AGIELLE) - Milano -  In Italia 1 persona su 10 soffre di povertà alimentare e non è in grado di permettersi un pasto regolare, di questi 1 milione e 300 mila sono minorenni. Sempre più persone non possono permettersi un pasto con una componente proteica ogni due giorni, e questo dato è più che raddoppiato dal 2007, passando dal 6% delle famiglie al 14%. Il 65% degli Enti convenzionati con Banco Alimentare ha dichiarato un aumento tra moderato e forte dei propri assistiti, in particolare adulti italiani, persone disoccupate, indebitate e separate o divorziate che chiedono di poter ricevere un pacco alimentare. La principale causa di povertà nel 2014 è stata nell’80% dei casi la perdita del lavoro. La povertà sembra una condizione in via di cronicizzazione nel nostro Paese, dove nel 2014 il 47% degli Enti non ha segnalato persone uscite dalla condizione di bisogno, percentuale che sale al 57% nelle aree del sud dove la povertà è quantitativamente più diffusa e più persistente. Questa indagine sulla povertà alimentare in Italia, presentata stamani a Expo, seondo Giancarlo Rovati, Ordinario di Sociologia alla Università Cattolica di Milano e curatore della ricerca, “fotografa due mondi in stretto rapporto tra loro: il mondo di chi soffre i disagi della povertà e il mondo di chi cerca di alleviarli e sconfiggerli. La geografia della solidarietà offre dunque una speranza alla geografia della povertà. Le risorse per la lotta alla povertà vanno però sensibilmente aumentate per passare dalla fase, insostituibile, della assistenza a quella dell’inclusione sociale.” “Questi dati sulla povertà rappresentano la portata della sfida che il Governo è chiamato non solo a combattere, ma a vincere - dichiara il Ministro Maurizio Martina Per questo abbiamo voluto rafforzare il sostegno agli indigenti, portando a 100mila tonnellate il cibo distribuito quest’anno con il nostro programma di aiuti alimentari e con il Ministero del Lavoro abbiamo stanziato per questa iniziativa oltre 400 milioni di euro fino al 2020, sfruttando al meglio anche le risorse europee. Allo stesso tempo, proprio con gli Enti caritativi tra cui il Banco Alimentare, stiamo lavorando con la grande distribuzione e l’industria per aumentare il recupero delle eccedenze: il nostro obiettivo è portare nel 2016 a 1 milione di tonnellate il cibo salvato e donato a chi ne ha bisogno. Per raggiungerlo vogliamo attuare il piano “SprecoZero”, rendendo per le aziende più semplice donare che distruggere gli alimenti, con un salto di qualità anche culturale su questo fronte”. (SEGUE). (agiellenews.it)

EUROPA - Appello Cisl, Uil e Movimento federalista

14/11/2012

L'Europa è ad un bivio: o porta a compimento il processo di unificazione politica o la crisi travolgerà l'intera costruzione comunitaria a partire dalla moneta unica. Nello stesso tempo è ormai evidente che l’adozione di politiche fiscali e di bilancio che mirano a garantire gli equilibri finanziari senza porsi l’obiettivo della crescita producono solo nuova disoccupazione e allontanano ogni prospettiva di ripresa. I nodi da sciogliere per scongiurare lo scenario drammatico della disgregazione sono quello di colmare il distacco tra i cittadini e le istituzioni europee, recuperando il consenso nei confronti del progetto europeo, e quello di creare le condizioni per ristabilire la piena fiducia tra gli Stati dell'Eurozona. Per conseguire questo risultato, bisogna innanzitutto che l’Europa dimostri di essere in grado di promuovere crescita e occupazione e di aprire la strada all'economia della conoscenza. Con un'economia integrata a livello europeo e una moneta unica, è illusorio puntare su soluzioni nazionali. Al tempo stesso la battaglia per rilanciare lo sviluppo a livello europeo, deve accompagnarsi all'avvio di un processo di riforme delle istituzioni europee finalizzate alla nascita di una Federazione nell’ambito dell’eurozona. L’unione politica è infatti la condizione indispensabile per creare una nuova legittimità democratica sovrannazionale e per rendere strutturale, con il consenso dei cittadini, la solidarietà e il rispetto delle regole comuni. Pertanto, in vista dei prossimi Vertici europei, noi sosteniamo con forza l'obiettivo della costruzione della Federazione europea a partire dai paesi dell'Eurozona; e riteniamo che si debba istituire un bilancio aggiuntivo separato dei Paesi dell’area dell’euro con la funzione di fornire le risorse necessarie per prevenire nuovi shock economici e finanziari e per promuovere il rilancio dello sviluppo. Sosteniamo, inoltre, l’introduzione tra un gruppo ristretto di paesi, attraverso la procedura della cooperazione rafforzata, di una tassa sulle transazioni finanziarie che potrebbe alimentare questo bilancio aggiuntivo e crediamo che si debba mettere in atto un sistema di votazione differenziata in materia economico-fiscale e di bilancio in seno al Parlamento europeo, che permetta di distinguere le votazioni a composizione completa da quelle a composizione ristretta ai paesi dell’Eurozona. Infine, ci rivolgiamo al Parlamento europeo, salutato alla vigilia delle prime elezioni dirette a suffragio universale nel 1979 da Willy Brandt come l'Assemblea costituente permanente dell'Europa, e dal premio Nobel Andrej Sacharov come il trampolino di lancio della democrazia sovranazionale, affinché prenda l'iniziativa, con un risoluto atto di volontà politica, di aprire il processo costituente di un'Unione federale. Chiediamo che a questo scopo elabori un progetto di revisione dei Trattati europei che abbia come obiettivo la costruzione della Federazione europea a partire dai paesi dell’Eurozona e che sulla base di tale progetto si batta per la convocazione entro il 2013 di un'Assemblea Costituente composta dai rappresentanti dei cittadini a livello nazionale ed europeo, nonché dei governi e della Commissione europea, con il mandato di redigere una Costituzione federale

CENTRI PER L’IMPIEGO LOMBARDIA - Presidio davanti al Consiglio regionale

26/06/2018

Martedì 26 giugno le lavoratrici e i lavoratori dei Centri per l’impiego di tutte le province lombarde e della Città Metropolitana, Afol Monza Brianza e Afol Metropolitana saranno in presidio a Milano con Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia.
"Abbiamo organizzato la mobilitazione nel giorno in cui il Consiglio regionale discuterà il progetto di legge che modifica le norme sul mercato del lavoro in Lombardia - scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia in una nota unitaria -. Il pdl viola, a nostro avviso, la legge di bilancio nazionale, non permette l’applicazione di una corretta politica delle assunzioni per il potenziamento dei Centri per l’impiego e non chiarisce quale sia la sorte definitiva delle lavoratrici e dei lavoratori dei Cpi ancora soprannumerari inseriti sul portale nazionale".

"Se non si fa un piano di assunzioni - proseguono i tre sindacati - i Centri per l’impiego non possono funzionare: è la carenza di risorse il nodo. Manca il personale e mancano strumentazioni adeguate, persino basilari come carta e toner. I Centri per l’impiego sono un servizio fondamentale per le politiche attive del lavoro. Sostengono i cittadini disoccupati, inoccupati, neet all’interno di un percorso di inserimento lavorativo. A maggior ragione per la delicatezza del compito, non possono più essere svuotati di risorse e competenze come è avvenuto negli anni. Semmai serve il contrario: per il lavoro di qualità e per un servizio efficiente alla comunità".

Martedì 26 giugno il presidio sarà sotto il Pirellone, in via Fabio Filzi 22, dalle ore 10 alle 13.


 

ARTIGIANATO - Esplode la cassa integrazione (+ 70%)

16/11/2012

 "Come avevamo già previsto, il combinato disposto fra prolungarsi della crisi, riforma del  lavoro e aumento dei costi per il personale, hanno portato ad una situazione difficilissima", spiega il segretario generale dell'Unione artigiani di Monza e Brianza, Marco Accornero. Si tratta di numeri che non hanno bisogno di tanti commenti: in Lombardia, dal 1° gennaio al 31 ottobre 2012, le ore di cassa integrazione sono aumentate del 70%, le domande di cassa integrazione in deroga del 37,3%, il numero di aziende che l'hanno richiesta del 44,2%, il numero di lavoratori in cassa integrazione del 37,5%. Per il 42% si tratta di  imprese artigiane, soprattutto del settore manifatturiero. In generale, gli altri settori maggiormente colpiti dalla crisi sono il commercio all'ingrosso e al dettaglio e la riparazione di autoveicoli e motocicli; il trasporto e il magazzinaggio e le costruzioni. E' quanto emerge dai dati della Regione Lombardia (nel confronto fra gli ultimi 10 mesi del 2011 e i primi 10 del 2012) rielaborati dal Centro studi dell'Unione artigiani di Milano e di Monza e Brianza. Il 45% delle domande di Cassa integrazione in deroga, in particolare, arriva dal settore artigiano e fa riferimento soprattutto ai meccanici, al commercio, al tessile e ai trasporti. Per il 58% si tratta di uomini e per il 42% di donne, di età ricompresa per il 32, 8% tra i 40 e i 50 anni e per il 29,3% tra i 30 3 i 40 anni (gli ultrasessantenni sono l'1,3%, quelli di età ricompresa fra 50 e 60 anni il 19,3% e gli under 30 il 17,3%). La maggior parte delle aziende che è stata costretta a chiedere la cassa integrazione nel 2012 è di Milano (20,32%), subito dietro si posizionano Brescia (18,41%) e Bergamo (13,62%). Monza e Brianza si attesta nella media delle provincie lombarde all'8,08%. Stanno decisamente meglio Lodi (2,27%) e Sondrio (0,88%). Sono state soprattutto le aziende di Bergamo, Varese e Como "parimerito", a cassintegrare maggiormente le donne con, rispettivamente, il 48,8% e il 46,3%. Se si aggiunge che dai dati dell'Unione artigiani emerge che nel periodo che va da gennaio 2012 a settembre 2012, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sono cresciuti del 30% i licenziamenti individuali, per lo più per ragioni economiche, nell'artigianato è facile capire perché non si può che parlare di situazione di allarme, soprattutto a Milano. "Come avevamo già previsto, il combinato disposto fra prolungarsi della crisi, riforma del  lavoro e aumento dei costi per il personale, hanno portato ad una situazione difficilissima" spiega il segretario generale dell'Unione artigiani, Marco Accornero. E', infatti, aumentata la cassa integrazione in deroga e sono aumentati i licenziamenti, perché le migliaia di piccole aziende del territorio non sono più in grado, dopo tre anni, di sopportare altri mesi di crisi e non possono più accedere agli ammortizzatori sociali. Non solo, da quando è entrata in vigore la Riforma del lavoro sono calati anche i contratti a progetto, penalizzando proprio i giovani d'età fra i 25 e i 29 anni, mentre è aumentato il lavoro occasionale.

 

RICERCA DI PERSONALE - Impiegato commerciale, settore trasporti

04/09/2018

Si segnala una nuova opportunità professionale, che ha carattere di urgenza. I candidati interessati possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.


Sales Representative

Per conto Società Multinazionale del settore trasporti e logistica con sede in San Giuliano Milanese, seleziono un/una impiegato commerciale.

La risorsa si occuperà di gestire un portafoglio clienti già acquisito ed avrà l’incarico di implementare e sviluppare un pacchetto clienti prospect attraverso scouting e visite di conquista. Inoltre si occuperà di attività di negoziazione e di preparazione preventivi e offerte commerciali. 
Sarà incaricato, insieme ad un team di tre persone, di seguire attività di back office quali: reportistica, verifica contratti, compilazione pratiche e recupero crediti riportando ad un supervisor. 

Requisiti richiesti:
- Diploma

- Esperienza pregressa in ambito commerciale nel settore Logistica&Trasporti e/o Spedizioni

- Ottime capacità comunicative, di relazione e di gestione di rapporti con la clientela

- possesso di patente B ed automobile

- gradita la conoscenza della lingua inglese


Si offre un contratto di somministrazione di 6 mesi, con possibilità di proroghe.
Ral: CCNL Commercio e Terziario, livello in base all’effettiva esperienza maturata più ticket da 5,29 per ogni giornata lavorata. 
Benefit: PC e Telefono

Orario di lavoro: full time da lunedì venerdì con orario 8.30 – 17.30 ed 1h di pausa pranzo
Sede di lavoro: San Giuliano Milanese

RIF. Impiegato Commerciale settore trasporti

BANCO BPM- Revocato lo sciopero

27/06/2018

Nell’ambito del tentativo di conciliazione in materia di sciopero previsto dalla legge, tenutosi presso l’apposita commissione paritetica in sede ABI, sindacati e azienda hanno ravvisato la possibilità di un approfondimento per cercare soluzioni condivise ai temi oggetto della mobilitazione.

Il protocollo che ne è scaturito, rafforza e valorizza la centralità delle relazioni sindacali come modalità di confronto costruttiva e continuativa e ristabilisce pertanto il pieno riconoscimento della funzione rappresentativa di queste OO.SS.; tutto ciò ha consentito la revoca dello stato di agitazione.

“L’auspicio è che l’impegno a definire entro il 31 ottobre un accordo aziendale sulle politiche commerciali e sull’organizzazione del lavoro, in coerenza con l’accordo nazionale in materia siglato in Abi nel febbraio dello scorso anno, dia concretezza alla partecipazione organizzativa del personale nella vita del terzo gruppo bancario italiano e apra la strada al futuro ingresso dei rappresentanti dei lavoratori nelle funzioni aziendali di controllo della banca e, perché no, anche alla possibile istituzione di una commissione bilaterale per la verifica delle politiche commerciali e dei sistemi premianti”: è il commento del segretario nazionale di First Cisl, Pierpaolo Merlini, a margine della sigla del protocollo tra azienda e sindacati che nella tarda serata di ieri ha consentito di scongiurare l’indizione dello sciopero nel Gruppo Banco Bpm.

“Le azioni correttive individuate per le principali problematiche sollevate unitariamente dal sindacato – spiega Guglielmo Sarlo, responsabile First Cisl del Gruppo Banco Bpm – dovranno tradursi in atti concreti da parte aziendale, ma il protocollo ora siglato riapre la via ad una effettiva bilateralità delle relazioni tra banca e rappresentanti dei lavoratori. Da tempo chiedevamo che venisse messo freno alle pressioni commerciali sulla rete di vendita, che si fermasse la reiterazione di provvedimenti disciplinari sproporzionati ai fatti contestati e che venissero sciolti i nodi della riorganizzazione di Sgs, così come domandiamo garanzie sul futuro di Profamily e di chi si occupa della gestione degli Npl. Inaccettabili erano inoltre le disapplicazioni di alcune voci del contratto aziendale e del contratto nazionale”.

Comunicazione First Cisl Lombardia

SANITÀ PRIVATA E TERZO SETTORE - Attivo regionale a Palazzo Lombardia  

11/07/2018

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lombarde organizzano a Milano per giovedì 12 luglio, dalle ore 9 alle 14, presso la sala Biagi (1° piano) di Palazzo Lombardia, un Attivo regionale delle delegate e dei delegati della Sanità privata e del Terzo settore. 
 
L’iniziativa unitaria, cui parteciperanno anche rappresentanti nazionali della categoria, vuole fare il punto sui tanti contratti nazionali ancora da rinnovare, considerando che a oggi sono stati sottoscritti solo quelli dell’Agidae e dell’Agespi. Si pone altresì l’obbiettivo di sollecitare una buona e veloce evoluzione delle trattative in corso, che in molti casi sono rallentate se non ferme.
 
L’attivo regionale è già nel suo titolo un pungolo: “Sanità privata e Terzo settore non perdiamo altro tempo!”, con Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lombarde che chiedono determinate: basta rinvii, contratto subito! E infatti durante l’assise saranno valutate le iniziative di mobilitazione di carattere territoriale e regionale per dare una spinta ai tavoli negoziali, non escludendo un autunno caldo a livello nazionale se la situazione non si dovesse sbloccare.
Ai lavori di giovedì 12 luglio sono stati invitati gli assessori regionali Giulio Gallera (welfare) e Stefano Bolognini (politiche sociali). A presiedere e moderare l’assise ci saranno Manuela Vanoli, segretaria generale Fp Cgil Lombardia e Salvatore Maisto, segretario generale Uil Fpl Lombardia. L’introduzione sarà a cura di Franco Berardi, segretario generale Cisl Fp Lombardia. Intervallato dagli interventi delle delegati e dei delegati, farà il punto sui contratti del Terzo settore Bartolomeo Perna della Uil Fpl nazionale. A Michele Vannini della Fp Cgil nazionale le conclusioni.
 

SANITA' PRIVATA E TERZO SETTORE - Da settembre iniziative in tutta la Lombardia  a sostegno delle trattive per il rinnovo dei contratti

13/07/2018

COMUNICATO STAMPA CISL FP, FP CGIL E UIL FPL LOMBARDIA

Da settembre in tutta la Lombardia partiranno iniziative unitarie, a livello territoriale, a sostegno dei tavoli di confronto sui contratti della Sanità privata e del Terzo settore. Lo hanno annunciato questa mattina, nel corso dell'attivo regionale unitario, i sindacati di categoria Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl della Lombardia. L'iniziativa con i delegati del Terzo settore e della Sanità privata all’interno di una mobilitazione organizzata a livello nazionale, che preannuncia e prepara a una stagione di forti impegni e di mobilitazione, quale sarà il prossimo autunno, per il rinnovo dei contratti.

In questi anni il pubblico impiego ha perso tanto personale, in particolare nelle autonomie locali, mentre il Terzo settore è in crescita: in Lombardia, secondo i dati Istat, tra il 2011 e il 2015 è cresciuto del 15,7%.
La gestione regionale e la devoluzione di alcune attività, nello specifico sanitarie e socio sanitarie, attraverso gli accordi sottoscritti con lo stato consegnano un ruolo decisivo al livello locale nella programmazione e pianificazione delle risorse.
Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl della Lombardia chiedono quindi che finalmente anche ai lavoratori di questi comparti si possa riconoscere la giusta remunerazione, dal momento che la qualità delle prestazioni erogate è la stessa sia nel pubblico che nel privato.

“Il Terzo settore e la Sanità privata sono servizi che erogano prestazioni legate alle persone – sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lombarde -. La qualità, la professionalità e la competenza sono aumentati in questi anni, ma con esse sono aumentate anche la complessità dei pazienti e soprattutto i carichi di lavoro, dal momento che il turnover non è sempre garantito in tutte le aziende. Alla Regione chiediamo quindi l'impegno ad inserire negli accordi e nelle regole di accreditamento l’attenzione ai lavoratori, soprattutto nei frequenti cambi di appalto e trasferimento di proprietà, dove il più fragile è sempre la persona che eroga direttamente l’attività, la lavoratrice o il lavoratore dipendente”. 

Nel corso dell'attivo i sindacati hanno ricordato che nelle strutture gestite da realtà del Terzo settore le tecnologie biomediche, la clinica medica, l’evoluzione del sistema sanitario, la riduzione delle giornate di degenza e con essa la riduzione dei costi alberghieri sono una serie di indicatori che hanno permesso sicuramente maggiore vantaggio economico a chi eroga prestazioni sanitarie, soprattutto per i pazienti acuti. “Nulla arriva di tutto questo ai nostri lavoratori e lavoratrici, che anzi non vedono da circa 11 anni il rinnovo del contratto  – affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia -. Anche nella Sanità privata cresce la complessità delle prestazioni, a causa delle dimissioni sempre ‘più precoci’ e una aumentata capacità di gestire aspetti sanitari all’interno di strutture socio sanitarie. Purtroppo le regioni non riconoscono questi cambiamenti gestionali e non aumentano le quote sanitarie da assegnare a questi servizi”. 
 

LAVORO - Afol sbarca su smartphone, basta code per prenotare i servizi

15/12/2013

 

Il presidente della Provincia Guido Podestà, insieme all’assessore alla Formazione professionale e al Lavoro, Paolo Del Nero, e al presidente di Afol Milano, Silvia Sardone, ha presentato, questa mattina, a Palazzo Isimbardi, le iniziative «2.0» varate dall’Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro della Provincia. In particolare, nel corso dell’incontro con la stampa, sono state illustrate non solo le nuove applicazioni smartphone finalizzate alla semplificazione del processo di job recruitment ma anche la nuova «Job card».

Quanto alla prima novità, in virtù di una partnership con «Qurami» (presente il fondatore Roberto Macina), da gennaio, i cittadini potranno prenotare, gratuitamente, i servizi (iscrizione alle liste di mobilità, presentazione della dichiarazione di disponibilità al lavoro, inserimento nelle liste dei soggetti disabili e colloqui) con un semplice click sul dispositivo. Niente più code, dunque, al centro per l’impiego: sarà, infatti, possibile conoscere preventivamente orari, turni, utenti in attesa e tempo stimato per raggiungere gli uffici. Insomma, un’innovazione introdotta nell’ottica di consentire ai fruitori di conciliare l’appuntamento con gli altri impegni della giornata. Attivata la geolocalizzazione, l’app «Qurami/Afol» fornisce indicazioni sulle persone in fila, prenota un numero elettronico e invia, in tempo reale, notifiche sull’avanzamento della coda.

A partire dal 17 dicembre, Afol Milano (nella nuova sede di via Strozzi, angolo via Soderini), rilascerà, inoltre, la «Job Card». Una carta che consentirà agli utenti di accedere via web ai servizi amministrativi (aggiornamento della propria scheda anagrafico-professionale, presentazione della dichiarazione di disponibilità al lavoro).

«La Provincia sta collaborando con giovani professionisti che, grazie alla conoscenza delle tecnologie, riescono a fornire applicazioni capaci di migliorare la qualità e l’efficienza dei centri per l’impiego – ha dichiarato il presidente Podestà -. Basti pensare al programma straordinario ideato con Egomnia allo scopo di semplificare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Oggi presentiamo un sistema che permette agli utenti di usufruire, anche da casa, delle attività contemplate da Afol e di ricevere risposte in tempo reale. Questa opportunità consentirà ai cittadini di conciliare in una sola giornata più impegni. A fronte dell’alto tasso di disoccupazione, occorre, del resto, aiutare gli interessati ad accedere, comodamente, ai servizi-lavoro offerti».

«Si tratta di strumenti utili anche per sburocratizzare l’Ente – ha aggiunto l’assessore Del Nero -. Dimostriamo che la pubblica amministrazione, in realtà, non è sempre un “dinosauro” ma, spesso, è capace di fornire ai cittadini servizi moderni, efficaci ed efficienti. Quanto alla disoccupazione, dobbiamo cercare di circoscrivere il fenomeno rendendo attrattivo il nostro Paese. Dal canto suo, la Provincia ha avviato per i giovani progetti formativi all’estero e per gli adulti percorsi di ricollocazione in accordo con le organizzazioni datoriali e sindacali».

«Con l’attivazione di questi nuovi servizi Afol Milano conferma la sua intenzione di affrontare il delicato tema del lavoro con un occhio particolare all’innovazione e al continuo miglioramento della qualità dei servizi – ha concluso il presidente di Afol Milano, Silvia Sardone -. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai cittadini un aiuto concreto, con servizi efficaci ed efficienti e procedure più snelle; il canale web costituisce in tal senso un alleato prezioso, che abbiamo intenzione di sfruttare al massimo delle sue potenzialità».

 

STATO DI AGITAZIONE LAVORATORI SOMMINISTRATI ENEL - Mercato libero di energia o libero mercato sui lavoratori?

28/06/2018

FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp indicono uno stato di agitazione tra le lavoratrici e i lavoratori con contratto di somministrazione presso l’impresa utilizzatrice ENEL.
In data 12 giugno le federazioni di rappresentanza dei lavoratori somministrati, unitamente alle categorie di riferimento del settore energia, hanno trasmesso una richiesta di incontro alla società ENEL, senza avere al momento nessuna risposta.
Anzi, pare che la società non abbia intenzione di incontrare le rappresentanze sindacali dei lavoratori in somministrazione, volendo quindi procedere unilateralmente con la gestione dei contratti in scadenza il prossimo settembre.
Le segreterie nazionali di FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp condannano con fermezza la mancata convocazione da parte dell’azienda e ribadiscono la necessità di non disperdere il patrimonio professionale di competenze maturato dai lavoratori in questi anni di servizio, dando continuità occupazionale ai lavoratori somministrati presso il Gruppo Enel.
Persone con quasi 2 anni di esperienza di lavoro alle spalle non possono essere trattati in questo modo da una delle più grandi aziende italiane, che invece di essere un punto di riferimento nel valorizzare delle persone, sfrutta il lato peggiore della temporaneità contrattuale.
Per questo FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp indicono a livello nazionale uno stato di agitazione, riservandosi di intraprendere tutte le iniziative necessarie al fine di tutelare i lavoratori somministrati coinvolti.

RICERCA PERSONALE - Autisti e operatori di call center

18/07/2018

Si selezionano persone con patente C, D, E per attività di trasporto in Lombardia e Alto Piemonte e operatori di call center a Milano.

I candidati interessati possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

 

Autisti Patenti C, D, E

Per conto Società cooperativa operante nel settore dei Trasporti, con sedi nella zona sud di Milano e sud di Lodi, ricerchiamo autisti in possesso di patenti C, D, E, per la guida di motrici e bilici. L'attività lavorativa riguarderà l'area lombarda ed alto piemontese (provincie di Novara/Domodossola), comincerà la mattina presto (ore 3.30) e terminerà a fine giornata (non sono previsti spostamenti di più giorni). I candidati prescelti lavoreranno in qualità di "Soci Lavoratori". Si offre contratto con finalità a lungo termine e retribuzione di sicuro interesse.

RIF. Autisti C D E

 

Operatori call center - Urgente

Per conto Call center con sede in Milano sud, selezioniamo operatori in bound, i quali presteranno la loro assistenza nel settore telecomunicazioni. Si offre contratto di 30 ore/settimana, distribuite su 5 giorni, con orari dal lunedì al sabato 8-22, la domenica 9-20. Sono richiesti qualifica o diploma.

Un corso di formazione di 1 settimana sarà propedeutico al successivo inserimento lavorativo.

Assunzione con contratto di somministrazione.

RIF. Addetti call center

 

GRUPPO MARRIOT INTERNATIONAL  - Siglata intesa sul contratto aziendale per i 3mila dipendenti

20/07/2018

C’è intesa per il primo contratto integrativo aziendale applicato ai 3mila dipendenti del Gruppo Marriot International. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs hanno siglato con le direzioni societarie del colosso mondiale dell’hotellerie l’accordo triennale che dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021 sarà applicato negli alberghi già Starwood Hotels & Resorts Worldwide Inc del Gruppo Marriot International (Milano: The Westin Palace - Sheraton Diana Majestic; Venezia: Danieli - Grittti Palace - The Westin Europa Regina; Firenze: The Westin Excelsior - The St. Regis Florence; Roma: The St. Regis Roma - The Westin Excelsior) e che accompagnerà la fase di completamento del processo di acquisizione del Gruppo Starwood/Ciga avviato nel dicembre dello scorso anno.

Relazioni sindacali, ai tre livelli nazionale, territoriale/area e di hotel, disciplina delle rappresentanze sindacali unitarie, diritti individuali, mercato del lavoro, terziarizzazioni, indennità economiche, sistema premiante e welfare aziendale, gli ambiti di intervento del contratto integrativo che, si legge nella premessa dell’intesa, rappresenta “la soluzione idonea alla salvaguardia l’impianto delle relazioni industriali, al rafforzamento dei livelli occupazionali ed alla tenuta del potere di acquisto dei salari, assicurando nel contempo la continuità e la competitività sul mercato”.

Con l’accordo le parti si impegnano, a fronte di un eventuale aggravamento delle condizioni di crisi, ad un confronto preventivo per individuare le misure necessarie al superamento delle difficoltà aziendali. L’azienda non ricorrerà all’appalto di servizio per tutta la vigenza del contratto.

Tra i punti cardine dell’intesa la norma finalizzata alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro in regime di flessibilità; date le recenti problematiche in materia di ammortizzatori sociali che hanno reso meno accessibile la consequenzialità fra periodi di stagionalità lavorativa e periodi di fruizione delle indennità di disoccupazione con l’introduzione del nuovo sistema Naspi – cita espressamente l’accordo – le parti convengono di istituire la nuova figura di Part Time verticale a tempo indeterminato”. Il nuovo istituto sarà proposto al personale stagionale fidelizzato, nel rispetto del diritto di precedenza, con la durata minima del contratto part time verticale di 5 mesi, a cui si aggiunge un regime di flessibilità per un periodo minimo di 30 giorni nei periodi di picco della domanda e per esigenze organizzative.

Sulla malattia l’azienda continuerà a farsi carico del periodo di carenza dal primo giorno nella misura del 50% e del 100%in caso di patologie gravi e continuative. L’istituto del part time potrà inoltre essere esteso nel post partum e per gravi esigenze di salute e familiari. In caso di infortunio non riconosciuto dall’Inail sarà erogata a titolo di anticipazione una indennità dedicata riconosciuta anche ai lavoratori stagionali.

Il nuovo integrativo riconferma l’istituto del premio di risultato correlato al raggiungimento di parametri economico finanziari e qualitativi espressi come percentuali da variazione sull’anno precedente nonchè legati alla presenza effettiva; le parti hanno definito una soglia minima di ingresso pari a 500 euro lordi riconosciuta ai lavoratori a tempo indeterminato full time e proquota per i part time e per i lavoratori a tempo determinato che abbiano totalizzato non meno di 90 giorni di lavoro effettivo concordando sulla realizzazione di un adeguato sistema di welfare aziendale con l’impegno di procedere, entro 6 mesi dalla sottoscrizione, alla definizione di buoni di acquisto/voucher per l’acquisto di beni e servizi.

Entro il mese di gennaio 2019 le parti valuteranno l’estensione dell’applicazione dell’integrativo ai lavoratori dell’Hotel Excelsior Gallia di Milano. I sindacati hanno sollecitato l’apertura di un confronto sulle politiche di prevenzione sulla tematica delle molestie sessuali e della diversity.

Il funzionario sindacale della Fisascat Cisl Salvo Carofratello ha espresso «grande soddisfazione per l’integrativo siglato, il primo al mondo sottoscritto con il nuovo gruppo Marriot, che consolida un sistema di relazioni sindacali valido ed innovativo, confermando gli istituti previsti dalla contrattazione già esistente rilanciando sul welfare aziendale legato alla premialità e introducendo nuove soluzioni per ovviare l’interruzione dei rapporti di lavoro stagionali».
Per il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini «la norma sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro legata a strumenti di flessibilità contrattata rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza di un contratto integrativo che consolida le relazioni sindacali con la catena alberghiera più grande del globo che ha deciso di investire anche nel nostro Paese con l’auspicio sia il preludio allo sviluppo di un sistema contrattuale più ampio per tutte le realtà aziendali del gruppo».
 

GRANDE DISTRIBUZIONE - Il 64% dei dipendenti soffre di malattie professionali

26/11/2012

 

-Già nel 2009 la regione Lombardia aveva rilevato il costante aumento delle patologie invalidanti dovute ai sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Per questo aveva specifiche linee guida (decreto 3958 Direzione Generale Sanità 22.4.09) invitando le aziende a porre in essere azioni preventive. Oggi, le indagini effettuate su dipendenti della Grande Distribuzione Organizzata, dall’ASL di Brescia e in altre realtà italiane Lido di Camaiore/Viareggio dimostrano che le preoccupazioni della regione Lombardia erano fondate. A Brescia solo il 35,8 % dei 173 lavoratori indagati non presentava disturbi. Il 64,2%, 111 lavoratori  presentavano invece patologie connesse con l’attività lavorative. Di questi il 51 venivano sottoposti ad ulteriori analisi che rilevavano che il 58% di loro accusava patologie ( Morbo di Duplay, borsiti subacrominiali, enteropatie del sovra spinoso, epicondiliti, epitrocleiti ecc) dovute all’attività lavorativa.  Risultati analoghi si sono avuti in indagini recentemente effettuate a Lido di Camaiore e Viareggio. Questi dati si aggiungono a quelli della medicina del Lavoro di Bologna che aveva verificato un incidenza del tunnel carpale tra le cassiere full time del 28,95% 3 volte quello che si riscontra tra le insegnanti. Questi dati dimostrano quanto sia opportuno che la regione Lombardia intensifichi gli interventi per il rispetto delle linee guida su citate sollecitando la revisione dei documenti di valutazione del rischio delle aziende e l’adozione di misure preventive. Altro elemento che le ricerche evidenziano è che, nonostante  le aziende oggetto dell’indagine abbiano un medico o più medici competenti responsabili della sorveglianza sanitaria  questi non hanno mai o quasi mai segnalato la presenza di malattie professionali o patologie legate all’attività lavorativa che invece gli organi di vigilanza hanno evidenziato in maniera significativa. Nell’incontro in programma martedì 27 novembre, presso la Camera del Lavoro, Filcams-Fisascat e Uiltucs parleranno anche dell’assurdità di quanto avviene in Lombardia dove ogni ASL ha definito tariffe che vanno da 0 a 179 euro per i lavoratori che presentano ricorso avverso ai giudizi dei medici competenti aziendali. Prestazioni che ai sensi delle leggi in vigore “non devono comportare in nessun caso oneri finanziari per i lavoratori.

PANIFICATORI - Rinnovato il contratto integrativo regionale

24/07/2018

Nella serata di giovedì 19 Luglio 2018 è stato sottoscritto il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale del settore Panificazione (CIRL) tra Fai Cisl-Flai-Uila Lombardia e le controparti datoriali di: Unione Regionale Panificatori Lombardia (Federpanificatori Fippa), Federazione Assipan-Confcommercio rappresentata per la Lombardia dalla Associazione Panificatori di Lecco e Assopanificatori Fiesa Confesercenti Lombardia.

L’accordo sottoscritto - che interessa circa 20.000 Lavoratori e circa 4.000 aziende con caratteristiche e specificità differenziate tra le province lombarde – recupera positivamente il percorso di sviluppo della contrattazione collettiva nell’ambito regionale e il consolidamento del sistema bilaterale lombardo. 

Analogamente a quanto previsto dal CCNL di settore siglato il 17 maggio 2017, il nuovo integrativo regionale, che declina diversi aspetti dell’evoluzione del settore della panificazione lombarda avvenuti in questi anni, avrà durata quadriennale e scadrà a Dicembre del 2021.

In particolare, il nuovo contratto integrativo della panificazione, che si aggiunge alle intese regionali sottoscritte dal 2011 in poi (anno di costituzione dell’ente bilaterale di settore EBIPAL), prevede:
• Il potenziamento del sistema bilaterale regionale ampliando le prestazioni e le provvidenze economiche esistenti;
• L’introduzione del “bollino di qualità” attraverso la definizione di un disciplinare che identifichi nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa criteri idonei a certificare sia la corretta applicazione delle regole normative previste dal CCNL e dal CIRL sia all’adesione agli enti bilaterali di settore;
• l’istituzione della “banca ore” nell’ambito delle ore di lavoro straordinario al fine di soddisfare comuni esigenze di flessibilità organizzativa connesse alla variazione d’intensità dell’attività lavorativa, in virtù dell’andamento del mercato con picchi e flessi, e allo stesso tempo disciplinando nell’arco dell’anno i connessi periodi di riposo;
• la possibilità di un ulteriore sviluppo del “Welfare contrattuale”, in armonia con le misure già previste dal sistema bilaterale; 
• l’accordo sul “premio regionale per obiettivi (PROV)”; che a parametro medio A2 per i lavoratori dei Panifici Artigiani equivale a: € 420 per il 2019; € 460 per il 2020; € 501 per il 2021. Mentre per i lavoratori dei Panifici Industriali il PROV a parametro medio 3°B equivale a: € 600 per il 2019; € 642 per il 2020; € 685 per il 2021. Per il 2018 e stata prevista la copertura economica con una Tantum Economica non riparametrata: € 200 per i lavaratori dei panifici artigiani e € 250 per i lavoratori dei panifici industriali.
• stampa CIRL riordino delle normative contrattuali regionali di settore a partire dalle intese del 2011, insieme allo statuto dell’ente bilaterale, le relative prestazioni e provvidenze, prevedendo la divulgazione alle Lavoratrici e ai Lavoratori.
 

LAVORO - Sbarra: "Occupazione in recupero, ma il decreto Dignità va corretto"

13/09/2018

“I dati Istat del II trimestre 2018 mostrano una crescita dell’occupazione a ritmi sostenuti che porta, a dieci anni dall’inizio della crisi, a recuperare finalmente e superare i livelli del 2008. E’,  però, cambiata la composizione: in questi dieci anni è cresciuta l’incidenza del lavoro dipendente di quasi tre punti percentuali, ma soprattutto colpisce che nel II trimestre 2008 l’incidenza dei rapporti a termine sul totale era del 10,4%, nello stesso periodo del 2016 era del 10,8%, nel secondo trimestre 2018 è stata del 13,4%”. E’ quanto si legge in una nota del segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.
“E’ negli ultimi due anni, quindi, che si è andata evidenziando con forza questa tendenza – sottolinea - per più cause concomitanti: il classico effetto ciclico delle prime fasi di ripresa economica non consolidata, l’effetto della liberalizzazione dei contratti a termine del decreto Poletti, la fine della decontribuzione totale sul lavoro stabile, un probabile travaso dalle collaborazioni a progetto e a Partita Iva, dopo le norme anti-abuso introdotte nel 2015, e poi dai voucher, abrogati un anno fa”. 
“In questo senso il decreto con cui il Governo ha appena imposto alcune limitazioni ed un aggravio di costi per l’utilizzo dei rapporti a termine  - prosegue Sbarra - sembra andare nella giusta direzione, ma da una parte, crea forti criticità per la rigidità delle causali, senza possibilità di deroga per la contrattazione collettiva, e per le restrizioni eccessive poste alla somministrazione, dall’altra si tratta di un intervento che da solo è insufficiente. Potrebbe infatti portare ad un mero aumento del turn over di lavoratori a termine e somministrati, come in parte sta già avvenendo, ad un maggiore utilizzo dell’orario straordinario o a sostituire i contratti a termine con forme di precarietà e sottotutela ben più gravi, quali le cooperative spurie e l’abuso dei tirocini o, infine,  se saranno attuate le annunciate forti agevolazioni fiscali per le partite Iva, ad un nuovo opportunistico spostamento verso l’abuso del lavoro autonomo”.
“In definitiva è difficile, e illusorio, incidere più di tanto sui livelli e sulla composizione dell’occupazione semplicemente tramite la continua modifica delle regole. Il contrasto alla precarietà  - conclude - non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine, ma incentivando in maniera più sostanziosa il lavoro stabile, rafforzando le politiche attive e soprattutto, favorendo crescita e sviluppo. E’ quanto ci attendiamo nella prossima legge di bilancio”.
 

LIBRI - Firmato accordo fra Adiconsum e Associazione Librai Italiani

30/07/2018

ALI, Associazione Librai Italiani aderenti a Confcommercio, e  ADICONSUM hanno firmato un Protocollo di intesa per sostenere la cultura  e il settore del libro.

“Ci siamo rivolti anche al mondo dei consumatori  – spiega Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio - convinti che superare la “mercificazione” del libro sia un altro passo necessario per recuperarne il valore sociale e rimettere al centro le librerie nella sua distribuzione. Il mondo del consumo rappresentato da Adiconsum ha raccolto il nostro invito perché ha compreso che in gioco non c’è solo l’interesse dei librai, ma anche dei cittadini”.

Gli obiettivi  della collaborazione tra commercianti e consumatori è fornire maggiore consapevolezza informativa a chi acquista i libri, portare avanti un’attività di tutela dell’intera filiera adoperandosi  nelle sedi opportune affinché il prezzo dei libri di testo non abbia rincari superiori alla normativa vigente e comunque per un suo contenimento; sensibilizzare le istituzioni e chi le rappresenta sull'importanza di una presenza diffusa di librerie sul territorio; rivendicare da parte delle istituzioni interventi tesi a garantire la reale concorrenza nel mercato a tutela sia del consumatore che degli operatori commerciali, contrastando e denunciando quindi ogni situazione che con essa contrasti.

“Lo sviluppo della conoscenza e dell’informazione è da sempre nelle corde di Adiconsum – dichiara Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – Con la sottoscrizione del protocollo con Ali-Confcommercio, intendiamo salvaguardare e sostenere la cultura in generale, agendo su due fronti: tutelare la filiera, in un’ottica di sviluppo di una reale concorrenza del mercato, segnalando ad esempio gli operatori commerciali disonesti, e dall’altro, di lavorare per un contenimento dei costi, che possa avvicinare sempre più consumatori alla lettura, ed in particolare il mondo dei giovani. Non faremo mancare il nostro sostegno a quest’iniziativa anche attraverso tutte le nostre strutture presenti sul territorio”. 

PONTE GENOVA - Furlan: "Ora serve vicinanza alle famiglie e unità del Paese per evitare altre tragedie"

21/08/2018

“Questo e’ il momento della vicinanza e di profonda partecipazione al dolore di una intera comunita’ e di tante famiglie spezzate da questa tragedia immane”. Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan commentando l’omelia del Cardinale Bagnasco ai funerali di stato delle vittime della tragedia di Genova dalle pagine di 'Avvenire' ed  'Il Secolo XIX'. “Dobbiamo fare tesoro delle parole toccanti e dell’appello accorato del Cardinale Bagnasco che oggi nel corso della sua omelia a Genova oltre a rinnovare i sentimenti di vicinanza e di solidarieta’ nei confronti delle famiglie che hanno perduto i loro cari, ha giustamente sottolineato che dobbiamo sapere costruire ponti nuovi e camminare insieme. Parole di grande umanita’ e di alto significato spirituale e materiale. Per questo e’ stato importante che oggi cattolici e musulmani abbiamo partecipato insieme al rito funebre di Genova, un segnale chiaro di integrazione, fratellanza, solidarieta’ e unita’ del nostro paese che anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha giustamente sollecitato in questo momento di commozione di tutte le italiane e gli italiani. Oggi piu’ che mai occorre che tutti dimostrino concretamente senso di responsabilita’ ed unita’ di intenti: istituzioni, comunita’ locali, forze politiche, parti sociali per dare una risposta immediata alle tante famiglie distrutte da questa tragedia, facendo giustizia senza giustizialismi ed aprendo anche una fase nuova nella costruzione e nella manutenzione delle opere pubbliche di cui il paese ha sempre piu’ bisogno”.

RICERCA DI PERSONALE - Operatori sportello commerciale e bancario

03/09/2018

Si segnala una interessante opportunità professionale rivolta esclusivamente a persone iscritte al Collocamento Obbligatorio (Categorie Protette).

I candidati interessati possono inviare il proprio curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.


OPERATORI SPORTELLO COMMERCIALE BANCARIO

Per conto importante Istituto di Credito, selezioniamo Operatori di Sportello Commerciale, in possesso dei seguenti requisiti:

- (imprescindibile) iscrizione liste collocamento obbligatorio

- laurea (triennale o specialistica o vecchio ordinamento).

E' richiesto il domicilio in Milano o provincia e costituirà requisito preferenziale l'iscrizione all'Albo dei Promotori Finanziari.

La selezione sarà effettuata attraverso un test attitudinale ed un colloquio motivazionale. Un periodo di formazione sarà propedeutico all'inserimento lavorativo.

Si offre contratto con prospettive a lungo termine.

Sede di lavoro Milano e Provincia

RIF. Operatori Sportello

SOCIETA' - Tre italiani su dieci a rischio povertà

10/12/2012

Tre italiani su dieci rischiano di finire nella triste categoria dei poveri. Quelli che la bistecca si mangia una volta la settimana, che non riescono a fare una vacanza lontano da casa, che devono tenere i riscaldamenti spenti e che una spesa di 800 euro imprevista è un salasso inaffrontabile. Sono gli anziani, le famiglie con un solo reddito o quelle con tanti figli. Secondo il rapporto dell'Istat su reddito e condizioni di vita, il 28,4% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale. La situazione è peggiorata negli ultimi due anni e vivere in Italia oggi è peggio che stare in qualsiasi altro paese europeo. Nel 2011 l'indicatore è cresciuto di 2,6 punti percentuali rispetto al 2010 a causa dall'aumento della quota di persone a rischio di povertà (dal 18,2% al 19,6%) e di quelle che soffrono di severa deprivazione (dal 6,9% all'11,1%). Dopo l'aumento osservato tra il 2009 e il 2010, sostanzialmente stabile (10,5%) è la quota di persone che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro. Il rischio di povertà o esclusione sociale è più elevato rispetto a quello medio europeo (24,2%), soprattutto per la componente della severa deprivazione (11,1% contro una media dell'8,8%) e del rischio di povertà (19,6% contro 16,9%). Come dire che basta ancora poco per finire nella peggiore delle condizioni possibili. 

Aumentano, rispetto al 2010, gli individui che vivono in famiglie che dichiarano di non potersi permettere, nell'anno, una settimana di ferie lontano da casa (dal 39,8% al 46,6%), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente l'abitazione (dall'11,2% al 17,9%), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,5%) o che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%). Il 19,4% delle persone residenti nel Mezzogiorno è gravemente deprivato, valore più che doppio rispetto al Centro (7,5%) e triplo rispetto al Nord (6,4%). Nel Sud l'8,5% delle persone senza alcun sintomo di deprivazione nel 2010 diventa gravemente deprivato nel 2011, contro appena l'1,7% nel Nord e il 3% nel Centro.

Le famiglie più esposte al rischio di deprivazione sono quelle più numerose e/o con un basso numero di percettori di reddito. Si trovano più spesso in condizioni di disagio le famiglie monoreddito, come gli anziani soli e i monogenitori, e quelle con tre o più figli minori. Le persone in famiglie a prevalente reddito da lavoro autonomo mostrano una minore diffusione della severa diprivazione di quelle sostenute dal lavoro dipendente o da pensioni; le famiglie di pensionati sono anche quelle che hanno mostrato i più evidenti segnali di peggioramento tra il 2010 e il 2011. Il rischio di povertà, calcolato sulla base del reddito 2010, mostra aumenti più marcati tra gli individui residenti nelle regioni del Mezzogiorno, in famiglie monoreddito, dove la fonte principale di reddito è da lavoro, sia dipendente sia autonomo, tra le coppie con figli, con almeno un minore, i monogenitori e le famiglie di altra tipologia, con membri aggregati.

 

CONTRATTI - Uneba: rotte le trattative per il rinnovo

12/12/2012

 

Nella giornata del 7 dicembre si è nuovamente interrotto il confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro  Uneba 2010-2012. Il confronto era ripreso a gennaio scorso dopo un interruzione di 18 mesi ed a fronte della richiesta dei sindacati di categoria di Cgil-Cisl e Uil  di affrontare la questione del rinnovo della parte economica il tavolo si era interrotto, visto che Uneba voleva rinnovare il contratto solo per la parte normativa. Unitariamente era stato dichiarato lo stato di agitazione e organizzate le assemblee nei luoghi di lavoro. Durante l'estate è ripreso il confronto ed in questi mesi si è affrontata in particolare la parte normativa. La parte economica è stata affrontata solo negli ultimi due incontri.

Al fine di arrivare al rinnovo del CCNL Uneba era stata organizzata una due giorni per avere le condizioni di affrontare sia la parte normativa che economica, con l’obiettivo di analizzare articolo per articolo del CCNL. Il confronto si è aperto sulla definizione del perimetro economico e Uneba ha presentato una proposta che unitariamente abbiamo considerato inaccettabile in quanto molto al di sotto rispetto a quanto già sottoscritto in altri contratti del settore (Cooperative Sociali, Agespi, Anffas e Agidae).

La proposta economica sostenuta da UNEBA era:

- incremento mensile di 45€ suddiviso in tre tranches (10 € a Dicembre 2012, 20 € a Luglio 2013 e 15 € a Novembre 2013);

- una tantum per il triennio arretrato;

- un valore aggiuntivo per l'assistenza sanitaria integrativa (5/7 €) da gennaio 2014;

- 10 € di costo mensili da definire a livello di contrattazione di secondo livello per attività formativa.

Il confronto si é, infatti, concluso con la dichiarazione della controparte di interruzione della trattativa con la motivazione che la distanza tra le nostre proposte e quella di Uneba non era al momento colmabile, ribadendo la proposta presentata all'inizio dell'incontro. Uneba, in particolare la delegazione Lombarda, non ha mai fatto una concreta proposta, ribadendo  che i lavoratori hanno già percepito da tempo gli aumenti salariali ed oggi non devono richiederne altri. Questo a 20 giorni dalla data di scadenza del contratto, in un momento di crisi e di caos contrattuale che avrebbe bisogno di un segnale forte e responsabile da parte di un'associazione come Uneba.

Siamo convinti - sostengono i sindacati- che le difficoltà delle strutture causate dai tagli del governo e dalla situazione di crisi del Paese non si possano scaricare sulle spalle dei lavoratori che da 35 mesi aspettano il rinnovo del contratto. In risposta alla rigidità, alla chiusura totale e all'irresponsabilità dimostrata da Uneba riteniamo necessario procedere ad una immediata dichiarazione dello stato di agitazione dei lavoratori occupati nelle istituzioni aderenti ad UNEBA e all'indizione di assemblee retribuite in tutti i posti di lavoro per condannare il comportamento di Uneba ed illustrare dettagliatamente ai lavoratori le richieste e le proposte che sono state discusse al tavolo, dandone adeguata visibilità nei mezzi di informazione locali.

LAVORO - Sbarra: "Segnali di flessione da non sottovalutare. Urgenti strategie di crescita nella prossima legge di bilancio" 

03/09/2018

"Per il secondo mese di seguito gli occupati registrano una flessione, andando ad interrompere la ripresa occupazionale avviata faticosamente dopo la lunga crisi economica e che proseguiva da due anni". Lo dichiara in una nota il Segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. "Leggendo i dati diffusi dall’Istat insieme a quelli dell’osservatorio sul precariato diffusi dall’Inps, emergono anche altri segnali allarmanti, come il saldo tra attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro stabili che torna negativo e, in generale, il rallentamento del ritmo di crescita di tutte le tipologie di assunzioni.Del resto, questi numeri rispecchiano il rallentamento della dinamica dell’economia italiana già evidenziatosi nel secondo trimestre del 2018, che determina incertezza e preoccupazione nelle scelte delle imprese. Si tratta di segnali da non sottovalutare e da affrontare, a partire dalla prossima legge di bilancio, con adeguate strategie di sviluppo a partire da misure per favorire gli investimenti in infrastrutture materiali, tema riproposto drammaticamente dopo i fatti di Genova ed immateriali, l’ innovazione e ricerca, la politica industriale e di sostegno alle imprese, sempre con una forte attenzione al Mezzogiorno". "Imprescindibile è, poi- conclude Sbarra- la riduzione strutturale del costo del lavoro stabile, misura che è mancata nel decreto dignità e che va ora recuperata in legge di bilancio con risorse certe e consistenti".
 

Lavoro - Corso di formazione per magazzinieri

01/10/2018

CORSO DI FORMAZIONE PER MAGAZZINIERE

A ottobre, disoccupati da almeno 12 mesi avranno l'opportunità di partecipare gratuitamente ad un corso per acquisire le competenze tipiche di un magazziniere, con esame finale per il conseguimento del Patentino del muletto. E' necessario essere in possesso di una DID non successiva a settembre 2017 ed avere il domicilio in Milano. Il percorso formativo sarà reso possibile grazie all'attivazione di una Dote Unica Lavoro.
Le persone interessate possono inviare la propria candidatura all'indirizzo
cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato ed allegando il proprio curriculum.

Aggiornamento trasversale professionalizzante corso di magazziniere
requisiti obbligatori:
- stato di disoccupazione non inferiore a 12 mesi (DID non successiva a settembre 2017)
- domicilio in Milano e provincia

moduli formativi (totale ore 110):
- attrezzature e macchinari per la movimentazione merci (8 ore)
- diritto del lavoro ed autoimprenditorialità (16 ore)
- elementi di Comunicazione (24 ore)
- elementi di informatica (24 ore)
- elementi di Merceologia (16 ore)
- normativa sui rifiuti e gli imballaggi (6 ore)
- sicurezza sul luogo di lavoro (16 ore)

n.b. il corsista dovrà effettuare anche 18 ore di colloquio individuale di orientamento al lavoro

date ed orari:
- dal 5 ottobre al 15 novembre
- dal lunedì al venerdì, con orario 14.00-18.00

docenti:
Formatori professionisti, esperti della singola disciplina

RIF:
Corso Magazziniere

RICERCA DI PERSONALE - 80 posti di lavoro alla Lidl

02/10/2018

80 POSTI DI LAVORO ALLA LIDL

Le persone interessate possono presentare la propria candidatura direttamente su sito lavoro.Lidl.it, entro il giorno 2 ottobre. Seguirà Recruiting day.

Ottanta nuovi posti di lavoro da Lidl a Milano. La catena di supermercati premiata Best Workplace dal Great Place to Work Institute ha annunciato un recruiting day il 6 ottobre. I punti vendita di Lidl sul territorio nazionale sono più di 600, 14 mila i collaboratori, ma entro l'anno è previsto un ampliamento in zona Milano. I colloqui si svolgeranno nella formula one to one con il team di selezione di Lidl Italia. L'evento Lidl è a numero chiuso e per partecipare è necessario compilare un form entro il 2 ottobre sul sito lavoro.Lidl.it. Tra tutti coloro che si iscriveranno, verranno convocati i candidati più in linea con i profili ricercati, che riceveranno personalmente una mail con le indicazioni dell'orario e del luogo dell'evento. L'annuncio è indirizzato a persone motivate ad entrare a far parte del team Lidl per un impiego all'interno dei punti vendita del milanese anche con ruoli di responsabilità di alcune attività operative, oltre ad avere il compito di contribuire a rendere piacevole l'esperienza di acquisto della clientela. Tre sono le figure ricercate, nel dettaglio: assistant store manager, addetto vendite, e operatore di filiale. Per i potenziali candidati l'evento del 6 ottobre a Milano sarà l'occasione per entrare direttamente in contatto con l'azienda e sostenere un colloquio conoscitivo. Al termine dell'iter di selezione i più meritevoli saranno assunti con un contratto iniziale a tempo determinato e concrete possibilità di assunzione a tempo indeterminato. In Lombardia Lidl è in espansione ed è attualmente presente con circa 110 supermercati, oltre ad un centro logistico a Somaglia (LO) che complessivamente impiegano più di 2300 dipendenti.

“DIFENDIAMO INSIEME ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE” - Un volantino di Cgil, Cisl, Uil Lombardia

16/10/2018

Nei prossimi giorni verrà distribuito un volantino delle tre Organizzazioni Sindacali confederali della Lombardia di cui riportiamo il testo:

“DIFENDIAMO INSIEME ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE 

DIFENDIAMO gli uomini e le donne di tutto il mondo, di ogni nazionalità, religione, colore.

DIFENDIAMO i modelli di integrazione che, nel rispetto della legalità, permettono a tutte le persone che vivono nella stessa comunità di convivere, per mezzo del lavoro, con eguali dignità e diritti.

DIFENDIAMO l’integrazione realizzata nei piccoli centri sparsi su tutto il territorio nazionale, che favoriscono la convivenza civile, piuttosto che nei grandi ghetti che alimentano forme di illegalità e condizioni non umane di vita.

DIFENDIAMO il diritto ad un lavoro dignitoso: il lavoro è la forma essenziale e primaria di garanzia per una vita degna di essere vissuta.

DIFENDIAMO i diritti umani: quello di tutti i bambini e le bambine di andare a scuola e di essere considerati e trattati allo stesso modo, quello di ogni persona di integrarsi nella comunità locale, rispettando i doveri e vedendo rispettati i diritti, quello di vivere in pace nel proprio paese di origine, ma anche in quello dove si è trovato rifugio, scappando da guerre e carestie, quello di avere una assistenza sanitaria e sociale sempre rispettose dell’inviolabile dignità umana, quello di una convivenza civile fatta di regole, rispetto, sicurezza e solidarietà.

DIFENDIAMO e siamo impegnati affinché anche nella nostra regione e nelle nostre comunità locali si affermi un modello di integrazione fatto di regole certe ed esigibili per tutti e tutte, di comunità di accoglienza “a misura” della dignità umana, di diritto all’istruzione di qualità e di servizi sociali aperti, equi ed inclusivi.

PER TUTTO QUESTO SIAMO STATI, SIAMO E SAREMO IN OGNI LUOGO DOVE I VALORI DELLA PACE, DELLA LIBERTÀ, DEI DIRITTI E DEI DOVERI, DELLA SOLIDARIETÀ, DELL’ACCOGLIENZA E DELL’INTEGRAZIONE SI AFFERMANO E SI PRATICANO”.


 

(AGIELLE) - EXPO: SINDACATI, EMERGENZA LAVORO, SCARSO IMPEGNO DI CONFINDUSTRIA E CONFCOMMERCIO

19/12/2013

(AGIELLE) - MILANO - Forte presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil sulle prospettive di lavoro relative ad Expo nell’area metropolitana milanese. “I ritardi sul mercato del lavoro sono gravi – spiegano Cgil, Cisl e Uil – interamente addebitabili ala pigrizia istituzionale, ed alla cecità delle imprese. Confindustria e Confcommercio in primo luogo, che hanno pensato di utilizzare Expo 2015 per precarizzare ulteriormente il mercato del lavoro, anziché approfittare della maggiore offerta di lavoro che l’esposizione può generare per sperimentare un modello virtuoso di gestione del locale mercato del lavoro imperniata sul trinomio formazione-lavoro-ricollocamento, come proposto da Cgil, Cisl e Uil”. “Il grande problema è il futuro dei posti di lavoro – dice Renato Zambelli, segretario della Cisl metropolitana - domani sono a Milano due ministri per parlare di lavoro ed Expo. Noi vogliamo portare a quel tavolo il dopo Expo. Tra i dipendenti della spa e tutti i lavoratori impegnati nell’evento, con contratti a termine o a somministrazione, occorre prendere in carico questo problema, tutti assieme e costruire un percorso di lavoro per il dopo Expo”. “Oggi rilanciamo il lavoro –spiega Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro (Cgil) - perché 60 mila curricula a fronte di 600 posti, la dicono lunga sulla fame di lavoro che c’è sul territorio. C’è attenzione rispetto all’Expo, però senza realismo sul tipo di profili professionali che occorrono, non servono solo gli scienziati. Sulla legalità occorre tenere alta la guardia, il 60% della White list non è ancora stato vagliato, è un problema serio”. E sull’illegalità Zambelli aggiunge: “La mafia per ora è fuori chi tenta di portarla dentro paga”. Dice Zambelli, “Quello dell’illegalità è un allarme costante, non ci sono elementi specifici, ma noi abbiamo realizzato una serie di protocolli con ministero e prefettura, per tutelare l’evento dall’illegalità. Ci sono dei tavoli che operano col sindacato un monitoraggio costante e questo è un buon risultato. Per la prima volta a questi tavolo è in gioco anche il futuro dei lavoratori, perché quando cacci un’azienda resta aperto il problema dei lavoratori. Il protocollo tutela anche il lavoratore che non si sente più esposto al rischio di perdere il lavoro” Anche Walter Galbusera, segretario della Uil insiste: “Un tavolo di lavoro è auspicabile, perché bisogna trovare una sede autorevole dove parlare di Expo e di dopo Expo. Questa potrebbe essere la vera occasione per raggiungere gli obiettivi e incontrare la ripresa con un sistema davvero efficiente”. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - MILANO: GALVAGNI (CISL), DELUDENTE RIUNIONE GIUNTA, PRIORITA A LAVORO, PERIFERIE, PARTECIPATE

12/01/2014

(AGIELLE) - MILANO - “Deludente l’incontro di giunta allargato alle zone e alle associazioni – dice Danilo Galvagni segretario della Cisl milanese – perché ancora una volta non si sono voluti affrontare i veri problemi. Non si può governare la città con gli espedienti, con le isole pedonali “reversibili” e pensate unicamente per il centro città. E le periferie? Abbandonate a se stesse, con servizi carenti e trasporti pubblici, spesso, inadeguati (vedi quartiere Binda e San Paolo dove i lavoratori Atm Sono costretti a muoversi in auto). E sul tema mobilità occorre chiarezza: non basta moltiplicare le opportunità nel centro, quando la rete del trasporto pubblico è penalizzata. Servono veicoli moderni, uomini e mezzi per rafforzare la rete. Sul tesoretto di a2a, gestito come il “gioco dei pacchi”, fingendo di far scegliere i cittadini, non è il caso di aggiungere altro. Le periferie hanno bisogno di un piano serio. Ma su tutto c’è l’emergenza lavoro, che anche a Milano morde. Neppure un cenno poi sull’opportunità Expo, per la quale i sindacati confederali e la società Expo Spa hanno definito un progetto. Ma se la città non riparte, con le associazioni d’impresa e il comune a fare da motore, servono a poco anche i protocolli. Expo e Milano devono costruire un dialogo produttivo in Europa, con un forte accento sulle produzioni del territorio. L’alimentazione sarà il cuore dell’Esposizione e Milano deve farsi interprete dell’economia lombarda, valorizzando le produzioni migliori. Magari valorizzando il ruolo di Sogemi, altra realtà abbandonata a se stessa. Serve un salto di qualità su tutta la partita Expo. E poi c’è il grave problema delle società partecipate, totalmente ignorato nell’incontro di giunta. Il panorama è preoccupante. Di Sea si sa, c’è il nodo della Handling da risolvere in sede europea, ma al momento il comune tace. L’Amsa, svuotata degli impianti, rischia il declino; a2a, che ha ereditato con a2a Ambiente gli inceneritori, ad oggi, è alle prese con la nuova governante, viene vissuta dal comune come un bancomat. E poi il nodo Atm-Trenord, ancora da sciogliere. Su tutto questo il comune deve aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali, perché in gioco ci sono migliaia di lavoratori e la qualità dei servizi cittadini. A questa opzione non vediamo scelte alternative – conclude Galvagni - o si discute assieme sul futuro delle partecipate e sul destino dei lavoratori, oppure la distanza rischia di diventare incolmabile”. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - ZTL GARIBALDI: TASSISTI, COL VIA LIBERA AL CAR SHARING SI FAVORISCE UNA CATEGORIA DI NICCHIA

14/01/2014

(AGIELLE) - La Categoria Unita dei tassisti milanesi, che raccoglie le sigle sindacali: Satam-Cna, Confartigianato Taxi Milano, Lega Coop, Unione Artigiani, Agci, Uil Trasporti, Tam-Casartigiani,Cci, Fit  Cisl, ha siglato un documento a proposito della possibilità delle auto Car Sharing di entrare nella Ztl di corso Garibaldi. Il testo: "Apprendiamo dalle pagine dei giornali (Corriere Milano del 12/1/2014) la decisione con valenza nelle prossime settimane, che permetterà alle autovetture del Car Sharing di accedere all'area Ztl di corso Garibaldi. La notizia ci coglie di sorpresa e ci lascia decisamente stupiti. In questi anni abbiamo assistito, e in parte ne abbiamo condiviso le finalità, alla costituzione di aree protette che valorizzassero l'utenza debole (pedoni e ciclisti). In particolare abbiamo condiviso l’intendimento di non penalizzare i residenti e, conseguentemente, il servizio di trasporto pubblico (taxi e atm), pur puntando su una limitazione del traffico a beneficio delle condizioni ambientali. Con il recente provvedimento, però, di estendere l’accesso alla Ztl Garibaldi alle auto del cosiddetto Car Sharing, dobbiamo constatare che la politica seguita fino a questo momento è cambiata, e la tutela del cittadino non rientra più tra le priorità di questa amministrazione. Più precisamente con questa decisione si vuole valorizzare in modo assolutamente palese un'utenza di nicchia a discapito della collettività. Non solo, il provvedimento è destinato a produrre una forte spinta alla circolazione di auto private, sia pure in condivisione, a discapito dell’intero sistema di trasporto pubblico, costituito, come si sa da mezzi pubblici e soprattutto da taxi che ancora una volta rischiano di essere penalizzati per ragioni che non ci è dato sapere. Il servizio taxi, relegato da anni ad essere una presenza obsoleta nel trasporto cittadino, a cui viene ormai da tempo negata ogni forma di miglioramento ( leggi colonnine telefoniche, richieste per nuove corsie riservate, telecamere per la sicurezza, lotta all'abusivismo) andrebbe, invece, valorizzato per le potenzialità che oggettivamente esprime. Da troppo tempo, del resto, si preferisce favorire interessi privati, premiando, come detto una fascia limitata di cittadini. Non condividiamo e non capiamo il progetto di cui sopra e continuiamo ad auspicare un impegno diverso da parte dell’Amministrazione Comunale, teso a non vanificare tutto il lavoro svolto negli anni passati sia in termini di progettazione che di realizzazione di aree protette. - (agiellenews.it)

STUDI PROFESSIONALI: AL VIA NEGOZIATO PER IL NUOVO CONTRATTO

22/01/2014

Da oggi riprendono le trattative per il rinnovo del contratto nazionale degli studi professionali, settore che occupa oltre un milione di addetti e più di 400 mila stagisti e praticanti. La Fisascat Cisl, nel corso del primo incontro negoziale con la Confprofessioni, proporrà di avviare il confronto in particolare sui temi della sfera di applicazione e della classificazione del personale, della bilateralità di settore e del welfare contrattuale, capitoli sui quali, già nella precedente tornata negoziale conclusasi nel 2011 con il rinnovo contrattuale, era stata prevista una estensione della normativa di riferimento con l'applicazione del Ccnl anche per i rapporti di lavoro cosiddetti atipici (praticantato, collaborazioni coordinate a progetto, partite Iva, stage formativi) e con il rafforzamento del welfare contrattuale e del sistema della bilateralità (Ebipro, Cadiprof e Fondoprofessioni).

 

Per la Fisascat sarà prioritario, in questa nuova fase di confronto, definire la normativa sulla classificazione riferita alle figure professionali entrate a pieno titolo nella sfera di applicazione - personale del recupero crediti, dei laboratori di analisi e di coloro che hanno negli studi professionali un ruolo autonomo ed anche dei professionisti non iscritti all'albo professionale - e già ricomprese nella 5^ area del Ccnl. In relazione alla bilateralità la Fisascat chiede inoltre di aumentare il finanziamento all'Ebipro previsto dal contratto nazionale al fine di creare le condizioni per la costituzione di un Fondo di Solidarietà di tipo Bilaterale per le aziende al di sotto dei 15 dipendenti che rappresentano circa il 90% della tipologia delle aziende del settore. Sul tema del sostegno al reddito le parti hanno già siglato lo scorso anno un accordo per il triennio 2013 - 2015 sull'avvio di un sistema sperimentale di prestazioni integrative al reddito per i casi di sospensione dell'attività lavorativa, di crisi aziendale, per i lavoratori che già percepiscono prestazioni di cassa integrazione in deroga e per coloro ai quali si applicano i contratti di solidarietà di tipo difensivo. Non meno importante per la Fisascat è la definizione della normativa sul rilancio del 2° livello di contrattazione correlato anche al salario di produttività e sull'obbligatorietà dell'iscrizione al fondo di previdenza complementare Fon.Te.. Sulla parte economica la Fisascat proporrà un aumento comunque non inferiore a quello previsto dal precedente rinnovo contrattuale - che aveva quantificato l'incremento salariale in 87,50 euro al 3° livello - finalizzato anche al riconoscimento della professionalità degli addetti del settore.

 

"Nelle trattative per il rinnovo contratto di lavoro dei dipendenti degli studi professionali e delle aziende collegate, di fatto già strutturalmente revisionato nel 2011, tenteremo di sviluppare ulteriormente la normativa già definita  - sottolinea il sindacalista della Fisascat Mario Piovesan - Il nostro obiettivo rimane quello di consolidare i diritti e le tutele garantiti dal welfare di settore e puntare al riconoscimento della professionalità degli addetti del comparto".

E sulla necessità di assicurare anche un aumento economico dignitoso e rispondente al livello professionale interviene anche il segretario generale della categoria Pierangelo Raineri. "Garantire un aumento economico dignitoso - ha dichiarato Raineri -  è un nostro dovere come lo è quello di assicurare il consolidamento del welfare contrattuale e della bilateralità di settore anche in considerazione degli effetti della recessione ancora in atto che avrà ancora pesanti ripercussioni anche nel settore delle professioni".

LA CINA ALLA CONQUISTA DELL'ITALIA - Convegno di Cisl e Iscos Lombardia

22/10/2018

Sono già 641 le imprese italiane controllate da 300 gruppi cinesi o di Hong Kong. Oltre 30mila i dipendenti coinvolti. Quali prospettive per la tutela dei lavoratori? In occasione della sua visita eccezionale in Italia, martedì 23 ottobre, Cisl e Iscos Lombardia ne discutono con Han Dongfang, attivista sindacale cinese e fondatore del primo sindacato indipendente in Cina durante le dimostrazioni di Piazza Tienanmen nel 1989.

Ex-operaio delle ferrovie di Pechino, dopo anni di repressioni e di carcere, oggi Han dirige il China Labour Bulletin, un’organizzazione non governativa di Hong Kong con la quale sostiene i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori cinesi. 

Al centro dell'incontro presso la sede regionale Cisl di via Vida 10 i temi dello sviluppo economico in Cina, gli investimenti di questo paese in Italia e la condizione dei lavoratori.

Intervengono alla mattinata anche Rita Fatiguso, corrispondente da Pechino de Il Sole 24ore, Aldo Zuccolo e Massimo Zuffi, della Fim e Femca Cisl, che illustreranno i casi Candy e Pirelli. 

Le due aziende sono solo due esempi di investimenti cinesi in Italia, che oggi vanno dai 400 milioni di euro di Shanghai Electric in Ansaldo Energia all’acquisizione del 35% di Cdp Reti da parte del colosso dell'energia elettrica di Pechino, China State Grid, per un valore complessivo di 2,81 miliardi di euro.

Conclude l'incontro Ugo Duci, segretario generale Cisl Lombardia. 

RICERCA DI PERSONALE - Assistente alla poltrona studio dentistico

26/10/2018

Le persone interessate ed in possesso dei requisiti possono inviare il proprio curriculum all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

ASSISTENTE ALLA POLTRONA

Per conto Studio Medico Dentistico in zona Stazione Centrale, seleziono un/una Assistente alla Poltrona con esperienza. E' gradito il possesso della certificazione ASO riconosciuta dalla Regione Lombardia. Si offre contratto full time, a turni compresi nella fascia oraria 8-20 (il sabato 8-13). Un iniziale periodo a tempo determinato sarà propedeutico alla stabilizzazione contrattuale.

RIF. Assistente alla Poltrona
 

CONTRATTO ENERGIA E PETROLIO - Presentata ipotesi di piattaforma per il rinnovo 2018 – 2021

08/11/2018

È stata presentata all’assemblea nazionale di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riunitasi a Roma, l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto del settore energia e petrolio (oltre 37.000 i lavoratori interessati), in scadenza il 31 dicembre 2018. Ora la parola spetta alle assemblee dei lavoratori per consentire l'avvio delle trattative – presumibilmente a gennaio – con Confindustria Energia, l'associazione imprenditoriale di riferimento, alla quale è già stata inoltrata la lettera di disdetta.

La richiesta di aumento salariale dei sindacati per il triennio 1° gennaio 2019 - 31 dicembre 2021 farà riferimento all’accordo interconfederale, siglato il 9 marzo scorso, che prevede la conferma dei due livelli di contrattazione, quello nazionale (TEM e TEC) e quello integrativo aziendale.
Per quanto riguarda il TEM (trattamento economico minimo), questo dovrà essere realizzato riconoscendo l’aumento del costo della vita nel triennio, attraverso l’indice IPCA collegato al salario di riferimento. Il TEC (trattamento economico complessivo) si riferirà, invece, ai positivi indicatori di andamento del settore.

“Questa è una richiesta coerente – dicono i rappresentati di Filctem, Femca, Uiltec – col contesto economico generale nel quale si colloca questo rinnovo, che evidenzia una ripresa industriale nel settore, in progressivo consolidamento, che ci offre uno scenario più positivo e di migliori aspettative nelle quali collocare le nostre mirate rivendicazioni. Gli stessi margini di raffinazione stanno producendo risultati soddisfacenti”.

Sul versante del welfare la richiesta è di potenziare la previdenza complementare (Fondenergia) richiedendo l’aumento del contributo datoriale con l’ipotesi di un aumento maggiorato per i giovani, che risultano più penalizzati dalle varie riforme pensionistiche.

Sul tema della salute e sicurezza, tra le richieste, emerge quella di prevedere una figura di RLSA, un responsabile di sito, a capo di un coordinamento dei RLSA delle aziende insistenti nell’area, comprese le imprese in appalto, per le quali vanno previste specifiche agibilità sindacali, per la sicurezza interna ed esterna alle aziende, dei lavoratori, del territorio e delle produzioni.

Per quanto riguarda l’occupazione, soprattutto giovanile, e il mercato del lavoro, l’attenzione dovrà indirizzarsi verso la lotta alla precarietà attraverso l’inserimento di vincoli all’utilizzo degli strumenti di flessibilità in entrata, privilegiando i contratti di apprendistato professionalizzante e condividendo percorsi di accrescimento professionale. Nelle intenzioni anche la creazione di un terzo, nuovo fondo destinato al sostegno al reddito e finalizzato alla gestione dei processi di innovazione, riorganizzazione e riqualificazione aziendale. 

AGENDA SANITÀ 2018 - Le proposte del sindacato sul servizio sociosanitario regionale

26/10/2018

Sono trascorsi oltre tre anni dalla legge di riforma del 2015, ma il riordino della sanità lombarda mostra ancora molti punti di debolezza. Abbiamo spesso registrato nel territorio ricadute negative sull’efficacia dei servizi rispetto ai bisogni di cura dei cittadini e disorientamento professionale degli operatori del sistema salute. La lettura di questi bisogni ci ha spinti a formulare, insieme ai sindacati dei pensionati e del comparto, una piattaforma – Agenda Sanità 2018 – che abbiamo inviato all’Assessorato al Welfare e che discuteremo nell’attivo unitario dei delegati, quadri e attivisti della Lombardia, lunedì 29 ottobre al teatro P.I.M.E., dalle 9.30 alle 13, con la presenza dei segretari generali delle tre confederazioni regionali.

Gli obiettivi cardine della riforma del 2015, cioè l’integrazione ospedale-territorio e la continuità di cura fra percorsi sanitari, sociosanitari e assistenziali in particolare per i pazienti fragili, sono ancora inattuati e per questa ragione giudichiamo insufficiente l’attuale assetto di sistema. 

Le difficoltà nell’individuare in modo chiaro le unità d’offerta sul territorio, i tempi di attesa, il costo della compartecipazione richiesta ai cittadini, la presenza di aree ancora pochissimo o per nulla presidiate dal servizio pubblico, come la salute mentale, la disabilità e la non autosufficienza, sono tutti elementi che concorrono a ridurre l’equità del sistema e a limitarne in modo progressivo l’universalismo. 

Per questo proponiamo l’Agenda Sanità 2018: per discutere i problemi aperti, formulare le nostre proposte e indicare le nostre priorità, a partire dall’area delle cure intermedie che costituisce un segmento cruciale per accompagnare le persone nelle fasi di transizione e nel creare alternative alla ospedalizzazione, eppure oggi è di difficile accesso, per scarsità dei posti letto e per difficoltà nell’adeguare i modelli organizzativi. 
Il nostro scopo è ricollegare in una vertenza unitaria i tanti temi di confronto con Regione Lombardia, per fare del diritto alla salute un’area su cui esercitare la rappresentanza sociale nella prospettiva di un welfare universale, materiale e solidale.  
 

RICERCA DI PERSONALE - Manutentore

13/11/2018

I candidati interessati possono inviare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.


MANUTENTORE

Per conto Importante Azienda del settore alimentare con sede in zona sud est di Milano, seleziono un manutentore con esperienza.

Ruolo: 

Il candidato farà riferimento al caposquadra e si inserirà in un gruppo di manutentori con i quali svolgerà su turni le attività di manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva, risolvendo anche autonomamente le problematiche relative al funzionamento degli impianti produttivi.

Si relazionerà con gli enti produttivi, con i quali organizzerà cambi formati, attrezzaggio, messa a punto, start up delle linee produttive e delle linee di confezionamento.

Dovrà svolgere attività d’officina, eseguendo riparazioni di carattere meccanico, utilizzando attrezzature come tornio, fresa e saldatrici tig.

Requisiti:

Diploma o specializzazione d’indirizzo tecnico meccanico.

È necessario aver maturato esperienza in analoga mansione ed è gradita la provenienza da aziende del settore alimentare, chimico, farmaceutico o cosmetica.

Sono richieste competenze in ambito pneumatico e la conoscenza di macchine con automatismi di tipo pneumatico; è gradita la conoscenza degli impianti tipici delle aziende alimentari: dosatrici volumetriche, nastri trasportatori, freezer, macchine confezionatrici, macchine cartonatrici.

Si offre contratto con orario a turni (due turni, eccezionalmente la notte), con la disponibilità ad operare anche il sabato mattina.

Opportunità con prospettive a lungo termine.

RIF. manutentore

LAVORO - Holcim, sciopero contro esuberi

11/01/2013

 

_  Nell’incontro  del 12 gennaio tra la direzione italiana di Holcim (grossa società svizzera di produzione e commercializzazione di cementi e calcestruzzi), il coordinamento delle Rsu e le segreterie territoriali e regionali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, l’azienda ha annunciato interventi sulla produzione e sull’intera struttura in Italia, che comportano 180 esuberi (155 sul comparto Cemento e 25 sul Calcestruzzo). Lo stabilimento di Merone (Co) sarà trasformato in centro di macinazione (previsti dai 94 ai 95 esuberi), lo stabilimento di Ternate (Va) diventerà centro unico del gruppo di produzione del clinker, funzionando ad un solo turno al reparto insacco (previsti 23 esuberi), il centro logistico di Morano Po (Al) verrà chiuso (previsti 5 esuberi) e il reparto manutenzione sarà unico e mobile, spostandosi tra le varie unità produttive, mentre l’intervento sulle strutture di supporto del gruppo comporterebbe 28 esuberi. Per quanto concerne il ramo di azienda Calcestruzzi, saranno chiusi gli impianti di betonaggio di Cairate (Va), Lurate (Co), Cergnago (Pv) e sono in valutazione di chiusura gli impianti di Valenza Po (Al) e di Spinetta Marengo (Al) per un totale di 25 esuberi. +Il gruppo Holcim, primo operatore a livello mondiale nel comparto cemento e aggregati, è presente in Italia occupando 540 dipendenti, sviluppando un fatturato di circa 200 milioni di euro e opera a livello produttivo sulle provincie di Como, Varese, Bergamo e Alessandria, la sede del gruppo si trova nel comune di Merone in provincia di Como. Non negando l’esistenza di una profonda, continuativa e pesante crisi economica e produttiva che colpisce in modo particolare il settore edile, abbiamo risposto all’azienda che gli interventi decisi agiscono solamente sulla riduzione del costo del lavoro, scaricando sui lavoratori e sulle loro famiglie il peso della crisi. Manca un piano industriale di rilancio del marchio Holcim in Italia, mancano gli investimenti sia produttivi che finanziari, manca un piano di intervento nell’ambito del settore commerciale per conquistare quote di mercato facendo leva sull’elevata qualità dei prodotti Holcim, mancano interventi per ridurre il costo dell’energia (che come sappiamo nel comparto cemento è il costo di produzione in assoluto più alto), non è stato annunciato alcun intervento sulla riduzione dei costi delle linee di credito per ottenere denaro dalle banche. Le conseguenze sociali degli interventi annunciati da Holcim sono pesanti e si scaricano solo ed esclusivamente sui lavoratori. Per questi motivi, ribadiscono i sindacati, abbiamo respinto quanto l’azienda ci ha presentato e abbiamo proclamato lo stato di agitazione nel gruppo Holcim Italia che prevede, tra l'altro uno sciopero di 8 ore per turno per il giorno 16 gennaio e  manifestazione regionale con assemblea aperta dei lavoratori davanti alla portineria centrale dello stabilimento di Merone il giorno 16 gennaio alle ore 10.00.

 

(AGIELLE) - ALTA SARTORIA MASCHILE: AFOL, UN CORSO PER GIOVANI

22/01/2014

(AGIELLE) - Milano - Si chiama “Alta sartoria maschile: atelier 2.0” il nuovo progetto formativo dell'Afol (Agenzia formazione orientamento) Milano, operante da anni nella formazione in ambito fashion e comunicazione, unisce il mondo della moda e quello del web, con l’obiettivo di creare un’integrazione tra i due e di rispondere alle esigenze del contesto produttivo lombardo, proponendo azioni formative innovative finalizzate a favorire lo sviluppo di competenze in linea con il mercato del lavoro e la crescita locale. “Questo progetto – commenta Silvia Sardone, presidente Afol Milano – ribadisce l’attenzione dell’agenzia nei confronti di settori produttivi interessanti, come la moda. L’intento è quello di raccogliere e ascoltare le necessità dei professionisti della sartoria maschili, proponendo un percorso di formazione innovativo e altamente specializzato. Afol Milano continua a puntare fortemente sulla formazione, presentando un’ampia offerta di corsi con particolare attenzione alla qualità e finalizzati a sviluppare opportunità per sbocchi professionali adeguati o, come in questo caso, a favorire percorsi di imprenditorialità”. Il progetto è realizzato nell’ambito di Lombardia Plus, con il concorso di risorse dell’Unione europea, dello Stato italiano e della Regione Lombardia. Il percorso intende soddisfare il fabbisogno professionale, espresso dalle imprese artigiane che si occupano di sartoria maschile, di giovani preparati dalle scuole a cui tramandare il mestiere e lasciare in gestione le sartorie, ma anche di risorse capaci di rendere visibile e appetibile il prodotto sartoriale e l’atelier attraverso strumenti di comunicazione al passo con i tempi, primo fra tutti il web. Il progetto prevede di formare due figure professionali diverse, ma strettamente connesse tra loro, in grado di colmare il gap di competenze evidenziato dagli esperti del settore. L’offerta formativa, rivolta a giovani inoccupati, disoccupati o occupati fino a 35 anni di età, comprende tre moduli. Il primo modulo è dedicato alla sartoria maschile e finalizzato all’acquisizione delle abilità e conoscenze necessarie a chi desidera lavorare, gestire o aprire una sartoria maschile con una particolare attenzione al web marketing (social network, i blog, i forum che consentono di creare, allargare, connettere e far interagire reti sociali e professionali). Il secondo modulo si focalizza sulla progettazione e sulla realizzazione di strumenti di comunicazione per il web e mobile con una significativa declinazione del percorso verso il tema della promozione dei mestieri artigiani, e in particolare del sarto maschile. Al termine di ognuno dei due moduli i partecipanti otterranno la certificazione delle competenze (rispettivamente per la figura del Sarto (artigianale) e per la figura di Web Designer/Esperto usabilità web) previste dal Qrsp. Il terzo modulo, individuale per un numero selezionato di partecipanti, prevede un focus significativo sul tema dell’autoimprenditorialità, con l’obiettivo di approfondire, anche attraverso attività laboratoriali condivise, un probabile sbocco professionale per i giovani che prenderanno parte al progetto. Al termine del momento di laboratorio condiviso per lo sviluppo dei progetti comunicativi integrati, l'Afol Milano mette a disposizione dei partecipanti 6 percorsi individuali di 20 ore ciascuno di consulenza all’autoimprenditorialità, finalizzati alla definizione di una start up d’impresa. La scelta dei partecipanti sarà effettuata da una commissione di esperti dei due settori che valuteranno i migliori contributi espressi dai partecipanti di entrambi i percorsi formativi, soprattutto rispetto al livello di innovazione e integrazione delle professionalità e dei fabbisogni. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - ATM-TRENORD: CISL, OK FUSIONE, OPERATORE UNICO PER CITTA’ METROPOLITANA, DG FUORI DALLA POLITICA

26/01/2014

(AGIELLE) - MILANO - La Cisl, per bocca di Giovanni Abimelech, segretario generale Fit della Lombardia, rivolge un appello a Roberto Maroni e Giuliano Pisapia, in vista dell’incontro che deciderà il futuro del progetto di fusione Atm-Trenord. “Bisogna lavorare pazientemente al progetto di collaborazione Atm-Trenord. Magari ragionando sui due tempi: prima il coordinamento dei servizi, poi la fusione. Non c’è alternativa, perché così non si può andare avanti. La città metropolitana di Milano, per la gestione del trasporto pubblico, ha la bellezza di una decina di operatori diversi, oltre ad Atm e Trenord, ci sono molte altre piccole aziende e ognuna gestisce il proprio servizio. Nessun coordinamento niente economie di scala. La Lombardia ha centoventi aziende sul territorio. E così i passeggeri diventano l’ultimo dei problemi. Mezzi vecchi, servizio che balbetta con le rotture di carico, gli orari e i disservizi provocati da un numero di operatori eccessivo. Ma qui le responsabilità sono tutte della Regione che deve modificare la legge per creare al massimo 4, 5 bacini per il trasporto pubblico locale lombardo. Anche perché si risparmierebbero una valanga di soldi. “Dunque l’ipotesi di una vasta collaborazione, che arrivi poi ad un unico soggetto, tra Atm e Trenord, è positiva ma non può essere solo un’operazione finanziaria. Né uno stratagemma per alleggerire dei costi vivi le amministrazioni locali. Occorre creare un gruppo forte, in grado di competere in Italia e nel resto dell’Europa. Il management c’è e per vincere le gare occorrono capacità ed esperienza che le due aziende possono vantare”. “Deve essere chiaro però – insiste l’esponente della Cisl - lo dico sia a Maroni che a Pisapia: la figura del direttore generale non può essere di nomina politica. Non si può tenere in ostaggio un’azienda strategica per il territorio sulla base delle oscillazioni politiche. Il dg è un tecnico che fa gli interessi dell’azienda e dei cittadini, non può essere il portatore d’acqua di questa o quella maggioranza”. Concludendo Abimelech spiega cosa ci guadagneranno passeggeri e lavoratori. “I passeggeri ne guadagneranno in efficienza e, grazie alle economie di scala, potranno avere un servizio più puntuale con mezzi migliori. I lavoratori saranno impegnati con uno dei maggiori gruppi europei, che potrà nascere da Atm-Trenord, in grado di migliorare le proprie performance e offrire nuove opportunità d’impiego". - (agiellenews.it)

(AGIELLE) CAMERA DI COMMERCIO: WEB, E' BOOM IN LOMBARDIA

28/01/2014

(AGIELLE) - Milano - Sono oltre 2.300 le imprese attive in Lombardia tra portali web e aziende che vendono online, pari al 19,7% di tutte le imprese italiane del settore (circa 12 mila). Un comparto quello legato a internet in crescita del 20% nel 2013 in Lombardia e del 18,2% in Italia. Milano è prima a livello regionale con 1.113 imprese attive (47,5% lombardo e 9,4% nazionale), seguita da Brescia (209 imprese) e Monza e Brianza (208) mentre in un anno registrano crescite superiori al 20%, dopo Milano che è prima con +27,9%,  anche Cremona, Lecco e Monza e Brianza. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al secondo trimestre 2013 e 2012. Le province italiane. Roma e Milano sono prime in Italia, quasi a pari merito, con rispettivamente 1.121 e 1.113 imprese (9,4% nazionale ciascuna) attive tra portali web e commercio online. Vengono poi Napoli e Torino con circa il 5% delle imprese italiane del settore. In Camera di commercio di Milano i “giudici” del web. Sono oltre 100 le richieste di riassegnazione depositate alla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, unico ente pubblico accreditato per la gestione delle procedure di riassegnazione dei nomi a dominio .it al Registro .it, l’anagrafe dei domini internet .it. Nel 2013 oltre l’80% delle procedure si è chiuso con la riassegnazione del nome a dominio per una durata media di 2 mesi e mezzo. Si va dal typosquatting, vale a dire da chi conta sull’errore di digitazione di un utente distratto per indirizzarlo ad un sito diverso e ricavare un profitto, al più diffuso cybersquatting che è l’appropriazione di un determinato nome a dominio da parte di chi lo registra senza averne diritto o titolo. Coinvolte le più famose imprese: dalle catene di supermercati, alla rivista periodica, alle maggiori banche italiane, alle case di moda. Le decisioni sulla riassegnazione dei nomi a dominio gestite dalla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, sono consultabili all'indirizzo web http://www.camera-arbitrale.it. Dei problemi legati all’uso illecito dei nomi a dominio si parlerà in Camera di commercio di Milano nel corso del seminario “Cybersquatting e Typosquatting.  Guida alle procedure di riassegnazione dei nomi a dominio” venerdì, 31 gennaio 2014, ore  17.00-19.00, Via Meravigli 9/b, Palazzo Turati, Sala ottagonale. Possono attivare la procedura di riassegnazione persone fisiche o giuridiche che hanno i requisiti per registrare un dominio .it, a nome proprio o per conto di persone fisiche o giuridiche non appartenenti all’Unione Europea. Decidono sulla riassegnazione dei nomi a dominio esperti in diritti di proprietà intellettuale, aspetti giuridici di internet e uso contraffattorio dei marchi. Per informazioni nomiadominio@mi.camcom.it. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - AGENZIE PER IL LAVORO, ASSOLOMBARDA, ADDETTI AL COMMERCIO I PIU' RICHIESTI

31/01/2014

(AGIELLE) - Milano - Nel quarto trimestre 2013 le figure professionali più intermediate dalle agenzie del lavoro dell’area milanese sono state quelle degli addetti al commercio, che rappresentano più di un terzo (34%) del totale delle richieste espresse dalle imprese. A seguire, le domande di personale non qualificato (23%), di tecnici (13,4%) e impiegati esecutivi (13,2%), mentre i conduttori di impianti (8,9%) e gli operai specializzati (7,5%) risultano essere le categorie meno ricercate. E’ quanto emerge dalla seconda edizione dall’Osservatorio Assolombarda – Agenzie per il lavoro, l’indagine che monitora trimestralmente l’andamento del mercato del lavoro sulla base delle informazioni che le principali agenzie acquisiscono nell’ambito della loro attività di intermediazione. “Stando ai dati del Ministero del Lavoro, sono più di 10 milioni i rapporti di lavoro, tanto subordinato quanto di collaborazione, attivati ogni anno in Italia e, in Lombardia, sono stati nel 2012 quasi 1,5 milioni _ afferma Michele Angelo Verna, direttore generale di Assolombarda _  Diversamente dal comune sentire, dunque, nonostante le difficoltà del mercato del lavoro, perfino di questi tempi c’è una grande quantità di occasioni. I dati dell’Osservatorio che abbiamo lanciato lo scorso dicembre insieme alle Agenzie per il lavoro costituiscono, quindi, un valido strumento di orientamento e, allo stesso tempo, restituendoci una lettura immediata e critica delle performance del mercato del lavoro, ci aiutano a favorire il riallineamento delle politiche attive alle reali esigenze Assolombarda per ‘Far volare Milano’”. Il Rapporto evidenzia, inoltre, che le richieste formulate dalle imprese alle agenzie sono aumentate del 34% rispetto al trimestre precedente. Si tratta di una crescita che ha interessato tutti i gruppi professionali monitorati, ma che per gli addetti al commercio fa registrare un +79%: una tendenza che si inserisce coerentemente nel quadro delle festività natalizie del periodo preso in esame. Più nel dettaglio, all’interno della categoria addetti al commercio i profili ‘più gettonati’ sono quelli degli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione (14,9%) e degli addetti alle vendite (13,1%), in particolare, tra questi ultimi, i commessi delle vendite al minuto e i cassieri di esercizi commerciali. Si confermano elevate anche le richieste di personale non qualificato nei servizi di pulizia (13,1%). Su questi tre profili, considerati di facile reperimento secondo la valutazione delle agenzie per il lavoro, si concentra oltre il 40% della domanda nell’ultimo trimestre dell’anno. Da notare come, rispetto al trimestre estivo, si riduca il fabbisogno di personale non qualificato nella manifattura, a fronte di una maggiore richiesta di impiegati esecutivi, in particolare di addetti alla gestione amministrativa della logistica: un’esigenza presumibilmente legata alla ripartenza autunnale delle attività economiche. Alla rilevazione dei dati per l’Osservatorio Assolombarda – Agenzie per il Lavoro partecipano nove tra le principali agenzie per il lavoro (Adecco Italia, Gi Group, Manpower, Men At Work, Obiettivo Lavoro, Openjobmetis, Quanta Risorse Umane, Randstad Italia, Umana) che operano nell’area milanese. Vengono raccolte le informazioni relative a un centinaio di diversi profili professionali, identificati sulla base della classificazione delle professioni adottata dall’Istat. Questi profili sono riconducibili a sei raggruppamenti: tecnici, impiegati esecutivi (professioni esecutive nel lavoro di ufficio), addetti al commercio, operai specializzati, conduttori di impianti; personale non qualificato. - (agiellenews.it)

FONDO PRIMA CASA - Allarme Adiconsum: "E' agli sgoccioli"  

19/11/2018

(Teleborsa) - "L'operatività del Fondo prima casa, istituito nel 2013 con una dotazione di 600 milioni di euro, sta terminando le proprie disponibilità finanziarie". L'allarme viene lanciato da Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum nazionale, dopo che nella Manovra varata poche settimane fa dal Governo non è stato previsto il rifinanziamento del fondo.

Pochi giorni fa l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha reso noto, nel corso di un'audizione alla Camera del suo direttore generale Giovanni Sabatini, che le risorse sono in via di esaurimento e termineranno entro dicembre 2018. Il fondo prevede la concessione di garanzie a prima richiesta su mutui, dell'importo massimo di 250 mila euro, per l'acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario. Gestito da Consap, ha permesso di erogare 90.170 mutui per un valore di circa 10,1 miliardi di euro, favorendo soprattutto giovani coppie e under 35. 

"Il Fondo ha rappresentato la tutela sociale per persone che avrebbero avuto difficile accesso al credito. Come Adiconsum, auspichiamo il rifinanziamento del fondo" ha proseguito Galvani. Secondo l'Associazione dei consumatori è altresì necessario allargare la disponibilità delle risorse "al maggior numero di cittadini, aumentando la spesa utile per acquisto e ristrutturazione della casa, oltre alla riqualificazione energetica". "La soluzione - conclude Galvagni - è chiedere al Governo di aprire un confronto tra i vari soggetti per omogeneizzare le regole e aumentare l'opportunità da offrire ai cittadini consumatori". 

Da Il Messaggero.it

MAFIE - Investimenti e ricerca di consenso al nord

16/01/2013

- Soprattutto in Lombardia e Piemonte, le mafie al nord investono nelle aziende con poca tecnologia, tanta manodopera e tante risorse pubbliche per riciclaggio, controllo del territorio e consenso sociale, e, come anche per gli immobili, la motivazione economica non e' la principale. La situazione settentrionale si puo' definire "fluida", a causa della presenza di imprenditori locali non affiliati a una particolare organizzazione o di vere e proprie joint venture tra diverse organizzazioni criminali. E' la descrizione del fenomeno mafioso emersa dall'ampio rapporto su scala nazionale sugli Investimenti delle Mafie, presentato stamani all'universita' Cattolica nell'ambito del progetto promosso dal ministero degli Interni sulla criminalita' organizzata. 
Tra le regioni del Nord e del Centro Italia, preferite dalle organizzazioni criminali affianco alla Lombardia vi sono Piemonte, Lazio, Piemonte e Basilicata mentre la provincia di Milano e' la 26esima italiana, prima di lei, sempre al nord, si posizionano Roma, 13esima, Imperia, 16esima, Genova, 17esima, Torino, 20esima, e Latina, 25esima. 
Le attivita' illegali sul piano nazionale generano ricavi pari all'1,7% di Pil, i ricavi annuali oscillano tra gli 8,3 e i 13 miliardi di euro ma costituiscono meno della meta' dei ricavi totali illegali in Italia. Quanto alla distribuzione dei ricavi su scala nazionale, la Lombardia e' in "buona" posizione per quanto riguarda soprattutto la 'ndrangheta: e' terza con il 16%, dopo il Piemonte (21%) e la Calabria (23%). 
Il tipo di investimenti, e il tipo di ricavi, da Sud a Nord varia, a sud prevale il mercato degli immobili mentre l'incidenza degli investimenti in aziende tende ad essere superiore in Lombardia e Lazio, raggiungendo la quota del 10%. Nel 46,6% dei casi si tratta di s.r.l. ma anche le imprese individuali (25,8%) e le societa' in accomandita semplice (14,5%) fanno gola alla criminalita' organizzata. I settori piu' penetrabili sono quelli a bassa tecnologia e alta' densita' di manodopera e investimenti pubblici, primi fra tutti quindi le costruzioni, estrazioni e anche ristoranti e alberghi. I bar, anche, sono uno degli investimenti "tipico" della 'ndrangheta che con questi e altri "giri illegali" su aziende e ristoranti, e' quella piu' presente al Nord, Milano e Lecco in primis. 
L'analisi presentata stamani ha fotografato la presenza di criminalita' organizzata italiana anche all'estero, soprattutto "cavalcando" il mercato degli immobili e il turismo, se non quello agricolo. 
In Europa Germania, Spagna e Paesi Bassi sono le aree con maggior presenza di Camorra, Cosa Nostra e 'ndrangheta, mentre fuori Europa le tre organizzazioni criminali si dividono: Cosa Nostra prevalentemente si rivolge a Canada, Colombia e Venezuela, la Camorra si spinge in Cina e si affianca a Cosa Nostra in Colombia e Venezuela, la 'ndrangheta e' presente in Australia, oltre che in Canada e sempre in Venezuela.

RICERCA DI PERSONALE - Fresatore CNC

30/11/2018

I candidati interessati ed in possesso dei requisiti possono inoltrare la propria candidatura all'indirizzo cesil@cesilmilano.it, specificando nell'oggetto il riferimento indicato.

FRESATORE CNC

Per conto Azienda del settore metalmeccanico con sede ad Opera, seleziono un fresatore CNC esperto, che, in base al disegno meccanico, sia in grado di programmare la macchina, eseguire la lavorazione, fare il controllo qualità. Si richiede la conoscenza dei linguaggi Fanuc, Mazac e Heidenhain. Attività lavorativa con orario a giornata. Inserimento con prospettive a lungo termine.

RIF. Fresatore CNC
 

DALLA LOMBARDIA ALL’EUROPA - 100 studenti lombardi sperimentano l'alternanza scuola-lavoro in ristoranti e alberghi

05/12/2018

Alternanza scuola-lavoro all’estero? Si può e rappresenta una straordinaria possibilità per gli studenti. Stanno facendo questa esperienza 100 giovani maggiorenni iscritti ai IV anni della formazione professionale nel settore della ristorazione presso IAL Lombardia, CNOS-FAP, GALDUS, Ipseec. "Adriano Olivetti" di Monza; i quattro partner, insieme all’Associazione IMove, si sono aggiudicati uno dei cinque Erasmus+ finanziati in Regione Lombardia, che ottiene oltre il 20% dei progetti approvati nel 2018 su questa linea di finanziamento.

Gli studenti si stanno preparando per andare in diversi Paesi: Spagna (20%); Francia (10%); Germania (20%); Slovenia (10%); Repubblica Ceca (10%); Cipro (20%); Regno Unito (10%).
Paesi stranieri e destinazioni aziendali di eccellenza: i ragazzi in partenza in questi giorni lavoreranno presso l’Olympic Lagoon Resort Paphos a Cipro, l’Eurostars Hotels di Siviglia, il Das di Maribor, Novodabo e l’Elforo 98 a Saragozza.
Non solo lavoro, ma anche integrazione e inclusione sociale: il 20% degli studenti in partenza ha fragilità cognitive, il 15% cittadinanza non italiana. 

“FABEER., così si chiama con un acronimo il progetto che stiamo sviluppando – interviene Matteo Berlanda Amministratore delegato di IAL Lombardia srl Impresa Sociale - rappresenta una entusiasmante opportunità sia per i giovani, sia per gli enti partner IAL, CNOS-FAP, GALDUS, OLIVETTI per creare un polo lombardo della mobilità nel settore della ristorazione e per rafforzare, anche nelle esperienze internazionali, il dialogo tra la formazione professionale e l’istruzione. È un primo passo: a questo progetto biennale andrà data continuità e anche estensione, in prospettiva, organizzando l’accoglienza nella nostra regione di allievi provenienti dall’estero”.

Diego Montrone, Presidente della scuola professionale Galdus, aggiunge: “Le aziende italiane, anche le più piccole, hanno sempre più a che fare con il mercato europeo ed estero in genere. Per questo gli interlocutori della formazione professionale lombarda stanno rafforzando le opportunità e le esperienze lavorative e formative all’estero dei giovani al fine di dar loro maggiori strumenti per confrontarsi con gli adulti e il mondo del lavoro”.

 “FABEER. è un progetto che capitalizza le esperienze precedentemente svolte da CNOS-FAP e le sviluppa nel settore ristorazione – afferma Franco Pozzi Direttore generale di Cnos-Fap Lombardia – segno che gli enti della formazione lombarda sanno condividere buone prassi e su queste costruire percorsi per migliorare costantemente la competitività dei loro studenti”.

Tina Quaranta, Docente e referente alternanza scuola lavoro Ipssec Olivetti, aggiunge che “La formazione professionale e l’istruzione possono reciprocamente arricchirsi, l’una attraverso l’apporto teorico, l’altra attraverso la sua grande capacità di relazione con le imprese”.

Mirko Dolzadelli, segretario di Cisl Lombardia, realtà che insieme a Confartigianato Lombardia e Confcommercio di Varese sostiene il progetto FABEER, sottolinea “il ruolo delle parti sociali nel sistema delle relazioni tra Regione e istituzioni dell’istruzione e della formazione professionale, un ruolo in cui esperienza e conoscenza delle dinamiche del mercato del lavoro possono contribuire a collegare percorsi formativi e sbocchi occupazionali, con particolare attenzione ai giovani e alle persone maggiormente svantaggiate”.

In conclusione Gianni Bocchieri, direttore generale Istruzione Formazione Lavoro, sottolinea l’apprezzamento con cui Regione Lombardia valuta l’iniziativa presentata: “FABEER è una iniziativa di internazionalizzazione dei percorsi di studio aggiuntiva a quelle già proficuamente promosse dalla Regione, che garantisce un ampliamento delle esperienze internazionali per gli allievi e favorisce la convergenza delle opportunità degli allievi dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale e degli istituti scolastici statali. Regione Lombardia rileva in particolar modo il valore “di sistema” di iniziative allargate a partnership articolate e potrà valutare, per le prossime scadenze progettuali, di affiancare gli enti quale partner istituzionale.
 

ARTIGIANI LEGNO-LAPIDEI - Oltre 141mila lavoratori dal 2015 in attesa del contratto integrativo regionale

13/12/2018

Sono oltre 14mila i lavoratori artigiani del legno e lapidei dal 2015 in attesa del rinnovo del contratto integrativo lombardo, per incrementare i loro salari collegati alla produttività aziendale e per un consolidamento dei diritti contrattuali. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil regionali sollecitano l'avvio della trattativa e hanno inviato una richiesta d'incontro a Confartigianato Lombardia, Cna, Clai e Casa. “L’atteggiamento di completa chiusura delle associazioni di categoria è in netto contrasto con gli impegni e lo spirito dell’accordo interconfederale nazionale del 23 novembre 2016, in materia di Politiche contrattuali e rilancio della contrattazione di secondo livello nel settore artigiano, sottoscritto dagli organismi nazionali – afferma Armando Busnelli, della Filca Cisl Lombardia -. Tutto questo mette a dura prova il sistema di relazioni intercorso in questi anni, perché pur nelle difficoltà si è sempre lavorato per superare le controversie e trovare soluzioni che ci mettessero nella condizione di esercitare in pieno il nostro ruolo negoziale”.
A quasi tre anni dalla scadenza del contratto integrativo regionale, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Lombardia ritengono “gravissimo” che non si sia avviato il confronto, “tanto più per la mancanza di motivazioni credibili” addotte dalle associazioni artigiane. 
Nel ribadire la necessità e l’urgenza dell’avvio della negoziazione in tempi rapidi, i sindacati annunciano che in assenza di segnali distensivi da parte vostra e di una disponibilità ad avviare, subito dopo le festività natalizie, il tavolo della contrattazione di secondo livello del settore Legno-arredamento e Lapidei, organizzeranno nuove azioni di protesta.
 

(AGIELLE) - EXPO, ACCORNERO (ARTIGIANI), NASCERANNO 11 NUOVE IMPRESE

31/01/2014

(AGIELLE) - Cesano Maderno - Ieri sera a Cesano Maderno sala gremita di artigiani per comprendere le opportunità offerte dall'Esposizione Universale. Il saluto del ministro Maurizio Lupi. Gli interventi del segretario dell'Unione Artigiani, Marco Accornero, del sottosegretario di Regione Lombardia ad Expo 2015, Fabrizio Sala, del segretario generale della Cciaa Mb, Renato Mattioni, e del responsabile delle relazioni istituzionali di Padiglione Italia, Alberto Mina. Fare rete all'insegna della sussidiarietà attiva per svolgere un ruolo da protagonisti prima, durante e dopo Expo 2015. E' con questo comune impegno che ieri sera a Cesano Maderno ha avuto luogo un partecipato convegno dal titolo "Expo 2015: opportunità per le pmi del territorio", organizzato dall'Unione Artigiani di Monza e Brianza con il patrocinio della Città di Cesano Maderno. In avvio dei lavori, in coda ai saluti introduttivi del presidente dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza, Walter Mariani, è giunto il saluto del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi. Impossibilitato a partecipare per impegni di governo, Lupi, attraverso una lettera, ha voluto comunque trasmettere la sua attenzione a questo evento, sottolineando l'importanza delle opere infrastrutturali in fase di realizzazione proprio in vista dell'Esposizione Universale milanese. "Da Pedemontana alla Bre.Be.Mi, alla tangenziale est-esterna _ ha sottolineato Lupi _ passando per la linea metropolitana M5 Lotto-Garibaldi-San Siro, la linea metropolitana M1 di Milano, il potenziamento della linee ferroviaria con il terzo binario Gallarate-Rho, la tramvia Parco Nord-Desio-Seregno, la strada Rho-Monza, Cascina Merlata, l'accessibilità di Malpensa, appare lunga la lista di interventi indispensabili per consentire anche alle micro, piccole e medie imprese brianzole e milanesi di agganciare le innumerevoli opportunità di business offerte da Expo. La scommessa è ora quella di passare dalle parole ai fatti." Dopo una interessante analisi geopolitica condotta in apertura dal giornalista economico Enrico Verga, è toccato a Marco Accornero, entrare nei dettagli. "Fino al 2020 _ ha spiegato Accornero _ ci attendiamo che Expo crei a livello nazionale quasi 24 miliardi di euro di produzione aggiuntiva, di cui 10 rimarranno effettivamente nelle tasche di lavoratori e imprenditori, al netto dei costi. Expo attrarrà circa 20 milioni di visitatori, di cui 6 stranieri, impegnando almeno 190mila addetti, di cui 100mila tra Milano e la Brianza. Da oggi all'inaugurazione dell'evento, saranno edilizia e industria a trarne i maggiori benefici. In corso di rassegna invece saranno chiamati in causa i comparti del turismo e dei servizi. Si calcola in quasi 13 miliardi di euro la produzione aggiuntiva che sarà generata sul territorio milanese e brianzolo nel semestre di manifestazione. Infine, si prevede che con Expo nasceranno 11 mila nuove imprese, di cui la metà nella sola Lombardia." Un contesto nel quale la Brianza, in particolare la Brianza Occidentale, Valle del Seveso e Groane che idealmente fanno perno sulla città di Cesano Maderno, e che si affaccia direttamente verso il Bollatese-Rrhodense che ospiterà il sito di Expo, potrà beneficiare di molte occasioni di affari. Se ne è detto convinto anche Fabrizio Sala, che ha illustrato le azioni già intraprese dal Pirellone per favorire il successo dell'Esposizione Universale. Sala ha rimarcando l'importanza fondamentale, per le Pmi, di guardare verso i mercati esteri, attraverso aggregazioni, reti di imprese in grado di unire le forze e incrementare il grado di competitività a livello globale. Sulla stessa lunghezza d'onda, Renato Mattioni, che a proposito di sinergie ha presentato la neonata Associazione Temporanea di Scopo, che fa capo proprio alla Cciaa brianzola e vede tra i suoi soci Unione Artigiani e Confindustria. Ruolo degli enti locali da non trascurare, secondo il sindaco di Cesano Maderno Gigi Ponti, per il quale anche i Comuni dovranno sforzarsi per fare squadra con le altre istituzioni, le associazioni di categoria e le imprese, magari mettendo in vetrina le straordinarie bellezze artistiche e monumentali delle nostre città. Un esempio, Palazzo Borromeo che ha ospitato il convegno. Apprezzato l'intervento di Alberto Mina, che ha illustrato il ruolo strategico di "Casa Italia" all'interno dell'Expo 2015. Ha concluso i lavori il responsabile marketing e sviluppo dell'Unione Artigiani, Claudio Vettor, che ha rimarcato come in un mondo totalmente mutato occorra cambiare mentalità e approccio per rendere positiva l'attività di impresa. Le reti create in questi mesi per il settore Oil&Gas, per il mercato brasiliano e nel comparto dell'edilizia, con Accademia Classe A, testimoniano l'impegno dell'Unione Artigiani nella direzione di favorire le aggregazioni per affrontare il mercato globale.

 

(agiellenews.it)

(AGIELLE) - COLDIRETTI: IL 59% DEGLI ITALIANI CONSUMA CIBI SCADUTI

01/02/2014

(AGIELLE) - ROMA - ''Nell'ultimo anno sei italiani su dieci, il 59%, hanno mangiato cibi scaduti", questo il dato allarmante proposto da una ricerca on line della Coldiretti. ''Si tratta di una tendenza preoccupante che -dice Coldiretti- conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell'alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative. Gli acquisti di frutta e verdura nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con le famiglie che -prosegue la Coldiretti- hanno messo nel carrello appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 chili in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8 per cento degli italiani non possono permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni secondo l'Istat. Ad aumentare sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount che sono gli unici a dare segnare un aumento nel corso del 2013 (+1,7 per cento) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9 per cento''. ''Per essere pienamente consapevoli dei pericoli che si corrono nel consumare alimenti scaduti occorre conoscere -prosegue la Coldiretti- la differenza tra la data di scadenza vera e propria e il termine minimo di conservazione che viene indicato sulle confezioni. La data di scadenza vera e propria -precisa la Coldiretti- è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili da un punto di vista microbiologico ed è indicata con il termine ''Da consumarsi entro'' seguito dal giorno, il mese ed eventualmente l'anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni”. ''A differenza -continua la Coldiretti- il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro” indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Cioè indica soltanto la finestra temporale entro la quale si conservano le caratteristiche organolettiche e gustative, o tutt'al più, nutrizionali, di un alimento, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa. Si sottolinea però che tanto più ci si allontana dalla data di superamento del TMC, tanto più vengono a mancare i requisiti di qualità del prodotto , quale il sapore, odore, fragranza, ecc.''. ''Attualmente -conclude Coldiretti- solo pochi alimenti hanno una scadenza prestabilita dalla legge come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). Per tutti gli altri prodotti la durata viene stabilita autonomamente dagli stessi produttori, in base ad una serie di fattori che vanno dal trattamento tecnologico alla qualità delle materie prime, dal tipo di lavorazione e di conservazione per finire con l'imballaggio. Per questo, non è difficile, durante un controllo commerciale, vedere due prodotti simili, ma di marchio differente con data di scadenza diversa. E' infatti compito di ogni singola azienda effettuare prove di laboratorio sui propri prodotti, per misurare la crescita microbica e valutare dopo quanti giorni i valori organolettici e nutrizionali cominciano a modificarsi in modo sostanziale''. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - LOMBARDIA: ALER, LORELLA SOSSI NUOVO DIRETTORE DELL'AZIENDA

03/02/2014

(AGIELLE) -  "Una persona che conosce il tema ed è una professionista del settore". Con queste parole l'assessore regionale alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità, Paola Bulbarelli, ha salutato Lorella Sossi neo direttore generale dell'Aler di Milano. "Da oggi si deve cambiare pagina - ha proseguito l'assessore durante la conferenza stampa di presentazione di Lorella Sossi - Quando si parla di Aler Milano non lo si può fare solo per i problemi che abbiamo riscontrato per quanto numerosi e gravi essi siano. Certo, sono eticamente intollerabili e economicamente insostenibili sprechi e deviazioni rispetto a quella che è la mission delle Aler". L'assessore ha poi spiegato che, con il presidente Gian Valerio Lombardi, è stata trovata un'intesa per cercare di arginare il problema. "E' necessario approcciarsi in modo diverso alle case popolari - ha detto Bulbarelli - le difficoltà non mancano, ma già stiamo lavorando a un piano di risanamento per l'azienda. La due diligence che abbiamo commissionato ci ha permesso di fare chiarezza sulla reale situazione dell'Ente, ora bisogna guardare avanti per cercare di dare risposte vere alle tantissime domande che abbiamo e per cambiare la carta di identità di Aler". Assessore e presidente non hanno nascosto la preoccupazione che nasce dalla tassazione molto forte cui sono sottoposte le Aler. Nel 2012 quella di Milano ha dovuto pagare oltre 30 milioni di euro di imposte. In questa prospettiva è fondamentale il lavoro comune iniziato con l'amministrazione milanese che "Dovrà lavorare con noi e non contro - ha auspicato Bulbarelli - Ci dovrà essere sintonia di intenti, senza accuse di azioni pregresse fatte o non fatte". Il presidente Lombardi ha poi illustrato brevemente le priorità dell'Aler. Al piano di risanamento si accompagnerà una nuova modalità di approccio nei confronti dell'utenza. "Alla luce della relazione commissionata dalla Regione - ha spiegato - cercheremo di fare un progetto organico anche sulle società partecipate per superare questo sistema. Le attività in capo a esse le faremo direttamente tramite la nostra organizzazione aziendale". In particolare, per quanto riguarda Asset, la ricetta di Lombardi è di ricapitalizzare l'azienda e gestire direttamente, anche ricorrendo alla vendita là dove possibile, il suo cospicuo patrimonio. Anche le altre società che non saranno ritenute utili saranno chiuse. Bulbarelli e Lombardi hanno poi ricordato alcuni numeri che complicano ulteriormente la situazione dell'azienda. Più di un inquilino su tre non paga il canone di locazione; più di 4000 pagano l'affitto minimo (20 euro al mese) e altri 18000 pagano 50 euro. "Se le entrate in aziende come queste - hanno osservato - dovessero coprire il 50 per cento circa dei costi, è evidente che ci troviamo ad affrontare problema di fondo di una certa importanza". "Il punto di partenza - ha concluso Bulbarelli - sarà la riforma della Legge 27. Questa sarà il vero cambiamento per le politiche abitative". - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - MILANO: CISL, LE GIOSTRE DEL CARNEVALE AMBROSIANO AL PARCO SEMPIONE

04/02/2014

(AGIELLE) - MILANO - Milano, anche quest’anno, avrà il suo Luna Park nei giorni di Carnevale. E come le grandi capitali europee, da Parigi a Berlino, da Londra a Copenaghen, sarà nel centro, al parco Sempione, dove è nato tanti anni fa. “Ma deve essere chiaro, – spiega Vincenzo La Scala, segretario della Cisl spettacolo viaggiante – noi abbiamo due grandi obiettivi: divertire ragazzi e famiglie milanesi e salvaguardare l’ambiente. Col passare del tempo, il più bello e pulito tra i divertimenti che ha accompagnato generazioni di giovani e che si è ridimensionato, passando da duecento a una sessantina di attrazioni, ha stretto un’alleanza con la città. Per rispettare il verde, i cittadini che abitano i quartieri del centro ma soprattutto i ragazzi che vengono a divertirsi sulle Giostre”. Ma come si traducono questi due obiettivi? C’è una specie di decalogo, scritto a quattro mani coi tecnici del comune, con regole chiare: giostre rigorosamente montate sui vialetti dove si cammina e non sul verde; salvaguardia dei cordoli posti tra i viali del parco e le aiuole circostanti; transenne alte 2 metri a protezione dei giardini; impianti elettrici gestiti da una ditta altamente specializzata; percorsi obbligati per rispettare le piante; numerosi bagni chimici; no musica e chiusura serale. Non basta, i giostrai hanno fatto un accordo coi City Angels per migliorare la sicurezza e niente alcool ai minorenni, al bando i contenitori di vetro. “Le giostre di Carnevale sono una tradizione popolare alla quale i milanesi, ma anche le tante famiglie che arrivano dall’hinterland, non vogliono rinunciare – conclude La Scala – e lo spazio ideale è proprio il parco Sempione. Negli anni scorsi, gli amministratori dell’epoca ci hanno costretto ad una triste ed inconcludente migrazione, prima in via Novara, poi a Lampugnano e a Bonola, per finire in viale Puglie. Ma il Carnevale Ambrosiano vive in centro e i milanesi ci vogliono lì, al parco Sempione”. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - MILANO: POLITICHE GIOVANILI, COMUNE, NASCE MIGENERATION.IT

04/02/2014

(AGIELLE) - Milano - Informazioni di servizio, aggiornamento su bandi e progetti, trasparenza amministrativa, opportunità di lavoro e di studio, eventi e manifestazioni. Nasce www.migeneration.it, il portale dei giovani milanesi. Migeneration.it sarà l’interfaccia dell’Amministrazione comunale per le politiche giovanili, ma anche un luogo dove chiunque potrà collaborare attivamente con commenti e suggerimenti da “postare” on-line. Il nome della piattaforma riprende il tema del Forum delle Politiche Giovanili “Mi Generation”, per dare continuità al lavoro discusso a fine settembre. “Mi Generation – ha dichiarato il delegato del sindaco alle Politiche Giovanili, Alessandro Capelli – viene a colmare un vuoto. Da oggi il Comune ha un nuovo strumento di comunicazione pensato per i giovani e rivolto a loro. Questo sito è un esempio concreto dell’impegno di questa amministrazione verso le politiche giovanili. Mi Generation è anche la finestra sul mondo dell’Informagiovani, uno spazio che si aprirà sempre più alla città e che assomiglierà sempre meno a un ufficio di sola rappresentanza del Comune”. Il sito è stato realizzato utilizzando le ultime tecnologie web (HTML5, CSS3 e, per alcune funzionalità ed animazioni, il framework Javascript jQuery). L’architettura del sito è strutturata al fine di semplificare l’aggiornamento, la velocità di caricamento e l’intuitività di utilizzo, con una particolare attenzione all’interazione con i maggiori Social Network. I contenuti, infatti, non si limitano a quelli pubblicati sulla piattaforma stessa, ma vengono ripresi direttamente anche dai Social Network attualmente utilizzati (Twitter, Facebook ed Instagram). Mi Generation si avvarrà di una ‘redazione diffusa’ che condividerà iniziative, eventi, appuntamenti, anche attraverso l’ausilio grafico di Google calendar. Inoltre, nella sezione “media” saranno fruibili gli interventi in diretta di Shareradio. Proprio attraverso Shareradio si darà voce a un progetto formativo nato dalla collaborazione con diversi soggetti (Consorzio Imprese Sociali, Diapason, Coop. Lotta contro l'emarginazione, Arci Milano e associazione Joint) dal titolo “Effetto Larsen”: una serie di sei aperitivi radiofonici organizzati in collaborazione con Shareradio e il network di webradio comunitarie I Have a Stream presso l'Informagiovani di via Dogana 2 fino ad aprile 2014. Durante le serate radiofoniche saranno invitati a partecipare i protagonisti di Mi Generation, per raccontarne gli sviluppi dopo il forum delle politiche giovanili Mi Generation Camp di fine settembre 2013. - (agiellenews.it)

(AGIELLE) - CGIA: TASSE, LO STATO NE DIVORA IL 77%

08/02/2014

Dove finiscono le nostre tasse? Secondo una elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA, il 77 per cento dell’ammontare complessivo delle tasse pagate dagli italiani finisce nelle casse dello Stato centrale. Su 472,7 miliardi di euro di imposte dirette, indirette e in conto capitale versate dai contribuenti nel 2012 (ultimo dato disponibile), ben 364,2 miliardi sono stati incassati dall’Erario, 78,9 miliardi sono finiti alle Regioni (pari al 16,7 per cento del totale), 23,8 miliardi ai Comuni (pari al 5 per cento del totale), 4,1 miliardi alle Province (0,9 per cento del gettito complessivo) e 1,5 miliardi alle Camere di Commercio (0,3 per cento del totale).

“Nonostante le riforme avviate in questi ultimi venti anni – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – siamo ancora alla metà del guado. Non apparteniamo più al club dei Paesi unitari, ma nemmeno a quello degli Stati federali. Sul fronte ! fiscale la stragrande maggioranza del gettito finisce ancora nelle casse dell’Erario, mentre la spesa è stata progressivamente trasferita alle Amministrazioni locali. Al netto di quella previdenziale e degli interessi sul debito pubblico, oltre il 57 per cento della spesa pubblica italiana è ormai in capo alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Insomma, la quasi totalità delle nostre tasse finisce a Roma, ma la maggioranza dei centri di spesa è ubicata in periferia”.

Dalla CGIA fanno notare come nei principali Paesi federali le entrate fiscali delle Amministrazioni locali siano molto importanti. Se in Germania il volume delle tasse che finisce nelle casse dello Stato sfiora il 51 per cento, in Spagna il gettito erariale scende addirittura al 34,5 per cento. La situazione si capovolge se analizziamo la situazione dei principali Paesi unitari presenti in Ue. In Francia, quasi l’80 per cento delle tasse pagate dai transalpini finisce allo Stato centrale, mentre nel Regno Unito l’incidenza raggiunge addirittura il 94 per cento. A livello centrale la parte più consistente del gettito arriva dall’Irpef sulle persone fisiche: nel 2012, nelle casse dell’Erario sono arrivati poco più di 151 miliardi di euro. Significativo anche il peso dell’Iva: sempre nel 2012 lo Stato ha incassato quasi 87 miliardi di euro. Alle Regioni, invece, l’imposta che garantisce il gettito più importante è l’Irap: sempre nel 2012 le imprese hanno versato oltre 33 miliardi di euro. La principale fonte di gettito delle Province è l’imposta che viene applicata sulle assicurazioni Rc auto: l’importo incassato nel 2012 è stato pari a 2,4 miliardi di euro. Infine, per i Comuni la voce più significativa è l’Imu: nel 2012 questa imposta ha garantito 15,6 miliardi di gettito.

“Auspico – conclude Bortolussi – che il Governo Letta prosegua e dia un contributo importante al compimento della riforma sul federalismo fiscale avviata negli anni scorsi. Ricordo che in Europa i Paesi federali presentano un costo per il funzionamento della macchina pubblica pari alla metà di quello sostenuto dai Paesi unitari. Per un Paese come il nostro che ha una spesa pubblica complessiva annua che quest’anno dovrebbe superare gli 815 miliardi di euro, ridurre drasticamente il costo della Pubblica amministrazione sarebbe un risultato di portata storica”. - (agiellenews.it)
 

 

(AGIELLE) - LOMBARDIA: LEGGE IMPRESE, I PUNTI PRINCIPALI

13/02/2014

(AGIELLE) - Questi i contenuti principali della legge sulla competitività delle imprese adottata da Regione Lombardia, che ha una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro. ACCORDO PER LA COMPETITIVITÀ - Permette l'abbattimento di tutti gli oneri burocratici conseguenti l'avvio o l'ampliamento di una attività di impresa, la riduzione del carico fiscale, la contestuale valutazione (in via preventiva) degli interessi pubblici e privati, la concentrazione di agevolazioni e contributi. RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE - Progressiva riduzione del carico fiscale, regionale e locale, per le Mpmi.  ACCESSO AL CREDITO E FINANZIAMENTI - I punti principali sono: potenziamento degli interventi di garanzia per le Micro piccole imprese tramite l'ottimizzazione della filiera delle garanzie e la riorganizzazione del sistema regionale dei Confidi; differenziazione degli interventi per Micro piccole e medie grandi imprese (esempi: minibond, fo! ndi di investimento in capitale di rischio), promuovendo modelli sperimentali alternativi di finanziamento per le medie e grandi imprese; sperimentazione della moneta complementare (sistema elettronico di compensazione multilaterale). RAZIONALIZZAZIONE DEI SUAP - Definizione dei criteri per la gestione associata delle relative funzioni e progressiva delega delle stesse alle Camere di commercio.  COMUNICAZIONE UNICA - Con un'unica dichiarazione in via telematica al Registro delle imprese si avvia l'attività; la documentazione viene conservata presso la sede dell'impresa e successivamente acquisita al Fascicolo elettronico d'impresa. FASCICOLO ELETTRONICO D'IMPRESA - Viene istituito presso le Camere di commercio il 'Fascicolo elettronico' con lo scopo di raccogliere in un unico punto tutte le informazioni, i documenti e gli atti concernenti la vita dell'impresa. Ogni Amministrazione, comprese quelle preposte ai controlli, non potrà richiedere all'impresa documenti, autorizzazioni, atti e certificazioni che sono depositati presso il fascicolo elettronico e sono telematicamente consultabili.  CONFERENZA DI SERVIZI TELEMATICA - La valutazione degli interessi pubblici complessi connessi al rilascio di autorizzazioni e permessi avviene in sede di Conferenza di servizi, da espletarsi in una sola seduta e in via telematica. Ciascuna Amministrazione rilascia il proprio parere contestualmente ed esclusivamente in via telematica.  SISTEMA DEI CONTROLLI - Il ricorso a controlli e verifiche presso le aziende non può avvenire se non dopo aver esperito l'esame dei documenti archiviati nel 'Fascicolo elettronico'. L'attività di verifica e controllo non può sospendere l'attività di impresa, anche qualora siano riscontrate difformità deve essere concesso all'impresa un termine per sanare i vizi rilevati. Di norma le attività di controllo, specie quelle dipendenti da autorità amministrative regionali (Arpa e Asl), avvengono sulla base di "cheklist" previamente definite, condivise e pubblicate dalla Giunta regionale. La definizione di ruoli e compiti per evitare inutili e costose sovrapposizioni, vale il principio secondo cui ciò che è stato già oggetto di controllo da parte di una autorità amministrativa, salvo modifiche intervenute, si considera positivamente verificato. Si riconosce pieno valore legale alle certificazioni rilasciate dagli enti di certificazione, sollevando l'impresa e l'imprenditore dalla conseguente responsabilità: si sposta l'asse del controllo dall'impresa all'ente certificatore (società o professionista).  MADE IN LOMBARDY - La Legge istituisce il riconoscimento del 'Made in Lombardy' finalizzato alla certificazione della provenienza del prodotto da attribuirsi secondo i requisiti definiti dalla Giunta. (agiellenews.it)

SICUREZZA SUL LAVORO - ENI, istituito il rappresentante dei lavoratori di sito produttivo

27/11/2018

Armonizzare i livelli di sicurezza nei diversi siti industriali di Eni, consentendo così di garantire le stesse condizioni di lavoro a tutti gli addetti, diretti e indiretti, impegnati nei vari stabilimenti. È l’obiettivo che si sono posti Eni e i sindacati di categoria con l’accordo che istituisce l’Rlsa di sito produttivo, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e Ambiente.

“Nonostante Eni sia tra le società di settore con le migliori performance in tema di infortuni – spiega Nora Garofalo, Segretaria generale della Femca-Cisl – intendiamo ugualmente impegnarci sul fronte della sicurezza sul lavoro, uno dei pilastri per garantire la dignità del lavoro. L’accordo – spiega – prevede l’applicazione di tecnologie digitali e apparati di ultima generazione attraverso l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali “intelligenti”, per aumentare la sicurezza dei lavoratori e incrementare ulteriormente l’efficacia e la tempestività delle procedure di emergenza e soccorso. Nel 2018 le sperimentazioni già avviate nei siti di Ferrera Erbognone e Sannazzaro De’ Burgondi (Pavia), Viggiano (Potenza) e Brindisi hanno dato ottimi risultati, grazie ad un sistema di Smart Safety che garantisce la sicurezza dell’operatore, ma evitandone il controllo a distanza dell’attività.

L’accordo sottoscritto – spiega Garofalo – ci consente a partire da marzo 2019 di estendere a tutti i siti l’istituzione del Rappresentante HSE (Health-Safety-Environment) individuato tra i lavoratori Eni o tra quelli di società controllate che già si occupano di sicurezza. Tra i compiti dell’Rlsa, che sarà una sorta di coordinatore di tutti i responsabili di sito, ci sono quelli di accedere ai luoghi di lavoro, visionare i documenti di valutazione dei rischi, verificare gli adempimenti in materia di formazione, promuovere misure di prevenzione e protezione dei lavoratori e segnalare situazioni di rischio.

Un segnale fortissimo – conclude il segretario generale della Femca – che interessa decine di migliaia di lavoratori e che conferma l’impegno dei sindacati e dell’azienda sui temi della prevenzione e della partecipazione, ponendo il settore all’avanguardia nel panorama economico italiano”.
 

PREVIDENZA E ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA - 14 dicembre, seminario Fist Cisl per settori commercio, terziario, servizi, somministrazione

11/12/2018

Si tiene venerdì 14 dicembre presso l’Hotel la Torretta, a Sesto San Giovanni, il seminario “La previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del commercio, servizi, terziario e per i lavoratori in somministrazione” organizzato dalla Fist Cisl Lombardia, il sindacato dei  lavoratori del commercio, servizi, terziario e in somministrazione. Obiettivo: fare il punto sugli strumenti che la contrattazione collettiva ha messo a disposizione dei lavoratori, in tema di previdenza e assistenza sanitaria.     
Azione prioritaria del sindacato è agevolare l'adesione alla previdenza complementare e informare i lavoratori sui vantaggi ottenuti dalla contrattazione collettiva. Fondamentale sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni, quelle più soggette a carriere lavorative precarie con un futuro pensionistico incerto. 
Importante altresì focalizzarsi sull’assistenza sanitaria integrativa. L’aumento dell’aspettativa di vita pone centrale il tema del long term care, oltre all'accesso quotidiano alle strutture sanitarie per i lavoratori e i propri familiari, a prescindere dalle disponibilità economiche.
Attraverso questa ed ulteriori campagne di sensibilizzazione, la Fist Cisl, la federazione cislina che rappresenta i lavoratori del settore terziario, ribadisce il proprio impegno in una contrattazione che metta al centro il lavoratore, garantendogli tutela reale in tutti gli aspetti della vita lavorativa e post lavorativa.
IL PROGRAMMA DEL SEMINARIO
Ore 9.30 – Saluti
Davide Guarini – segretario generale Fisascat Cisl
Mattia Pirulli – segretario generale Felsa Cisl
Ore 10,30 – relazione introduttiva di Diego Lorenzi – segretario generale Fist Cisl Lombardia
Intervengono
Daniel Zanda – segretario generale Felsa Cisl Lombardia
Enzo De Fusco – consulente del lavoro Defusco & Partners
Fausto Moreno – componente CdA Fondo Fonte
Filippo Pagano – direttore vicario del Coordinamento metropolitano INPS Milano
Luca De Gregorio – direttore Cadiprof
Ugo Duci – segretario generale Cisl Lombardia
Ignazio Ganga – segretario confederale Cisl
Conclusioni – Pierangelo Raineri – segretario generale Fist Cisl


 

RSU METALMECCANICI - La Fim Cisl sorpassa la Fiom alla Stm e alla Whirlpool e consolida primato in Brembo e Leonardo

19/12/2018

Il 2018 è stato un anno positivo per la Fim nei rinnovi delle Rsu nelle fabbriche metalmeccaniche lombarde. Le tute blu della Cisl hanno messo a segno alcuni storici ribaltoni, nei confronti della Fiom, e ottenuto importanti conferme. La recente
vittoria della Fim alla STMicroelectronics di Agrate (Mb), che conta circa 4.500 dipendenti, è solo l’ultimo positivo risultato di un anno straordinario. Nell’azienda di componentistica elettronica, la Fim ha conquistato 15 seggi e migliorato il  risultato di 100 preferenze, un ribaltone che segue il sorpasso storico messo a segno dalla Fim anche alla Whirlpool di Cassinetta (Va) con la conquista di 13 Rsu, in rappresentanza di 2.400 dipendenti. Dopo il sorpasso avvenuto nelle scorse elezioni, importantissima anche la conferma e il consolidamento del primato, sia in termini di voti che di seggi conquistati, alla Brembo Spa, azienda bergamasca leader di sistemi frenanti con 3.000 dipendenti, alla divisione di Leonardo di Nerviano (Mi), ex Finmeccanica, che conta poco meno di 1.000 dipendenti, e all’Arvedi Tubi Acciai di Cremona.  Sempre in tema di sorpassi storici non si possono non citare le vittorie alla Guzzi di Mandello (Lc), azienda del Gruppo Piaggio,
alla Persico Stampi di Nembro (Bg) dove la Fim, che partecipava per la prima volta alle elezioni, ha conquistato tutti i seggi disponibili, alla Casartelli di Galbiate (Lc), alla Ilta Inox di Robecco D’Olio (Cr) e alla Metalcam di Breno (Bs).
Andrea Donegà, segretario generale della Fim Cisl Lombardia, ringrazia i numerosissimi delegati eletti ed esprime grande soddisfazione: “Questi risultati premiano la coerenza e il coraggio avuti dalla Fim in questi anni - afferma -. Una lunga cavalcata fatta di grande innovazione contrattuale che, con il contratto unitario del 2016, è stata riconosciuta anche da chi, nel passato, aveva avversato quanto di buono la Fim aveva realizzato per le lavoratrici e i lavoratori. La nostra organizzazione ha ottenuto risultati grandiosi in alcuni grandi gruppi, segnando ribaltoni storici e consolidandosi in diverse realtà, unendo all’aumento dei consensi nei rinnovi Rsu anche la crescita di iscritti. Ci candidiamo ad accompagnare le persone nei cambiamenti nel mondo del lavoro, costruendo opportunità per tutti, senza lasciare indietro nessuno”.